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POSTO DI MANTENIMENTO ANAS, LA SEDE DI SANT’ONOFRIO ANCORA “INAGIBILE”


Il Prefetto di Vibo Valentia Dr. Michele Di Bari

A distanza di sei mesi dalla temporanea chiusura del Posto di mantenimento dell’Anas di Sant’Onofrio e del trasferimento dei 24 dipendenti a Lamezia Terme nulla è stato fatto per eliminare l’inagibilità dei locali della sede, posta a base del provvedimento. «Non si sono ancora visti – afferma Luciano Prestia, segretario provinciale della Uil – né progettisti né operai e nulla si è mosso per ripristinare la funzionalità degli uffici vibonesi». E siccome in questa martoriata terra tutto quello che viene assunto in via temporanea tende sempre a diventare qualcosa di definitivo, il sindacalista mette mano alla tastiera e riempie due cartelle di fondate rimostranze che invia al prefetto Michele di Bari e alla direzione dell’Anas. Inequivocabile il messaggio: il Posto di mantenimento di Sant’Onofrio va riattivato nella maniera più tempestiva possibile.
Sei mesi, in altre parole, sono trascorsi inutilmente e, di conseguenza, parlare di «temporaneità » del provvedimento potrebbe essere il solito, banale pretesto per smantellare una struttura che ha sempre operato bene.
Al di là delle responsabilità, che pur vanno ricercate, sulla cattiva gestione della sede di Sant’Onofrio al punto da essere dichiarata inagibile, «la chiusura del Posto di
mantenimento santonofrese – sostiene il responsabile della Uil – comporta da sei mesi un duplice disagio: da un lato per i 24 dipendenti trasferiti a Lamezia, dall’altro il rischio di disservizi agli automobilisti alla vigilia del periodo estivo con tutte le sue criticità. Infatti molti degli operai, diversi dei quali abitano a Mileto, Nicotera, Vallelonga, Tropea, San Calogero, sono costretti a recarsi a Lamezia per prendere servizio e poi tornare indietro verso Vibo per raggiungere il tratto autostradale di competenza». Un disagio che evidentemente alle teste pensanti dell’Anas non fa né caldo né freddo così come non è per loro motivo di preoccupazione «l’esborso, per compiere i circa 60 kmgiornalieri in più richiesti da questa nuova disposizione, che non viene loro rimborsato ». Ma c’è un altro aspetto alquanto delicato che riguarda le squadre di operai di pronto intervento. «Con la nuova destinazione – denuncia – la loro capacità operativa e la possibilità di giungere rapidamente sul luogo assegnato, sono ampiamente compromesse. La vecchia postazione vibonese – aggiunge –certamente li collocava in posizione ottimale per qualsiasi tipo di intervento». Né va trascurato il fatto che la sede lametina che ospita i 24 dipendenti «non è provvista – rimarca il responsabile provinciale della Uil – di telefono, fax, internet e quindi non offre le dovute garanzie di pronto intervento». Da qui l’appello di Prestia al Prefetto affinché indica al più presto un incontro con i dirigenti dell’Anas per cercare di porre rimedio all’incresciosa situazione.
GAZZETTA DEL SUD 24/06/2012

IL COMUNE AVVIA UNO STUDIO PER LA MICROZZONIZZAZIONE SISMICA

(SANT’ONOFRIO) Con lo scopo di implementare sempre più le conoscenze sui possibili rischi per persone e cose derivanti da eventi sismici che, stanti le caratteristiche geomorfologiche della nostra regione, sono purtroppo da tenere sempre in grande considerazione, l’amministrazione guidata dal sindaco Tito Rodà ha provveduto, tramite il competente ufficio tecnico comunale, all’affidamento di un “incarico professionale per la redazione di uno studio della microzzonizzazione sismica del territorio”.
Lo studio è stato reso possibile dalla richiesta a suo tempo inoltrata dalla Commissione straordinaria alla guida del comune all’assessorato regionale ai lavori pubblici per poter accedere alle specifiche risorse messe a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Giudicata ammissibile dalla Regione Calabria, l’istanza veniva “premiata” con l’assegnazione al comune di un contributo di ottomila euro a parziale sostegno della spesa complessiva prevista di 16mila euro.
Nello specifico, lo studio di microzonizzazione sismica, per la cui redazione è stato conferito dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale formale incarico ai tecnici  ing. Filippo Febbraro e geologo Domenico Cugliari, consentirà una più “approfondita e dettagliata conoscenza del territorio in materia di risposta sismica per consentire la progettazione di nuove costruzioni nelle diverse zone di espansione residenziale del paese in maniera adeguata alle caratteristiche del terreno sul quale dovranno sorgere, con conseguente riduzione del rischio sismico”.
           (Raffaele Lopreiato) 

AL CAPEZZALE DI UN CENTRO STORICO IN SFACELO

(SANT’ONOFRIO)  “Il centro storico del paese sta morendo nella più assoluta e colpevole indifferenza”.
Questo il senso del preoccupato allarme lanciato nei giorni scorsi dal periodico locale “La Voce” attraverso il proprio sito internet di recente attivazione.
Alla base della denuncia, il crescente numero di abitazioni abbandonate, molte delle quali ormai da tempo costituiscono un vero e proprio pericolo per l’incolumità fisica dei cittadini, oltre che essere divenute di fatto ricettacolo di topi e insetti estremamente nocivi per la salute pubblica.
Con il rischio concreto che si ripetano situazioni di rischio come quella registrata alcuni anni fa, allorquando il rovinoso crollo in pieno giorno nel popoloso rione “Cuntura” di due case disabitate oltre a causare ingenti danni alle abitazioni limitrofe dove risiedevano dei nuclei familiari, solo per un miracolo non provocò vittime.
D’altronde, dello stato di abbandono in cui versa il centro storico cittadino se ne rende conto anche il visitatore occasionalmente di passaggio, che prova oggi non poco disagio nel constatare la desolazione di quelle
che fino ad un ventennio fa erano le vie più popolose e animate del paese.
La lunga sequenza di case diroccate o comunque inagibili rende infatti già visivamente lo
stato di degrado di quello che in un recente passato era stato il cuore pulsante di Sant’Onofrio.
Diverse le ragioni all’origine di questo orma irreversibile stato di cose.
Tra queste, le mutate esigenze abitative che spingono le famiglie di nuova costituzione a non accontentarsi più delle piccole case in centro, la parcellizzazione tra più eredi della proprietà delle singole abitazioni che ne rende per ognuno di loro poco economica la vendita, la presenza di emigrati che sistemano alla meno peggio la vecchia dimora di famiglia per poi utilizzarla esclusivamente nei pochi giorni all’anno del loro rientro.
Un ruolo importante nella rivitalizzazione del centro storico avrebbero potuto svolgerlo le varie amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, attivando di volta in volta efficaci strategie di intervento finalizzate al recupero della “parte vecchia” del paese.
Ma poco o  nulla è stato fato in tal senso, limitandosi ai modesti ed occasionali interventi di “maquillage” garantiti da piccoli contributi comunitari o regionali.
Con speranza si guarda ora al prossimo varo del nuovo Piano strutturale comunale, nel quale come già preannunciato dai tecnici progettisti in fase di presentazione delle linee guida, dovrebbero essere previsti dei correttivi finalizzati al recupero ed alla riqualificazione edilizia del centro abitato.
Una netta inversione di tendenza auspica anche l’intervento de “La Voce”, che ha già registrato nei primi giorni di lancio della propria campagna di sensibilizzazione sui diversi forum attivi sui social network numerosi interventi dei cittadini.
Tra le proposte più accreditate, il varo da parte dell’amministrazione comunale di una politica di incentivi per il recupero abitativo delle vecchie case con particolare attenzione alle giovani coppie ed alle famiglie numerose, l’elaborazione di piani di recupero particolareggiati e di trasformazione capaci di intercettare le ancora disponibili risorse finanziarie comunitarie, la demolizione forzata dei fabbricati pericolanti e la riconversione delle aree così recuperate, destinandole ad aree attrezzate per lo sport ed il tempo libero.
                           (Raffaele Lopreiato) 

23/10/2011

NON POSSIAMO TACERE - LE PAROLE E LA BELLEZZA PER VINCERE LA MAFIA.

Non possiamo tacere - Le parole e la bellezza per vincere la mafia ( Ediz.Incontri)
Novità editoriale di Bregantini Giancarlo M.
È in tutte le librerie il nuovo libro di monsignor Giancarlo Bregantini ''Non possiamo Tacere''. Il libro, scritto con la giornalista Chiara Santomiero,e'il racconto-testimonianza di un uomo del Nord, che anni fa decise di essere religioso, poi prete operaio, poi cappellano delle carceri e infine vescovo al Sud, in Calabria. 
Famiglia Cristiana n. 42/2011 anticipa un capitolo del libro di mons. Brigantini sul perchè la 'ndragheta vuole controllare le feste.
Famiglia Cristiana n.42/2011
Il giorno in cui s’insediò nella diocesi di Locri-Gerace fu accolto con una bomba sotto il palco e alle forze dell’ordine che gli intimavano di accettare la scorta oppose un netto rifiuto. Vescovo della gente fra la gente, monsignor Bregantini combatte la mafia e le sue derive da una vita intera. E dal di dentro. Non disdegna di entrare nelle case delle ’ndrine per consolare una madre che piange il figlio ucciso o per tentare una pacificazione. Dopo la strage di Duisburg, si reca con un gruppo di preti e laici in Germania a sostenere la comunità calabrese. All’indomani dell’uccisione del politico Francesco  Fortugno, si fa promotore insieme a tanti giovani del movimento “AMMAZZATECI TUTTI ”. Nel molisano, si batte con altri vescovi del territorio per l’acqua pubblica e i posti di lavoro. Nel racconto di un uomo del Nord, che ha scelto di essere prete operaio, poi cappellano delle carceri e infine vescovo al Sud, si alternano storie drammatiche a tante esperienze positive di collaborazione civile ed ecclesiale: nelle scuole, con le parrocchie, con le

la copertina del libro

associazioni anti-racket, con le realtà culturali e con tante persone che non cessano di credere nella legalità e nella cittadinanza attiva. Sono pagine che non si limitano a denunciare le ambiguità mafiose – nell’atteggiamento di chi paga al bar, nell’ostentazione della ricchezza, nella connivenza con la Chiesa – ma che documentano la forza di una tesi: «La mafia ha orrore della bellezza. Una delle migliori forme di antimafia è il gusto del bello, del buono e del vero. Il destino non è ineluttabile, il Sud può vincere».




UN PICCOLO SPIRAGLIO NEL DRAMMA DEGLI OPERAI RIMASTI SENZA LAVORO

Ieri l’atteso vertice istituzionale convocato dal sindaco Tito Rodà
UN PICCOLO SPIRAGLIO NEL DRAMMA DEGLI OPERAI RIMASTI SENZA LAVORO
La Regione sta pensando a un reimpiego nella raccolta differenziata


Una delegazione di operai
(SANT’ONOFRIO) Dimostrando grande sensibilità e nel contempo di aver pienamente compreso le drammatiche ragioni degli operai ex Eurocoop, che dallo scorso lunedì occupano il campanile della chiesa matrice per richiamare in modo plateale l’attenzione dell’opinione pubblica sulla loro cronica condizione di “senzalavoro”, le istituzioni accolgono l’invito dell’amministrazione comunale e si presentano quasi al gran completo per un confronto a tutto campo.
A ricevere il sen. Bevilacqua, i consiglieri regionali Bruni e Grillo, l’assessore provinciale Fera, i segretari provinciali dell’Udc Massara e del Pdl Grillo nella sala consiliare comunale, il sindaco Tito Rodà con buona parte della giunta ed il segretario provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Piperno, accompagnato da una delegazione di lavoratori in lotta.
E proprio sui volti di quest’ultimi, tra loro anche
uno degli occupanti il campanile che ha momentaneamente abbandonato la “postazione”, si legge tutta l’amarezza per una situazione che li vede loro malgrado protagonisti ed al momento senza apparenti vie d’uscita.
Il sen. Bevilacqua, il sindaco Rodà, l'on. Bruni e l'ass. Fera
Balza subito agli occhi anche la totale assenza all’incontro dei tanti familiari e amici che in questi lunghi giorni di occupazione sono stati al fianco dei lavoratori, forse volontariamente tenuti lontano in questa occasione per non acuire ulteriormente tensioni e rabbia non del tutto sopiti.
Apre il confronto il sindaco Rodà che nel ribadire la “piena solidarietà umana oltre che istituzionale ai lavoratori”, evidenzia ancora una volta le gravi difficoltà in cui versano le casse comunali ricordando che nei pochi mesi dall’insediamento ad oggi “la giunta ha dovuto stilare più piani di rientro per fare fronte a debiti per oltre un milione di euro causati da vecchi mutui, spese legali per liti giudiziarie pregresse, rate in scadenza di forniture per servizi essenziali”.
“Conseguenza di ciò - rimarca il sindaco - l’impossibilità assoluta dell’ente, pena il dissesto, di compartecipare con propri fondi a qualunque progetto di ricollocazione a lavoro”.
Le tappe salienti della “via crucis”  degli operai vengono riproste dal sindacalista Piperno che dopo aver stigmatizzato il “comportamento bulgaro della commissione straordinaria allorquando decise di internalizzare il servizio comunale di raccolta dei rifiuti”, non nasconde il proprio rammarico per la “mancata concretizzazione del progetto che prevedeva la costituzione di un consorzio su base provinciale per la gestione del servizio di raccolta differenziata”.
Sulla “necessità di creare un tavolo permanente di confronto, coinvolgendo la prefettura” punta il sen. Bevilacqua e con lui concorda il consigliere regionale Grillo, che ricorda il “progetto finalizzato all’occupazione attualmente in fase di predisposizione ”, anche se lo stesso “diverrà operativo solo nei primi mesi del nuovo anno”.
Come sempre diretto l’on. Bruni, che nel suo intervento non nasconde le “difficoltà del momento che non favoriscono la creazione di nuovo lavoro” ma nel contempo apre uno spiraglio concreto, agganciando le sorti degli otto operai santonofresi  a quelle dei 164 disoccupati vibonesi per i quali “proprio in queste ore la Regione sta assumendo le relative decisioni, valutando l’ipotesi di utilizzare per il loro reimpiego almeno parte dei fondi destinati alla raccolta differenziata e finora inutilizzati”.  
Propositivo anche l’intervento dell’assessore Fera, che manifesta la disponibilità della Provincia a “compartecipare ad un progetto su base ampia che coniughi le emergenze ambientali (rifiuti) con quelle sociali (occupazione)” e per tale ragione “capace di inserirsi in un percorso privilegiato ai fini dell’attrazione delle necessarie risorse finanziarie comunitarie”.
                        (Raffaele Lopreiato) 

OPERAI SUL CAMPANILE, SI ESASPERA LA PROTESTA

Momenti di panico ieri pomeriggio quando uno degli ex lavoratori ha raggiunto il punto più alto pronto a buttarsi
OPERAI SUL CAMPANILE, SI ESASPERA LA PROTESTA
L’intervento dell’assessore Lopreiato ha riportato la calma. Confermato l’incontro per risolvere la vertenza

(SANT’ONOFRIO) Entra oggi nel quinto giorno la protesta dei lavoratori ex Eurocoop, tre dei quali hanno occupato il campanile della chiesa matrice per richiamare l’attenzione sula loro vicenda di disoccupati ormai di lungo corso, privati finanche del “paracadute” degli ammortizzatori sociali.
Il via alla clamorosa protesta è stato dato lo scorso lunedì, con gli occupanti che sin dal primo momento minacciano gesti inconsulti se non riceveranno a breve risposte concrete dalle istituzioni.
“Un lavoro, qualunque esso sia” è la loro corale ed unica richiesta, resa ancora più pressante dal fatto che tutti gli otto lavoratori interessati sono padri di famiglia con moglie e prole a carico.
A perorare la causa dei tre operai che hanno occupato il campanile e degli altri cinque colleghi che hanno costituito un presidio permanente in piazza Umberto I, Nazzareno Piperno, segretario provinciale dello Slai Cobas.
E proprio l’attivismo di Piperno, unitamente agli sforzi costanti del sindaco di Sant’Onofrio Tito Rodà aprono ora uno spiraglio alla possibilità di riportare la vertenza nell’alveo naturale del confronto istituzionale.
Per oggi pomeriggio è infatti previsto un incontro in municipio cui sono stati invitati a partecipare i più autorevoli
referenti istituzionali del territorio: il presidente della Provincia De Nisi, l’assessore ed i consiglieri regionali Stillitani, Bruni, Grillo, Salerno e Censore, il sen. Bevilacqua.
Da loro i lavoratori si attendono proposte risolutive, per poter finalmente tornare a lavorare, così restituendo serenità e certezze a se stessi ed alle proprie famiglie.
Ma proprio sulla possibilità o meno di svolgimento dell’incontro odierno si sono vissuti ieri pomeriggio momenti di grande tensione che avrebbero potuto avere conseguenze ben più drammatiche se Piperno ed alcuni dei manifestanti rimasti a terra non si fossero prodigati per riportare la calma.
Ad originare il tutto la notizia, giunta non si sa come ai lavoratori e poi per fortuna rivelatasi infondata, che il previsto incontro con i rappresentanti istituzionali era stato annullato.
Tanto bastava per ingenerare tutta una serie di reazioni sia tra i capannelli dei familiari degli occupanti che sostavano in piazza, tra cui la moglie di uno dei lavoratori che, prossima al parto, dopo una crisi di nervi si è accasciata al suolo tanto da rendere necessario il ricorso ad un medico.
Ancora più delicata si prospettava la situazione in cima al campanile con uno degli occupanti che, visibilmente scosso, si arrampicava sul cornicione e da lì raggiungeva il punto più alto e pericoloso della chiesa che, lo ricordiamo, versa in precarie condizioni sia statiche che strutturali.
Solo dopo alcune ore, grazie anche all’intervento risolutore dell’assessore comunale all’ambiente Pietro Lopreiato che garantiva personalmente sullo svolgimento dell’incontro odierno, il dimostrante, aiutato anche dagli altri occupanti il campanile ha abbandonato la pericolosa postazione.
Da registrare, infine, sulla vicenda anche un intervento del parroco di Sant’Onofrio don Franco Fragalà che da Assisi, dove si trova per un ritiro spirituale, fa giungere parole di “comprensione e solidarietà per questi fratelli, che vivono un momento di particolare difficoltà”.
Per don Franco è “necessario un rinnovato e fattivo impegno di chi riveste cariche politiche ed istituzionali per sconfiggere piaghe sociali quali la mancanza del lavoro, spesso tra le cause principali di disgregazione di tante famiglie”.
 (Raffaele Lopreiato)

ANCHE SANT’ONOFRIO NEI TAGLI AI COMUNI PREVISTI DALLA FINANZIARIA

Decreto del ministero dell'interno in G.U. Riduzioni da 1,27 a 6,47 per abitante

Contributo tagliato negli enti locali dove si sono svolte le amministrative



(Italia Oggi) Nelle province e nei comuni dove nel 2011 si sono svolte le elezioni amministrative, il contributo ordinario erogato dal ministero dell'interno, sarà tagliato, rispettivamente, di 1,27 e 6,47 euro per abitante. È quanto precisa il ministero dell'interno nel decreto 28 settembre 2011, pubblicato sulla gazzetta Ufficiale del 14 ottobre scorso, con cui si attuano le disposizioni contenute all’articolo 2, comma 183 della legge n. 191/2009 (legge finanziaria 2010).
L'articolo di Italia Oggi del 19/10/2011

GLI OPERAI NON MOLLANO «RESTEREMO QUASSÙ SINO A LUNEDÌ PROSSIMO»

(SANT’ONOFRIO) Secondo giorno, e seconda notte, di protesta degli ex operai Eurocoop, tre dei quali hanno occupato il campanile della chiesa matrice che si affaccia su piazza Umberto I.
Utilizzati fino al 2009 per il servizio comunale di raccolta e smaltimento dei rifiuti, gli otto lavoratori, tutti santonofresi con moglie e figli a carico ed esclusiva fonte di sostentamento della famiglia, hanno compiuto l’ennesimo gesto eclatante per attirare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla loro condizione di “disoccupati cronici, privati anche del diritto costituzionalmente riconosciuto agli ammortizzatori sociali”.
A destare preoccupazione per la nuova, clamorosa iniziativa non solo le dichiarazioni dei lavoratori che anche nella giornata di ieri hanno minacciato gesti inconsulti se non riceveranno adeguate rassicurazioni sul loro futuro lavorativo, ma anche le precarie condizioni strutturali e statiche del campanile.
Per tali ragioni la zona circostante la chiesa matrice è stata messa in sicurezza, sin dal momento in cui è scattata l’emergenza, dalle forze dell’ordine guidate dal comandante della locale stazione dei carabinieri Sebastiano Cannizzaro allo scopo di consentire, in caso di necessità, il pronto intervento dei vigili del fuoco che hanno attivato la prevista procedura di pronto intervento e presidiano permanentemente l’area interessata.

Comunque, contestualmente alla protesta degli occupanti, sostenuta anche dagli altri lavoratori interessati e da numerosi familiari, continuano i contatti con le istituzioni preposte alla ricerca di soluzioni condivise.
Ad occuparsene, Nazzareno Piperno, segretario provinciale dello Slai Cobas, da sempre al fianco degli operai licenziati.
Un primo spiraglio sembra essersi aperto nel primo pomeriggio di ieri, quando una delegazione, guidata dallo stesso Piperno, ha incontrato in municipio il sindaco Tito Rodà.
Il primo cittadino ha ribadito la propria vicinanza umana ed istituzionale agli operai licenziati, facendosi inoltre promotore di un tavolo tecnico nel quale proseguire il confronto.
A tal proposito, Rodà ha garantito che provvederà per lunedì prossimo ad organizzare un primo incontro al quale inviterà anche il presidente della Provincia Francesco De Nisi, i rappresentanti del vibonese in Consiglio regionale Stillitani, Bruni, Censore, Salerno e Grillo ed il sen. Franco Bevilacqua, con l’intento di chiedere il loro sostegno nelle sedi istituzionali appropriate per addivenire ad una positiva soluzione della vertenza.
La proposta è stata favorevolmente accolta dai lavoratori, che però non intendono recedere dal loro proposito, ribadendo che “l’occupazione del campanile si protrarrà a questo punto almeno fino all’inizio della prossima settimana”.
(Raffaele Lopreiato)

A DISTANZA DI 11 GIORNI I LAVORATORI EX EUROCOOP OCCUPANO NUOVAMENTE IL CAMPANILE DELLA CHIESA MATRICE

(SANT’ONOFRIO) Tanti concittadini con gli occhi al cielo seguono le gesta dei tre operai addetti alla raccolta dei rifiuti, che da stamattina hanno nuovamente occupato il campanile della chiesa matrice.
Gli operai, utilizzati dal Comune di Sant’Onofrio e successivamente licenziati, perché il servizio è stato internalizzato e affidato al personale LSU, con questo gesto tentano di sensibilizzare l’opinione pubblica e in particolar modo le istituzioni Comune, Provincia, Regione e Prefettura, per giungere ad una rapida soluzione che garantisca loro una minima occupazione.
Sul volto dei lavoratori si legge tanta disperazione, stavolta si intuisce che l’occupazione durerà a lungo.
Il sindacalista dello Slai-Cobas, Nazzareno Piperno, che da stamani accompagna l’azione dei propri iscritti, cerca di rasserenarli, finora ha invitato politici, amministratori locali e provinciali, ad occuparsi della problematica degli operai santonofresi. Domattina dovrebbe intervenire sul luogo il presidente dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia, intanto ai tre operai si forniscono delle vivande e dei thermos con caffè caldo, stanotte sul campanile farà molto freddo.
Sulla facciata della chiesa campeggiano le bandiere dello Slai Cobas e degli striscioni con le scritte:
“Commissari avete rovinate le nostre famiglie. Ma la politica dove caz..è?”

“morire per il lavoro è una vergogna per le istituzioni. Grazie ai commissari abbiamo perso il lavoro”

© www.lavocedisantonofrio.net

TAGLI ALLE POLTRONE DELLA PROVINCIA E DEL COMUNE DI SANT’ONOFRIO

I comuni della Provincia di Vibo Valentia, ed il nuovo collegio di Sant'Onofrio
Si tratta di una vera e propria rivoluzione, la diminuzione dei consiglieri comunali che, a meno di ribaltamenti improvvisi, o all’eventuale soppressione degli Enti intermedi per ora congelata a successivo provvedimento, dagli attuali 24 consiglieri provinciali, scenderanno a 10 per la Provincia di Vibo mentre al Comune di Sant’Onofrio passeranno a sette consiglieri più il sindaco e non più di 3 assessori.
Un deciso taglio che colpirà l’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia a partire dal 2012, o, comunque, dal prossimo mandato visto che alla originaria riduzione del 20 per cento, stabilito dalla legge 191/2009, si è aggiunto un ulteriore 50% con la più recente disposizione approvata dal parlamento, il decreto legge n.138 del 13 agosto 2011 convertito con legge n.148 del 14.09.2011.
Alle Amministrazioni comunali per effetto dell'articolo 16 del dl 138/2011 si avrà la riduzione del numero di consiglieri e assessori. Si determineranno così le nuove composizioni consiliari:
  • nei comuni con popolazione superiore a 1.000 e fino a 3.000 abitanti, il consiglio è composto, oltre al sindaco, da cinque consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 2;
  • nei comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000 abitanti, il caso di Sant’Onofrio, il consiglio comunale è composto da sindaco e sette consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 3;
  • nei comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000 abitanti, il consiglio comunale sarà composto da sindaco e nove consiglieri; gli assessori non potranno essere più di 4.
Quindi, la nuova legge, che impone una drastica riduzione dei componenti dei consigli e delle giunte di comuni e province, produrrà una nuova definizione dei collegi provinciali di Vibo Valentia, che terrà conto della contiguità territoriale e di una distribuzione della popolazione proporzionalmente suddivisa in dieci collegi.
BOZZA NUOVA DEFINIZIONE COLLEGI PROVINCIALI VIBO VALENTIA
  1. Collegio di Dinami: Dinami, Acquaro, Arena, Dasà, Gerocarne, Sorianello, Soriano Calabro e Pizzoni. Abitanti complessivi 18.216, sezioni elettorali n. 23.
  2. Collegio di Filadelfia: Filadelfia, Capistrano, Francavilla Angitola, Monterosso Calabro, San Nicola da Crissa, Polia, Vallelonga e Vazzano. Abitanti 16.767, sezioni elettorali n. 22.
  3. Collegio di Mileto: Mileto, Francica, Jonadi, San Gregorio d'Ippona, San Costantino Calabro. Abitanti complessivi n.16.135, sezioni elettorali n. 20.
  4. Collegio di Nicotera: Nicotera, Joppolo, Limbadi e San Calogero. Abitanti complessivi 17.331, sezioni elettorali n. 22.
  5. Collegio di Pizzo: Pizzo, Maierato, Filogaso, Sant'Onofrio e Stefanaconi. Abitanti complessivi 17.970, sezioni n. 20.
  6. Collegio di Rombiolo: Rombiolo, Briatico, Cessaniti, Filandari, Zungri e Zambrone. Abitanti complessivi 18.247, sezioni n. 26.
  7. Collegio Serra San Bruno: Serra San Bruno, Brognaturo, Fabrizia, Mongiana, Nardodipace, Simbario, Spadola. Abitanti conplessivi 14.791, sezioni n. 20.
  8. Collegio di Tropea: Tropea, Drapia, Parghelia, Ricadi, Spilinga, Zaccanopoli. Abitanti complessivi 17.332, sezioni n. 23.
  9. Collegio di Vibo Valentia: da Vibo Valentia alta a Piscopio seguendo una linea che in senso orario va dalla SS. 182 per San Gregorio d'Ippona, prosegue lungo la Statale e si immette sulla strada comunale Bitonto che, però, resta esclusa, passa davanti alla Provincia, delimita tutta la zona Lacquari, entra in viale Affaccio, prosegue per via Dante Alighieri e si immette in via Palack fino all'incrocio di Santa Ruba. Passando poi per altre vie arriva al punto di partenza in località Tacconi e Battifoglio. Comprende anche la zona di Vibo Est e un insieme di vie ancora sino in via Santa Maria dell'Imperio. Abitanti complessivi 19.237, sezioni n. 22.
  10. Collegio Vibo Valentia II: comprende Vena Superiore, Vena Inferiore, Vena Media, Triparni e località Aeroporto. Ingloba anche tutta la zona Moderata Dujrant e località Bitonto. Comprende ancora Vibo Marina, Bivona, Porto Salvo, Longobardi e San Pietro. Abitanti complessivi 14.720, sezioni n.15.

SANT’ONOFRIO ADERISCE ALL’INIZIATIVA TARGHE CONTRO LA 'NDRANGHETA


Mons. Fiorillo consegna la targa al sindaco

VIBO VALENTIA - «Non rassegnatevi al pessimismo. Questo è uno dei passaggi più significativi dell’omelia pronunciata ieri a Lamezia Terme da Papa Benedetto XVI. Parafrasando le parole di Sua Santità, non dobbiamo rassegnarci alla presenza della ’ndrangheta nella nostra terra, perchè la Calabria possiede gli anticorpi necessari per sconfiggerla». Lo ha detto Salvatore Magarò, presidente della Commissione regionale contro la ’ndrangheta, a Vibo, a margine della manifestazione per la consegna delle targhe contro la ’ndrangheta ai sindaci aderenti all’Associazione ViboVale. «Si tratta dei tanti prefetti - prosegue Magarò - degli ottimi magistrati, delle forze dell’ordine, dei parroci, dei rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’associazionismo, dei sindaci e degli amministratori onesti che ogni giorno con il loro lavoro contrastano la criminalità organizzata. 

La targa anti-'ndrangata consegnata ai comuni aderenti

In Calabria si respira un’aria di cambiamento. C’é una nuova generazione di giovani che parlano della legalità senza paura e senza omertà. Questo mondo vitale va incoraggiato, sostenuto ed allargato. Testimonia da quale parte deve stare la società calabrese: dalla parte della trasparenza, della correttezza, delle buone pratiche di governo, del rispetto delle regole». «La manifestazione terminata con la consegna delle targhe ai sindaci dei comuni aderenti all’Associazione ViboVale ed al presidente della Provincia di Vibo Valentia, va in questa direzione. Facendo tesoro degli insegnamenti del Vangelo potremmo dire: “fuori i mercanti dal tempio, fuori la ’ndrangheta dai municipi calabresi”». Per l'occasione nella sala consiliare erano presenti, oltre al sindaco Nicola D'Agostino, ai primi cittadini dei Comuni interessati e al presidente della Provincia Francesco De Nisi, il prefetto Luisa Latella, il procuratore Mario Spagnuolo, il questore Giuseppe Cucchiara, il ten. col. Daniele Scardecchia, il com. Paolo Marzio, il com. Antonio Casella, il direttore della Scuola di polizia Salvatore Barilaro e del carcere Antonio Galati. Accanto a loro l'on. Mario Tassone, il sen. Francesco Bevilacqua, il presidente della commissione regionale antimafia Salvatore Magarò, numerosi gli amministratori presenti, tra i quali il sindaco del nostro paese Tito Rodà, l'assessore Nicolino La Gamba (portavoce dell'associazione "ViboVale"), e il coordinatore provinciale di Libera mons. Giuseppe Fiorillo.

LA DISPERAZIONE DEGLI OPERAI “EUROCOOP” RIMASTI SENZA OCCUPAZIONE E SENZA PROSPETTIVE SFOCIA IN GESTI ECLATANTI


I tre operai sul campanile della chiesa
(SANT’ONOFRIO) I sentimenti di rabbia, disperazione ed impotenza di fronte ad una situazione di precarietà lavorativa che non sembra avere sbocchi inducono gli ex operai della ditta Eurocoop ad inscenare l’ennesima clamorosa protesta.
Tre di loro, infatti, già dalle prime ore di ieri mattina, approfittando dell’apertura mattutina per la celebrazione della santa messa, si sono barricati sulla sommità del campanile della chiesa matrice, minacciando gesti inconsulti se non si troverà una soluzione al loro problema occupazionale.
Una situazione che da subito ha generato allarme nella comunità, anche per la potenziale pericolosità della struttura, considerata la precarietà strutturale del campanile. 
Gli altri compagni di lavoro rimasti a protestare nella piazza
Tra i primi a mobilitarsi il sindaco Tito Rodà che si è subito recato sul posto, provvedendo nel contempo ad allertare le forze dell’ordine.
Coordinate dal luogotenente Sebastiano Cannizzaro, sono intervenute pattuglie dei carabinieri e della polizia oltre ad una squadra di vigili del fuoco che ha prontamente provveduto a recintare l’area circostante, attivando le procedure di pronto intervento.
Per fortuna, in tarda serata, la situazione si è positivamente sbloccata.
Preziosa si è rivelata in tal senso la mediazione del comandante Cannizzaro e del sindaco Rodà che, di concerto con il sindacalista Nazzareno Piperno, hanno convinto i dimostranti a scendere dal campanile ed a recedere dai loro propositi, garantendo loro che nelle prossime ore saranno ricevuti in prefettura.
E’ una storia che viene da lontano, quella degli otto operai Eurocoop, tutti santonofresi e con mogli e figli a carico, addetti al servizio comunale di raccolta dei rifiuti.
La loro odissea inizia nel 2009, quando la commissione straordinaria in quel momento alla guida del comune decide, per ragioni di equilibri di bilancio, di internalizzare il servizio, non rinnovando l’appalto alla ditta Eurocoop.
Da quel momento lo spettro della disoccupazione si concretizza per i lavoratori che, con l’appoggio incondizionato del segretario provinciale dello Slai Cobas Piperno, promuovono una serie di iniziative di sensibilizzazione delle istituzioni e dell’opinione pubblica, arrivando in alcuni momenti anche a gesti eclatanti come l’occupazione del tetto della sede della Provincia e della sala consiliare comunale.
Uno spiraglio per i lavoratori sembrava essersi aperto, grazie anche alla positiva mediazione del prefetto Luisa Latella, al momento della sottoscrizione di un protocollo d’intesa con la Provincia che prevedeva il loro utilizzo per la raccolta differenziata dei rifiuti nei comuni che si sarebbero associati.
Un progetto, questo, che non si è poi concretizzato, gettando ancora una volta nello sconforto i lavoratori, che da quel momento hanno avuto come unico sollievo la momentanea utilizzazione trimestrale, da poco peraltro conclusa, per la pulizia delle spiagge.
Ed è proprio la mancanza di nuove prospettive lavorative ad aver originato il nuovo, clamoroso gesto di ieri mattina, con tre operai trincerati sul campanile ed i rimanenti cinque in piazza a testimoniare il loro stato di difficoltà, aggravato ulteriormente dalla impossibilità di accedere agli ammortizzatori sociali.
Un disagio di cui si fa interprete il segretario dello Slai Cobas che “invita le istituzioni preposte ad attivarsi celermente per prevenire le possibili drammatiche conseguenze di queste forme di protesta estrema”.
Per Piperno “occorre impegnarsi per trovare una soluzione capace di ridare serenità a questi lavoratori che si sentono abbandonati e non sono più in grado di garantire ai loro figli, molti dei quali in tenera età, nemmeno un pezzo di pane”.
“Solidarietà umana oltre che istituzionale” è stata espressa ai lavoratori anche dal sindaco Rodà, che ha garantito loro anche per il futuro la sua vicinanza, pur ribadendo “l’impossibilità dell’amministrazione comunale a farsi carico, anche in minima parte, del problema, stanti le crescenti e conclamate difficoltà finanziarie in cui si trova l’ente”.

                         (Raffaele Lopreiato)

IN CASO DI INDISPONIBILITÀ DELL’ELICOTTERO PONTIFICIO, IL PAPA BENEDETTO XVI POTREBBE PASSARE DA SANT’ONOFRIO

Il Prefetto Luisa Latella
In occasione della visita di SS papa Benedetto XVI prevista per giorno 9 ottobre 2011, il Prefetto con propria ordinanza ha disposto la chiusura al traffico dalle ore 14.00  fino a cessate esigenze,  della strada che dallo svincolo autostradale A3 Sant’Onofrio attraverso i comuni di Sant’Onofrio – Filogaso – S. Nicola porta a Serra San Bruno e viceversa.  Quindi dopo la chiusura della caccia, arriva la chiusura al traffico delle auto. Tutto organizzato nel caso di indisponibilità dell'elicottero pontificio o chiusura dello spazio aereo.
Di seguito uno stralcio dell’ordinanza prefettizia:

Il Prefetto di Vibo Valentia ORDINA la chiusura al traffico dalle ore 14.00  fino a cessate esigenze lungo i seguenti tratti stradali:
1)      SP 606, direzione Sant’Onofrio, a partire dal KM7 (altezza svincolo autostradale S.Onofrio)
SP 4 per Filogaso – SP 54 da Filogaso per S.Nicola – innesto SP 110
dal Km 19 fino a innesto  SS 182 (KM60+400) – Nuova trasversale delle Serre in direzione Serra San Bruno svincolo Serra san Bruno nord innesto SP 110 Km 36 (altezza Pizzeria Fontanella)- SP 110 fino all’ingresso di Serra San Bruno ed al tratto viario di competenza comunale.
2)      SP 110 a partire dal Km 0 (località Angitola) fino al Km 19 (innesto con la SP 54), al fine di evitare l’immissione di traffico sul percorso di cui al punto precedente;
Per l’intera giornata del 9 ottobre, in deroga ad eventuali diverse prescrizioni, è consentito il parcheggio sul lato destro della Trasversale delle Serre, limitatamente alla direzione di marcia svincolo di Serra San Bruno sud (Km 48.400), al fine di garantire il parcheggio degli autobus.

Durante il periodo di sospensione temporanea della circolazione:
  • Dovrà essere curato anche la chiusura di tutti gli accessi che si affacciano sulle arterie interessate in ambito urbano ed extra urbano mediante il diretto presidio di personale destinato allo scopo ed utilizzando transenne.
  • È vietato il transito di qualsiasi veicolo, in entrambi i sensi di marcia dei tratti interessati;
  • È fatto divieto a tutti i veicoli di immettersi nei percorsi individuati;
Sarà cura  delle Forze di Polizia preposte al controllo valutare, compatibilmente con le esigenze organizzative, le eventuali, indispensabili eccezioni, individuando, comunque, idonei percorsi alternativi per il passaggio dei mezzi di soccorso.

I Sindaci dei Comuni di Sant’Onofrio, Filogaso e San Nicola da Crissa vorranno, infine adottare, ciascuno per la parte di competenza, analoga ordinanza di sospensione della circolazione stradale nei tratti viari ricadenti nei centri abitati di rispettiva competenza interessati dal percorso di cui al punto 1.