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IL RAPPORTO SVIMEZ: CALABRIA LA PIÙ POVERA D’ITALIA

IL RAPPORTO La Svimez conferma la crisi senza precedenti del Mezzogiorno
CALABRIA LA PIÙ POVERA D’ITALIA

Sud a rischio desertificazione, nascite in calo, crollo dei redditi e disoccupazione



MAIERATO: IL PRESIDENTE DELLA FERRARI FESTEGGIA CON I VERTICI DELL’AZIENDA DI PIPPO CALLIPO E I DIPENDENTI IL SECOLO DI ATTIVITÀ NELLA LAVORAZIONE DEL TONNO

Luca Cordero Montezemolo

Cento anni è un bellissimo traguardo per un’azienda, specialmente se è calabrese. Quale modomigliore, poi, per festeggiare se non con un personaggio del mondo imprenditoriale italiano del calibro di Luca Cordero di Montezemolo?
Per Pippo Callipo, industriale di successo nel settore della lavorazione del tonno, la visita del presidente della Ferrari ed ex presidente nazionale di Confindustria, non poteva che essere un pomeriggio speciale. E un bel regalo anche per l’importante anniversario della sua azienda.
In visita in Calabria, dopo l’incontro a Cosenza, Montezemolo ha voluto fare una capatina a Vibo e rendere omaggio al suo collega Callipo. Una capatina che, a quanto pare, Montezemolo ha l’abitudine di fare nella provincia vibonese. Come ha raccontato durante la visita nello stabilimento di lavorazione del tonno. Il noto imprenditore italiano conosce molto bene la Costa degli Dei, apprezzandone le sue bellezze e la sua cucina. E non solo, visita spesso anche la Calabria, al punto di rivelare di aver fatto il viaggio di nozze addirittura in Sila. Lo ha confidato alla miriade di camici bianchi e cuffiette che lo hanno accolto calorosamente.
Invasamento del tonno
Con il presidente della Ferrari, hanno fatto visita all’azienda Callipo anche il prof. Beniamino Quintieri, capolista alla Camera per Monti in Calabria, l’imprenditore catanzarese Floriano Noto e l’orafo Gerardo Sacco. «Vedo una realtà straordinaria», ha esordito Montezemolo durante i suoi saluti e dopo un bel tour lungo i vari settori dell’industria. Mettendo piede per la prima volta nell’azienda Callipo ha percorso passo dopo passo le diverse fasi della lavorazione del tonno, non rinunciando poi a fare pure qualche assaggino. «Sono felice – ha continuato nei suoi saluti – di essere qui in visita a una industria che tiene alto il nome di Vibo, della Calabria e dell’intera nazione».
Poi soffermandosi sulla qualità dell’impresa e del buon lavoro che i Callipo svolgono da generazioni, ha ripetuto la famosa frase che spesso ripete per la Formula Uno:«dietro a un buon prodotto ci stanno sempre uomini e donne eccezionali. Per gli imprenditori – ha sottolineato – i suoi uomini e le sue donne sono il vero patrimonio.
In più, il clima sereno che si respira qui sul posto di lavoro è molto importante». E facendo ufficiosamente i complimenti alla famiglia Callipo e all’intera impresa, ha poi affermato che «quando il prodotto di un’industria è conosciuto e  apprezzato in tutto il mondo e il suo marchio dura da cento anni, allora vuol dire che il lavoro di tutta l’azienda è fatto bene». Certo, la regione deve fare ancora grandi passi avanti, tuttavia – ha continuato – «a questa terra non manca nulla, ha bisogno solo della volontà di tutti».
Facendo infine i complimenti, Montezemolo ha poi voluto lasciare un suo ricordo, donando in segno di gratitudine a Pippo Callipo un modellino della Ferrari. Ricevendo in cambio un altro bel regalo: tanto buon tonno e una confezione del centenario. Come dire, due qualità che si incontrano e due prodotti che tengono alto il nome dell’imprenditoria italiana.
Per Pippo Callipo che ha presentato la sua azienda affermando «questa è la mia famiglia», una visita così speciale non poteva che essere per lui e per il suo personale una notevole gratificazione.
(Antonella Furci - Gazzetta del Sud 09/02/2013)

CALABRIA:ANCORA UNA SCOSSA DI TERREMOTO SUL POLLINO

Ancora una scossa di terremoto sul Pollino, alle 02:52:37, di magnitudo 2.8.
L’INVG ha registrato questa ennesima scossa a Cosenza, in Calabria ed, esattamente, nel distretto sismico del Pollino.
La profondità a cui si è verificata la scossa è stata a 8.4 km e ha interessato maggiormente i comuni che si trovano a 10Km dall’epicentro e cioè ROTONDA (PZ), LAINO BORGO (CS), LAINO CASTELLO (CS), MORMANNO (CS).Per la frequenza a cui si stanno verificando, è difficile credere che si tratti ancora di scosse di assestamento quanto, piuttosto, di un movimento che non cessa di smettere.
Pollino 
11/10/2012 - 02:28 (locale) Magnitudo:2.1 (Ml) Profondità: 8 Km.

Zone limitrofe:
Castelluccio Inferiore(PZ) ± 12 km.| Castelluccio Superiore(PZ) ± 13 km.| Laino Borgo(CS) ± 7 km.| Laino Castello(CS) ± 6 km.| Mormanno(CS) ± 3 km.| Orsomarso(CS) ± 15 km.| Papasidero(CS) ± 10 km.| Rotonda(PZ) ± 7 km.| Viggianello(PZ) ± 11 km.|

CALABRIA:TERREMOTO DI MAGNITUDO 5 SUL POLLINO


Ora Evento
2012/10/25 23:05:26 UTC
2012/10/26 01:05:26 UTC +02:00 a epicentro
2012/10/26 01:05:26 UTC +02:00 ora di sistema
Posizione
39,855 ° N 16,044 ° E Profondità = 3,8 km (2.4mi)
Città nelle vicinanze
6km (4mi) a SE di Mormanno, Italia
14km ​​(9 miglia) WNW di Castrovillari, Italia
21km (13mi) ENE di Scalea, Italia
24km (15mi) WNW di Cassano al Ionio, Italia
358 km (222mi) WSW di Tirana, Albania
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5 è stata registrata all'1:05 nella zona del massiccio del Pollino, al confine tra Basilicata e Calabria, tra le province di Potenza e Cosenza. L'epicentro, secondo l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è stato localizzato tra i comuni di Mormanno, Laino Castello e Laino Borgo, nel Cosentino, e nel comune di Rotondo, in provincia di Potenza. In tutto ci sono state quindici scosse, tra i 2 e i 3.3 di magnitudo. Dopo la più forte, le altre sono state registrate in rapida successione tra l'1:12 e le 3:31. Un uomo di 84 anni è morto per infarto a Scalea, probabilmente per la paura provocata dalla forte scossa.

Sismotettonica dell'area del Mediterraneo e dintorni
La regione mediterranea è sismicamente attivo dovuta al nord convergenza (4-10 mm / anno) della placca africana rispetto alla placca eurasiatica lungo un margine di placca complessa. Questa convergenza ha iniziato circa 50 mA ed è stato associato con la chiusura della Tetide. Il resto moderna del mare Tetide è il Mar Mediterraneo. I più alti tassi di sismicità nella regione mediterranea si trovano lungo la zona di subduzione Ellenica della Grecia meridionale, lungo la Faglia Nord Anatolica zona della Turchia occidentale e la zona di subduzione calabrese del sud Italia. Locali alti tassi di convergenza alla zona di subduzione Ellenica (35mm/yr) sono associati con retro-arco diffondendo in tutta la Grecia e la Turchia occidentale al di sopra della subduzione della crosta oceanica del Mediterraneo.Crostale faglie normali in tutta questa regione è una manifestazione di tettonica estensionale associata con il retro-arco di diffusione. La regione del Mar di Marmara è una zona di transizione tra il regime estensionale, a ovest, e lo sciopero-slip regime del Nord Anatolica Fault Zone, a est. Il guasto Nord Anatolica ospita gran parte della destra laterale di movimento orizzontale (23-24 mm / anno) tra il Anatolian micro-piastra e placca eurasiatica come Anatolian micro-piastra viene spinto verso ovest per ospitare un'ulteriore chiusura del bacino del Mediterraneo causato da la collisione delle placche africana e araba in Turchia sud-orientale. Subduzione del pavimento sotto il Mar Mediterraneo Mar Tirreno in corrispondenza della zona di subduzione calabrese provoca una zona significativa di sismicità giro per la Sicilia e l'Italia meridionale. Vulcani attivi si trovano sopra i terremoti di profondità intermedie nelle Cicladi del Mar Egeo e nel sud Italia.
Nella regione del Mediterraneo vi è una traccia scritta, lunga diversi secoli, la documentazione pre-strumentale sismicità (prima del 20 ° secolo). I terremoti hanno causato danni storicamente diffuse in Grecia centrale e meridionale, Cipro, Sicilia, Creta, il Delta del Nilo, del Nord Libia, la catena montuosa dell'Atlante del Nord Africa e della penisola iberica. Il 1903 M8.2 terremoto Citera e del 1926 M7.8 terremoti Rodi sono i più grandi terremoti registrati strumentalmente Mediterraneo, entrambi associati a subduzione zona tettonica. Tra il 1939 e il 1999 una serie di devastanti M7 + strike-slip terremoti propagati verso ovest lungo la zona Nord Anatolica guasto, a partire dal 1939 M7.8 terremoto Erzincan all'estremità orientale del sistema Nord Anatolica errore. Il 1999 M7.6 terremoto di Izmit, che si trova sul lato ovest del guasto, ha colpito una delle zone più densamente popolate e industrializzate della Turchia uccidendo urbani, più di 17.000 persone. Sebbene i tassi di sismicità sono relativamente bassi lungo il margine settentrionale del continente africano, i grandi terremoti distruttivi sono stati registrati e riportati dal Marocco nel Mediterraneo occidentale, il Mar Morto nel Mediterraneo orientale. Nel 1980 El M7.3 terremoto Asnam è stato uno dei terremoti più grandi e più distruttivo Africa nel 20 ° secolo.
I grandi terremoti in tutta la regione del Mediterraneo sono stati anche noto per la produzione di tsunami significative e dannose. Uno dei terremoti più importanti storici della regione è il terremoto di Lisbona del 1 ° novembre 1755, la cui grandezza è stata stimata da non strumentali i dati a circa 8.0. Il terremoto del 1755 di Lisbona si pensa che si sono verificati all'interno o in prossimità delle Azzorre-Gibilterra faglia trasforme, che definisce il confine tra gli Stati dell'Africa e piatti eurasiatica largo della costa occidentale del Marocco e Portogallo. Il terremoto è notevole sia per un grande numero di morti di circa 60.000 persone e per la generazione di uno tsunami che ha spazzato la costa portoghese sommergendo villaggi costieri e di Lisbona. Un terremoto di circa M8.0 vicino a Sicilia nel 1693 ha generato una grande onda tsunami che ha distrutto numerose città lungo la costa orientale della Sicilia. Il M7.2 28 dicembre 1908 terremoto di Messina è letale il terremoto documentato europea. La combinazione di scuotimento del suolo grave e uno tsunami locale causato circa 60.000 a 120.000 vittime.

SCONTI ALITALIA PER LA CALABRIA

Scattano le nuove offerte Alitalia per volare in Calabria a prezzi decisamente convenienti. La compagnia aerea italiana mette infatti a disposizione migliaia di posti per volare sui tre aeroporti calabresi di Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone.
Per quanto riguarda il collegamento Roma Fiumicino - Lamezia Terme, Alitalia ha deciso di incrementare i posti a disposizione negli ultimi giorni prima della partenza: questi last minute hanno le tariffe più convenienti. Inoltre passano da 7 a 8 i collegamenti quotidiani tra la capitale e Lamezia Terme.
Fino al 4 agosto saranno ben 11.000 i posti al costo di soli € 59 (sola andata tutto incluso) per volare da Roma Fiumicino a Regio Calabria. Approfittando di questa offerta, da prenotare entro 7 giorni prima della partenza, si potrà volare a tale prezzo fino al 31 ottobre. Stesse condizioni per volare da Crotone a Roma anche se qui i posti sono 1.100.
In questo modo, come afferma Andrea Stolfa, Direttore Marketing, Revenue Management & Network di Alitalia, la compagnia aerea consolida la sua presenza sul nostro territorio nazionale. Alitalia vuole infatti essere la compagnia di riferimento per l'Italia ed in particolare per il Mezzogiorno, un suo obiettivo strategico. I collegamenti con la Calabria inoltre sono sia per un'utenza business sia per coloro che viaggiano per turismo. Ricordiamo infine che la Calabria è collegata, oltre che con Roma, anche con Milano Linate, Torino, Venezia, Bologna e Trieste mentre AirOne, partner del Gruppo Alitalia, collega Lamezia Terme con gli scali di Milano Malpensa e di Pisa.
(Viaggiando in Europa)

SUDAN, LIBERATO IL COOPERANTE CALABRESE DI EMERGENCY FRANCESCO AZZARA'


Francesco Azzarà cooperante di Emergency (reggiopress)
Francesco Azzara', il cooperante italiano sequestrato in Darfur ad agosto, e' libero e sta bene.
La fine dell'incubo del calabrese 34enne, rapito a Nyala mentre si recava in aeroporto con alcuni colleghi, era stata preannunciata proprio da Emergency ieri in una nota. Poi oggi del Sudan Media Center, agenzia indipendente vicina ai servizi di sicurezza di Khartoum che non citava pero' il nome dell'ostaggio italiano. La conferma ufficiale che si trattava di Azzara' l'ha data Gino Strada: "Francesco e' libero e sta bene: e' la fine di un incubo. Lo accompagneremo a casa il prima possibile". "E' stato un lavoro di 4 mesi molto faticoso ha raccontato Strada - adesso finisce un incubo, non ne potevamo piu', ma finalmente la telefonata che tanto aspettavamo e' arrivata. Ora e' il momento della festa, della sua famiglia e di Emergency".
Con la liberazione di Azzara' si e' conclusa positivamente una vicenda durata quattro mesi. Proprio giovedi' Emergency, smentendo le notizie di un peggioramento delle condizioni del 34enne logista pediatrico, aveva confermato che Francesco stava bene e si aspettavano la sua liberazione "in tempi molto brevi". Sempre giovedi' il quotidiano sudanese Al Sudani aveva diffuso la notizia che i rapitori di Azzara' avevano chiesto un riscatto di 180mila dollari, sconsigliando l'intervento delle autorita' sudanesi e accettando solamente contatti con l'ambasciata d'Italia. La fonte interpellata dal quotidiano aveva anche dato qualche indicazione sul luogo in cui era tenuto l'ostaggio, in un'area nord-occidentale del Darfur del Nord. Nessuna conferma pero' del riscatto. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, si e' detto "lieto" della liberazione del cooperante ma ha affermato di non sapere nulla del pagamento di una somma per il rilascio. La sua liberazione, ha spiegato Terzi, e' il frutto di un impegno congiunto dell'Unita' di crisi e della Ong (Emergency, ndr) alla quale appartiene e a cui va dato il riconoscimento di aver tenuto un'attenzione e uno stimolo costante ora per ora, minuto per minuto, su questa vicenda". Il capo della diplomazia italiana ha espresso grande soddisfazione che una persona cosi' presa dall'impegno sociale "sia tornata libera e possa continuare ad operare per il benessere delle operazioni piu' deboli". La notizia del ritorno a casa di Azzara' ha intanto creato commozione in Calabria. "Ci riempie di felicita' e di gioia, per l'esito positivo di questa triste vicenda che ha colpito non solo la sua persona e la sua famiglia, ma anche noi tutti calabresi" ha affermato il vice presidente del Consiglio regionale calabrese, Alessandro Nicolo'. (AGI) .

PROTEZIONE CIVILE: IN CALABRIA ESERCITAZIONE PER LA PIANIFICAZIONE NAZIONALE IN MATERIA DI RISCHIO SISMICO

Si aprirà venerdì 25 novembre la tre giorni di attività “Calabria 2011”, dedicata alla preparazione della risposta emergenziale in una delle regioni italiane a maggior rischio sismico, caratterizzata anche da rischi indotti, come frane e tsunami, e da una alta vulnerabilità delle reti stradali e ferroviarie, nonché di porti e aeroporti. “Calabria 2011”, organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e dalla Protezione Civile della Regione Calabria in collaborazione con le prefetture, le province e le strutture operative territoriali e nazionali, si inserisce in un ampio lavoro avviato all’inizio dell’anno sulla pianificazione dell’intervento del sistema nazionale di protezione civile a seguito di un terremoto di forte intensità, e rappresenta un test fondamentale per verificare l’adeguatezza delle procedure già definite e di quelle in via di elaborazione, ma anche un’occasione di sensibilizzazione e attività divulgative.
La giornata del 25 novembre coincide con l’annuale appuntamento della Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole: a Lamezia Terme (CZ), alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, verranno presentati i risultati della “III Indagine su percezione e conoscenza del rischio sismico fra studenti e genitori”. Sarà l’occasione per riflettere sul grado di informazione e sull’atteggiamento di bambini e ragazzi, ma anche dei loro genitori, rispetto al rischio terremoto. L’indagine, realizzata da Cittadinanzattiva in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito del progetto “Imparare Sicuri”, ha coinvolto le scuole nella quasi totalità delle regioni italiane, anche attraverso questionari rivolti a 1.211 studenti della scuola primarie, 1.160 delle scuole secondarie di primo e secondo grado e a 1.477 genitori.
Nelle scorse settimane, proprio allo scopo di favorire la divulgazione della cultura di protezione civile a partire dalle nuove generazioni, gruppi formati da esperti del Dipartimento della Protezione civile, della regione, dei Vigili del Fuoco e dell’Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno tenuto seminari informativi per tutti i dirigenti scolastici e i responsabili di sicurezza degli istituti scolastici. Tutte le scuole calabresi sono state invitate a organizzare nella mattinata di venerdì prove di evacuazione degli edifici, a cui si affiancheranno – d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale e la protezione civile della Regione Calabria – iniziative di informazione sul rischio sismico ed incontri con i rappresentanti delle strutture territoriali di protezione civile presso le aree d’attesa della popolazione previste dalla pianificazione comunale di emergenza.
Sabato 26 sarà invece la giornata dedicata al test esercitativo, che si svolgerà prevalentemente “per posti di comando”: mirato cioè a verificare procedure e modalità di comunicazione in emergenza rispetto alle prime attivazioni del Sistema di protezione civile nazionale e territoriale, e all’attivazione dei Centri operativi e di coordinamento a livello regionale, provinciale e comunale. Contemporaneamente, nella sede del Dipartimento della Protezione Civile nazionale a Roma si attiverà il Comitato Operativo.
Inoltre, in parallelo, nelle cinque province calabresi saranno messi in atto alcuni scenari d’intervento per testare la risposta delle strutture presenti sul territorio rispetto a specifici contesti operativi, a cui seguiranno incontri di valutazione a livello locale per evidenziare i risultati ottenuti e le criticità emerse.
La mattinata di domenica 27 novembre, infine, sarà dedicata al debriefing sul territorio, presso la sede della protezione civile della Regione Calabria a Germaneto (CZ).
Sul sito web del Dipartimento www.protezionecivile.gov.it è consultabile una pagina dedicata agli obiettivi del test esercitativo, e nei prossimi giorni saranno resi disponibili ulteriori materiali rispetto alle attività che si svolgeranno.

NICOLA GRATTERI E ANTONIO NICASO PRESENTANO "LA MAFIA FA SCHIFO” LETTERE DEI RAGAZZI SULLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA"

''La mafia fa schifo'': si intitola così il nuovo libro del magistrato Nicola Gratteri e del giornalista Antonio Nicaso, edito da Mondadori, che verrà presentato, in anteprima nazionale, domani 22 novembre alle 10.30 a Palazzo Campanella, a cura della Presidenza del Consiglio regionale.
La nuova iniziativa editoriale del magistrato antindrangheta Nicola Gratteri, procuratore aggiunto alla Direzione distrettuale di Reggio Calabria, e di Antonio Nicaso, esperto di mafie che vive tra il Canada e gli Stati Uniti, da sempre impegnati nella lotta alla mafia, hanno raccolto le lettere di questi ragazzi e adolescenti - talvolta ingenue, più spesso impressionanti nella loro lucidità - dalle quali emergono paura, rabbia, desiderio di rivalsa e ribellione contro l'illegalità, e solo raramente sconforto e rassegnazione.
C'è chi è stato personalmente colpito dalla malavita e chi è rimasto sconvolto dalle terribili storie raccontate dai giornali e dalla televisione; chi percepisce lo scarto generazionale con genitori e adulti, cresciuti in una cultura del pregiudizio nei confronti del Meridione oppure immersi in un'atmosfera di indifferenza o omertà; e chi approfitta dell'opportunità fornita dagli insegnanti per affidare al foglio bianco piccole e grandi confessioni, dove il dolore e la paura sono quasi sempre sopraffatti dal coraggio e dalla speranza. Per tutti loro la mafia non è più un tabù da rispettare in silenzio per quieto vivere o vigliaccheria, ma "un letto pulcioso" che infesta il Paese, un "tanfo di stalla " che ammorba l'aria e che "si arrimina nella pancia come un animale inferocito". Che uccide sogni e speranze, non crea benessere, ruba e distrugge, offrendo forme di lavoro che sono in realtà ricatti pagati al prezzo della libertà e della dignità. E comunque, questo "castello di menzogne, morti e stragi" - pen pensano molti di loro - è destinato a crollare, per la semplice ma non banale ragione che "la mafia fa schifo". È un segnale confortante quello lanciato da questi ragazzi con la loro scelta di non tacere, perché, come diceva Paolo Borsellino, "se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".

MICHELA MARIA PERRI HA 7 ANNI E, IN COPPIA CON ENRICO TURETTA, HA VINTO IL 54° ZECCHINO D’ORO


“Un punto di vista strambo” ha vinto lo Zecchino d'Oro 2011. Il pezzo, un orecchiabile e ammiccante mambo con testo e musica di Flavio Conforti, è interpretato da Michela Maria Perri, sette anni, di Montalto Uffugo (CS), ed Enrico Turetta, dieci anni a dicembre, di Mestrino (Padova). Al secondo posto, a pari merito, 'Il rap del peperoncino' e 'Il gatto mascherato' (musica di Amedeo Minghi).

Questo è il brano Un punto di vista strambo,
vincitore della 54esima edizione dello Zecchino d’Oro:


Un punto di vista strambo (di Flavio Conforti)
Quando viene sera, la notte si fa nera
E col buio ci svegliamo.
Non aver paura nella notte scura
Se volando noi balliamo.
Mambo, dei pipistrelli,
Noi siamo quelli con il sangue alla testa
Quelli con un punto di vista
Strambo,
Siamo come ombrelli

Ombrelli neri, chiusi, appesi al soffitto.
Zampe in aria, testa di sotto.
Provaci un po’ anche tu, provaci!
Le gambe in aria, la testa in giù, dai prova!
Provaci un po’anche tu, provaci!
Prova a cambiare il tuo dritto punto di vista.
Mambo, dei pipistrelli
Noi siamo belli, sempre molto eleganti,
Neri, poi mettiamo anche i guanti,
Quando, balliamo il mambo
Muovendo passi lenti contro il soffitto
Attenti a non finire di sotto.
Provaci un po’ anche tu, provaci!
Le gambe in aria, la testa in giù, dai prova!
Provaci un po’anche tu, provaci!
Prova a cambiare il tuo dritto punto di vista.
E così capirai, che in fondo
L’unico tu non sei, nel mondo
Che il tuo dritto punto di vista è per noi un punto di vista
Strambo,
Parecchio strambo,
Come questo mambo
Che stai ballando
Che strambo!
Al rovescio usiamo la testa
Con un altro punto di vista,
Ogni notte diamo una festa
Tutti pronti a scendere in pista.
Dai aspetta un po’ che la notte sia scura
Vieni qui da noi balla senza paura,Su nel cielo salirà con la sua scia
Una luna piena portando allegria.
Provaci un po’ anche tu, provaci!
Le gambe in aria, la testa in giù, dai prova!
Provaci un po’anche tu, provaci!
Prova a cambiare il tuo dritto punto di vista.
E così capirai, che in fondo
L’unico tu non sei, nel mondo
Che il tuo dritto punto di vista è per noi un punto di vista
Strambo.
Parecchio strambo,
Come questo mambo
Che stai ballando,
Che strambo

“ITALIA SI. ITALIA FORSE…” I CENTOCINQUANTA ANNI DELL'UNITÀ “INCOMPIUTA”



“ITALIA SI. ITALIA FORSE…”
 I CENTOCINQUANTA ANNI DELL'UNITÀ “INCOMPIUTA”
Marika Congestrì


Reggio Emilia: Il Presidente Giorgio Napolitano riceve gli onori militari

Il 7 Gennaio scorso a Reggio Emilia, alla presenza del presidente Giorgio Napolitano, ha preso ufficialmente il via il cursus delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia.
Un secolo e mezzo di storia incardinato sull'eredità gloriosa del nostro Risorgimento con i suoi eroi e le sue epopee, un secolo e mezzo di storia qualificato dalla nascita di una nazione e della dignità dei suoi cittadini, dalla fine del potere temporale della Chiesa e dall'affrancamento da secoli di ingiustizie e soggezioni a potenze straniere.
La scelta del giorno e del luogo è legata alla nascita ed alla centralità del nostro tricolore innalzato, per la prima volta, proprio a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 come emblema della Repubblica rivoluzionaria Cispadana, creata nell'Ottobre del 1796 dall'unione dei governi provvisori delle città di Modena, Bologna e Ferrara.

A più di due mesi di distanza, il momento fondativo ed unificante del centocinquantenario è risultato il 17 Marzo proclamato dal Decreto Legge n. 5 del 22 Febbraio 2011 “La festa nazionale dell'unità”, una celebrazione che, solo per quest'anno, ha disposto la chiusura di scuole e uffici pubblici, notti tricolori in molte città, aperture straordinarie di fondazioni culturali e musei, calendari di iniziative, progetti e manifestazioni locali e regionali.Un secolo e mezzo di storia incardinato sull'eredità gloriosa del nostro Risorgimento con i suoi eroi e le sue epopee, un secolo e mezzo di storia qualificato dalla nascita di una nazione e della dignità
dei suoi cittadini, dalla fine del potere temporale della Chiesa e dall'affrancamento da secoli di ingiustizie e soggezioni a potenze straniere.
La scelta del giorno e del luogo è legata alla nascita ed alla centralità del nostro tricolore innalzato, per la prima volta, proprio a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 come emblema della Repubblica rivoluzionaria Cispadana, creata nell'Ottobre del 1796 dall'unione dei governi provvisori delle città di Modena, Bologna e Ferrara.
A più di due mesi di distanza, il momento fondativo ed unificante del centocinquantenario è risultato il 17 Marzo proclamato dal Decreto Legge n. 5 del 22 Febbraio 2011 “La festa nazionale dell'unità”, una celebrazione che, solo per quest'anno, ha disposto la chiusura di scuole e uffici pubblici, notti tricolori in molte città, aperture straordinarie di fondazioni culturali e musei, calendari di iniziative, progetti e manifestazioni locali e regionali.

Il Presidente Giorgio Napolitano e l'astronauta Paolo Nespoli
In quella data, nel 1861 a Torino, Vittorio Emanuele II firmava la legge con la quale, accogliendo i voti del primo Parlamento italiano riunito a Torino, assumeva per sé e per i suoi successori il titolo di re d’Italia. Nasceva così lo Stato nazionale unitario.
L'Italia: centocinquanta anni e forse li dimostra. Centocinquanta anni e, “fatta” l'Italia, sembrano da “fare” ancora gli italiani. La ricorrenza è stata accompagnata, infatti, da polemiche che dicono tanto a proposito del nostro stato di “salute sociale”. Una grande timidezza e un malcelato distacco hanno scandito i preparativi per gli eventi celebrativi mentre le istituzioni sembrano aver mantenuto, in linea generale, un profilo sorprendentemente basso: non sono mancate forze politiche che hanno disconosciuto apertamente il Risorgimento, proclamando l'inutilità delle celebrazioni e avanzando farneticanti rivendicazioni anti-italiane.
Logo 150° Unità d'Italia
Proprio il provvedimento istitutivo della festa nazionale, in sé giustificato e comprensibile, aveva suscitato una girandola di polemiche e malumori dei leghisti e dei sudtirolesi. I primi lo hanno contestano su base politica (il programma federalista), i secondi hanno scomodato motivazioni incardinate su base nazionale (austriaca): dibattiti, frange di scontri e polemiche politiche a cui si era aggiunta la malcelata ostilità di parte del mondo imprenditoriale preoccupato dal fatto che un giorno di festa potesse rappresentare un colpo per il nostro -già disastrato- Pil. Da qui il susseguirsi di proposte “intermedie”, alcune delle quali, a dire il vero, un po' nebulose, di fare del 17 Marzo una “solennità” - non una “festività”- il che avrebbe voluto dire lavorare o studiare senza disconoscere totalmente il “clima patriottico” legato a quella data.
Italia si, Italia no. Italia “fatta” o da “rifare”? Alla fine -fortunatamente- il richiamo al buon senso ha prevalso sul caos dei dissensi e sulla fragilità delle chiacchiere. Almeno per una volta. E almeno in un'occasione celebrativa come questa che cade in un momento sociale e politico assai convulso, febbrile, nel quale il nostro paese sembra essere assai vicino ad una profonda crisi identitaria.
E' stata l'occasione di confrontarsi con le complessità di un'identità nazionale plurima, multiforme e solcata, sempre più spesso, da divisioni. Le contestazioni, tutto sommato, sono l'essenza della democrazia, il termometro di contraddizioni e di malumori di cui non si può non tener conto poiché obbligano ciascuno di noi a discostarsi dalla retorica ed a rinnovare le argomentazioni ponendosi criticamente e incessantemente di fronte alla dialettica dell'attualità. Da questo punto di vista proprio i dissensi e le tensioni profonde che hanno anticipato il clima celebrativo possono aver significato che i valori non sono tutti uguali, né indifferenti, e che un paese democratico deve necessariamente imparare a gestire il confronto animato tra le “memorie divise” e che da esso può uscirne persino arricchito. In generale tutte le feste nazionali, con il loro armamentario celebrativo e il loro spettro comunicativo, tendono a sigillare la centralità fondativa di alcune conquiste sociali e politiche che ci identificano e ci appartengono profondamente; la loro importanza risiede anche nella costruzione di forme celebrative univoche, capaci di incorporare passioni collettive e incanalarle in una memorialistica comune. L'istituzione nazionale delle celebrazioni del 17 Marzo ha significato non solo il riconoscimento di una serie di eventi fondativi della storia del Paese e del recupero della loro memoria ma anche la legittimazione, sotto il profilo puramente simbolico, della nostra storia come spirito di appartenenza condiviso a quel progetto politico, a quella patria che il Manzoni definiva romanticamente “ …] Una d'arme, di lingua, d'altare. Di memorie, di sangue, di cor” (A. Manzoni, Marzo 1821). Posto ciò, ritornare oggi al ricordo degli eventi risorgimentali dovrebbe essere un'attività di riflessione non solo provocata dalla formale e importante occasione celebrativa, ma il tentativo di cogliere il senso profondo dalla ricostruzione storica rappresentato dal saper rivolgere al passato le domande scaturite dall'attività convulsa del presente, non certo per trovare le soluzioni ma per ripercorrere a ritroso la concatenazione delle vicende che hanno generato alcuni fenomeni fino a coglierne le variabili più durevoli e dibatterne le ragioni meno effimere.
313º Gruppo Addestramento Acrobatico Frecce Tricolori
Parliamoci francamente: per alcuni si è trattato di una semplice vacanza, di un provvidenziale intermezzo intercorso nella settimana lavorativa e passato in sordina. Né più né meno. Per altri, tuttavia -e penso, sopratutto, alle nuove generazioni- il 17 Marzo è servito sia per venire in contatto con eventi fondativi della storia del Paese sia per rielaborarli ravvivandoli con le suggestioni derivate dalle problematiche del presente.
Alessandro Manzoni su bigliotto da centomilalire
In questo senso credo appaia fondamentale chiedersi quali siano le sintonie tra quegli eventi sedimentati nei libri di storia e la nostra realtà in trasformazione, costantemente solcata da contraddizioni e da cadute ideali. Eppure il nostro Risorgimento resta la chiave di volta di un presente che continua a fare i conti inconsciamente con i valori, le proposte politiche e i modelli sociali di quel secolo, l'Ottocento, che è stato il paziente tessitore dello stato di diritto, dell' espansione dello stato sociale, del liberalismo e della presenza della ragion di stato. Il nostro lungo e travagliato processo di unificazione nazionale è inscritto nella dimensione culturale, politica e culturale dell'Ottocento europeo, romantico e rivoluzionario, proiettato verso il razionalismo collettivo, verso modelli inediti di solidarietà internazionale alla ricerca di nuovi equilibri di pace e giustizia sociale.Celebrare il 150esimo della nostra unità dovrebbe significare, inoltre, tornare a quella concezione di nazionalità che ispirò la nostra battaglia unitaria mentre veniamo condizionati, da un lato, da un internazionalismo legato alle spinte globalizzatrici e dall'altro da una serie di fondamentalismi spinti e feroci, basati su malintese fedi religiose che trovano pericolosi consensi e provocano conflitti esasperati; dall'altro, ancora, da istrionici progetti leghisti basati su ragioni secessionistiche e federaliste, tesi a minacciare costantemente, come una spada di Damocle, il rafforzamento dello spirito unitario e della identità sociale e civile del nostro Paese. Quando, invece, ora più che mai, sarebbe fondamentale richiamare, a livello politico e istituzionale, il senso più vero del concetto di democrazia e di appassionata passione al suo realizzarsi.Insomma, l'Italia “Una, repubblica, indivisibile”, celebra l'anniversario della sua unificazione politica ma continua a fare i conti con un'intrinseca incompiutezza che caratterizza gli italiani, più spesso popolo, troppo poco spesso nazione. Incompiuto forse è quello spirito di appartenenza ad un sogno, ad un progetto comune, ad un genuino senso dell'identità nazionale. Incompiuta è la fiducia dei cittadini nei confronti della politica, percepita come distante dagli umori e dai sentimenti della gente, una “casta” rimasta indietro al paese reale, rimasta immutabile mentre la società, volente o nolente, trascinata dalla contemporaneità correva in avanti e mutava radicalmente.
Incompiuta risulta, infine, l'assimilazione del concetto di nazione a quello che, nel 1882 il francese Ernest Renan definiva in maniera sublime come “plebiscito di tutti i giorni” intendendo con tale espressione la volontà di partecipazione attiva, la consapevolezza di appartenere ad un progetto democratico e liberale, coerente e condiviso, che si alimenta di una coscienza collettiva.

AZZURRI IN CALABRIA RIZZICONI IN FESTA, ALL’APPUNTAMENTO PRESENTE IL GRUPPO PROCIV LEONI ROSSI DI SANT’ONOFRIO


Rizziconi (RC) Balotelli, Marchisio e Pazzini a tirare palloni lì, proprio sotto il loro naso, nel campetto del paese. Neanche nei sogni più belli i ragazzini di Rizziconi sarebbero riusciti ad immaginare la grande festa che all'ora di pranzo ha accolto gli azzurri in un piccolo centro sportivo tra gli ulivi secolari della piana di Gioia Tauro, sul campo in erba sintetica sorto sulle terre confiscate alla 'ndrangheta che ne voleva fare una discarica per il malaffare e ora non accetta di lasciarlo al divertimento di giovani calciatori. Gli azzurri a lanciare un segnale di legalità, a dire chiaro e tondo a un migliaio di giovani che li coccolavano ed applaudivano di non cadere nella trappola delle cosche.
Tripudio per la nazionale italiana. Mille bambini hanno inneggiato anche ai grandi assenti: Cassano e Rossi. Ma applausi anche per Buffon e gli altri. Poi un saluto particolare al «testimonial della Calabria» Gennaro “Ringhio” Gattuso. Applausi e poi parole che devono diventare concrete per non finire nel nulla. C'erano anche i genitori del piccolo Gabriele, ucciso a dieci anni su un campo di calcio mentre assisteva alla partita del padre. Una pallottola vagante destinata ad un picciotto gli ha tolto la vita.

Applausi e tanta speranza per far sì che questa terra cambi registro e inizi a vivere. Quel campetto di contrada Li Morti confiscato alle 'ndrine simboleggia la rinascita. Un'atmosfera ben diversa dalla Rizziconi mesta che ha vissuto da lontano gli echi della presenza della nazionale di calcio e che non ha risparmiato neanche le polemiche per un'iniziativa considerata più mediatica che utile. Da queste parti la mafia, la 'ndrangheta, fanno davvero paura, uccidono per una sgarbo oppure per un semplice sguardo. «Questa giornata è uno schiaffo, per loro: non lo accettano, è sicuro che risponderanno», è il commento di don Luigi Ciotti, il fondatore dell'associazione Libera, promotore della giornata. «Ma la lotta alla mafia, alle mafie - ha ricordato - si fa a Roma, in Parlamento».

Gigi Buffon
«Abbiamo fatto un'opera giusta, era un dovere morale presenziare anche per un senso di responsabilità che dobbiamo avere soprattutto in occasioni come queste - dice Gigi Buffon -. Credo che il grimaldello di tutto sia migliorare la nostra cultura e conoscere appieno la storia di ogni realtà. Questo può smuovere le coscienze per battere la criminalità».E «non mollate, non mollate mai» è il coro da tifosi usato da Cesare Prandelli prima di chiudere la domenica speciale della nazionale. «Ha ragione don Ciotti - aggiunge il ct prima di riprendere la via di Roma -: questa gente non va lasciata sola. C'è un domani, daremo continuità a questa giornata, spero che le cose cambino. Andiamo via arricchiti, colpiti dalla partecipazione dei giovani. Sono convinto di aver contribuito a una giornata storica. Aver insistito per portare la nazionale di calcio qui è motivo d'orgoglio: non è solo una sfida, ma un modo per cominciare un cammino importante per questa terra e per l'Italia».                                                Il Giornale

IL COMUNE AVVIA UNO STUDIO PER LA MICROZZONIZZAZIONE SISMICA

(SANT’ONOFRIO) Con lo scopo di implementare sempre più le conoscenze sui possibili rischi per persone e cose derivanti da eventi sismici che, stanti le caratteristiche geomorfologiche della nostra regione, sono purtroppo da tenere sempre in grande considerazione, l’amministrazione guidata dal sindaco Tito Rodà ha provveduto, tramite il competente ufficio tecnico comunale, all’affidamento di un “incarico professionale per la redazione di uno studio della microzzonizzazione sismica del territorio”.
Lo studio è stato reso possibile dalla richiesta a suo tempo inoltrata dalla Commissione straordinaria alla guida del comune all’assessorato regionale ai lavori pubblici per poter accedere alle specifiche risorse messe a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Giudicata ammissibile dalla Regione Calabria, l’istanza veniva “premiata” con l’assegnazione al comune di un contributo di ottomila euro a parziale sostegno della spesa complessiva prevista di 16mila euro.
Nello specifico, lo studio di microzonizzazione sismica, per la cui redazione è stato conferito dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale formale incarico ai tecnici  ing. Filippo Febbraro e geologo Domenico Cugliari, consentirà una più “approfondita e dettagliata conoscenza del territorio in materia di risposta sismica per consentire la progettazione di nuove costruzioni nelle diverse zone di espansione residenziale del paese in maniera adeguata alle caratteristiche del terreno sul quale dovranno sorgere, con conseguente riduzione del rischio sismico”.
           (Raffaele Lopreiato)