Visualizzazione post con etichetta Comunità Santonofrese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comunità Santonofrese. Mostra tutti i post

SANT'ONOFRIO: L'ULTIMO ABBRACCIO A SUOR MARIA CANDIDA

Suor Maria Candida
(Sant'Onofrio) Se n'è andata in punta di piedi, con la stessa semplicità e modestia con le quali per tutta la vita ha servito la Chiesa e la causa dei più deboli.
All'età di novantacinque anni, di cui settanta consacrati al Signore e tra questi ben diciannove trascorsi a Sant'Onofrio, Suor Maria Candida ha lasciato la vita terrena accompagnata dal cordoglio dell'intera comunità che con affetto si è stretta intorno alle consorelle del Cenacolo Domenicano nel momento dell'estremo saluto.
Nata ad Acquafondata in provincia di Frosinone nel 1921, suor Maria Candida prese i voti nel 1945 rivestendo nel corso del suo cammino religioso prestigiosi incarichi quali la direzione di un grande pensionato universitario a Torino e la guida di una scuola a Bardonecchia.
Significativa anche l'esperienza missionaria in Guatemala, protrattasi per oltre dieci anni.
Nel momento del commiato nella chiesa matrice gremita di fedeli, presenti anche numerose consorelle provenienti dalle diverse sedi della congregazione, la solenne liturgia e' stata officiata dal parroco don Franco Fragala' e dai sacerdoti don Maurizio Raniti e don Fortunato Figliano.
Da ognuno di loro sono venute significative testimonianze sulla ricchezza d'animo e sulla bontà della "suora del sorriso", come da tutti veniva identificata nella sua quotidianità suor Maria Candida.
A tracciarne il ricordo a nome della comunità, il diacono Antonio Arcella che ne ha messo in risalto la "vicinanza silenziosa ai sofferenti ed il profondo attaccamento alla comunità di Sant'Onofrio" dove con benevola testardaggine, e nonostante le reiterate richieste delle madri superiori che la invitavano a trasferirsi in un luogo più confortevole, suor Maria Candida ha voluto trascorre fino agli ultimi giorni della sua luminosa esistenza.

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 28/07/2016

SANT‘ONOFRIO: IL VESCOVO RIACCENDE L’ENTUSIASMO NELLA COMUNITA’

(SANT‘ONOFRIO)La comunità di Sant’Onofrio ritrova, almeno momentaneamente, lo smalto dei giorni migliori.
E’ successo da sabato a lunedì scorso, nei tre giorni in cui si è articolata l’annunciata visita pastorale di mons. Luigi Renzo, vescovo della diocesi.
Un evento lungamente atteso se si pensa che l’ultimo precedente risale al 1975, con l’allora vescovo mons. Vincenzo De Chiara.
E reso ancora di più coinvolgente dalle recenti vicende che hanno accompagnato il “commissariamento” dell’Affruntata da parte del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e la conseguente decisione di sospensione della rappresentazione sacra adottata dall’Arciconfraternita del SS. Rosario quale forma di protesta per una decisione non condivisa.
Con il vescovo Renzo che, comprensibilmente preoccupato per la piega che aveva preso la vicenda, era accorso a Sant’Onofrio proprio nel giorno solenne di Pasqua per celebrare messa e tentare di ridare un po’ di serenità ad una comunità visibilmente scossa.
Sul mancato svolgimento dell’Affruntata, comunque, nessuno se l’è sentita di tornare pubblicamente nei numerosi incontri che si sono succeduti in questi tre giorni.
Ad eccezione di mons. Renzo che, in occasione dello scambio dei saluti con l’amministrazione comunale presso il centro di aggregazione giovanile, con seduti al suo fianco il sindaco Tito Rodà ed il maresciallo dei carabinieri Rosalba Illiano, ha indirettamente toccato l’argomento.
Rivelando di essere rimasto “favorevolmente colpito dalla vivacità culturale del paese, con le numerose realtà associazionistiche che danno concretamente il senso di una maggioranza in grado di isolare le forze malevole ed arroganti che sono minoritarie e non devono assolutamente prevalere”.
“La vostra comunità - ha proseguito il vescovo - ha gli anticorpi necessari per arginare le forze del male, facendo prevalere sempre la cultura dell’amore e della civiltà”.
Dal punto di vista squisitamente organizzativo tutto è comunque andato nel migliore dei modi, grazie ad una programmazione articolata e curata sin nei minimi particolari da don Franco Fragalà e dalle diverse componenti parrocchiali.
A partire dalla suggestiva accoglienza lungo la gradinata della chiesa matrice, con mons. Renzo festosamente salutato al suo arrivo dalle autorità religiose ed istituzionali e da una folla di fedeli mentre il gruppo folklorico “Città di Sant’Onofrio” eseguiva un originale repertorio di brani di musica sacra.
Particolarmente caloroso anche l’incontro del vescovo con gli studenti, più volte esortati dal presule a “seguire la strada maestra della verità, della pace e della giustizia” nel solco degli insegnamenti dei “papi santi” Roncalli e Wojtyla e dell’attuale pontefice Francesco.
A caratterizzare ulteriormente la visita pastorale di mons. Renzo, la solenne celebrazione eucaristica con la somministrazione del sacramento della cresima, la visita agli ammalati e gli incontri con le associazioni cattoliche.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 13/05/2014)

SANT’ONOFRIO:L’AFFRUNTATA SIMBOLO DI UNA RITROVATA GENUINITÀ


(SANT’ONOFRIO) Nel solco di una tradizione secolare che si rinnova, anche questa mattina l'Affruntata saprà di sicuro richiamare nella centralissima piazza Umberto I l'intera comunità santonofrese.
L’appuntamento è, come sempre, per le ore 10.00, per rivivere tutti insieme questa paraliturgia che affonda le sue radici nella notte dei tempi, rimandando ad una religiosità popolare semplice ed autenticamente  genuina che mantiene ancora tutto il suo fascino antico.
Come ogni anno nel giorno di Pasqua, due ali di folla festante accoglieranno ed avvolgeranno di grande intensità emotiva l’incontro tra  Cristo Risorto e la Madre vestita a lutto che, superata l’incredulità iniziale, in un tripudio di fuochi d’artificio e volo di colombe verrà  “svilata” vestendo come d’incanto un manto "azzurro cielo" trapuntato di stelle dorate.
Un rituale che, nel solco della tradizione contadina del passato, quando dalla riuscita dell’Affruntata si traevano i necessari auspici sul positivo prosieguo della stagione e sulla bontà del raccolto, mantiene ancora comunque intatta la sua carica di forte coinvolgimento popolare.
Ad animare la rappresentazione, come sempre, i portatori delle statue i cui nominativi sono stati pubblicamente estratti a sorte nel corso della solenne celbrazione eucaristica della Domenica delle Palme.
E proprio sulle spalle dei portantini graverà, è il caso di dirlo, unitamente alla capacità di accompagnare con i loro passi cadenzati l’andirivieni frenetico di San Giovanni e dell’Addolarata mentre si approsimano ad incontrare il Cristo Risorto, il peso  della riuscita dell'Affruntata.
Che, dopo le tristi e note vicende che hanno accompagnato le edizioni 2010 e 2011, persegue il ritorno a quella normalità di evento pubblico capace di esaltare la fede e la religiosità più genuinamente e squisitamente popolari.


                          (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 31/03/2013)

DOPPIO APPUNTAMENTO CULTURALE AL CENTRO GIOVANILE DI VIA TETI

Domenico Sorace
 (SANT’ONOFRIO)  Chiusura dell’anno all’insegna della cultura presso il centro di aggregazione giovanile di via Raffaele Teti.
Ben due infatti gli appuntamenti patrocinati dall’amministrazione comunale che si svolgeranno venerdì 30 dicembre a partire dalle ore 16.
Il percorso formativo umano e spirituale dell’illustre concittadino don Vito Mandarano, dell’ordine di don Orione e che attualmente svolge il suo magistero sacerdotale presso la città di Paternò in Sicilia, verrà riproposto nei suoi diversi aspetti dai relatori che si succederanno: il sindaco Tito Rodà, il parroco don Franco Fragalà ed il docente di religione Mimmo Pezzo.
A seguire, il concerto letterario dedicato all’ultima fatica di Domenico Sorace “La musica degli invisibili”.
Presentata con successo di pubblico e di critica anche in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino,  l’opera è articolata in due componenti che si integrano e completano: il romanzo e l’allegato cd con le musiche che lo accompagnano, pensate dallo stesso autore e trascritte da Nello Narduzzi.
Definito dallo stesso Sorace come un’opera che mette la “fantasia al servizio della realtà” il romanzo mete a confronto le esperienze di due giovani, l’africano Kipnui ed il vibonese Alfredo, aprendo squarci originali di riflessione e approfondimento su “luoghi e realtà in cui si sono abbattute la sofferenza e l’indifferenza, pur non precludendo la possibilità ai protagonisti, grazie alla loro forza di volontà, di percorre la strada di un riscatto possibile”.
 (Raffaele Lopreiato) 

LUTTO. MORTA LA MAMMA DEL NOSTRO PARROCO DON FRANCO

Don Franco Fragalà


LA VOCE e la SANT’ONOFRIO TADIZIONI si associano al dolore del nostro parroco don Franco Fragalà, per la perdita della cara mamma ed esprimono a tutti i familiari sentite condoglianze.

SCUOLA, QUESTA LA NUOVA MAPPA PROVINCIALE VIBONESE

Consiglio Provinciale Vibo Valentia
Con 15 voti a favore, cinque contrari e un astenuto il consiglio provinciale approva il Piano di dimensionamento della rete scolastica. Non passa, invece, a sorpresa, la variazione di bilancio – un milione e 600mila euro in entrata – e sui titoli di coda della seduta si scatena il putiferio.
La votazione sul punto all'ordine del giorno avviene, infatti, nel momento in cui il consigliere di maggioranza Giuseppe Altieri si trova sulla porta dell'aula consiliare impegnato in una telefonata. Il conteggio finisce in parità. Dieci per l'opposizione, dieci per la maggioranza, che, però, tende a ritenere presente Giuseppe Altieri. Il confronto si scalda. Volano parole pesanti. Dai banchi dell'opposizione, Rodolico, Pititto e Crupi alzano le barricate. In conclusione, la variazione di bilancio non passa. Ma la maggioranza non molla e il Consiglio è stato convocato, in seduta straordinaria, per domani mattina alle 11.
All'ordine del giorno, naturalmente, l'approvazione della variazione di bilancio. Il piatto forte della riunione consiliare era, comunque, il Piano di dimensionamento. Non sono mancate le schermaglie e soprattutto, a votazione conclusa, non è mancato il disappunto del sindaco di
Zungri, Francesco Galati, e della folta delegazione composta dal personale della scuola e da numerosi cittadini. «È stato approvato un piano viziato da evidenti illegittimità – tuona Galati – e Zaccanopoli è stata aggregata a Cessaniti anziché Zungri violando il criterio della continuità territoriale. Ricorreremo al Tar».
Le polemiche sul piano non vanno oltre. Vuol dire che grosso modo le aspettative sono state soddisfatte. In realtà, dalla relazione dell'assessore all'Istruzione Pasquale Fera emerge tutto il lavoro portato avanti in quasi tre mesi di riunioni e confronto con le parti sociali, i sindaci, le istituzioni. C'era il rischio che saltassero 18 dirigenze, non è successo e questo suona a merito, sottolinea Fera, della commissione che ha avuto una grande capacità di ascolto e di sintesi. «Probabilmente si poteva fare anche meglio – afferma l'assessore – ma le sollecitazioni della Regione ci suggerivano un dimensionamento con cifre alte per evitare chiusure di istituti nei prossimi anni anche di fronte al calo del numero degli alunni. Noi abbiamo salvato tutto il possibile. Né potevamo aspettare ancora perchè incombeva ormai il rischio del commissariamento».
La lettura del Piano con la composizione dei vari istituti dà il via alle schermaglie consiliari e alla presentazione di due emendamenti da parte dell'opposizione a lavori in corso. Il primo a firma del consigliere Nicola Crupi mira alla soppressione degli istituti omnicomprensivi e il secondo, sottoscritto da Francesco Pititto e dallo stesso Crupi, punta a ridisegnare la situazione di Zungri, ipotizzando un istituto comprensivo formato da Zungri, Spilinga e Zaccanapoli con la scuola di Joppolo accorpata a Ricadi. Gli emendamenti vanno incontro a netta bocciatura.
In sintesi, la rete scolastica vibonese, a partire dal prossimo anno e fatti salvi i possibili ritocchi da parte della Regione, sarà costituita da quattro istituti omnicomprensivi (Filadelfia, Nicotera, Soriano e Pizzo), 21 istituti comprensivi di cui 10 senza etichettature di sorta (San Calogero, San Costantino, Soriano, Briatico, Nicotera, Tropea, Mileto e in città l'i.c. Garibaldi, i.c. Murmura e Vibo Marina) e 11 situati in territorio montano (Filadelfia, Dinami, Rombiolo, Acquaro, Gerocarne, due a Serra San Bruno, Ricadi, Cessaniti, Maierato, Monterosso).
Zungri, ritenuta area a forte disagio geografico, rimane come istituto comprensivo, ma sarà data in reggenza. Mantengono la dirigenza in quanto situati in comuni sciolti per mafia gli istituti comprensivi di Sant'Onofrio, Fabrizia e Nardodipace, nonché l'omnicomprensivo di Nicotera. Va rilevato che relativamente a questi quattro istituti, il consigliere Giuseppe Rodolico, intervenendo nel dibattito, ha chiesto che nel piano venisse eliminata per ognuno di essi la dicitura «comune ad alta densità mafiosa» per sostituirla con «comune sciolto per mafia» meno offensiva per la cittadinanza. Due i circoli rimasti in piedi in città, il primo e il terzo, mentre il convitto Filagieri mantiene la sua specificità senza subìre alcuna variazione alla sua organizzazione.
Dieci gli istituti superiori con l'Ite di Mileto che viene accorpato all'Itis "Fermi" e l'Istituto d'Arte "Colao" al liceo classico "Morelli".
Non manca, a sorpresa, la variazione dell'ultimo momento. Peraltro, significativa. Dal Nautico di Pizzo è stata staccata una non meglio precisata sezione tecnica che è stata aggregata all'Itg, istituto al quale era già aggregato l'Ipsia. I numeri salgono così a 646 contro i 602 precedenti e la situazione diventa del tutto tranquilla anche perchè l'omnicomprensivo di Pizzo, nonostante lo "scorporamento" sul filo di lana, può contare su ben 1139 alunni. Ora la palla passa alla Regione che dovrà provvedere entro il 31 gennaio 2012.
(Pino Brosio Gazzetta del sud 22/12/2011)

L'ATTESO RITORNO DI TANTI EMIGRATI RENDE PIÙ DOLCE I GIORNI DI VIGILIA

Il gruppo etnofolk “Faragonia”
(SANT’ONOFRIO) Il Natale santonofrese entra nel vivo.
Nel solco di una tradizione che si rinnova, il Natale costituisce ancora oggi il periodo dell’anno in cui la comunità si ritrova per rivivere insieme le suggestioni profonde dell’evento che più di duemila anni fa segnò in modo indelebile la storia dell’umanità.
Tanti sono poi i santonofresi emigrati che in questo periodo fanno ritorno nella terra d’origine, per riassaporare insieme a familiari e amici ricordi e consuetudini  che rimandano ai bei tempi andati.   
Le festività, ufficialmente aperte nella ricorrenza dell’Immacolata, con  l’amministrazione comunale che in collaborazione con l’associazione Iris ha organizzato la tradizionale degustazione delle “curujicchi” accompagnata dalla performance artistica del gruppo etnofolk “Faragonia”, si sono andate via via arricchendo di nuove iniziative, in un crescendo di coinvolgimento corale ed emotivo.
Un imponente albero di natale e la capanna della Natività sono stati realizzati, sempre a cura del comune, Al centro di piazza Umberto I, per l’occasione impreziosita da artistiche luminarie.
Pure i quartieri hanno fatto la loro parte, con gruppi di residenti che spontaneamente hanno realizzato, negli spazi pubblici appositamente sistemati, artistici presepi.
Piazza Umberto I - S.Onofrio
Anche le notti in questo periodo si caricano di emozioni irripetibili,  grazie al gruppo di giovani artisti che fino alle prime luci dell’alba attraversano in lungo e in largo l’intero paese eseguendo le dolci melodie del “Tu scendi dalle stelle”, con i cittadini che fanno a gara per aprire le loro case per offrire ospitalità e ristoro.
Non mancano poi i momenti di aggregazione e socializzazione.
Una serie di iniziative dedicate alla terza età sono state promosse dal Cenacolo domenicano, con il momento clou in occasione del “pranzo degli anziani” durante il quale verranno riproposte le tradizionali “tridici cosi”.
Rappresentazioni musicali e teatrali verranno proposte prima della sospensione delle attività didattiche dagli alunni di ogni ordine e grado, mentre dal punto di vista si preannuncia come sempre partecipata la solenne celebrazione eucaristica della notte di Natale officiata dal parroco don Franco Fragalà nella chiesa matrice.

                         (Raffaele Lopreiato)

LA SCUOLA MEDIA DI SANT’ONOFRIO DOTATA DI IMPIANTO FOTOVOLTAICO

Scuola media statale "Stanislao D'Aloe"
 (SANT’ONOFRIO)  Continua l’impegno dell’amministrazione comunale per l’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili.
E così, conclusi da poco i lavori di installazione dell’impianto da 20 kw sull’edificio che attualmente ospita la scuola elementare, grazie al contributo di 118 mila euro erogato dalla Regione attingendo ai fondi messi a disposizione dai bandi del Por Calabria, è ora la volta di un altro edificio scolastico di primaria importanza.
Risale infatti allo scorso 22 novembre la deliberazione con la quale l’esecutivo guidato dal sindaco Tito Rodà dispone l’adesione al relativo bando per l’installazione presso la locale scuola media “Stanislao D’Aloe” di un impianto fotovoltaico sulla base dei requisiti previsti dal relativo decreto emanato dal ministero dell’Ambiente.
Il progetto, redatto dall’ufficio tecnico comunale, prevede un impegno di spesa complessivo di 130mila euro dei quali solo 13mila a carico dell’ente.
Tra gli obiettivi prioritari che il progetto si propone di raggiungere, la “sensibilizzazione della popolazione in materia di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili” e “contribuire fattivamente al raggiungimento degli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto in materia di contenimento delle emissioni nocive”.
Importanti saranno poi le ricadute economiche ed ambientali, considerato il risparmio che ne deriverà all’amministrazione comunale una volta che l’impianto sarà definitivamente entrato a regime, come potranno constatare in tempo reale tutti i cittadini grazie all’apposito display che verrà collocato in un luogo visibile e facilmente consultabile.
                           (Raffaele Lopreiato) 

UNA "NUVOLA" DA 63 MILIONI SPEZIALI: TRAFFICO IN FORTE AUMENTO.


Il progetto del nuovo aeroscalo di Lamezia Terme
(Lamezia Terme) Ammesso al finanziamento. Il voto positivo di Bruxelles arriva dopo tre anni dalla presentazione del progetto per l'aeroporto lametino che all'inizio di novembre ha totalizzato il record di 2 milioni di passeggeri. Con i 43 milioni di euro dell'Unione europea, ed altri 20 milioni da fonti statali, l'aerostazione verrà completamente ricostruita, diventerà un'enorme nuvola adagiata sulla Piana lametina e aperta sul Golfo di Sant'Eufemia, che potrà ospitare 4 milioni di passeggeri, ma anche hotel, centri commerciali, sale congressi. E soprattutto un collegamento diretto con la vicina stazione ferroviaria. Quello che insomma offre ogni aeroporto del nuovo millennio.
Fanno salti di gioia alla Sacal, società mista che gestisce lo scalo con profitti da tre anni, una vera rarità per la Calabria. Il presidente Vincenzo Speziali, senatore del Pdl, ringrazia innanzitutto la Regione che ha presentato il progetto alla commissione Ue. Lo stesso presidente ricorda che a giorni ci sarà una riunione nella sede della commissione europeo a Lussemburgo con i vertici politici e tecnici della Regione che stanno curando la pratica. Speziali ribadisce che «l'aeroporto è un nodo strategico per il sistema di trasporti in Calabria e la primaria porta d'accesso. «L'aumento delle rotte e del traffico ha comportato la realizzazione in tempi rapidi di un nuovo terminal inaugurato il 12 novembre scorso. L'imponente ritmo di crescita dell'aeroscalo impone l'avvio di servizi sempre più efficienti e A prendersi cura della procedura alla Regione è l'assessore Giacomo Mancini che si occupa di politiche comunitarie. La realizzazione del progetto, secondo l'esponente della giunta, «consentirà all'aeroporto che già rappresenta un nodo centrale per lo sviluppo dell'economia calabrese ed è in costante crescita riguardo al trasporto di passeggeri e merci, di essere ampliato ed ammodernato, adeguando le sue strutture alle crescenti esigenze del traffico aereo». Da Mancini arriva «l'enorme soddisfazione per il nuovo obiettivo raggiunto dal dipartimento programmazione, che si aggiunge ad altri progetti destinati ad implementare concretamente e d efficacemente la rete delle infrastrutture della Calabria. «Il progetto della nuova aerostazione», spiega Giacomo Mancini, «s'inquadra in un programma pluriennale d'interventi per il potenziamento e l'ammodernamento delle infrastrutture aeroportuali, per accompagnare in maniera congruente la crescita di traffico prevista sullo scalo lametino. Infatti», prosegue l'assessore alla Programmazione, «la nuova aerostazione avrà una capacità di oltre 3,5 milioni di passeggeri con standard internazionali di comfort in tutte le sue dotazioni». Secondo Mancini «si tratta un altro esempio di come la Regione abbia intenzione d'invertire la tendenza del passato, quella degli interventi a pioggia che raramente hanno inciso concretamente sulla realtà economica e sociale della Calabria, puntando invece su grandi opere infrastrutturali capaci di cambiare davvero il volto di questa regione e di sollecitare efficacemente lo sviluppo della nostra economia. È questa, d'altronde», conclude l'assessore, «la linea che la giunta guidata dal presidente Scopelliti s'è imposta sin dall'inizio».
moderni, ma potrà essere adeguatamente supportato dalla realizzazione di una nuova aerostazione che sarà capace di assicurare la movimentazione di circa 4 milioni di persone». Nei progetti d'espansione c'è anche l'apertura di un altro terminal dedicato alle compagnie low cost, in particolare all'irlandese Ryanair che da Lamezia fa decollare voli diretti nazionali e per le principali capitali europee.
(v.l.  - gazzetta del sud 02/12/2011)

I 40 GIOVANI DEL VOLONTARIATO LOCALE IN CAMPO PER LA COLLETTA ALIMENTARE

Volontari impegnati nella "Colletta Alimentare"
(SANT’ONOFRIO)  Anche quest’anno i giovani del volontariato locale scendono in campo per la giornata della “Colletta alimentare” che si svolgerà sabato prossimo in tutta Italia.
A coordinarli, suor Dulia de Leòn, consorella del Cenacolo Domenicano e responsabile della sezione del Banco Alimentare, presente a Sant’Onofrio ormai da quindici anni per fornire assistenza materiale e morale ad un numero crescente di famiglie che versano in condizioni di disagio.
I quaranta volontari che hanno dato la loro disponibilità si collocheranno presso i principali supermercati di Vibo Valentia e del centro commerciale la Rocca” di Maierato per sensibilizzare i cittadini alla donazione di generi di prima necessità a favore dei bisognosi.
Attualmente sono circa un centinaio le famiglie santonofresi che periodicamente ricevono, nel più assoluto riserbo, generi alimentari di prima necessità, vestiti e scarpe grazie alla generosa disponibilità di un crescente numero di cittadini.
L’alta valenza della donazione gratuita è accresciuta dall’attuale “sfavorevole congiuntura economica che però – si dice convinta suor Dulia – non scoraggerà i nostri benefattori  nella consapevolezza che proprio la difficoltà del momento deve farci riscoprire anche in occasioni come questa i valori crisitani universali di fratellanza, solidarietà e condivisione”.                       
(Raffaele Lopreiato) 

SA-RC: DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011 CHIUSO AL TRAFFICO, PER LAVORI, IL TRATTO SANT'ONOFRIO E ROSARNO

Il provvedimento, in vigore dalle ore 6.00 alle ore 18.00, si rende necessario per la prosecuzione dei lavori di realizzazione della nuova autostrada. Per effetto della chiusura saranno interdetti al traffico anche gli svincoli di Serre e Mileto
L'Anas comunica che, dalle ore 6.00 alle ore 18,00, di domenica 27 novembre 2011, sarà chiuso al traffico il tratto compreso tra gli svincoli di Sant'Onofrio e Rosarno dell'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, tra i km 348,250 e 383,000, in entrambe le direzioni. Il provvedimento, concordato con le Prefetture competenti per territorio e la Polizia stradale, si rende necessario per la prosecuzione dei lavori di realizzazione della nuova autostrada. Per effetto della chiusura rimarranno interdetti al traffico gli svincoli di Serre (km 360,000) e Mileto (km 369,000), la rampa di ingresso, in direzione Reggio Calabria, dello svincolo di Vibo Valentia/Sant'Onofrio e la rampa di ingresso in direzione Salerno dello svincolo di Rosarno Nelle ore di chiusura i veicoli diretti a sud usciranno allo svincolo di Sant'Onofrio, proseguiranno lungo la strada statale 18 con rientro in Autostrada allo svincolo di Rosarno. Percorso inverso per i veicoli diretti a nord. Al termine delle attività lavorative, per consentire le lavorazioni sulle nuove carreggiate sarà chiusa la carreggiata nord tra i km 369,800 e 379,100 e il traffico sarà deviato sulla carreggiata sud predisposta a doppio senso di circolazione. L'evoluzione della situazione in tempo reale è consultabile attraverso il sito http://www.stradeanas.it/traffico L'Anas invita gli automobilisti alla prudenza nella guida, ricordando che l'informazione sulla viabilità e sul traffico di rilevanza nazionale è assicurata attraverso il sito www.stradeanas.it e il Numero Verde per l'A3 800.290.092.

“ITALIA SI. ITALIA FORSE…” I CENTOCINQUANTA ANNI DELL'UNITÀ “INCOMPIUTA”



“ITALIA SI. ITALIA FORSE…”
 I CENTOCINQUANTA ANNI DELL'UNITÀ “INCOMPIUTA”
Marika Congestrì


Reggio Emilia: Il Presidente Giorgio Napolitano riceve gli onori militari

Il 7 Gennaio scorso a Reggio Emilia, alla presenza del presidente Giorgio Napolitano, ha preso ufficialmente il via il cursus delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia.
Un secolo e mezzo di storia incardinato sull'eredità gloriosa del nostro Risorgimento con i suoi eroi e le sue epopee, un secolo e mezzo di storia qualificato dalla nascita di una nazione e della dignità dei suoi cittadini, dalla fine del potere temporale della Chiesa e dall'affrancamento da secoli di ingiustizie e soggezioni a potenze straniere.
La scelta del giorno e del luogo è legata alla nascita ed alla centralità del nostro tricolore innalzato, per la prima volta, proprio a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 come emblema della Repubblica rivoluzionaria Cispadana, creata nell'Ottobre del 1796 dall'unione dei governi provvisori delle città di Modena, Bologna e Ferrara.

A più di due mesi di distanza, il momento fondativo ed unificante del centocinquantenario è risultato il 17 Marzo proclamato dal Decreto Legge n. 5 del 22 Febbraio 2011 “La festa nazionale dell'unità”, una celebrazione che, solo per quest'anno, ha disposto la chiusura di scuole e uffici pubblici, notti tricolori in molte città, aperture straordinarie di fondazioni culturali e musei, calendari di iniziative, progetti e manifestazioni locali e regionali.Un secolo e mezzo di storia incardinato sull'eredità gloriosa del nostro Risorgimento con i suoi eroi e le sue epopee, un secolo e mezzo di storia qualificato dalla nascita di una nazione e della dignità
dei suoi cittadini, dalla fine del potere temporale della Chiesa e dall'affrancamento da secoli di ingiustizie e soggezioni a potenze straniere.
La scelta del giorno e del luogo è legata alla nascita ed alla centralità del nostro tricolore innalzato, per la prima volta, proprio a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 come emblema della Repubblica rivoluzionaria Cispadana, creata nell'Ottobre del 1796 dall'unione dei governi provvisori delle città di Modena, Bologna e Ferrara.
A più di due mesi di distanza, il momento fondativo ed unificante del centocinquantenario è risultato il 17 Marzo proclamato dal Decreto Legge n. 5 del 22 Febbraio 2011 “La festa nazionale dell'unità”, una celebrazione che, solo per quest'anno, ha disposto la chiusura di scuole e uffici pubblici, notti tricolori in molte città, aperture straordinarie di fondazioni culturali e musei, calendari di iniziative, progetti e manifestazioni locali e regionali.

Il Presidente Giorgio Napolitano e l'astronauta Paolo Nespoli
In quella data, nel 1861 a Torino, Vittorio Emanuele II firmava la legge con la quale, accogliendo i voti del primo Parlamento italiano riunito a Torino, assumeva per sé e per i suoi successori il titolo di re d’Italia. Nasceva così lo Stato nazionale unitario.
L'Italia: centocinquanta anni e forse li dimostra. Centocinquanta anni e, “fatta” l'Italia, sembrano da “fare” ancora gli italiani. La ricorrenza è stata accompagnata, infatti, da polemiche che dicono tanto a proposito del nostro stato di “salute sociale”. Una grande timidezza e un malcelato distacco hanno scandito i preparativi per gli eventi celebrativi mentre le istituzioni sembrano aver mantenuto, in linea generale, un profilo sorprendentemente basso: non sono mancate forze politiche che hanno disconosciuto apertamente il Risorgimento, proclamando l'inutilità delle celebrazioni e avanzando farneticanti rivendicazioni anti-italiane.
Logo 150° Unità d'Italia
Proprio il provvedimento istitutivo della festa nazionale, in sé giustificato e comprensibile, aveva suscitato una girandola di polemiche e malumori dei leghisti e dei sudtirolesi. I primi lo hanno contestano su base politica (il programma federalista), i secondi hanno scomodato motivazioni incardinate su base nazionale (austriaca): dibattiti, frange di scontri e polemiche politiche a cui si era aggiunta la malcelata ostilità di parte del mondo imprenditoriale preoccupato dal fatto che un giorno di festa potesse rappresentare un colpo per il nostro -già disastrato- Pil. Da qui il susseguirsi di proposte “intermedie”, alcune delle quali, a dire il vero, un po' nebulose, di fare del 17 Marzo una “solennità” - non una “festività”- il che avrebbe voluto dire lavorare o studiare senza disconoscere totalmente il “clima patriottico” legato a quella data.
Italia si, Italia no. Italia “fatta” o da “rifare”? Alla fine -fortunatamente- il richiamo al buon senso ha prevalso sul caos dei dissensi e sulla fragilità delle chiacchiere. Almeno per una volta. E almeno in un'occasione celebrativa come questa che cade in un momento sociale e politico assai convulso, febbrile, nel quale il nostro paese sembra essere assai vicino ad una profonda crisi identitaria.
E' stata l'occasione di confrontarsi con le complessità di un'identità nazionale plurima, multiforme e solcata, sempre più spesso, da divisioni. Le contestazioni, tutto sommato, sono l'essenza della democrazia, il termometro di contraddizioni e di malumori di cui non si può non tener conto poiché obbligano ciascuno di noi a discostarsi dalla retorica ed a rinnovare le argomentazioni ponendosi criticamente e incessantemente di fronte alla dialettica dell'attualità. Da questo punto di vista proprio i dissensi e le tensioni profonde che hanno anticipato il clima celebrativo possono aver significato che i valori non sono tutti uguali, né indifferenti, e che un paese democratico deve necessariamente imparare a gestire il confronto animato tra le “memorie divise” e che da esso può uscirne persino arricchito. In generale tutte le feste nazionali, con il loro armamentario celebrativo e il loro spettro comunicativo, tendono a sigillare la centralità fondativa di alcune conquiste sociali e politiche che ci identificano e ci appartengono profondamente; la loro importanza risiede anche nella costruzione di forme celebrative univoche, capaci di incorporare passioni collettive e incanalarle in una memorialistica comune. L'istituzione nazionale delle celebrazioni del 17 Marzo ha significato non solo il riconoscimento di una serie di eventi fondativi della storia del Paese e del recupero della loro memoria ma anche la legittimazione, sotto il profilo puramente simbolico, della nostra storia come spirito di appartenenza condiviso a quel progetto politico, a quella patria che il Manzoni definiva romanticamente “ …] Una d'arme, di lingua, d'altare. Di memorie, di sangue, di cor” (A. Manzoni, Marzo 1821). Posto ciò, ritornare oggi al ricordo degli eventi risorgimentali dovrebbe essere un'attività di riflessione non solo provocata dalla formale e importante occasione celebrativa, ma il tentativo di cogliere il senso profondo dalla ricostruzione storica rappresentato dal saper rivolgere al passato le domande scaturite dall'attività convulsa del presente, non certo per trovare le soluzioni ma per ripercorrere a ritroso la concatenazione delle vicende che hanno generato alcuni fenomeni fino a coglierne le variabili più durevoli e dibatterne le ragioni meno effimere.
313º Gruppo Addestramento Acrobatico Frecce Tricolori
Parliamoci francamente: per alcuni si è trattato di una semplice vacanza, di un provvidenziale intermezzo intercorso nella settimana lavorativa e passato in sordina. Né più né meno. Per altri, tuttavia -e penso, sopratutto, alle nuove generazioni- il 17 Marzo è servito sia per venire in contatto con eventi fondativi della storia del Paese sia per rielaborarli ravvivandoli con le suggestioni derivate dalle problematiche del presente.
Alessandro Manzoni su bigliotto da centomilalire
In questo senso credo appaia fondamentale chiedersi quali siano le sintonie tra quegli eventi sedimentati nei libri di storia e la nostra realtà in trasformazione, costantemente solcata da contraddizioni e da cadute ideali. Eppure il nostro Risorgimento resta la chiave di volta di un presente che continua a fare i conti inconsciamente con i valori, le proposte politiche e i modelli sociali di quel secolo, l'Ottocento, che è stato il paziente tessitore dello stato di diritto, dell' espansione dello stato sociale, del liberalismo e della presenza della ragion di stato. Il nostro lungo e travagliato processo di unificazione nazionale è inscritto nella dimensione culturale, politica e culturale dell'Ottocento europeo, romantico e rivoluzionario, proiettato verso il razionalismo collettivo, verso modelli inediti di solidarietà internazionale alla ricerca di nuovi equilibri di pace e giustizia sociale.Celebrare il 150esimo della nostra unità dovrebbe significare, inoltre, tornare a quella concezione di nazionalità che ispirò la nostra battaglia unitaria mentre veniamo condizionati, da un lato, da un internazionalismo legato alle spinte globalizzatrici e dall'altro da una serie di fondamentalismi spinti e feroci, basati su malintese fedi religiose che trovano pericolosi consensi e provocano conflitti esasperati; dall'altro, ancora, da istrionici progetti leghisti basati su ragioni secessionistiche e federaliste, tesi a minacciare costantemente, come una spada di Damocle, il rafforzamento dello spirito unitario e della identità sociale e civile del nostro Paese. Quando, invece, ora più che mai, sarebbe fondamentale richiamare, a livello politico e istituzionale, il senso più vero del concetto di democrazia e di appassionata passione al suo realizzarsi.Insomma, l'Italia “Una, repubblica, indivisibile”, celebra l'anniversario della sua unificazione politica ma continua a fare i conti con un'intrinseca incompiutezza che caratterizza gli italiani, più spesso popolo, troppo poco spesso nazione. Incompiuto forse è quello spirito di appartenenza ad un sogno, ad un progetto comune, ad un genuino senso dell'identità nazionale. Incompiuta è la fiducia dei cittadini nei confronti della politica, percepita come distante dagli umori e dai sentimenti della gente, una “casta” rimasta indietro al paese reale, rimasta immutabile mentre la società, volente o nolente, trascinata dalla contemporaneità correva in avanti e mutava radicalmente.
Incompiuta risulta, infine, l'assimilazione del concetto di nazione a quello che, nel 1882 il francese Ernest Renan definiva in maniera sublime come “plebiscito di tutti i giorni” intendendo con tale espressione la volontà di partecipazione attiva, la consapevolezza di appartenere ad un progetto democratico e liberale, coerente e condiviso, che si alimenta di una coscienza collettiva.

CIMITERO E PUBBLICA ILLUMINAZIONE LE PRIORITÀ AMMINISTRATIVE DEL 2012

Seduta del Consiglio Comunale
(SANT’ONOFRIO) Libro dei sogni o concreta ipotesi di sviluppo infrastrutturale del territorio?
Con questo interrogativo si confronta il “Programma triennale delle opere pubbliche 2012-2014” recentemente licenziato dalla giunta guidata dal sindaco Tito Rodà.
In effetti, la pur evidente buona volontà manifestata dall’amministrazione comunale in fase di predisposizione del piano sembra cozzare contro la difficile realtà dell’attuale congiuntura economica che, oltre ai ripetuti tagli già operati ai trasferimenti agli enti locali, già preannuncia un ulteriore giro di vite con comuni, province e
regioni che dovranno in quota parte contribuire per gli anni a venire alla riduzione del debito pubblico nazionale.
E’ comunque innegabile che se il crono programma di realizzazione delle opere pubbliche previste verrà rispettato, per il paese segnerà una decisa svolta in direzione dell’ammodernamento e della messa in sicurezza di infrastrutture e servizi essenziali.
In dettaglio, ammonta a tre milioni e 700mila euro l’impegno finanziario complessivo, con la somma così suddivisa per i tre anni di programmazione: un milione e 226 mila euro per il 2012, un milione e 568mila euro per il 2013 e 900mila euro per il 2014.
Della somma complessiva, 660mila euro sono previsti da “entrate acquisite mediante apporti di capitali privati”, mentre la rimanente cospicua parte deriva da “entrate aventi destinazione vincolata per legge”, con contributi a “fondo perduto”.
Nello specifico, l’amministrazione Rodà procederà, nel 2012, alla realizzazione del secondo lotto del cimitero, i cui lavori di ampliamento sono già in fase avanzata, grazie alle entrate derivanti dalla vendita dei suoli ai privati; previsti, inoltre, interventi per l’ammodernamento delle rete di pubblica illuminazione e del depuratore comunale e, finanziata nell’ambito della progettazione prevista dal “Pon Sicurezza”, la realizzazione di un sistema integrato di videosorveglianza che garantirà la copertura ed il controllo non stop dei punti maggiormente sensibili del territorio comunale.
Incisivi interventi in direzione del recupero del centro storico sono previsti nella programmazione delle opere pubbliche per l’anno 2013, unitamente a lavori di riqualificazione, abbattimento delle barriere architettoniche e messa in sicurezza degli edifici scolastici e dell’asilo nido comunale.
Sempre nello stesso anno è poi previsto il rifacimento dei collettori fognari delle centralissime vie Ipponio e Raffaele Teti.
Per il 2014 è infine previsto l’ammodernamento della strada “Crocicella” grazie alle risorse messe a disposizione dai fondi Piar, l’avvio dei lavori di captazione acqua e potenziamento dell’acquedotto rurale e la riqualificazione ambientale dell’ex mattatoio comunale e della circostante oasi naturalistica presso le fontane del “Cao”.
(Raffaele Lopreiato)

LE PARROCCHIE DI SANT'ONOFRIO, STEFANACONI E SAN NICOLA ORGANIZZANO IN LOCALITÀ VAJOTI UN MOMENTO DI PREGHIERA

Sant'Onofrio: località Vajoti
(Sant'Onofrio) L'Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, in collaborazione con le parrocchie di Sant'Onofrio, Stefanaconi e San Nicola Da Crissa, hanno organizzato per sabato 12 novembre p.v. ore 11,30, in località Vajoti di Sant'Onofrio, un momento di preghiera e di solidarietà all'imprenditore agricolo Pietro Lopreiato, socio della cooperativa sociale Talità Kum, che nei giorni scorsi ha subito il taglio di circa mille piante di ulivo.
Il taglio dell'uliveto ha suscitato grande clamore in tutta la Comunità Santonofrese, ai soci della cooperativa sociale Talità Kum, e ai parroci di Stefanaconi e San Nicola Da Crissa, don Salvatore Santaguida e don Domenico Muscari, a nome della redazione de LA VOCE, giunga piena solidarietà per il vile gesto compiuto ai loro danni.