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SANT'ONOFRIO: VIVE I MOMENTI DELLA SETTIMANA SANTA



(SANT‘ONOFRIO) Con la benedizione dei ramoscelli di palma e di ulivo, officiata dal parroco don Franco Fragala' nella mattinata di domenica scorsa nel piazzale antistante la chiesa del Rosario, sono entrate nel vivo le celebrazioni pasquali.
Un periodo dell’anno vissuto con partecipazione dall’intera comunità parrocchiale, che da sempre si avvicina ai riti della Pasqua con grande intensità emotiva e spirituale.
Tanti sono infatti gli appuntamenti che scandiscono la Settimana Santa nel solco di una tradizione secolare che, a Sant'Onofrio come in tantissimi altri paesi della Calabria, mirabilmente riesce a coniugare identità comunitaria e religiosità popolare.
Tra questi, particolarmente caratterizzanti del cammino di fede della comunità, le "quaranta ore", "a missa a storta", l'"Ultima Cena", la "chiamata della Madonna" del Venerdì Santo con la processione notturna per le vie del paese, la Veglia pasquale.
Con l'evento clou dell'Affruntata che nella mattinata di domenica di Pasqua, nella piazza principale del paese addobbata a festa, rinnoverà nella rappresentazione paraliturgica dell'annunciazione alla Madonna della resurrezione di Gesu' i segni di un mistero che a distanza di duemila anni riesce ancora a commuovere nel segno della fede e della speranza.
E proprio per preparare al meglio l'Affruntata ed in piena aderenza con quanto stabilito dal nuovo regolamento diocesano in materia di svolgimento delle processioni e delle rappresentazioni sacre, si è proceduto all’individuazione dei portatori delle statue.
La designazione è avvenuta pubblicamente, tramite il sorteggio effettuato nella chiesa matrice al termine della solenne celebrazione eucaristica della Domenica delle Palme.
Una prima selezione dei nominativi era già stata effettuata, sempre a norma del regolamento diocesano, da don Fragalà attraverso la verifica dei prescritti requisiti dei candidati che devono essere conosciuti come "assidui frequentatori della parrocchia, pienamente impegnati nel cammino di fede".
Questi in dettaglio i nominativi dei prescelti quali portantini delle statue dell'Affruntata: Antonino Petrolo, Giuseppe Policaro, Giorgio Riga e Paolo Riga (statua Madonna); Alberto Alessandria, Michele Marturano, Domenico Santaguida e Filippo Foti (San Giovanni); Domenico Ruggiero, Maria Rizzo, Elisabetta Ruggiero e Onofrio Prestia (Cristo Risorto); Nazzareno Rizzo (mazza).
Nell'occasione si è inoltre proceduto all'estrazione dei nominativi dei portantini delle statue della processione notturna del Venerdì Santo: Orsola Losiggio (cireneo); Giovanbattista Cugliari (mazza); Simona Losiggio, Annarita Bonavota, Gessica Bonavota e Antonino Dinatolo (San Giovanni); Rosario Arcella, Manuel Serraino, Giuseppe Cirianni e Costantino La Fortuna (Madonna); Caterina Italiano, Giuseppe Messina, Maria Marcello, Francesca Cugliari, Maria Lopreiato, Onofrio Pileci, Rosa Lopreiato e Angelo Marturano (Cristo).
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 2403/2016)

SANT'ONOFRIO: CAMPANE A FESTA PER I 400 ANNI DELLA CHIESA MATRICE

(SANT‘ONOFRIO)Prende il via oggi, su iniziativa della comunità parrocchiale, una tre giorni ricca di appuntamenti di grande spessore spirituale e culturale.
D’altronde, non capita davvero tutti i giorni di festeggiare una ricorrenza così’ “speciale”: il quarto centenario della erizione a parrocchia della chiesa matrice con il titolo di Santa Maria delle Grazie.
Originariamente intitolata a Santa Maria della Scala al Paradiso, la chiesa da ben quattrocento anni “vigila benevola” sui santonofresi con la sua posizione su un “poggio, ad un centinaio di metri a sudest dei resti di quello che fu considerato uno dei più importanti monasteri Basiliani del meridione e con la facciata volta verso di esso e verso i campi”.
“Una posizione dominante” - come mirabilmente la definì il prof. Mario Teti, santonofrese illustre e medico di fama mondiale, nell’opera “Gente di Sant’Onofrio” che costituì il suo testamento spirituale - quasi una “sentinella avanzata del paese retrostante”.
Ed in questi quattro secoli di vita la chiesa matrice è sempre stata il “rifugio sicuro” della comunità.
Qui infatti generazione dopo generazione i santonofresi hanno saputo ritrovarsi “nella fede e per la fede”, sempre uniti a rinsaldare il patto di una appartenenza condivisa sulla base di una comune identità spirituale e valoriale.
E sempre recuperando le “ragioni necessarie per superare nella preghiera e nella religiosità popolare tragedie e momentanee difficoltà causate di volta in volta dall’impeto della natura o dalla malvagità dell’uomo”.
In particolare furono i terremoti, nel corso dei secoli, a scandire l’evoluzione della chiesa.
Che originariamente prese la forma di una chiesetta, all’indomani del sisma del 1559 grazie alla generosa opera dei primi costruttori “primitivi ed avventizi, provenienti dal vicino convento”.
Si trattava degli “abitanti del nucleo originario del casale di Sant’Onofrio sorto intorno al convento basiliano e composto da circa 150 uomini, dediti perlopiù all’agricoltura ed alla pastorizia”.
Nel tempo la “popolazione aumentò e parimenti crebbe nei popolani il desiderio di erigere una vera e propria Cappella intitolata alla Madonna, alla quale chiedere grazie”.
Non passò nemmeno un secolo e già i fedeli erano diventati oltre duemila e le case, costruite intorno alla cappella, centinaia”.
Era giunto il momento di elevare la cappella, nel frattempo divenuta il vero cuore del nuovo casale, a Parrocchia: il che avvenne il 27 novembre 1615”.
Da quel momento la chiesa venne ripetutamente ampliata e modificata, quando non addirittura interamente ricostruita.
Avvenne ad esempio dopo il sisma del 1783, definito per la sua deflagrante violenza “u flagellu”, e in rapida successione con i terremoti del 1905 e del 1908.
Ma ogni volta, grazie alla lungimiranza dei parroci del tempo ed alla profonda devozione dei santonofresi, il luogo di culto venne ricostruito. E sempre più bello di prima.
Proprio sulla rievocazione di questa mirabile storia che coniuga alla perfezione storia e religiosità popolare, si sviluppa il percorso della memoria che verrà proposto in questi tre giorni dal parroco don Franco Fragalà e dal comitato organizzatore che lo affianca.
Si partirà da oggi con le relazioni di Ester Maragò e Franco Caincio che nel corso del convegno previsto per le ore 18 presso ripercorreranno questi quattro secoli di storia.
A completare il tutto, il concerto della corale polifonica femminile “In-Canto” e l’inaugurazione di una originale mostra su “Paramenti, vasi sacri e registri” della parrocchia.
Previsto anche il coinvolgimento attivo delle scuole con gli alunni del locale istituto comprensivo che domani mattina a partire dalle ore 9,00 visiteranno le mostre.
Sempre nella giornata di sabato, a partire dalle ore 17.30, la comunità si ritroverà presso il Largo dei Basiliani e da li in corteo giungerà presso la chiesa matrice dove alle ore 18,00 si svolgerà la solenne celebrazione eucaristica.
Nella giornata conclusiva di domenica prevista infine una fiaccolata per le ore 19,00.
A corollario dell’iniziativa, la presentazione dell’annullo postale speciale ed a numero limitato di una cartolina celebrativa dell’evento ed il taglio di una grande “torta giubilare” nel corso del momento aggregativo previsto presso l’oratorio di via San Gerardo.

 
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 27/11/2015)

SANT’ONOFRIO: RINNOVATA LA DEVOZIONE POPOLARE LA SANTA CROCE UNISCE LA COMUNITÀ

(SANT’ONOFRIO)  Come da tradizione, anche quest’anno il 3 maggio con i solenni festeggiamenti in onore della Santa Croce ha preso il via il calendario delle celebrazioni religiose che si snoderà fino all’autunno prossimo con una serie di appuntamenti di sicuro richiamo per la comunità parrocchiale.
Una ricorrenza, quella celebrata ieri, che da sempre esalta la religiosità popolare in nome della speciale devozione che unisce i santonofresi alla “loro” Santa Croce.
Un legame che ha origini lontane, risalendo ai primi anni del 1700 allorquando il frate Gerolamo Lo Terzo, ospite del signore locale principe Ruffo Scilla, giunse in queste contrade per portare la sua benefica opera evangelizzatrice.
Il “beato” Gerolamo, come da subito il religioso venne definito dalla credenza popolare per la profonda spiritualità e generosità, piantò nei diversi punti cardinali del paese delle croci che, come tramandato dalla tradizione, manifestarono nel tempo le loro capacità miracolose.
Da allora la devozione popolare andò crescendo, fino a far assurgere la Santa Croce a simbolo universale dei santonofresi che in ogni angolo del mondo dove sono costituiti in comunità organizzate, Argentina e Canada tra tutte, ne celebrano in modo solenne la ricorrenza.
Intatti sono rimasti anche a Sant’Onofrio i riti che caratterizzano questa festività come la veglia notturna presso il monumento di località “Pettiforgiari” durante la quale le donne anziane recitano ininterrottamente le preghiere tramandate dalla tradizione orale.
Suggestivo anche il ripetuto passaggio per le vie del paese delle    cosiddette “Verginelle”, bambine di bianco vestite che fanno la spola tra l’abitazione delle famiglie che le organizzano per adempiere ad un voto per grazia ricevuta ed il monumento della Santa Croce.
Molto partecipata anche quest’anno si è poi rivelata la processione mattutina, con i fedeli che hanno accompagnato l’artistico reliquiario contenente la venerata scaglia della Santa Croce e conclusa dalla solenne celebrazione eucaristica officiata dal parroco don Franco Fragalà.
I festeggiamenti religiosi sono proseguiti nel pomeriggio con la gradita presenza del vescovo mons. Luigi Renzo che nella chiesa matrice, a coronamento del corso formativo triennale, ha amministrato ad un gruppo di ragazzi e ragazze del luogo il sacramento della cresima.
           
   (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 04/05/2012) 

LUTTO. MORTA LA MAMMA DEL NOSTRO PARROCO DON FRANCO

Don Franco Fragalà


LA VOCE e la SANT’ONOFRIO TADIZIONI si associano al dolore del nostro parroco don Franco Fragalà, per la perdita della cara mamma ed esprimono a tutti i familiari sentite condoglianze.