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MILETO: PARTE LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI NATUZZA EVOLO

MILETO Come promesso dal vescovo Renzo parte la causa di beatificazione
Inizia il “cammino” di Natuzza
Il prossimo 1 novembre ricorrerà il quinto anniversario della morte della mistica

DIOCESI MILETO:EUCARESTIA E FAMIGLIA, PILASTRI DA PUNTELLARE

Il vescovo mons Luigi Renzo con altri prelati e sacerdoti durante la solenne celebrazione di apertura del congresso diocesano
È proseguito ieri pomeriggio, alla presenza dei quasi 500 delegati delle parrocchie della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, il terzo congresso diocesano, fortemente voluto dal vescovo mons. Luigi Renzo, che lo aveva già annunciato ai fedeli nello scorso mese di ottobre nella lettera pastorale "Le idrie dell'amore", quale «evento straordinario di grazia capace di suscitare in ciascuno quell'ebbrezza dello spirito e l'estasi di amore con cui i primi cristiani attendevano il convito eucaristico».
Un impegno nell'anno della famiglia che «dovrà darci – afferma il pastore della chiesa diocesana – in prospettiva eucaristica quel valore aggiunto per riprendere quota nella linea
anche di un cristianesimo popolare animato da una fede che si fa presente sul territorio, capace di trasformare la vita quotidiana delle persone».
Ed in questa prospettiva «dobbiamo impegnarci perché cresca e sia condivisa una rinnovata spiritualità della vita quotidiana basata sulla unità interiore che riusciremo a stabilire dentro di noi tra parola di Dio ascoltata ed eucaristia vissuta».In questa seconda giornata si è parlato di "Eucarestia e famiglia", alla presenza di mons. Leonardo Bonanno, vescovo di San Marco Argentano-Scalea e delegato per la famiglia della conferenza episcopale calabrese.
È seguita la relazione di mons. Carlo Rocchetta, fondatore e direttore del centro "Casa della tenerezza" di Perugia, che dall'alto della sua esperienza, ha relazionato sul tema: "Eucarestia, icona della famiglia". Ne è venuta fuori un'analisi a tutto campo dettata dall' impegno sul campo dello stesso mons. Rocchetta che ad un erto punto del suo cammino spirituale ha sentito il bisogno di dedicarsi totalmente alla famiglia e in particolare alle coppie in crisi e ai loro figli, ai coniugi soli e separati.
«È stata un'esigenza interiore profonda – come ha sottolineato lo stesso fondatore della Casa della tenerezza – e come una vocazione nella vocazione». Mons. Rocchetta, nel suo intervento, rivolgendosi direttamente alle famiglie, ha detto che «gli sposi devono essere delle persone molto brave a perdonarsi», quindi ha aggiunto che «come Cristo si offre così gli sposi devono imparare ad offrirsi». In serata si è svolta, infine, la veglia di preghiera curata dalla consulta diocesana delle aggregazioni laicali. Oggi, intanto, il congresso eucaristico prosegue alla presenza dell'Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria – Bova e presidente della conferenza episcopale calabrese che alle 16,30 presiederà la preghiera di apertura della terza giornata. Seguirà, alle ore 17, la relazione su "Eucarestia, dono per la vita quotidiana", curata da Salvatore Martinez, presidente dell'associazione internazionale "Rinnovamento nello spirito". Alle ore 18 è in programma una importante tavola rotonda su "cultura e relazioni umane" (Carlo Rocchetta), "Vita sociale e bene comune" (Roberto Garzulli), "Lavoro ed economia"(Lello Blandino)
(Gazzetta del Sud 06/06/2012)

NATUZZA E IL MISTERO DELLA SUA PASSIONE PER ANNI MEDICI E SCIENZIATI HANNO TRASCORSO CON LEI IL VENERDÌ SANTO NEL TENTATIVO DI ALLEVIARNE LE SOFFERENZE

La mistica Natuzza Evolo
(PARAVATI DI MILETO) È la terza Pasqua senza Natuzza Evolo, scomparsa il primo Novembre del 2009, nel giorno di tutti i santi. Due giorni dopo, i funerali all'aperto sul sagrato del santuario in fase di realizzazione con circa trentamila persone, incuranti della pioggia battente, molte delle quali al termine delle esequie hanno gridato: Natuzza, santa subito!
La festività pasquale ci riporta con forza alle sofferenze vissute dalla mistica durante la settimana santa, il periodo in cui ha vissuto per tanti anni sul proprio corpo la passione del Signore e, quindi, la flagellazione e la salita al calvario. Nei giorni che precedevano la Pasqua Natuzza Evolo cadeva, a più riprese in uno stato di estasi e le stimmate si trasformavano a contatto con bende e fazzoletti in testi di preghiere in lingue diverse, ostie, ostensori, corone di spine e cuori. Solo nell'ultimo anno di vita sul suo corpo non si sono aperte le ferite e le sofferenze sono state meno dolorose degli anni precedenti. Molti hanno interpretato tutto ciò come un segno della sua morte, ormai, imminente.
Per anni medici, scienziati e uomini di chiesa hanno trascorso il giorno più critico, ovvero il venerdì santo, accanto alla mistica per tentare di alleviare le sue sofferenze, ma anche per tentare di comprendere il mistero di una vita straordinaria vissuta sotto il segno dell'umiltà, della carità e della fede. In diversi occasioni, dopo questo periodo di sofferenza, Natuzza Evolo ha parlato dei "colloqui" avuti con Gesù e la Madonna.
In una di queste apparizioni, il tre marzo del 1996, alle ore 9,30 – così come risulta dai testi pubblicati dalla rivista "Cuore Immacolato di Maria Rifugio della anime", organo ufficiale della fondazione – «mi apparve – ha fatto trascrivere Natuzza – Gesù vestito di bianco e in un grande luce, e mi ha detto: Figlia, è stato un brutto anno per te, il più brutto di tutta la tua vita, perché ti ho messo nel frullatore e il tuo corpo è triturato per amore degli altri. Tu lo stai sopportando per amore mio e per la conversione dei peccatori. Nel mondo non c'è pace, perché si è scatenato lucifero. Porta veleni e guerre perchè un terzo della popolazione è con me, gli altri sono preda del demonio e godono del male degli altri. Non solo fanno ma anche ne godono. Il perdono, loro, non lo capiscono e non lo vogliono capire e non lo chiedono. Capiscono solo il male. Se non si pentono, per loro non ci sarà perdono né pietà. Tu sei assetata di sofferenza per aiutare me a portare la croce e per amore degli altri, ma quest'anno sei costretta a dire "Signore non ne posso più", perché la tua vita è legata ad un filo. Chiedi per te un po' di riposo e di pace nel cuore. Tu ha solo la mia pace e niente più. Tutto ti fa soffrire per l'ingratitudine dell'uomo. Tu mi ami e io più di te. Ricordati che tutta la tua vita è stata una sofferenza. Sei salita al calvario, che cosa vuoi di più?».
Negli archivi della fondazione figurano a tutt'oggi decine di documenti di questo tipo che testimoniano la straordinarietà di un cammino di fede incominciato nel 1930 quando Fortunata Evolo era poco più che una bambina. Già dall'età di 5/6 anni iniziarono, infatti, intorno a lei una serie di visioni e di altri inspiegabili fenomeni straordinari, come i primi contatti con quella realtà sovrannaturale che ne avrebbe pervaso l'intera esistenza anche se come diversi anni dopo spiegherà la stessa mistica ai suoi padri spirituali non aveva capito che quella bella ragazza che le appariva era la Madonna, mentre aveva sempre sospettato che quel bambino bellissimo che giocava con lei e con i suoi fratellini fosse Gesù. Qualche anno più tardi Natuzza capì che la sua missione sarebbe stata quella di dare conforto alla gente.
Da lei sono così passati nell'arco di oltre sessant'anni centinaia di migliaia di persone di ogni categoria sociale: poveri,ricchi, atei, uomini di chiesa. Ad ognuno di loro ha saputo regalare un sorriso. Nel 1995 in un'intervista ci confidò: «Tutti quelli che sono venuti a trovarmi sono rimasti nel mio cuore. Persone sole, persone che avevano gravi problemi di salute, tossicodipendenti, fratelli che avevano perso la fede. L'altro ieri è venuto a casa mia un giovane affetto dell'Aids. Mi h abbracciata. Era disperato. Io l'ho confortato dicendogli di avere fede in Dio e di non abbattersi. Da giorni adesso per lui e per quanti si trovano nella sue condizioni».
Speciale Tv7
Documenti ineditirecuperati all'archivio storico dell'Università cattolica di Milano per raccontare il lungo carteggio epistolare tra il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Paolo Albera e il rettore della Cattolica, padre Agostino Gemelli. Al centro dello scambio di lettere il "caso Evolo", bollato da padre gemelli come un caso "di pura isteria".
Ma ancheimmagini, sempre inedite, sulle stigmate di Natuzza durante la settimana santa e testimonianze di chi le fu vicino.
Una ricostruzionetrasmessa ieri sera da Rai1, dopo la Via Crucis del Venerdì Santo del Papa, nel corso dello speciale Tv7, presentato dal direttore del Tg1 Alberto Naccari e dal direttore di Rai-Vaticano, Marco Simeon, che porta la firma del giornalista Pino Nano, il quale Natuzza ha conosciuto seguendone la storia per più di 30 anni.
E il racconto di Pino Nano su Natuzza, nonostante il passare degli anni, è stato sempre avvincente, anche grazie alle testimonianze e alla documentazione inedita che hanno arricchito la ricostruzione del grande mistero della mistica di Paravati.
(Vincenzo Varone Gazzetta del sud 07-03-2012)

ADDIO AL VESCOVO CHE PARLAVA ALLA GENTE ALL'ETÀ DI 80 ANNI SI È SPENTO IERI MATTINA A ROMA MONSIGNOR DOMENICO TARCISIO CORTESE

È morto improvvisamente stamattina a Roma monsignor Domenico Tarcisio Cortese. Il vescovo emerito è stato trovato esanime alle prime luci dell'alba nel suo letto nella camera dell'istituto religioso delle Oblate del Sacro Cuore dove era ospite da quando si era trasferito nella Capitale. A piegare la sua forte fibra è stato con ogni probabilità un infarto.
Il presule era stato vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea dal 1979 al 2007. Avrebbe compiuto 81 anni il prossimo febbraio. Ma lui era un prete senza età e senza tempo, ma soprattutto era un uomo sulle vie del mondo e della Chiesa, alla quale ha dedicato tutta la sua vita, con generosità e impegno; un francescano, amatissimo da tutti per le sue doti di grande comunicatore, cresciuto nel rigore e nella gioia di predicare la fede, con lo stile di chi è abituato a fare le cose sul serio, ma senza prendersi mai troppo sul serio. Un cammino lungo il quale si sta muovendo anche il suo successore, monsignor Luigi Renzo, che oggi piange insieme a tutta la diocesi e al clero calabrese la scomparsa di monsignor Domenico Tarcisio Cortese che per alcuni anni è stato anche vice presidente della conferenza episcopale calabrese.
Domenico Tarcisio Cortese era nato a San Giovanni in Fiore nel 1931. Suo padre faceva la guarda carceraria. Sua madre era casalinga. Il suo cammino sacerdotale era iniziato nel
convento di San Francesco d'Assisi nel 1952, poi l'ordinazione sacerdotale il 23 maggio 1954, quindi il ritorno in Calabria e la nomina di Padre provinciale de minimi dal 1968 al 1977.
A Mileto era arrivato nel 1979, in un periodo di grandi mutamenti sociali, al posto del mite monsignor Vincenzo De Chiara, tra grandi sogni e grandi speranze, ma col piglio del prete di razza che, alle parole, preferiva i fatti concreti e l'impegno a tutto campo a favore della Chiesa e dei più deboli. Monsignor Domenico Tarcisio Cortese, nel corso del suo lungo episcopato, ha posto al centro del suo impegno l'attenzione per l'infanzia, per i giovani e per tutti i disagiati che trascorrono la loro vita ai margini della società. Un impegno costante che non è mai venuto meno e che è continuato anche dopo la sua nomina vescovo emerito della diocesi.
Nello stesso tempo, durante il suo cammino, non ha mancato di guardare alla valorizzazione delle ricchezze culturali della sua diocesi, rendendosi promotore del recupero dei percorsi storici e religiosi che sono memoria e segno del cammino dell'uomo.
Un vescovo amato dalla sua gente; una guida sicura e pastore concreto che ha saputo parlare alla Chiesa e che ha reso la Chiesa stessa capace di parlare alla gente, comunicando, operosità, concretezza e rispetto.
Mileto e tutta la provincia oggi piangono la loro ex guida spirituale, sempre pronta a sposare le cause del popolo della Chiesa e, in particolare, degli ultimi.
Mancherà a tutti monsignor Domenico Tarcisio Cortese.
Ma nella memoria di tutti resterà per sempre vivo il ricordo del suo sorriso vivo e forte e le sue omelie, nel suo stile francescano, condite spesso da frecciate chiare e dirette alla società dei consumi e al mondo dei potenti. I funerali si svolgeranno a Mileto domani alle 16. Monsignor Cortese sarà tumulato all'interno della cattedrale di Mileto.
Vincenzo Varone Gazzetta del Sud 12-11-2011

CHIESA CALABRESE IN LUTTO: È MORTO MONSIGNOR DOMENICO TARCISIO CORTESE


LA VOCE e la Sant’Onofrio Tradizioni, si associano al dolore della Comunità diocesana per la scomparsa di Mons. Domenico Tarcisio Cortese, insostituibile guida morale e spirituale.

LE PARROCCHIE DI SANT'ONOFRIO, STEFANACONI E SAN NICOLA ORGANIZZANO IN LOCALITÀ VAJOTI UN MOMENTO DI PREGHIERA

Sant'Onofrio: località Vajoti
(Sant'Onofrio) L'Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, in collaborazione con le parrocchie di Sant'Onofrio, Stefanaconi e San Nicola Da Crissa, hanno organizzato per sabato 12 novembre p.v. ore 11,30, in località Vajoti di Sant'Onofrio, un momento di preghiera e di solidarietà all'imprenditore agricolo Pietro Lopreiato, socio della cooperativa sociale Talità Kum, che nei giorni scorsi ha subito il taglio di circa mille piante di ulivo.
Il taglio dell'uliveto ha suscitato grande clamore in tutta la Comunità Santonofrese, ai soci della cooperativa sociale Talità Kum, e ai parroci di Stefanaconi e San Nicola Da Crissa, don Salvatore Santaguida e don Domenico Muscari, a nome della redazione de LA VOCE, giunga piena solidarietà per il vile gesto compiuto ai loro danni.