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I VESCOVI: NUOVE REGOLE ANTIMAFIA

IL CASO La riunione della Conferenza episcopale calabra: «Ora serve credibilità»
I vescovi: nuove regole antimafia
Una commissione elaborerà le linee guida da condividere in tutte le Diocesi


'NDRANGHETA, AFFRUNTATA COMMISSARIATA A SANT'ONOFRIO E STEFANACONI

(ANSA) - VIBO VALENTIA, 19 APR - Il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di Vibo Valentia, d'intesa con la Diocesi di Mileto, ha deciso di commissariare le processioni dell'Affruntata di Stefanaconi e Sant'Onofrio, nel vibonese, che si svolgono la mattina della domenica di Pasqua. La decisione è stata presa per evitare infiltrazioni della 'ndrangheta nei due eventi religiosi. Al termine della riunione è stato deciso che le statue saranno portate dai volontari della Protezione civile


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'NDRANGHETA, AFFRUNTATA COMMISSARIATA A SANT'ONOFRIO E STEFANACONI
La decisione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di Vibo Valentia, d'intesa con la diocesi di Mileto. Le statue saranno portate dalla Protezione civile

VIBO VALENTIA Il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica di Vibo Valentia, d'intesa con la diocesi di Mileto, ha deciso di commissariare le processioni dell'Affruntata di Stefanaconi e Sant'Onofrio, nel vibonese, che si svolgono la mattina della domenica di Pasqua. La decisione - secondo quanto riporta stamane il Quotidiano della Calabria - è stata presa per evitare infiltrazioni della 'ndrangheta nei due eventi religiosi.
Già in passato era emerso che gli esponenti delle cosche
della 'ndrangheta avevano l'assoluto controllo delle processioni, decidendo chi doveva portare le statue.
Quest'anno tra i nomi di coloro che dovevano portare le statue, decisi attraverso un sorteggio, c'era anche una persona ritenuta vicina ad ambienti della criminalità e quindi si è deciso di convocare una apposita riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per decidere sul da farsi. Al termine della riunione è stato deciso che le statue saranno portate dai volontari della Protezione civile.
La cosca di 'ndrangheta dei Patania di Stefanaconi (Vibo Valentia) aveva il potere assoluto sulla gestione dell'Affruntata, la tradizione processione che si svolge la mattina della domenica di Pasqua. È quanto emerge dall'inchiesta della Dda di Catanzaro chiamata 'Romanzo Criminale' contro le cosche della 'ndrangheta del vibonese. A Stefanaconi, la mattina del giorno di Pasqua, si svolge la processione de 'l'Affruntata', la sacra rappresentazione della rivelazione del Cristo alla Madonna dopo la Resurrezione. Nella processione c'è la statua di San Giovanni che, nell'immaginario collettivo della criminalità organizzata e nella ricostruzione degli inquirenti, simboleggia la «detenzione del potere mafioso». Il boss Fortunato Patania, ritenuto a capo dell'omonima cosca, ucciso nel settembre del 2011 nella faida tra cosche della 'ndrangheta vibonesi, avrebbe sempre finanziato la processione, decidendo chi erano coloro che dovevano portare a spalle la statua di San Giovanni che appunto rappresentava il potere dell'organizzazione criminale.
La Dda di Catanzaro ha raccolto i filmati delle processioni del 2009 e del 2010 dalle quali si evince che le nuove leve ed i vertici della cosca avevano il «potere assoluto - sostengono i magistrati - sul trasporto della statua di San Giovanni».                                        http://www.corrieredellacalabria.it/

RICORSO INFONDATO DELLA OSMA NEI CONFRONTI DEL COMUNE DI SANT’ONOFRIO

(Sant'Onofrio) Resta perfettamente legittima la nota interdittiva della Prefettura, originata da un rapporto della Guardia di finanza e relativa alla ditta "Osma" (Organizzazione servizi mense aziendali) di San Nicola da Crissa.
Il Tar di Catanzaro, ha dichiarato «infondato» il ricorso della ditta "Osma", rivolto contro Prefettura, Ministero dell'Interno, Provincia di Vibo Valentia e Comune di Sant’Onofrio.
Al Comune di Sant'Onofrio, difeso dall'avv. Daniela Fuscà, la ditta "Osma" contestava il provvedimento con cui il 6 novembre 2010 veniva dato atto che non si poteva stipulare il contratto di aggiudicazione del servizio per le mense scolastiche, in quanto una nota della Prefettura segnalava «tentativi di infiltrazioni mafiose tendenti a condizionare gli indirizzi dell'appaltatore».
Il Tar spiega in sentenza che «non si possono escludere eventuali forme di contiguità con ambienti della criminalità organizzata» e tale valutazione è rimessa alla discrezionalità del Prefetto, non potendo il giudice amministrativo sindacare nel merito.

NICOLA GRATTERI E ANTONIO NICASO PRESENTANO "LA MAFIA FA SCHIFO” LETTERE DEI RAGAZZI SULLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA"

''La mafia fa schifo'': si intitola così il nuovo libro del magistrato Nicola Gratteri e del giornalista Antonio Nicaso, edito da Mondadori, che verrà presentato, in anteprima nazionale, domani 22 novembre alle 10.30 a Palazzo Campanella, a cura della Presidenza del Consiglio regionale.
La nuova iniziativa editoriale del magistrato antindrangheta Nicola Gratteri, procuratore aggiunto alla Direzione distrettuale di Reggio Calabria, e di Antonio Nicaso, esperto di mafie che vive tra il Canada e gli Stati Uniti, da sempre impegnati nella lotta alla mafia, hanno raccolto le lettere di questi ragazzi e adolescenti - talvolta ingenue, più spesso impressionanti nella loro lucidità - dalle quali emergono paura, rabbia, desiderio di rivalsa e ribellione contro l'illegalità, e solo raramente sconforto e rassegnazione.
C'è chi è stato personalmente colpito dalla malavita e chi è rimasto sconvolto dalle terribili storie raccontate dai giornali e dalla televisione; chi percepisce lo scarto generazionale con genitori e adulti, cresciuti in una cultura del pregiudizio nei confronti del Meridione oppure immersi in un'atmosfera di indifferenza o omertà; e chi approfitta dell'opportunità fornita dagli insegnanti per affidare al foglio bianco piccole e grandi confessioni, dove il dolore e la paura sono quasi sempre sopraffatti dal coraggio e dalla speranza. Per tutti loro la mafia non è più un tabù da rispettare in silenzio per quieto vivere o vigliaccheria, ma "un letto pulcioso" che infesta il Paese, un "tanfo di stalla " che ammorba l'aria e che "si arrimina nella pancia come un animale inferocito". Che uccide sogni e speranze, non crea benessere, ruba e distrugge, offrendo forme di lavoro che sono in realtà ricatti pagati al prezzo della libertà e della dignità. E comunque, questo "castello di menzogne, morti e stragi" - pen pensano molti di loro - è destinato a crollare, per la semplice ma non banale ragione che "la mafia fa schifo". È un segnale confortante quello lanciato da questi ragazzi con la loro scelta di non tacere, perché, come diceva Paolo Borsellino, "se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo".

NON POSSIAMO TACERE - LE PAROLE E LA BELLEZZA PER VINCERE LA MAFIA.

Non possiamo tacere - Le parole e la bellezza per vincere la mafia ( Ediz.Incontri)
Novità editoriale di Bregantini Giancarlo M.
È in tutte le librerie il nuovo libro di monsignor Giancarlo Bregantini ''Non possiamo Tacere''. Il libro, scritto con la giornalista Chiara Santomiero,e'il racconto-testimonianza di un uomo del Nord, che anni fa decise di essere religioso, poi prete operaio, poi cappellano delle carceri e infine vescovo al Sud, in Calabria. 
Famiglia Cristiana n. 42/2011 anticipa un capitolo del libro di mons. Brigantini sul perchè la 'ndragheta vuole controllare le feste.
Famiglia Cristiana n.42/2011
Il giorno in cui s’insediò nella diocesi di Locri-Gerace fu accolto con una bomba sotto il palco e alle forze dell’ordine che gli intimavano di accettare la scorta oppose un netto rifiuto. Vescovo della gente fra la gente, monsignor Bregantini combatte la mafia e le sue derive da una vita intera. E dal di dentro. Non disdegna di entrare nelle case delle ’ndrine per consolare una madre che piange il figlio ucciso o per tentare una pacificazione. Dopo la strage di Duisburg, si reca con un gruppo di preti e laici in Germania a sostenere la comunità calabrese. All’indomani dell’uccisione del politico Francesco  Fortugno, si fa promotore insieme a tanti giovani del movimento “AMMAZZATECI TUTTI ”. Nel molisano, si batte con altri vescovi del territorio per l’acqua pubblica e i posti di lavoro. Nel racconto di un uomo del Nord, che ha scelto di essere prete operaio, poi cappellano delle carceri e infine vescovo al Sud, si alternano storie drammatiche a tante esperienze positive di collaborazione civile ed ecclesiale: nelle scuole, con le parrocchie, con le

la copertina del libro

associazioni anti-racket, con le realtà culturali e con tante persone che non cessano di credere nella legalità e nella cittadinanza attiva. Sono pagine che non si limitano a denunciare le ambiguità mafiose – nell’atteggiamento di chi paga al bar, nell’ostentazione della ricchezza, nella connivenza con la Chiesa – ma che documentano la forza di una tesi: «La mafia ha orrore della bellezza. Una delle migliori forme di antimafia è il gusto del bello, del buono e del vero. Il destino non è ineluttabile, il Sud può vincere».




SANT’ONOFRIO ADERISCE ALL’INIZIATIVA TARGHE CONTRO LA 'NDRANGHETA


Mons. Fiorillo consegna la targa al sindaco

VIBO VALENTIA - «Non rassegnatevi al pessimismo. Questo è uno dei passaggi più significativi dell’omelia pronunciata ieri a Lamezia Terme da Papa Benedetto XVI. Parafrasando le parole di Sua Santità, non dobbiamo rassegnarci alla presenza della ’ndrangheta nella nostra terra, perchè la Calabria possiede gli anticorpi necessari per sconfiggerla». Lo ha detto Salvatore Magarò, presidente della Commissione regionale contro la ’ndrangheta, a Vibo, a margine della manifestazione per la consegna delle targhe contro la ’ndrangheta ai sindaci aderenti all’Associazione ViboVale. «Si tratta dei tanti prefetti - prosegue Magarò - degli ottimi magistrati, delle forze dell’ordine, dei parroci, dei rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’associazionismo, dei sindaci e degli amministratori onesti che ogni giorno con il loro lavoro contrastano la criminalità organizzata. 

La targa anti-'ndrangata consegnata ai comuni aderenti

In Calabria si respira un’aria di cambiamento. C’é una nuova generazione di giovani che parlano della legalità senza paura e senza omertà. Questo mondo vitale va incoraggiato, sostenuto ed allargato. Testimonia da quale parte deve stare la società calabrese: dalla parte della trasparenza, della correttezza, delle buone pratiche di governo, del rispetto delle regole». «La manifestazione terminata con la consegna delle targhe ai sindaci dei comuni aderenti all’Associazione ViboVale ed al presidente della Provincia di Vibo Valentia, va in questa direzione. Facendo tesoro degli insegnamenti del Vangelo potremmo dire: “fuori i mercanti dal tempio, fuori la ’ndrangheta dai municipi calabresi”». Per l'occasione nella sala consiliare erano presenti, oltre al sindaco Nicola D'Agostino, ai primi cittadini dei Comuni interessati e al presidente della Provincia Francesco De Nisi, il prefetto Luisa Latella, il procuratore Mario Spagnuolo, il questore Giuseppe Cucchiara, il ten. col. Daniele Scardecchia, il com. Paolo Marzio, il com. Antonio Casella, il direttore della Scuola di polizia Salvatore Barilaro e del carcere Antonio Galati. Accanto a loro l'on. Mario Tassone, il sen. Francesco Bevilacqua, il presidente della commissione regionale antimafia Salvatore Magarò, numerosi gli amministratori presenti, tra i quali il sindaco del nostro paese Tito Rodà, l'assessore Nicolino La Gamba (portavoce dell'associazione "ViboVale"), e il coordinatore provinciale di Libera mons. Giuseppe Fiorillo.