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STEFANACONI: DISCARICA A STEFANACONI LA COMUNITA' COMPATTA DI "NO" AL PROGETTO

(STEFANACONI)La comunità di Stefanaconi si è ritrovata nella serata di ieri presso la sala riunioni di palazzo Carullo per partecipare ai lavori di un consiglio comunale “straordinario e aperto”.
La seduta, voluta dal sindaco Salvatore Di Sì, è servita per fare il punto su alcune problematiche che ormai da tempo preoccupano e non poco i cittadini.
Due i punti all’ordine del giorno: la paventata apertura di una discarica di rifiuti speciali ed il persistente ritardo nella messa in sicurezza della Tangenziale est che, realizzata sul costone sovrastante il centro abitato, è tuttora sottoposta al sequestro predisposto dall’autorità penale.
All’incontro erano presenti le massime autorità istituzionali nella persona del prefetto Giovanni Bruno e del presidente della Provincia Andrea Niglia.
Insieme a loro, il parroco padre Carmelo Andreacchio ed i rappresentanti delle forze politiche e sindacali e di numerose associazioni ambientaliste che, ognuno per il profilo di specifica competenza, hanno arricchito il dibattito relazionando sulla evidente nocività di un impianto di tal genere sia per l’ecosistema che per il tessuto socioeconomico del territorio.
In apertura dei lavori la presidente del consiglio comunale Daniela Maluccio ed il sindaco Di Sì hanno ripercorso i passaggi relativi alla discarica.
Una vicenda per molti versi paradossale, in quanto nessun atto amministrativo propedeutico alla sua attivazione risulta depositato al comune, alla Provincia o alla Regione.
Eppure, nonostante ciò, con il passare del tempo sono cresciute in modo esponenziale le indiscrezioni, riprese anche dalla stampa, circa l’attivismo di ben individuati soggetti incaricati di acquistare i terreni necessari ed effettuare le conseguenti verifiche di compatibilità geologica.
D’altronde, conferma ulteriore della fondatezza delle preoccupazioni si è avuta anche nel corso del dibattito. Grazie infatti alle coraggiose testimonianze di cittadini intervenuti, sono venute fuori una serie di tessere che hanno contribuito, di fronte ad un attentissimo prefetto, a ricomporre il mosaico dei movimenti “sospetti”.
Orchestrati da chi “per
conto della società Formiche srl si era già mosso in località Peducchiella a reperire le disponibilità alla vendita, da parte dei diretti proprietari, di appezzamenti di terreno per complessivi sette ettari. Un tentativo sventato, almeno per il momento, grazie alla sdegnata reazione di alcuni di questi proprietari che “una volta venuti a conoscenza delle reali finalità dell’impresa hanno preteso che i precontratti precedentemente sottoscritti venissero stracciati”.
Passando poi al punto relativo alla messa in sicurezza della Tangenziale Est, il sindaco Di Sì ha rappresentato al presidente della Provincia le “preoccupazioni diffuse nella comunità per le condizioni di pericolo costante in cui viene a trovarsi il centro abitato e con esso la strada provinciale per Vibo Valentia, già interessata da cadute di massi che ne hanno causato la ripetuta chiusura per lunghi periodi”.
Immediata la replica del presidente Niglia che, dimostrando piena conoscenza della problematica, ha ripercorso le tappe di questo “progetto disgraziato” che mosse i suoi primi passi nel 1984 con la Provincia di Catanzaro per essere successivamente ereditato dalla neonata consorella di Vibo Valentia. Un iter travagliato che ha comportato finora una “spesa complessiva superiore ai quattro milioni di euro, rivelatesi comunque assolutamente insufficiente”.
“Ad oggi - ha ribadito Niglia - oltre alla necessità di ottenere il dissequestro dell’opera, occorre reperire gli altri sei milioni e mezzo di euro che consentirebbero i lavori di consolidamento e messa in sicurezza del costone soprastante e di completamento della strada”.
“Di questa somma - ha infine ricordato il presidente della Provincia - quattro milioni sono già stati reperiti attraverso i fondi comunitari Pisl, mentre per la restante parte si sta cercando di attingere ai finanziamenti destinati al tragico alluvione che colpì Vibo e frazioni nel 2006 ed allo stato non ancora spesi”.

(Raffaele Lopreiato gazzetta del Sud 19/11/2014)


IL PREFETTO INVITA I CITTADINI A REAGIRE

Lontano anni luce dal “burocratese”, come ormai è nel suo stile riconosciuto ed apprezzato, il prefetto Giovanni Bruno anche a Stefanaconi è riuscito a conquistare la “gente semplice” con un linguaggio diretto ed un approccio senza fronzoli ai problemi posti sul tappeto.
La sua presenza rassicurante è stata caratterizzata da un interloquire continuo con i cittadini che via via intervenivano nel dibattito, sempre pronto a chiarire, integrare, puntualizzare.
E riuscendo, con il suo fare partecipe ed incoraggiante, nel “miracolo” di abbattere quelle barriere che molto spesso nelle nostre realtà si frappongono tra le istituzioni che rappresentano lo stato ed i cittadini.
Ecco perché i cittadini di Stefanaconi, per nulla intimoriti da questa pur autorevole presenza, quasi facevano a gara per partecipare al dibattito e dire la loro,
regalandosi un autentico momento di democrazia partecipativa.
A percepire per primo questa atmosfera, proprio il prefetto Giovanni Bruno che non ha lesinato elogi alla comunità esortandola a “reagire ed a guardare avanti con rinnovato slancio, rendendosi protagonista attiva della propria rinascita sociale e culturale”.


STEFANACONI: PORTE CHIUSE IN CHIESA ALL'ORCHESTRA PER FIATI DI DELIANUOVA

(STEFANACONI) Ripetutamente pubblicizzato nei giorni precedenti, l'atteso concerto dell'Orchestra per fiati di Delianuova (RC) ha rischiato di saltare all'ultimo momento.
A renderne incerto lo svolgimento, la rigida presa di posizione delle gerarchie ecclesiali diocesane che, rifacendosi ad un precedente disposto, hanno preteso di fare valere anche in questa occasione l'assoluto divieto di svolgere manifestazioni "laiche", e quindi anche concerti di musica classica, all'interno delle chiese.
Stefanaconi VV: Concerto Orchestra Giovanile Delianuova
Un atteggiamento di chiusura che ha indotto padre Carmelo Andreacchio, parroco di Stefanaconi, a ritornare sui propri passi e di conseguenza revocare l'autorizzazione precedentemente concessa per lo svolgimento della manifestazione nella chiesa di San Nicola Vescovo.
Come era prevedibile l'atteggiamento di rigida interpretazione della norma ha provocato non poche perplessità tra i cittadini che peraltro, in un momento particolarmente difficile come quello attuale della loro comunità per i noti fatti di cronaca nera che la stanno interessando, forse ben altra disponibilità e sensibilità si sarebbero aspettati dalle autorità diocesane.
Anche alla luce dei quotidiani ammonimenti di Papa Francesco verso il clero per una Chiesa sempre più aperta e solidale verso le istanze della società.
Per fortuna, a scongiurare la cancellazione dell'avvenimento, l'impegno profuso dalla professoressa Maria Maddalena Panebianco da sempre impegnata nella diffusione tra i giovani della pratica musicale intesa come fattore di arricchimento culturale e valido mezzo di contrasto alle diverse forme di devianza giovanile.
Anche in questa occasione la prof. Panebianco non si è persa d'animo e, supportata logisticamente dall'amministrazione comunale, è riuscita nell'intento di collocare alla meno peggio l'orchestra giovanile reggina garantendo la loro esibizione nella prestigiosa, seppure un pò stretta, sede di Palazzo Carullo, ubicato nel centro cittadino.
La performance degli ottanta artisti ha letteralmente entusiasmato il pubblico presente, che ha sottolineato con ripetuti e scroscianti applausi l'esecuzione dei brani in repertorio.
 Il concerto dell'orchestra di fiati è ormai diventato una tradizione per Stefanaconi, da quando la scuola cittadina è diventata uno dei dieci istituti polo del progetto regionale "Più musica più scuola, più musica più legalità", fortemente voluto dall'assessore alla cultura Mario Caligiuri per implementare l'offerta formativa nelle realtà territoriali maggiormente a rischio delle cinque province calabresi.
Costituita nell'ormai lontano 2001 ed ininterrottamente guidata dal maestro Gaetano Pisano, l'orchestra giovanile di Delianuova è balzata agli onori della cronaca musicale internazionale nel 2008 quando il grande Riccardo Muti volle personalmente dirigerla nella cerimonia di apertura del Ravenna Festival.
E proprio sull’esperienza acquisita dall’orchestra e sulla sua capacità di veicolare presso i giovani un credibile messaggio di promozione artistica e sociale si fonda il progetto scolastico regionale che è servito, nel caso specifico dell'istituto comprensivo Sant'Onofrio-Stefanaconi, ad arricchire la formazione artistico-musicale di quindici studenti locali.


(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 05/04/2014)

CHIUSA LA SP VIBO VALENTIA - STEFANACONI PER CADUTA MASSI


 Ancora chiusa la Stada Provinciale Vibo Valentia - Stefanaconi, a causa di una frana, secondo i tecnici che tempestivamente sono intervenuti sul luogo, pare che i massi caduti sul manto stradale siano provenienti dal Palazzo S. Chiara palazzo storico della città di Vibo Valentia.


GRIFFO SEGRETARIO PD MA CARULLO NON CI STA E RESTITUISCE LA TESSERA

(STEFANACONI) Anche a Stefanaconi il Partito democratico si riorganizza dotandosi di nuovi organismi statutari in vista delle prossime importanti scadenze elettorali. 
Nuovo segretario cittadino è l’architetto Fortunato Griffo, già sindaco del piccolo centro del vibonese, eletto per acclamazione dall’assemblea degli iscritti. 
Ad affiancarlo il direttivo composto da Giuseppe Lococo, Anna Cugliari, Antonio Fortuna e Domenico Pondaco. 
Non si è trattato comunque di una decisione unanime, come pure le modalità di voto potrebbero lasciare intendere. 
Netta è infatti la dissociazione di Nicola Carullo, già per due mandati segretario cittadino ed attuale capogruppo del partito in seno all’amministrazione comunale, che nel corso del dibattito assembleare ha platealmente restituito la propria tessera. 
A spiegare le ragioni di questo gesto eclatante, lo stesso Carullo che in una nota indirizzata alla stampa punta l’indice contro una serie di palesi violazioni del regolamento. 
Il tutto, per l’ormai ex capogruppo, solo perché al “sindaco Di Sì ed alla sua combriccola non tornano i conti nel momento in cui si rendono conto della possibilità di avere un candidato a segretario capace di traghettare il partito verso un nuovo modo di fare politica”.
Entrando nello specifico, Carullo denuncia la “violazione delle regole di democrazia interna e “l’umiliazione della dignità degli iscritti in quanto tutto è stato sistemato a tavolino”.
Per tali ragioni l’esponente politico, dopo aver definito la celebrazione del congresso una “farsa in cui sono prevalsi i meccanismi di mutua assistenza della casta al potere”, non esita a chiederne l’annullamento per evidenti “vizi procedurali”.
Forti dubbi esprime poi Carullo, considerato il “modo poco ortodosso in cui opera il primo cittadino”, sulla gestione della cosa pubblica qualora “venga riproposto lo stesso modus operandi”, ispirato dalla filosofia orwelliana secondo la quale nella “fattoria tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.
Di natura diametralmente opposta le valutazioni sul fronte opposto.
Per il sindaco Salvatore Di Sì “tutto si è svolto nella più assoluta regolarità e trasparenza come pure possono certificare i partecipanti ai lavori congressuali in rappresentanza dei vertici provinciali del partito”.
“D’altronde – conclude Di Sì - Carullo si è limitato a partecipare solo alla fase dibattimentale e quindi non ha alcun elemento per giudicare sulla regolarità o meno delle operazioni di voto”.
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 27/09/2012)

POCHE PAROLE MA TANTI SORRISI, SI È INSEDIATA LA CONSIGLIERA COMUNALE PIÙ LONGEVA D’ITALIA

(STEFANACONI) Una presenza d’eccezione caratterizza la seduta di insediamento del consiglio comunale. 

Si tratta della signorina Luigina Porcelli che giunta alla soglia dei novant’anni, un’età che di diritto la colloca nel Guinnes dei primati quale amministratrice locale più longeva d’Italia, non ha esitato a scendere in campo ed affrontare una competizione elettorale pur di “dare una mano” al nipote candidato nella stessa lista. 
Per uno strano scherzo del destino però, a risultare eletta è stata lei ed ora, lasciata la quiete di Soriano dove risiede, si ritrova
catapultata nel consiglio comunale di Stefanaconi a rappresentare insieme al capolista sconfitto Massimiliano Figliuzzi l’opposizione al sindaco Salvatore Di Sì. 
Le luci dei riflettori, inutile dirlo, sono tutte per lei, come confermano le frotte di cameramen e operatori dell’informazione che letteralmente la circondano per carpirle una battuta. 
Lei, la signorina Luigina non si scompone. 
Parla poco, forse perché consapevole della “originalità” di questa sua presenza nelle istituzioni, ma in cambio dispensa sorrisi a tutti, con la consapevole e dolce serenità di chi, in quasi un secolo di vita, sa di aver affrontato ben altre prove e ostacoli. 
Partecipa diligentemente a tutte le operazioni di voto ed agli adempimenti statutariamente previsti in questa prima seduta di consiglio, ma suscita soprattutto emozione vera che sfocia in un caloroso e prolungato applauso quando con un abbraccio materno avvolge il sindaco Di Sì portatosi nel suo scranno per consegnarle un omaggio floreale di “benvenuta” a nome di tutta la comunità. 


(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 23/05/2012)

STEFANACONI: PREMIATA MAMMA JAMILA DALL’ASSOCIAZIONE FRANZA

Il Sindaco Salvatore Di Sì  e i giovani di Franza con mamma Jammila
Si è conclusa con un altro successo la seconda edizione della Franzalea, organizzata dall'associazione Franza il portale di Stefanaconi per la festa della mamma e per partecipare alla raccolta fondi che ogni anno l'AIRC organizza in tutta Italia attraverso la vendita delle azalee.
Hanno prenotato la pianta 21 emigrati stefanaconesi che hanno potuto vedere su Internet la consegna del loro dono attraverso le fotografie e i filmati realizzati dai ragazzi dell'associazione Franza. Un modo particolare questo di coinvolgere gli emigrati facendoli partecipare, anche se solo virtualmente, alla manifestazione a Stefanaconi.
Come annunciato nei giorni precedenti, un gesto molto pregnante è stato realizzato con la consegna di una azalea ad una mamma straniera residente a Stefanaconi. Quest'anno è toccato alla mamma di Jannate, la bambina marocchina recentemente morta a soli 4 anni. Ha partecipato alla consegna il neo sindaco di Stefanaconi ing. Salvatore Di Sì, che si è complimentato con la donna per il coraggio dimostrato nell'accudire Janette fino alla sua morte, pur con una situazione finanziaria assai difficile. E' intervenuta alla consegna dell'azalea anche Serafina Fiorillo, in rappresentanza dell'equipe multidisciplinare del Distretto sanitario dell'ASP di Vibo Valentia che ha garantito la continuità delle cure domiciliari integrate ad elevata complessità assistenziale (III livello) alla piccola A.J. fino agli ultimi giorni della sua breve vita. Ecco le parole pronunciate dalla Fiorillo per conto del direttore del distretto di Vibo Valentia, dott. A. M. Miceli: "Dall'esperienza curata da questa ASP in relazione al difficile percorso assistenziale della bambina emerge la figura della giovane madre, esempio di dedizione e abnegazione, ed espressione del più nitido amore materno che ha consentito di rendere più agevole il difficile quanto indispensabile percorso assistenziale di tutti i professionisti che hanno operato con alta professionalità, senso di responsabilità, immensa passione e calore umano".
L'incontro si è concluso con la lettura di un biglietto realizzato dai ragazzi di Franza che riportava queste semplici parole: "Tanti auguri alla mamma più forte del mondo", con una poco riuscita traduzione in arabo che ha fatto sorridere Jamila, la giovane madre della povera Janette.

STEFANACONI: UN'AZALEA ANCHE ALLA MAMMA DI JANNATE


(STEFANACONI)  Come ormai da tradizione, si rinnova, in coincidenza con la ricorrenza della Festa della Mamma, l’appuntamento con l’Azalea della Ricerca.
E così domenica prossima, nelle piazze di tremila comuni italiani e con l’aiuto di oltre venticinquemila volontari, l’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) distribuirà 650mila piantine di azalea con il duplice scopo di sensibilizzare i cittadini sulla prevenzione dei tumori e raccogliere fondi per la ricerca.
A Stefanaconi questo momento si caratterizza dallo scorso anno in modo particolare per merito
dall’associazione culturale “Franza”, di cui è presidente Battista Bartalotta.
L’associazione, infatti, nel solco di condiviso impegno a favore della crescita sociale e culturale della comunità, promuove l’iniziativa “Franzalea 2012”.
Concretamente,  già da alcuni giorni si sta provvedendo alla raccolta online, sul sito istituzionale franzastefanaconi@gmail.com, delle prenotazioni delle piantine che poi sarà cura dei volontari della stessa associazione consegnare, domenica prossima, ai destinatari accompagnandole con un biglietto di auguri personalizzato.
Nella scorsa edizione l’idea è stata molto apprezzata, specie dagli emigrati che, nonostante la lontananza dalla loro terra non hanno voluto perdere l’occasione per far giungere ai propri cari un segno tangibile del loro affetto.
Particolare non trascurabile, l’associazione “Franza” provvederà a deporre l’azalea anche presso il cimitero di Stefanaconi se la destinataria del pensiero è una persona defunta.
Domenica prossima l’iniziativa assumerà inoltre una valenza particolare perché, con un gesto dall’alto valore simbolico ed a nome di tutta la comunità, una azalea della ricerca verrà donata alla mamma di Jannate, la bimba marocchina di quattro anni residente a Stefanaconi e morta di recente a causa di una grave malattia.
Un caso, quello della piccola Jannate che, grazie anche all’impegno del leader di “Diritti Civili” Franco Corbelli, aveva commosso l’intera nazione. 

                           (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 11/05/2012)  

STEFANACONI, DI SÌ: «SERVE UNA VENTATA DI NOVITÀ»

L'intervento di saluto del Presidente De Nisi
(STEFANACONI) Presentati ieri pomeriggio, presso la biblioteca comunale ed alla presenza di un folto pubblico di sostenitori e simpatizzanti, i candidati ed il programma amministrativo della lista “Di Sì per l’Unità”.
A fare gli onori di casa, il candidato a sindaco Salvatore Di Sì, che nel suo intervento di saluto ha posto l’accento sulla “ventata di novità” che la compagine che lo sostiene intende portare nel contesto politico e amministrativo di Stefanaconi.
Una discesa in campo che “acquisito il clamoroso fallimento della politica locale di centrodestra incapace di elaborare proposte di governo organiche e credibili”, si fonda sulla “convergenza di idee e passione civile di uomini e donne da sempre in prima fila per lo sviluppo ed il rilancio sociale della nostra comunità, che oggi di sicuro non attraversa uno dei suoi momenti migliori”.
Tanti i “punti critici” del territorio individuati e sui quali la lista guidata da Di Sì intende intervenire con decisione per “realizzare l’auspicato salto di qualità”.
Tra questi, il ripristino del decoro urbano ed ambientale, la promozione culturale, la tutela della sicurezza dei cittadini e dell’ordine pubblico, il miglioramento della viabilità e dei servizi”.
Nello specifico, il programma sottoposto all’attenzione degli elettori prevede tutta una serie di interventi che nelle intenzioni degli estensori contribuirà in “modo determinante a costruire la Stefanaconi di domani”.
In tal senso, l’amministrazione Dì Sì opererà con decisione sin dal suo insediamento per il “completamento della rete di smaltimento dei reflui urbani, l’ampliamento del cimitero, la riqualificazione degli edifici comunali e l’apertura dell’asilo nido comunale”.
Grande attenzione sarà prestata in particolare alla redazione del Piano strutturale comunale che oltre ad essere un “indispensabile volano di crescita economica, servirà ad orientare correttamente lo sviluppo urbanistico del paese a partire dalla riqualificazione del centro storico e dal rilancio della popolosa frazione Morsillara”.
Anche in materia di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini il capolista Di Sì intende intervenire con decisione attraverso la prevista “installazione di panelli fotovoltaici su tutti gli immobili di proprietà comunale ed il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti”.
                   (Raffaele Lopreiato gazzetta del sud 22/04/2012) 

STEFANACONI: LUTTI E PAURE HANNO MESSO A RISCHIO L'AFFRUNTATA



Sant'Onofrio: le statue dell'affruntata
(Stefanaconi) Lutti e tragedie hanno rischiato di far cancellare pure l'Affruntata. Invece la comunità di Stefanaconi ha reagito, s'è stretta attorno al suo parroco, don Salvatore Santaguida e domani l'Affruntata, ovvero l'incontro tra la Madonna Addolora e Cristo risorto, con l'apostolo Giovanni a fare da messaggero, si svolgerà regolarmente. Giovedì scorso, invece, il parroco nel corso della sua omelia durante la celebrazione dell'ultima cena in aveva annunciato che nessuno aveva manifestato la volontà di prendere parte alla rappresentazione dell'Affruntata, portando a spalla le statue.
Un annuncio che per certi aspetti aveva gettato nello sconforto non solo il sacerdote ma tutta la comunità. Un segnale di resa, forse di paura alla luce degli ultimi fatti di violenza criminale che in questi ultimi tempi si sono abbattuti con inaudita ferocia sul territorio di Stefanaconi seminando morte e tragedie. «Sono questi momenti – ha detto don Salvatore Santaguida dall'altare della Chiesa matrice – che devono far riscoprire alla nostra comunità, ai nostri giovani, il senso dalla fede, dell'amore, del perdono della tolleranza».
Parole che sono state subito recepite al punto che ieri pomeriggio un gruppo di persone vicine alla parrocchia si sono fatte avanti ed hanno manifestato la loro volontà a rinnovare il secolare rito dell'Affruntata.
Otto anni fa è stato proprio il parroco di Stefanaconi a sperimentare le nuove regole per sottrarre il monopolio delle statue agli uomini delle cosche che non perdevano occasione per rendere visibile il loro potere. Sulla base di quella decisione don Salvatore cominciò ad assegnare le statue attraverso un metodo a dir poco rivoluzionario per qui tempi, quello del sorteggio tra tutti i partecipanti, eliminando offerte e incanti. Nessuna prepotenza, nessuna dimostrazione di potere ma solo un momento di partecipazione ai riti della Settimana santa e in particolare alla resurrezione di Gesù. A distanza di anni quanto praticato a Stefanaconi da don Salvatore Santaguida, anche per volontà del vescovo mons. Luigi Renzo, è stato esteso in tutti i comuni della Diocesi. Lo stesso metodo è stato applicato a Sant'Onofrio dal parroco don Franco Fragalà.
 (Nicola Lopreiato Gazzetta del Sud 07/04/2012)

A STEFANACONI LA MANCATA PRESENTAZIONE DELLA LISTA DI CENTRO-DESTRA PONE IN POLE POSITION SALVATORE DI SÌ NEI CONFRONTI DELLO SFIDANTE MASSIMILIANO FIGLIUZZI.

(STEFANACONI) Sarà con ogni probabilità l’ingegnere Salvatore Di Sì, 61 anni, docente all’Ipsia di Vibo Valentia ed attuale consigliere provinciale in quota Pd, il prossimo sindaco di Stefanaconi.
La lista Di Sì per l'Unità, nello sfondo l'ing. Salvatore Di Sì
Questa, almeno,  sembra essere la chiave di lettura prevalente nell’opinione pubblica una volta suonato il gong del termine ultimo per la presentazione delle candidature nel piccolo comune alle porte del capoluogo.
Due le liste in campo che si contenderanno i voti dei cittadini nella tornata amministrativa del 6 e 7 maggio prossimi, anche se la loro composizione è tale da far già intravedere il possibile epilogo.
A contendere lo scranno più alto della casa municipale a Salvatore Disì, peraltro già assessore nell’esecutivo di centrosinistra guidato dal sindaco Fortunato  Griffo e consigliere comunale di minoranza uscente, sarà il dottor Massimiliano Figliuzzi, 40 anni, di professione agronomo, che guiderà  la lista “Insieme con te”.
Ad accomunare infatti Figliuzzi agli altri candidati della sua lista, il flebile legame con il territorio considerato che tutti, ad eccezione di Salvatore Lacaria che vive nella popolosa frazione Morsillara, risultano residenti in altri centri del vibonese.
Il dott. Massimiliano Figliuzzi capolista "Insieme con te"
Passando ad esaminare la composizione delle liste, preminente appare la presenza di giovani, quasi tutti alla loro prima esperienza amministrativa, in entrambe gli schieramenti.
Rispettate in pieno anche le “quote rosa”, con due presenze femminili che si registrano nella lista “Di Sì per l’Unità” e addirittura tre nella compagine che sostiene il capolista Figliuzzi.
Non mancano poi le novità e gli spunti di riflessione dal punto di vista squisitamente politico, tanto da far pensare che davvero, con l’ufficializzazione di queste candidature, si sia chiusa una stagione della storia recente della comunità.
Con riferimento allo schieramento di centrosinistra, va rimarcata, ad oggi,  la mancata adesione ufficiale alla candidatura di Salvatore Di Sì  di forze politiche quali Verdi, Italia dei Valori ed ex Rifondazione comunista che pure a Stefanaconi vantano una presenza significativa.
Per questa tornata amministrativa cede anche il passo “Progetto Stefanaconi”.
Infatti, dopo aver saputo efficacemente interpretare i bisogni di rinnovamento della comunità locale in quella lunga stagione che, efficacemente definita come la “Primavera di Stefanaconi”, si caratterizzò per i  due mandati amministrativi consecutivi di Elisabetta Carullo e, a seguire, di Fortunato  Griffo, questo movimento politico sembra aver esaurito la sua forza propulsiva ed aggregatrice.
Una prima probante conferma si era già avuta nella tornata elettorale del 2007 quando, seppur per una manciata di voti, sempre sotto la guida di Griffo “Progetto Stefanaconi” aveva dovuto cedere il passo allo schieramento avversario guidato da Saverio Franzè.
Ciononostante, proprio da quella esperienza politica provengono sia Salvatore Di Sì che alcuni dei suoi candidati a consigliere.
Sul versante del centrodestra, invece, la mancata presentazione di una  lista conferma la presenza di una crisi profonda e di spaccature insanabili, di fronte alle quali nulla hanno potuto nemmeno i reiterati interventi dei vertici provinciali della CdL, in primis il sen. Bevilacqua.
Uno stato di cose, questo, che pone sotto una diversa luce anche la mancata ricandidatura del sindaco uscente Franzè.
Sono infatti in molti a chiedersi ora se la dichiarata volontà del sindaco di non ripresentarsi per un secondo mandato sia davvero ascrivibile come da lui pubblicamente dichiarato a ragioni di “carattere personale” e non si sia invece trattato di un modo diplomatico quanto elegante di compiere un “passo indietro” nel tentativo di mascherare il logoramento di una coalizione politica ormai logorata e, allo stato dei fatti, non più ricompattabile.
 
           (Raffaele Lopreiato - gazzetta del sud ) 

AMMNINISTRATIVE DI STEFANACONI CORSA A DUE

lista "Di Sì per l'Unità"Candidato sindaco Di Sì Salvatore
consiglieri:

Carullo Nicola
Fiorillo Annunziata detta "Tina"
Lococo Giuseppe
Maluccio Daniela
Mandarano Stefano
Solano Francesco

lista "Insieme con te"
Candidato sindaco Figliuzzi Massimiliano
consiglieri:

Cortese Adriana
Lacaria Vincenzo Salvatore
Porcelli Antonino
Porcelli Luigina
Porcelli Maria Teresa
Murfuni Michele

SAVERIO FRANZÈ SI TIRA FUORI: «NON MI RICANDIDERÒ»

Il Sindaco Saverio Franzè (foto Il Quotidiano)
Il sindaco di Stefanaconi Saverio Franzè, si tira fuori e annuncia che alle prossime elezioni non ripresenterà la sua candidatura. «Dopo accurata riflessione ho maturato la decisione di non riproporre la mia ricandidatura alla guida dell'amministrazione comunale di Stefanaconi. Al termine dei cinque anni, nei quali ho espletato al meglio delle possibilità mie e dell'ente il mandato di primo cittadino – dice Franzè – ritengo conclusa questa esperienza. Per me sono stati momenti di grande coinvolgimento emotivo, nel corso dei quali ho sentito tantissima gente vicina all'amministrazione e consapevole delle difficoltà congiunturali in cui essa ha operato. Dal conto nostro, abbiamo cercato di svolgere al meglio il mandato che quasi 800 persone ci conferirono nel maggio del 2007. Lo abbiamo fatto con la passione e il senso civico che ha contraddistinto, penso di poterlo dire senza timore di smentita, ciascuno degli assessori e dei consiglieri schierati al mio fianco. Ci siamo dati un programma e delle scadenze: e a conclusione del quinquennio posso dire con orgoglio, che non solo sono state rispettate, ma si è andato in qualche caso anche oltre».
«Il percorso intrapreso consentirebbe di procedere – aggiunge il sindaco – nella convinzione che l'appoggio degli elettori non sia venuto meno. Ma ragioni di carattere personale mi
pongono un freno: amministrare significa, nel terzo millennio assicurare la presenza vigile e costante, lasciando da parte, se stessi e modificando radicalmente il fluire della propria esistenza. Il sottoscritto ha condiviso e sposato bisogni e necessità della cittadinanza con disponibilità totale all'ascolto, garantendo sostegno agli indigenti e con grande attenzione al sociale: basti pensare che sono stati stabilizzati 11 lavoratori socialmente utili, cifra rilevante per un comune di piccole dimensioni come il nostro. Si potrebbe, ripeto, andare avanti: ma preferisco fermarmi, non per sfuggire alle difficoltà, ma nella speranza di consegnare un ente con i conti in ordine e discreta stabilità alle future generazioni. Al termine di un percorso faticoso, che in molte circostanze ha messo a dura prova la resistenza fisica e psicologica mia e dei miei collaboratori, sento pertanto il bisogno di ringraziarli tutti. A partire dal vicesindaco e dagli altri componenti del mio esecutivo e più in generale dell'assemblea consiliare che non si sono mai tirati indietro, mi sono sempre stati accanto, non hanno mai messo in dubbio il mio operato. Un ringraziamento anche ai dipendenti, a tutti coloro i quali mi hanno dimostrato in questi anni stima e vicinanza. Un ringraziamento soprattutto alla gente onesta di Stefanaconi, capace di accettare – conclude Franzè – scelte non sempre popolari, in anni difficili senza mai far venir meno quella comprensione e l'incoraggiamento indispensabile per andare avanti e affrontare le giornate più difficili». GazzettadelSud 13/03/2012

STEFANACONI: GIOVEDÌ UNA RIUNIONE DEL COMITATO PER L'ORDINE E LA SICUREZZA


Il prefetto di Vibo Valentia, Michele di Bari.
STEFANACONI Una dimostrazione della vicinanza dello Stato. È anche questo lo spirito della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza convocata per giovedì prossimo, 8 marzo, a Stefanaconi, dal prefetto di Vibo Valentia Michele di Bari.
A renderlo noto è il sindaco di Stefanaconi Saverio Franzè che proprio ieri ha ricevuto la comunicazione dalla Prefettura. La riunione, secondo quanto annunciato dal sindaco si svolgerà, con inizio alle ore 10,30 nei locali della Scuola primaria.
Nei giorni scorsi la pesante situazione acuitasi nel piccolo centro del Vibonese a seguito dell'omicidio di Giuseppe Matina, è stata al centro di un incontro tra il sindaco Franzè e il Prefetto il quale aveva dato ampie rassicurazioni sulla presenza dello Stato accanto alla comunità di Stefanaconi. Nell'ambito dello stesso incontro era stato comunicato a Franzè il rafforzamento della Stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio.
(Gazzetta del Sud 0303/2012)

STRADA PROVINCIALE "VIBO -STEFANACONI", OGGI PARTONO I LAVORI

S.P. Vibo Valentia - Stefanaconi
Avranno inizio oggi i lavori per la rimozione dello smottamento che ha determinato la chiusura della strada Vibo-Stefanaconi e per la messa in sicurezza del costone sovrastante. A comunicarlo è il consigliere provinciale Salvatore Di Sì, che esprime soddisfazione per la celerità con cui l’Ufficio tecnico, guidato dal dirigente Giacomo Consoli, sta affrontando la questione. La chiusura della strada si era resa necessaria, una settimana fa, quando una frana ha ostruito il tratto carrabile, creando non pochi disagi a chi utilizza quest’arteria per raggiungere la città capoluogo.
All’indomani dello smottamento, il presidente della Provincia, Francesco De Nisi, assicurò che in breve tempo la strada sarebbe stata riaperta, non prima, però, della messa in sicurezza del pendio sovrastante, sul quale si dipana parte del tracciato della Tangenziale est.
«I lavori che prenderanno il via oggi, dunque, avranno come primo obiettivo il ripristino delle condizioni di sicurezza, al fine di evitare nuovi smottamenti - ha confermato De Nisi -. Un intervento contingente che si inserisce però in una programmazione di più ampio respiro che punta ad eliminare i rischi legati alla Tangenziale est, mai terminata. La recente ammissione del Pisl promosso dalla Provincia sulla mobilità intercomunale, che prevede proprio la messa in sicurezza e il completamento della tangenziale, lascia ben sperare sulla possibilità di risolvere una volta per tutte le problematiche connesse a questa infrastruttura viaria».

UN'ALTRA FRANA, INTERROTTA LA STRADA PROVINCIALE CHE CONDUCE A VIBO DA S.ONOFRIO


La frana che ostruisce la strada provinciale Vibo-Stefanaconi-S.Onofrio

(Stefanaconi) Si è sfiorata nuovamente la tragedia sulla strada provinciale Vibo-Stefanaconi dove ieri pomeriggio, intorno alle 15.20, si è verificata l'ennesima frana. Ancora una volta lo smottamento di terreno, di grosse dimensioni, si è staccato dal costone che sovrasta il piano viabile. A provocare il grave dissesto idrogeologico le forti piogge di questi giorni e la mancata messa in sicurezza del costone interessato, in passato, dai lavori per la realizzazione della Tangenziale est, dal 2010 messa sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia per gravi difformità nella realizzazione.
A causa della frana la strada provinciale, nevralgica per i collegamenti tra Stefanaconi e Vibo Valentia, è stata chiusa al traffico a tempo indeterminato. Ieri pomeriggio, a segnalare lo smottamento di terreno, sono stati alcuni automobilisti di passaggio che si sono visti sulla corsia di marcia grossi macigni e una montagna di terriccio venuti giù dal costone sovrastante. Scattato l'allarme sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti della polizia provinciale, i tecnici della Provincia e i vigili del fuoco del comando provinciale.
Nonostante il movimento franoso ancora in corso, i tecnici della Provincia, supportati dal nucleo Speleo alpino fluviale dei Vigili del fuoco, coordinati dal funzionario Paolo Cugliari, hanno passato ai raggi "X" l'intero costone sul quale sono stati individuati altri punti critici dai quali potrebbero staccarsi altre grosse frane.
La task force intervenuta sul luogo della frana, che interessa il tratto di strada che si innesta alla Tangenziale est, per evitare possibili danni agli automobilisti di passaggio ha deciso di chiuderla alla circolazione fino a quando non sarà messa in sicurezza con opportuni interventi.
Questa mattina, sul costone che sovrasta l'arteria di comunicazione, i tecnici della Provincia e i vigili del fuoco effettueranno ulteriori sopralluoghi per provocare lo scivolamento a valle del terriccio e dei massi rimasti pericolosamente in bilico sullo strapiombo. «Dopo questi sopralluoghi – ha affermato il dirigente del settore Lavori pubblici della Provincia Giacomo Consoli – potremo stabilire quando la strada verrà aperta al traffico».
In passato la strada provinciale è stata più volte interdetta alla circolazione sempre per caduta frane. Questo è successo nel 2006, 2008 e 2010. Nell'ultimo smottamento di terreno sono venuti giù macigni di diverse tonnellate. Se avessero colpito un'auto in transito l'avrebbero sventrata. A chiedere la messa in sicurezza dell'arteria di circolazione era sceso in campo il sindaco di Stefanaconi Saverio Franzè il quale, in più di un'occasione, ha puntato il dito contro la Provincia che, ancora, non ha avviato i lavori di messa in sicurezza.
Da questa mattina gli abitanti di Stefanaconi per raggiungere la città capoluogo dovranno percorrere la "606", svincolo autostradale Sant'Onofrio-Vibo. I disagi non mancheranno. In queste ore sono numerosi gli automobilisti che si augurano che la strada provinciale interrotta venga ripristinata celermente.
(Lino Fresca – Gazzetta del Sud 08-02-2012)

Oscar Luigi Scalfaro, la memoria e la Calabria di Franco Vallone

Oscar Luigi Scalfaro con Marianna Inzitari ad Arena (VV).
Era il 1996, il 18 giugno del 1996 a Vibo Valentia, durante la visita del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l’allora sindaco di Stefanaconi, Elisabetta Carullo, nel corso dell’incontro riservato ai cinquanta sindaci della provincia di Vibo Valentia all’interno del salone del complesso del Valentianum, aveva presentato al Capo dello Stato alcune copie di documenti originali ed inediti scovati tra le carte dell’archivio dell’anagrafe comunale di Stefanaconi.
Si trattava di documenti apparentemente comuni che però, allo stesso momento, erano preziose tracce per il recupero della memoria del Presidente. In particolare i documenti cartacei comunali attestavano la presenza di un antico zio di Mariannuzza Inzitari, compianta moglie di Oscar Luigi Scalfaro, a Stefanaconi, a due passi da Vibo Valentia.
La moglie del Presidente Scalfaro, Marianna, era nata ad Arena, piccolo paese, sempre in provincia di Vibo Valentia. Lo zio di Marianna Inzitari, Domenico Michele, abitava a Stefanaconi dove espletava il lavoro di applicato di segreteria. Alcune anziane del luogo ci confermano ancora oggi: “…la signorina Marianna era una bella e giovane ragazza, veniva spesso a Stefanaconi da Arena, il suo paese, con i suoi genitori ed alcuni parenti. Marianna veniva a trovare lo zio e qui trascorreva, ogni tanto, anche alcuni giorni…”.
Negli uffici dell’archivio dell’anagrafe del comune di Stefanaconi sono ancora oggi conservati alcuni documenti riferibili allo zio di Marianna Inzitari, uno di questi testimonia: “Domenico Michele Inzitari, nato ad Arena il 3 agosto del 1894. Dal 1939 al 1952 residente a Stefanaconi in via Ferdinando Santa Caterina, coniugato con Cesarelli Maria. I quattro figli di Inzitari, Domenico, Michele, Mario e Pasquale sono nati ad Arena e residenti a Stefanaconi fino al 1952. Michele nel 1950 lascia Stefanaconi ed emigra a Novara”.
Il 26 dicembre del 1943, proprio a Novara, Oscar Luigi Scalfaro aveva sposato Mariannuzza Inzitari (1924-1944), la quale morì appena ventenne nel dare alla luce la sua unica figlia, Marianna Scalfaro (nata a Novara il 27 novembre del 1944). Lo stesso Oscar Luigi Scalfaro aveva lontane origini calabresi.
Gli Scalfaro, famiglia originaria della Calabria, acquisirono il titolo baronale sul cognome. Esso fu concesso da Gioacchino Murat con patente del 7 settembre 1814 all’antenato catanzarese Raffaele Aloisio Scalfaro, comandante la Legione Provinciale di Calabria Ultra. Documenti recuperati, parole, scritti con inchiostri sbiaditi, antiche testimonianze per recuperare memoria dal tempo che passa.

Franco Vallone - http://www.ntacalabria.it


All’età di 93 anni è’ morto in seguito ad un arresto cardiaco l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, politico ed ex magistrato italiano, politico di sponda cattolica e nono Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999. Dopo l’incarico al Colle fu nominato senatore a vita nel gruppo misto, battendosi per le libertà costituzionali, motivo per cui nel 2006 ha fondato l’associazione ”Salviamo la Costituzione”.

AL VIA I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA DELLA S.P. N. 15, SANT’ONOFRIO-STEFANACONI

I lavori in prossimità dell'incrocio con la strada com.le Barone
Sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza della sede stradale S.P. n. 15, Sant’Onofrio-Stefanaconi, gli operai hanno iniziato a rimuovere parte degli alberi siti sul confine, ed impostare i lavori volti alla messa in sicurezza della carreggiata.
I lavori finanziati con fondi Fintecna, in attuazione della Legge Finanziaria n. 296/2006, ed appaltati dalla Provincia di Vibo Valentia, sono stati aggiudicati alla ditta Martino di Arena, per un importo complessivo di euro 97.000,00, e permetteranno la realizzazione di tutte le opere volte alla messa in sicurezza dell’intero tratto.
La Strada Provinciale, che presentava una sezione inadeguata alla normativa vigente, sarà sensibilmente migliorata attraverso l’allargamento della carreggiata, il potenziamento del sistema di raccolta delle acque meteoriche e l’eliminazione di alcune lievi situazioni di dissesto del piano viabile.
L’importante intervento, permetterà di migliorare la visibilità della circolazione dei veicoli, in prossimità dell’incrocio con la strada comunale “Barone”, dove è stata predisposta la rettifica della curva, allargando il raggio di curvatura dagli attuali ml. 110,00 ai 290,00 ml. e prevedendo l’installazione di barriere metalliche di sicurezza (guardrail).
Infine, all’interno della frazione Morsillara, il progetto prevede la realizzazione del marciapiede, ed in prossimità dell’incrocio con la strada comunale San Nicola, un muro di contenimento e la realizzazione di una piccola piazzola.

SANT'ONOFRIO: VASTO ULIVETO DISTRUTTO A COLPI DI MOTOSEGA

Le piante d’ulivo recise nel terreno di località Badioti (foto gazzetta del sud)
(SANT’ONOFRIO) “Raso” al suolo un uliveto di 7 anni. Mille le piante tagliate con l’intento di “uccidere” un progetto di speranza realizzato con grandi sacrifici dall’i mprenditore agricolo Pietro Lopreiato, 45 anni, originario di Sant’Onofrio ma residente a San Gregorio d’Ippona, piccola centro della provincia di Vibo Valentia. Nell’iniziativa imprenditoriale coinvolta anche la cooperativa sociale Talità Kum che ha il compito di imbottigliare e commercializzare l’olio extravergine prodotto con metodo biologico. Il gravissimo atto intimidatorio è avvenuto l’altra notte in località “Badioti” di Sant’Onofrio, uno dei centri a più alta densità mafiosa della provincia di Vibo Valentia, salito agli onori della cronaca per fatti di sangue e intimidazioni
ad imprenditori che operano nella zona. Ad agire con estrema determinazione mani spietate che con l’ausilio di più motoseghe hanno “raso” al suolo l’uliveto che rappresentava il punto
di forza dell’azienda agricola specializzata nella produzione di olio extravergine di alta qualità.
Ieri mattina ad accorgersi per primo della “strage” di ulivi lo stesso proprietario che ha immediatamente allertato i carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia i quali sono immediatamente intervenuti in località “Badioti”. I militari dell’Arma, dopo aver espletato i rilievi del caso, hanno prontamente avviato le indagini per risalire agli autori della vile intimidazione che ha “raso” al suolo un impianto olivicolo che dava sostentamento economico ai ragazzi della cooperativa sociale Talità Kum (Fanciulla io di dico di alzarti), promossa, fra gli altri, dai parroci di Stefanaconi e San Nicola Da Crissa, don Salvatore Santaguida e don Domenico Muscari, due sacerdoti di frontiera che vivono a stretto contatto dei giovani della Diocesi di Mileto-Nicotera- Tropea. Della piccola società, che si prefigge di gestire direttamente anche i beni confiscati alla ‘ndrangheta, fanno parte Giovanni Pileggi (presidente), Francesco Chiarella, Maria Teresa Galati, Stefano Mandarano e Lino Muscari.
Non è la prima volta che l’azienda agricola di Pietro Lopreiato viene presa di mira dagli “ambasciatori” del criminalità. In passato in altri appezzamenti di terreno di sua proprietà sono stati tagliati altre migliaia di piante. Anche in quell’occasione il danno all’azienda è stato ingente. L’impianto preso di mira l’altra notte è di circa 3 ettari. Complessivamente supera i 50mila metri quadrati. Non è la prima volta che la criminalità organizzata colpisce così duramente il territorio di Sant’Onofrio, tra i più martoriati della provincia di Vibo Valentia. In altre situazioni, per affermare la legge del più forte, le cosche hanno usato bombe e benzina, armi, purtroppo, che sono in grado di piegare anche il più coraggioso degli imprenditori. Il taglio dell’uliveto all’azienda agricola Lopreiato, ha suscitato grande clamore nella comunità ecclesiale vibonese, perchè è direttamente coinvolta una cooperativa sociale in cui sono inseriti direttamente due sacerdoti di coraggio che conoscono bisogni e aspettative dei giovani. «La cooperativa – si legge nel suo statuto – nasce dall’incrocio dei cammini spirituali e di vita di un gruppo di giovani del territorio vibonese che hanno deciso di mettere a frutto le proprie personali esperienze e risorse formative, intellettuali e di fede, qui e non altrove. Un incontro che ha generato subito dinamismo, azione e che chiede risposte ai troppi interrogativi scaturiti dall’analisi della realtà in cui si vive, dai problemi del territorio alle possibili vie d’uscita». Immediata la reazione di don Domenico Muscari, tra i promotori dell’iniziativa il quale ha detto che quanto accaduto è un fatto gravissimo. «A caldo posso soltanto dire che sono molto dispiaciuto. Certamente andremo avanti con il nostro progetto. Dobbiamo capire se si voleva colpire la nostra cooperativa sociale ».
Lino Fresca – GAZZETTA DEL SUD 06/11/2011