STELLA MICHELIN ASSEGNATA AL RISTORANTE L’APPRODO DI VIBO MARINA

Importante riconoscimento nazionale conferito ai coniugi Lo Preiato, la cui attività è stata insignita di una stella e inserita nell’importante Guida Michelin 2012. Il rinomato ristorante “L'Approdo” di Vibo Marina, si conferma tra le eccellenza della gastronomia italiana. La Guida Michelin è una serie di pubblicazioni annuali, rivolte al turismo ed alla gastronomia, edite dall'azienda francese Michelin, e rappresentano il maggiore riferimento mondiale per la valutazione della qualità dei ristoranti ed alberghi a livello nazionale ed internazionale. Il principale giudizio di valutazione presente nella Guida Michelin è conferito attraverso l'assegnazione di stelle, da una fino al massimo di tre.
Interno del ristorante "L'Approdo" di Vibo Marina
La Stella Michelin, assegnata al Ristorante “L’Approdo”, dopo attente verifiche da ispettori anomini, circa l'esistenza e il  mantenimento nel tempo di rigorosi e specifici requisiti, di fatti consacra al noto ristorante vibonese l’attestazione di qualità, professionalità, accoglienza, eleganza e stile.

PAOLO BARBIERI OTTIENE IL RISARCIMENTO DA “IL GIORNALE” DI MAURIZIO BELPIETRO

Paolo Barbieri
(Sant’Onofrio) Il Tribunale di Milano ha condannato per diffamazione l'ex direttore de "Il Giornale" Maurizio Belpietro, il giornalista Gian Marco Chiocci e la Società Europea di Edizione Spa. Dovranno pagare in solido fra di loro all'ex vice presidente della Provincia di Vibo, Paolo Barbieri, a titolo di risarcimento danni, la somma complessiva di 35mila euro oltre agli interessi. In particolare condanna Chiocci al pagamento di 5mila euro a favore dell'ex amministratore, a titolo di sanzione pecuniaria. Inoltre condanna Belpietro, Chiocci e Società Europea a corrispondere all'ex vice presidente della Provincia le spese di lite in complessivi 7mila 240 euro di cui 516 per esborsi, mille 924 per diritti 4 mila e 800 per onorario oltre al rimborso di spese generali.
L'ex amministratore aveva querelato "Il Giornale" per aver pubblicato un reportage nel quale veniva denigrato. «Nell'articolo – spiega Barbieri – sono state riportate vicende relative al mio incarico di sindaco del comune di Sant'Onofrio. In quello scritto venivano utilizzati impropriamente i termini: rinvito a giudizio nel 2002 per concussione, falso e abuso di ufficio, coinvolto in alcuni processi e nel 1995 rimosso dalla carica di sindaco di Sant'Onofrio (consiglio già sciolto per mafia). La manipolazione dei dati – aggiunge – era, non solo grossolana, ma fondata su notizie false con il risultato di aver accostato una notizia parzialmente vera ad una totalmente falsa».
Soddisfatto della sentenza, l'ex presidente ribadisce: «I cittadini vibonesi devono sapere che chi li ha amministrati ha una biografia politica senza macchia».
(Lino Fresca -  Gazzetta del Sud 18/11/2011)

RITIRATI I MANIFESTI DELLA CAMPAGNA “UNHATE” DI BENETTON

La campagna pubblicitaria UNHATE di Benetton
Il bacio tra il Papa e l’Imam di Al Azhar per la nuova campagna Benetton, ha fatto e continua a far discutere, nonostante la campagna sia stata immediatamente censurata, dopo le proteste del direttore della Sala Stampa del Vaticano Padre Lombardi, secondo cui la campagna usava in maniera inaccettabile la figura di Papa Ratzinger, i manifesti sono stati ritirati.
C’è da dire che da sempre il marchio Benetton è legato alla creatività del pubblicitario Oliverio Toscani, noto per l’arte di creare immagini con forti contrasti quali la donna nera che allatta al seno un bimbo bianco, un prelato che bacia una monaca ecc. Ora arriva la campagna dal nome inequivocabile: “Unhate” contro l’odio.
Unhate - Angela Merkel e Nicolas Sarkozy

Intenzione di Alessandro Benetton era il lancio di un  messaggio, anche se provocatorio, di accoglienza, un messaggio volto a “promuovere la vicinanza tra popoli, fedi, culture, nella pacifica comprensione delle ragioni altrui mediante immagini volutamente forti”. Di fatti la  Fondazione UNHATE, voluta e fondato dal Gruppo Benetton, cerca di contribuire alla creazione di una nuova cultura della tolleranza, per combattere l’odio, costruire sui valori alla base della Benetton. È un altro passo importante nella strategia di responsabilità sociale del gruppo: non un semplice esercizio cosmetico, ma un contributo che avrà un impatto reale
sulla comunità internazionale, in particolare attraverso il veicolo della comunicazione, che può raggiungere gli attori sociali nelle diverse aree.
Unhate- Hu Jin Tao Presidente Sud-Coreano e Barack Obama
Oliverio Toscani
Come al solito, lo scopo è stato raggiunto, la pubblicità è stata di forte impatto, nei fatti si parla, se ne parlerà in futuro, e comunque il motto è sempre quello,bene o male, basta che se ne parli, anche con il ritiro dei manifesti.


“ITALIA SI. ITALIA FORSE…” I CENTOCINQUANTA ANNI DELL'UNITÀ “INCOMPIUTA”



“ITALIA SI. ITALIA FORSE…”
 I CENTOCINQUANTA ANNI DELL'UNITÀ “INCOMPIUTA”
Marika Congestrì


Reggio Emilia: Il Presidente Giorgio Napolitano riceve gli onori militari

Il 7 Gennaio scorso a Reggio Emilia, alla presenza del presidente Giorgio Napolitano, ha preso ufficialmente il via il cursus delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia.
Un secolo e mezzo di storia incardinato sull'eredità gloriosa del nostro Risorgimento con i suoi eroi e le sue epopee, un secolo e mezzo di storia qualificato dalla nascita di una nazione e della dignità dei suoi cittadini, dalla fine del potere temporale della Chiesa e dall'affrancamento da secoli di ingiustizie e soggezioni a potenze straniere.
La scelta del giorno e del luogo è legata alla nascita ed alla centralità del nostro tricolore innalzato, per la prima volta, proprio a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 come emblema della Repubblica rivoluzionaria Cispadana, creata nell'Ottobre del 1796 dall'unione dei governi provvisori delle città di Modena, Bologna e Ferrara.

A più di due mesi di distanza, il momento fondativo ed unificante del centocinquantenario è risultato il 17 Marzo proclamato dal Decreto Legge n. 5 del 22 Febbraio 2011 “La festa nazionale dell'unità”, una celebrazione che, solo per quest'anno, ha disposto la chiusura di scuole e uffici pubblici, notti tricolori in molte città, aperture straordinarie di fondazioni culturali e musei, calendari di iniziative, progetti e manifestazioni locali e regionali.Un secolo e mezzo di storia incardinato sull'eredità gloriosa del nostro Risorgimento con i suoi eroi e le sue epopee, un secolo e mezzo di storia qualificato dalla nascita di una nazione e della dignità
dei suoi cittadini, dalla fine del potere temporale della Chiesa e dall'affrancamento da secoli di ingiustizie e soggezioni a potenze straniere.
La scelta del giorno e del luogo è legata alla nascita ed alla centralità del nostro tricolore innalzato, per la prima volta, proprio a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 come emblema della Repubblica rivoluzionaria Cispadana, creata nell'Ottobre del 1796 dall'unione dei governi provvisori delle città di Modena, Bologna e Ferrara.
A più di due mesi di distanza, il momento fondativo ed unificante del centocinquantenario è risultato il 17 Marzo proclamato dal Decreto Legge n. 5 del 22 Febbraio 2011 “La festa nazionale dell'unità”, una celebrazione che, solo per quest'anno, ha disposto la chiusura di scuole e uffici pubblici, notti tricolori in molte città, aperture straordinarie di fondazioni culturali e musei, calendari di iniziative, progetti e manifestazioni locali e regionali.

Il Presidente Giorgio Napolitano e l'astronauta Paolo Nespoli
In quella data, nel 1861 a Torino, Vittorio Emanuele II firmava la legge con la quale, accogliendo i voti del primo Parlamento italiano riunito a Torino, assumeva per sé e per i suoi successori il titolo di re d’Italia. Nasceva così lo Stato nazionale unitario.
L'Italia: centocinquanta anni e forse li dimostra. Centocinquanta anni e, “fatta” l'Italia, sembrano da “fare” ancora gli italiani. La ricorrenza è stata accompagnata, infatti, da polemiche che dicono tanto a proposito del nostro stato di “salute sociale”. Una grande timidezza e un malcelato distacco hanno scandito i preparativi per gli eventi celebrativi mentre le istituzioni sembrano aver mantenuto, in linea generale, un profilo sorprendentemente basso: non sono mancate forze politiche che hanno disconosciuto apertamente il Risorgimento, proclamando l'inutilità delle celebrazioni e avanzando farneticanti rivendicazioni anti-italiane.
Logo 150° Unità d'Italia
Proprio il provvedimento istitutivo della festa nazionale, in sé giustificato e comprensibile, aveva suscitato una girandola di polemiche e malumori dei leghisti e dei sudtirolesi. I primi lo hanno contestano su base politica (il programma federalista), i secondi hanno scomodato motivazioni incardinate su base nazionale (austriaca): dibattiti, frange di scontri e polemiche politiche a cui si era aggiunta la malcelata ostilità di parte del mondo imprenditoriale preoccupato dal fatto che un giorno di festa potesse rappresentare un colpo per il nostro -già disastrato- Pil. Da qui il susseguirsi di proposte “intermedie”, alcune delle quali, a dire il vero, un po' nebulose, di fare del 17 Marzo una “solennità” - non una “festività”- il che avrebbe voluto dire lavorare o studiare senza disconoscere totalmente il “clima patriottico” legato a quella data.
Italia si, Italia no. Italia “fatta” o da “rifare”? Alla fine -fortunatamente- il richiamo al buon senso ha prevalso sul caos dei dissensi e sulla fragilità delle chiacchiere. Almeno per una volta. E almeno in un'occasione celebrativa come questa che cade in un momento sociale e politico assai convulso, febbrile, nel quale il nostro paese sembra essere assai vicino ad una profonda crisi identitaria.
E' stata l'occasione di confrontarsi con le complessità di un'identità nazionale plurima, multiforme e solcata, sempre più spesso, da divisioni. Le contestazioni, tutto sommato, sono l'essenza della democrazia, il termometro di contraddizioni e di malumori di cui non si può non tener conto poiché obbligano ciascuno di noi a discostarsi dalla retorica ed a rinnovare le argomentazioni ponendosi criticamente e incessantemente di fronte alla dialettica dell'attualità. Da questo punto di vista proprio i dissensi e le tensioni profonde che hanno anticipato il clima celebrativo possono aver significato che i valori non sono tutti uguali, né indifferenti, e che un paese democratico deve necessariamente imparare a gestire il confronto animato tra le “memorie divise” e che da esso può uscirne persino arricchito. In generale tutte le feste nazionali, con il loro armamentario celebrativo e il loro spettro comunicativo, tendono a sigillare la centralità fondativa di alcune conquiste sociali e politiche che ci identificano e ci appartengono profondamente; la loro importanza risiede anche nella costruzione di forme celebrative univoche, capaci di incorporare passioni collettive e incanalarle in una memorialistica comune. L'istituzione nazionale delle celebrazioni del 17 Marzo ha significato non solo il riconoscimento di una serie di eventi fondativi della storia del Paese e del recupero della loro memoria ma anche la legittimazione, sotto il profilo puramente simbolico, della nostra storia come spirito di appartenenza condiviso a quel progetto politico, a quella patria che il Manzoni definiva romanticamente “ …] Una d'arme, di lingua, d'altare. Di memorie, di sangue, di cor” (A. Manzoni, Marzo 1821). Posto ciò, ritornare oggi al ricordo degli eventi risorgimentali dovrebbe essere un'attività di riflessione non solo provocata dalla formale e importante occasione celebrativa, ma il tentativo di cogliere il senso profondo dalla ricostruzione storica rappresentato dal saper rivolgere al passato le domande scaturite dall'attività convulsa del presente, non certo per trovare le soluzioni ma per ripercorrere a ritroso la concatenazione delle vicende che hanno generato alcuni fenomeni fino a coglierne le variabili più durevoli e dibatterne le ragioni meno effimere.
313º Gruppo Addestramento Acrobatico Frecce Tricolori
Parliamoci francamente: per alcuni si è trattato di una semplice vacanza, di un provvidenziale intermezzo intercorso nella settimana lavorativa e passato in sordina. Né più né meno. Per altri, tuttavia -e penso, sopratutto, alle nuove generazioni- il 17 Marzo è servito sia per venire in contatto con eventi fondativi della storia del Paese sia per rielaborarli ravvivandoli con le suggestioni derivate dalle problematiche del presente.
Alessandro Manzoni su bigliotto da centomilalire
In questo senso credo appaia fondamentale chiedersi quali siano le sintonie tra quegli eventi sedimentati nei libri di storia e la nostra realtà in trasformazione, costantemente solcata da contraddizioni e da cadute ideali. Eppure il nostro Risorgimento resta la chiave di volta di un presente che continua a fare i conti inconsciamente con i valori, le proposte politiche e i modelli sociali di quel secolo, l'Ottocento, che è stato il paziente tessitore dello stato di diritto, dell' espansione dello stato sociale, del liberalismo e della presenza della ragion di stato. Il nostro lungo e travagliato processo di unificazione nazionale è inscritto nella dimensione culturale, politica e culturale dell'Ottocento europeo, romantico e rivoluzionario, proiettato verso il razionalismo collettivo, verso modelli inediti di solidarietà internazionale alla ricerca di nuovi equilibri di pace e giustizia sociale.Celebrare il 150esimo della nostra unità dovrebbe significare, inoltre, tornare a quella concezione di nazionalità che ispirò la nostra battaglia unitaria mentre veniamo condizionati, da un lato, da un internazionalismo legato alle spinte globalizzatrici e dall'altro da una serie di fondamentalismi spinti e feroci, basati su malintese fedi religiose che trovano pericolosi consensi e provocano conflitti esasperati; dall'altro, ancora, da istrionici progetti leghisti basati su ragioni secessionistiche e federaliste, tesi a minacciare costantemente, come una spada di Damocle, il rafforzamento dello spirito unitario e della identità sociale e civile del nostro Paese. Quando, invece, ora più che mai, sarebbe fondamentale richiamare, a livello politico e istituzionale, il senso più vero del concetto di democrazia e di appassionata passione al suo realizzarsi.Insomma, l'Italia “Una, repubblica, indivisibile”, celebra l'anniversario della sua unificazione politica ma continua a fare i conti con un'intrinseca incompiutezza che caratterizza gli italiani, più spesso popolo, troppo poco spesso nazione. Incompiuto forse è quello spirito di appartenenza ad un sogno, ad un progetto comune, ad un genuino senso dell'identità nazionale. Incompiuta è la fiducia dei cittadini nei confronti della politica, percepita come distante dagli umori e dai sentimenti della gente, una “casta” rimasta indietro al paese reale, rimasta immutabile mentre la società, volente o nolente, trascinata dalla contemporaneità correva in avanti e mutava radicalmente.
Incompiuta risulta, infine, l'assimilazione del concetto di nazione a quello che, nel 1882 il francese Ernest Renan definiva in maniera sublime come “plebiscito di tutti i giorni” intendendo con tale espressione la volontà di partecipazione attiva, la consapevolezza di appartenere ad un progetto democratico e liberale, coerente e condiviso, che si alimenta di una coscienza collettiva.

MANNO BENOIT DI ACQUARO, CAMPIONE ITALIANO DI BOXE SUPERPIUMA

Benoit Manno, pugile 29 enne originario di Acquaro
(Torino) La Città della Mole, incorona Benoit Manno, pugile 29 enne originario di Acquaro, e residente a Torino, Campione Italiano di Boxe Superpiuma. Manno Benoit madre francese, fa la pianista a Parigi e padre calabrese, fa l'artigiano del cuoio ad Acquaro,  ha affrontato e battuto nella finale italiana Luigi Mantegna. Sul ring del Palasport “Le Cupole” di Torino il boxer di casa doveva vedersela contro un avversario tecnicamente inferiore, ma decisamente dotato di temperamento e coraggio fuori dal comune. I pronostici erano tutti in favore del padrone di casa che vantava un record di 8-1-0 rispetto a Mantegna con 1-26-0.Alla fine sul ring sono stati rispettati i valori, ma l’incontro è stato più equilibrato del previsto. Mantegna si è battuto spavaldo senza cedere di un centimetro, nonostante alla IX ripresa sia finito momentaneamente a terra dopo un colpo al fegato. La vittoria finale di Manno è stata meritata e mai stata in discussione, tuttavia Mantegna ha retto onorevolmente fino all’ultimo round, costringendo l’avversario alla vittoria ai punti.

IL COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI A SANT’ONOFRIO PER LA "VIRGO FIDELIS"


Maria Virgo Fidelis

A Sant’Onofrio, per volontà del Comando Provinciale di Vibo Valentia – Legione Carabinieri “Calabria”, guidati dal Ten. Col. t.ISSMI Daniele Scardecchia, che segue da vicino lo sviluppo delle indagini portate avanti dalla Stazione dei Carabinieri di Sant’Onofrio sul taglio di mille piante di ulivi,  si svolgeranno i festeggiamenti in onore di “Maria Virgo Fidelis” la patrona dell’Arma dei carabinieri. La celebrazione della Santa Messa, si terrà il 21 novembre p.v. alle ore 10.00 nella chiesa Matrice.

NOMINATI DAL VESCOVO RENZO I NUOVI MONSIGNORI


Monsignor Gaetano Currà
Mons. Domenico Monteleone
L'"Istruzione sul conferimento di Onorificenze pontificie" promulgata dalla Segreteria di Stato vaticana in data 13 maggio 2001 dispone che i Vescovi diocesani possono proporre il conferimento di una onorificenza pontificia ad ecclesiastici, in segno di apprezzamento e riconoscenza per il servizio prestato. Avvalendosi proprio di questa funzione, nei giorni scorsi il Vescovo della Diocesi Mileto- Nicotera –Tropea, mons. Luigi Renzo, ha conferito il titolo onorifico di Monsignore ai sacerdoti: Don Domenico Montaleone, Don Enzo Varone, Don Francesco Bevilaqua, Don Filippo Ramondino, Don Saverio Di Bella, Don Michele Rao, e Don Gaetano Currà già parroco di Sant'Onofrio.
Ai neo Monsignori giungano gli auguri della Redazione.