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SANT'ONOFRIO: IL COMMIATO DEL MARASCIALLO RUSSO TRASFERITO A SAN GIOVANNI IN FIORE.

Mar. Biagio Russo
(Sant'Onofrio) Cambio della guardia alla stazione  dei carabinieri di Sant'Onofrio. Da oggi infatti il comandante uscente, maresciallo aiutante Biagio Russo assume il comando della Stazione di San Giovanni in Fiore.
Per il comandante Russo si tratta di un ritorno alle origini in quanto nel grosso centro del cosentino aveva già prestato servizio ad inizio carriera in qualità di vice comandante.
Nel periodo trascorso alla guida della locale stazione, che estende la sua competenza territoriale anche al limitrofo comune di Stefanaconi, il maresciallo Russo si è distinto per la sua rigorosa azione di contrasto alla criminalità nelle sue diverse forme.
Un impegno a dir poco gravoso in quanto svolto in un territorio problematico ed in un momento storico particolarmente delicato per le due comunità interessate da delicatissime vicende di cronaca che avevano lambito giudiziariamente anche il precedente comando della locale stazione dei carabinieri.
Altro tratto caratterizzante dell'azione del comandante Russo e' stato il ritorno ad una presenza attiva dell'Arma nel contesto sociale e civile delle comunità di riferimento garantendone sempre la presenza istituzionale.
Atteggiamento questo che ha contribuito a riaffermare la vocazione storica dell'Arma quale punto di riferimento e presidio di legalità imprescindibile anche per il più piccolo e sperduto paese d'Italia.
Nel momento del commiato, numerosi gli attestati di stima fatti pervenire al maresciallo Biagio Russo da esponenti delle istituzioni e della società civile di Sant'Onofrio e Stefanaconi nella convinzione condivisa che anche nel nuovo prestigioso incarico egli saprà mantenere fede al motto ispiratore "Servire la divisa e mai servirsene".

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 09/06/2016)

SANT‘ONOFRIO:LADRI SORPRESI IN UNA VILLETTA DI CONTRADA MANNÀ

(SANT‘ONOFRIO) Cresce in paese l’allarme sociale per l’escalation di furti e razzie che hanno come obiettivo privilegiato abitazioni in centro e casolari nelle campagne limitrofe.
Con i ladri che nei loro raid non disdegnano di prelevare nessun tipo di bene che capita sotto tiro, da quelli di maggior valore come soldi in contanti e preziosi ai prodotti della terra e, finanche, la legna da ardere.
E di ieri la notizia dell’ultimo preoccupante tentativo di furto registrato, e per fortuna sventato, in contrada Mannà, nella prima periferia del paese.

In pieno giorno, erano da poco passate le ore 11.00, presumibilmente tre persone dopo aver divelto una delle finestre poste sul retro, tentavano di intrufolarsi in una delle prime villette della zona.
In casa, in quel momento, si trovavano solo le figlie minorenni dei proprietari che comunque, dimostrando prontezza di riflessi, accortesi del tentativo di furto in atto si sono messe ad urlare per cercare di attirare l’attenzione.
Tra i primi ad accorgersi di quanto stava accadendo, il padre delle due ragazze, in quel momento intento in un vicino appezzamento di terreno ad eseguire alcuni lavori di giardinaggio.
La situazione di scompiglio venutasi a creare induceva i malviventi ad un rapido dietrofront.
Ed è proprio durante il tentativo di fuga che uno di loro, dopo essere stato raggiunto dal proprietario nel frattempo sopraggiunto nei pressi dell’abitazione e da alcuni vicini, anch’essi richiamati dalle grida di aiuto delle ragazze, veniva immobilizzato e di li a poco consegnato ai carabinieri della locale stazione prontamente giunti sul posto.
Il ladro fermato, un giovane di circa venticinque anni dall’accento slavo, veniva portato in caserma per l’identificazione.
Contemporaneamente, si metteva in moto la macchina investigativa per tentare di risalire ai suoi complici.
Un prezioso aiuto in tal senso veniva da alcuni vicini che segnalavano come nei minuti precedenti il tentativo di furto avevano notato, senza in quel momento dare grande importanza alla cosa,
una Opel di colore chiaro con a bordo tre persone percorrere più volte, lentamente ed in modo sospetto, la strada che attraversa località Mannà.


(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 30/06/2013)  

I CARABINIERI SI STRINGONO ATTORNO ALLA COMUNITÀ DI SANT'ONOFRIO

UN MOMENTO DI SOLIDARIETÀ DOPO GLI ULTIMI ATTACCHI
 DELLA VIOLENZA CRIMINALE ALLA COOPERATIVA TALITÀ KUM

Il dott. Spagnuolo, il prefetto Latella, il questore Cucchiara e altre autorità
Il comandante provinciale dei carabinieri, Daniele Scardecchia l'aveva annunciato il giorno della manifestazione di solidarietà nei confronti dell'imprenditore Pietro Lopreiato e della cooperativa Talità Kum in località Vajoti di Sant'Onofrio. Quel giorno di fronte allo scempio perpetrato dalla violenza criminale, con il taglio di mille piante di ulivo, il comandante Scardecchia era stato piuttosto fermo non solo ad invitare la cittadinanza a collaborare ma nello stesso tempo a non mollare, ad andare avanti a non piegarsi di fronte agli attacchi delle cosche. E in segno di solidarietà e vicinanza il neo comandante dei carabinieri aveva promesso che la ricorrenza della Virgo Fidelis, patrona dell'Arma, sarebbe stata celebrata a Sant'Onofrio. Un modo come un altro per fare sentire la presenza dello Stato in una comunità che negli ultimi anni ha subìto in maniera piuttosto pesante le ingerenze di una criminalità spavalda e violenta.
 
Don Furci, don Santaguida, mons. Renzo, don Maccarone e don Fragalà

I sindaci con la fascia tricolore presenti alla cerimonia

L'impegno del ten. col. Scardecchia è stato mantenuto. Ieri mattina, infatti, nella chiesa Madre di Sant'Onofrio, alla presenza del prefetto Luisa Latella, del procuratore Mario Spagnuolo, del questore Giuseppe Cucchiara, nonchè dei vertici provinciali delle forze dell'Ordine e delle associazioni combattentistiche, il vescovo mons. Luigi Renzo ha celebrato la ricorrenza della patrona dell'Arma. Accanto a lui, oltre a don Graziano Maccarone, anche il parroco di Sant'Onofrio don Franco Fragalà, don Salvatore Santaguida, parroco di Stefanaconi e don Piero Furci, responsabile dell'ufficio di Pastorale lavoro, giustizia e pace della Diocesi.
Il ten. col. Daniele Scardecchia

Un segnale importante teso a diffondere la parola «dell'amore e della solidarietà così come – ha detto il vescovo nella sua omelia – la Madonna vergine offre la sua solidarietà al figlio Gesù». Il vescovo ha quindi esortato la comunità ad offrire tutta se stessa ai valori cristiani, così come i carabinieri nella battaglia di Culqualber offrirono il loro sacrificio per la libertà. Infine, un monito: «La paura non ci deve far sentire sconfitti». Mentre don Piero Furci, ha aggiunto: «La scelta di venire a Sant'Onofrio per celebrare la Virgo Fidelis deve servire a svegliare le coscienze e fermare una deriva; non bisogna minimizzare i fenomeni ma recepirli e poi dare dei segnali. Il nostro obiettivo è quello di diffondere la parola della pace».
La scelta di Sant'Onofrio ha rappresentato, inoltre, un attestato di riconoscimento anche per la Stazione dei carabinieri che opera sotto le direttive del luogotenente Sebastiano Cannizzaro e che da anni è impegnata a fronteggiare la presenza delle cosche sul territorio.

Il coro dei bambini presente alla celebrazione


Parole forti sono state pronunciate anche dal ten. col. Scardecchia nel suo intervento conclusivo: «La vera battaglia che noi oggi conduciamo è il servizio contro i nostri egoismi e le nostre paure, contro un nemico subdolo e viscido come la violenza criminale», quella che ha colpito la cooperativa Talità Kum e l'imprenditore Pietro Lopreiato con la distruzione di un intero uliveto. «Riteniamo che certi limiti – ha aggiunto il comandante dei carabinieri – non possano essere superati. E qui, questa volta qualcuno è andato oltre...». Il procuratore Spagnuolo, lasciando la chiesa Madre, ha elogiato l'impegno dei carabinieri e la loro sensibilità per stringersi accanto alla comunità e alle vittime della violenza criminale. Alla celebrazione erano presenti anche i ragazzi delle scuole Media ed Elementare, nonché tanti sindaci: in prima fila Tito Rodà (Sant'Onofrio) e Saverio Franzè (Stefanaconi) e quelli aderenti a Vibo Vale, con il presidente Nicolino La Gamba.
(Nicola Lopreiato – Gazzetta del Sud 22/11/2011)


IL COMANDO PROVINCIALE CARABINIERI A SANT’ONOFRIO PER LA "VIRGO FIDELIS"


Maria Virgo Fidelis

A Sant’Onofrio, per volontà del Comando Provinciale di Vibo Valentia – Legione Carabinieri “Calabria”, guidati dal Ten. Col. t.ISSMI Daniele Scardecchia, che segue da vicino lo sviluppo delle indagini portate avanti dalla Stazione dei Carabinieri di Sant’Onofrio sul taglio di mille piante di ulivi,  si svolgeranno i festeggiamenti in onore di “Maria Virgo Fidelis” la patrona dell’Arma dei carabinieri. La celebrazione della Santa Messa, si terrà il 21 novembre p.v. alle ore 10.00 nella chiesa Matrice.

SANT'ONOFRIO:INDIVIDUATI I DUE RESPONSABILI DELL’AGGRESSIONE ALLA SCUOLA ELEMENTARE

(SANT'ONOFRIO) Lucrezia Schiavone, ben nota cittadina santonofrese del ’59 conosciuta soprattutto per le proprie vicende familiari, non ultima la notizia provocazione diffusa il 9 febbraio u.s. dal  TG di Italia 1 “ STUDIO APERTO” dove  faceva appello alla ‘ndrangheta per salvare la figlia ammalata,  e la figlia Angela, di 31 anni, hanno aggredito, davanti a tutti, una casalinga di 30 anni, S.C..
L’aggressione è iniziata senza alcuna apparente provocazione, nei pressi dell'edificio della scuola elementare “Luigi D’Urzo” di Sant'Onofrio.
In pochi istanti madre e figlia si sono scagliate sulla malcapitata, colpendola con calci e pugni per poi scagliarle contro alcuni fendenti con un coltello che avevano portato con loro.
Soccorsa da alcuni passanti che hanno assistito attoniti alla scena, la donna accasciata a terra è stata trasportata al pronto soccorso “Jazzolino” di Vibo Valentia, dove le è stato riscontrato una ferita lacero contusa, suturata con alcuni punti dal personale medico, la donna è stata dichiarata guaribile in una decina di giorni salvo complicazioni. A scatenare il litigio, i forti dissidi che da tempo si erano creati.
Mamma e figlia subito dopo l’aggressione, si sono date alla fuga, mentre sul posto sono tempestivamente intervenuti i carabinieri della locale stazione insieme a quelli del N.O.R.M. di Vibo Valentia, che hanno avviato le indagini e la ricerca degli aggressori. In men che non si dica, gli uomini della benemerita hanno dapprima rintracciato la Schiavone e poi la figlia Angela, per i due si ipotizza l’accusa di concorso di tentato omicidio.