CENTRALE FOTOVOLTAICA IN LOCALITÀ “GRANATARO” DI FILOGASO

Centrale fotovoltaica
(FILOGASO)  Coniugare il rispetto dell’ambiente con il risparmio di sempre più preziose risorse finanziarie pubbliche da destinare ad altri servizi e prestazioni essenziali.
Questa la filosofia alla base della decisione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Teti di procedere alla firma di una specifica convenzione per la “produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile” nella consapevolezza  che “l’utilizzo della risorsa solare presente nel proprio territorio può rivelarsi un determinante fattore di sviluppo economico e sociale dello stesso”.
L’importante decisione, formalizzata con deliberazione di consiglio comunale, prevede lo sviluppo dell’importante progetto di approvvigionamento energetico in partnership con la Società Energetica Vibonese.
Nello specifico, una volta completato l’iter burocratico ed autorizzatorio, si procederà alla realizzazione, sull’idoneo sito individuato in località “Granataro”, di un impianto fotovoltaico di ultima generazione della potenza di 1623 Kwp nonchè delle opere infrastrutturali indispensabili.
L’energia così prodotta verrà immessa nel sistema elettrico nazionale.
Ampie garanzie sul ridotto impatto ambientale dell’impianto sul territorio vengono fornite  dall’amministrazione Teti che, peraltro, evidenzia tutta una serie di “misure compensative che il soggetto gestore intende riconoscere in favore della comunità locale una volta realizzato l’impianto”.
 Tra queste, l’impegno all’erogazione di un “contributo di 35mila euro per la realizzazione di ulteriori opere finalizzate al risparmio energetico” e l’integrale “ripristino dei luoghi all’atto della dismissione delle attività produttive”.  
           (Raffaele Lopreiato) 

SCUOLA: GRADUATORIA PERSONALE ATA TERZA FASCIA DOMANDA ENTRO IL 15 DICEMBRE 2011

Si rende noto che nella Gazzetta Ufficiale - IV Serie Speciale - n. 90 del 15.11.2011 sarà pubblicato l’avviso dell’avvenuta emanazione del bando relativo alla formulazione delle graduatorie di circolo e di istituto di 3° fascia per il conferimento di supplenze al personale amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola statale, per il triennio scolastico 2011/14. Si tratta di un bando che riguarda coloro che intendono aspirare a prestare servizio in qualità di personale ATA (ausiliario,tecnico,amministrativo), ovvero collaboratori scolastici, assistenti tecnici e assistenti amministrativi. L’avviso di pubblicazione ed il D.M. 10.11.2011, n. 104 con relativi allegati, saranno tempestivamente affissi all’albo degli Uffici Scolastici Regionali, all’albo degli Ambiti Territoriali di ciascuna provincia e, contestualmente, all’albo di ciascuna istituzione scolastica statale per tutto il tempo utile per la presentazione della domanda.

Le domande di partecipazione alla procedura, redatte in carta semplice, secondo i modelli allegati al bando ( All. D1 o D2), dovranno essere presentate entro il termine perentorio del 15 dicembre 2011.


TRENITALIA MARGINALIZZA LA CALABRIA, PESANTISSIMI TAGLI AI TRENI DI LUNGA PERCORRENZA.

Come ha annunciato nell’edizione di venerdì 11 novembre u.s. dal Direttore di “Calabria Ora” Piero Sansonetti, i convogli ferroviari ridotti dall’amministrazione Trenitalia non sono “soltanto” 21, ma testualmente «decine e decine». Una notizia a dir poco agghiacciante che colpirà in maniera predominante il Sud Italia e che coinvolgerà la bellezza di tre milioni di passeggeri che resteranno “a piedi”. Infatti, per l’anno 2011/2012 Trenitalia SpA, cancella circa il 70% dei servizi ferroviari notturni e taglia circa 70 posti di lavoro in Calabria.
La Politica e le Istituzioni  della nostra Provincia stanno a guardare, invece di farsi promotori di adeguate e tempestive iniziative da far valere nelle sedi deputate.
La Voce, raccoglie l’appello del Direttore Piero Sansonetti riproponendo l’editoriale “L’ordine di Trenitalia. Uccidete la Calabria”.


AZZURRI IN CALABRIA RIZZICONI IN FESTA, ALL’APPUNTAMENTO PRESENTE IL GRUPPO PROCIV LEONI ROSSI DI SANT’ONOFRIO


Rizziconi (RC) Balotelli, Marchisio e Pazzini a tirare palloni lì, proprio sotto il loro naso, nel campetto del paese. Neanche nei sogni più belli i ragazzini di Rizziconi sarebbero riusciti ad immaginare la grande festa che all'ora di pranzo ha accolto gli azzurri in un piccolo centro sportivo tra gli ulivi secolari della piana di Gioia Tauro, sul campo in erba sintetica sorto sulle terre confiscate alla 'ndrangheta che ne voleva fare una discarica per il malaffare e ora non accetta di lasciarlo al divertimento di giovani calciatori. Gli azzurri a lanciare un segnale di legalità, a dire chiaro e tondo a un migliaio di giovani che li coccolavano ed applaudivano di non cadere nella trappola delle cosche.
Tripudio per la nazionale italiana. Mille bambini hanno inneggiato anche ai grandi assenti: Cassano e Rossi. Ma applausi anche per Buffon e gli altri. Poi un saluto particolare al «testimonial della Calabria» Gennaro “Ringhio” Gattuso. Applausi e poi parole che devono diventare concrete per non finire nel nulla. C'erano anche i genitori del piccolo Gabriele, ucciso a dieci anni su un campo di calcio mentre assisteva alla partita del padre. Una pallottola vagante destinata ad un picciotto gli ha tolto la vita.

Applausi e tanta speranza per far sì che questa terra cambi registro e inizi a vivere. Quel campetto di contrada Li Morti confiscato alle 'ndrine simboleggia la rinascita. Un'atmosfera ben diversa dalla Rizziconi mesta che ha vissuto da lontano gli echi della presenza della nazionale di calcio e che non ha risparmiato neanche le polemiche per un'iniziativa considerata più mediatica che utile. Da queste parti la mafia, la 'ndrangheta, fanno davvero paura, uccidono per una sgarbo oppure per un semplice sguardo. «Questa giornata è uno schiaffo, per loro: non lo accettano, è sicuro che risponderanno», è il commento di don Luigi Ciotti, il fondatore dell'associazione Libera, promotore della giornata. «Ma la lotta alla mafia, alle mafie - ha ricordato - si fa a Roma, in Parlamento».

Gigi Buffon
«Abbiamo fatto un'opera giusta, era un dovere morale presenziare anche per un senso di responsabilità che dobbiamo avere soprattutto in occasioni come queste - dice Gigi Buffon -. Credo che il grimaldello di tutto sia migliorare la nostra cultura e conoscere appieno la storia di ogni realtà. Questo può smuovere le coscienze per battere la criminalità».E «non mollate, non mollate mai» è il coro da tifosi usato da Cesare Prandelli prima di chiudere la domenica speciale della nazionale. «Ha ragione don Ciotti - aggiunge il ct prima di riprendere la via di Roma -: questa gente non va lasciata sola. C'è un domani, daremo continuità a questa giornata, spero che le cose cambino. Andiamo via arricchiti, colpiti dalla partecipazione dei giovani. Sono convinto di aver contribuito a una giornata storica. Aver insistito per portare la nazionale di calcio qui è motivo d'orgoglio: non è solo una sfida, ma un modo per cominciare un cammino importante per questa terra e per l'Italia».                                                Il Giornale

IL PRESIDENTE DEGLI ODONTOIATRI RUBINO: «LA CLASSE ODONTOIATRICA È COMPOSTA DA PROFESSIONISTI SERI»

Il Presidente dell’Albo Odontoiatri dott. Giovanni Rubino
(VIBO VALENTIA) “La classe odontoiatrica vibonese è composta da professionisti seri e qualificati, che forniscono quotidianamente prestazioni professionali di elevata qualità”.
Non usa mezze parole il dott. Giovanni Rubino, di fresca rielezione alla carica di presidente della commissione dell’Albo Odontoiatri dell’Ordine dei medici della provincia di Vibo Valentia, nel rispedire al mittente le accuse su un “presunto caso di malasanità odontoiatrica” registrato nei giorni scorsi.
L’episodio, prontamente segnalato anche dalla Gazzetta, aveva avuto vasta eco presso l’opinione pubblica, riaccendendo ancora una volta i riflettori sull’ennesimo caso di “malasanità” nel vibonese.
Da qui la piccata replica del presidente Rubino che, dopo aver ricordato come “ove il professionista in questione si fosse comportato in modo negligente, imprudente ed imperito il paziente-cittadino potrà, legittimamente, rivalersi nelle sedi opportune”, sottolinea i “rischi insiti in ogni intervento chirurgico che, in quanto tale, può avere delle complicanze impreviste di varia entità”.
E’ quanto sembra desumersi nel caso in questione dove, evidenzia Rubino, “il professionista che
ha eseguito l’intervento se, come credo, è regolarmente abilitato alla professione ed iscritto all’ Ordine, aveva le competenze necessarie per affrontare un caso rivelatosi all’atto pratico di non facile soluzione, come d’altronde frequentemente si verifica nella chirurgia dei molari del giudizio che spesso, al contrario di quanto semplicisticamente affermato, non è  affatto assimilabile a chirurgia banale o di routine”. 
Fatta questa doverosa premessa, il rappresentante degli odontoiatri vibonesi mette in risalto la “qualità dei miei colleghi, professionisti seri e qualificati che erogano giornalmente cure estremamente complesse, frutto di studi e aggiornamenti continui con l’obiettivo di fornire prestazioni sempre adeguate e non già a creare incubi o problemi di qualunque genere ai propri pazienti”.
“Certo - chiosa in chiusura il professionista - come in ogni attività dell’uomo, l’errore o la complicanza sono sempre in agguato, ma questi sporadici quanto spiacevoli episodi non possono e non devono intaccare l’operato dei tantissimi colleghi che quotidianamente forniscono tanta buona sanità anche se questa purtroppo non fa mai notizia da prima pagina”.
                     (Raffaele Lopreiato) 

MILLE ULIVI RECISI, ALTRETTANTI RIFIORIRANNO.

Don Salvatore Santaguida: qui senza armi e motoseghe per ripiantare gli alberi anche altre cento volte
(Sant'Onofrio) Talità kum: la cooperativa sociale alza la testa e proprio dall'uliveto raso al suolo a colpi di motoseghe, lancia il suo messaggio. In quella stessa terra ogni singola pianta di ulivo sarà ripiantata; mille ne sono state tagliate e altrettante o forse più rifioriranno. Non una sfida nei confronti di quanti hanno agito vigliaccamente e di notte, ma un chiaro messaggio per fare loro capire che i soci della cooperativa – nata nell'ambito del più ampio progetto Policoro della diocesi – sono pronti a difendere «ciò che Dio ha creato» e «che ora è stato offeso». Parole che, ieri mattina, sono riecheggiate in località Vajoti di Sant'Onofrio dove, nell'uliveto distrutto, si è svolta una preghiera di ringraziamento nella giornata dedicata dai vescovi ai frutti della terra. Iniziativa voluta dall'Ufficio diocesano in collaborazione con le parrocchie di Sant'Onofrio, Stefanaconi e San Nicola da Crissa. E mentre il vento intrecciava preghiere e parole, un bimbo di pochi anni si è avvicinato a uno degli ulivi recisi e ha iniziato delicatamente a raccogliere le olive, stando bene attento a non farne cadere nessuna. Un gesto spontaneo che più di ogni altro ha testimoniato il rispetto verso una forma di vita. Una lezione resa ancora più grande dal fatto che a compierla è stato un bambino di pochi anni.
Ieri in località Vajoti non solo il bimbo ma tutti i presenti tra gli alberelli irrimedibilmente recisi, sebbene carichi di frutti, hanno "cantato" un sorta di inno alla vita. Nel lembo di terra coltivato dal socio della "Talità kum" Pietro Lopreiato è stato, di fatto, celebrato l'inno alla creazione, nella sua generalità. Vite da rispettare, qualunque sia la loro origine, da amare e preservare. «Dobbiamo vincere la cultura del disprezzo della vita e della creazione – ha detto don Piero Furci – è difficile ma noi siamo qui, dove altri hanno creduto di distruggere, per dire no. Ma per riuscire as far rinascere questa terra e la nostra regione dobbiamo essere uniti e compatti, stare al fianco di chi, come questi ragazzi, resistono, perché altrimenti, nonostante
la vicinanza e la presenza delle forze dell'ordine che ringraziamo, finiranno per rischiare. Purtroppo senza "martiri" questa nostra terra non si risolleva».
Più volte don Piero Furci ha trovato il modo per esaltare il valore della vita, dell'ambiente e per portare in luce le violenze e soprusi dell'uomo. «Poi abbiamo paura quando arriva l'acqua, che questa volta ci ha risparmiati – ha commentato – ma prima dobbiamo chiederci cosa abbiamo fatto per conservare integro quanto Dio ci ha donato. Invece spesso si preferisce non vedere, si preferisce assistere in silenzio alle gravi bestemmie che vengono formulate nei confronti di Dio creatore ogni qual volta si consuma un crimine, anche ambientale come accaduto qui. E davanti a tutto questo non c'è altra strada da percorrere se non quella di reagire». In mezzo agli ulivi «che sembrano morti ma non lo sono finché noi non lo saremo», accanto ai soci della cooperativa "Talità kum" molti agricoltori dai volti segnati dalla fatica e i genitori di Michele Penna, il cui corpo a lungo è stato cercato nella stessa località. «Gente senza armi e senza motoseghe», ha sottolineato don Salvatore Santaguida, parroco di Stefanaconi e tra i fondatori della cooperativa «ma che con dignità e fermezza è qui per promettere che questo uliveto rifiorirà. Quando sarà tempo gli ulivi verranno ripiantati. Inizieremo con quelli che ci hanno offerto gli scout e i Focolarini e poi con tutte le piante che chi vorrà ci offrirà». Insomma l'albero della vita e della speranza è pronto a dare ancora una volta i suoi frutti. Il lembo di terra di località Vajoti è pronto ad accoglierli e tale rimarrà, qualunque cosa possa ancora accadere.
 A dare voce alla determinazione delle persone che ieri hanno partecipato alla preghiera ancora una volta è stato don Salvatore. Si è rivolto con le mani tese verso quanti, muniti di motoseghe, hanno creduto di uccidere la fede e la speranza: «Cari fratelli mafiosi che avete fatto questo, che avete agito nella notte con vigliaccheria e con stupidità, voi non avete ucciso la libertà e la speranza perché noi non siamo soli e siamo pronti a ripiantare gli ulivi anche altre cento volte. Quanti hanno comandato questo crimine – ha proseguito il sacerdote – non amano Dio, sono accecati dall'odio e dal vile guadagno, quello senza sudore fatto sulle spalle e sul lavoro degli altri. Ma il coraggio altro non è che la paura vinta e noi, insieme a tutti voi, coraggio ne abbiamo. Noi con voi e mai soli, perché da soli si muore nello spirito e nel corpo». Presenti, tra gli altri, anche l'imprenditore Pietro Lopreiato e don Domenico Muscari, parroco di San Nicola da Crissa, anche il presidente della Talità kum Giovanni Pileggi ha espresso solidarietà e vicinanza «all'amico e socio Lopreiato» e ribadito la volontà di andare avanti a testa alta.
Marialucia Conistabile – Gazzetta del Sud 13/11/2011

GLI AZZURRI DI PRANDELLI A RIZZICONI PER UNA GIORNATA ANTIMAFIA

Il Commissario Tenico Cesare Prandelli
Domani 13 novembre la Nazionale sarà a Rizziconi (RC), per una seduta di allenamento sul campo sorto su un terreno confiscato alla 'ndrangheta.
La FIGC aveva assunto l'impegno di portare gli Azzurri a Rizziconi, accogliendo la proposta dell'Associazione Libera, dopo l'incontro di don Luigi Ciotti con il presidente Abete e il Commissario tecnico Prandelli: la presenza della Nazionale a Rizziconi vuole essere insieme una testimonianza di solidarietà nei confronti della popolazione calabrese e di impegno civile nella lotta contro la criminalità organizzata. L'allenamento della Nazionale, domenica 13 novembre, 48 ore prima dell'amichevole Italia-Uruguay, avrà come sede il campo di Rizziconi e sarà anche l'occasione per un incontro tra gli Azzurri e i giovani della comunità locale. Al campo di Rizziconi il piano di sicurezza preparato dal prefetto e dal questore di Reggio prevede un normale sistema di controllo accessi gestito da steward, protezione civile  tra cui i “Leoni Rossi di Sant’Onofrio” e nuclei di rinforzo territoriali.