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SANT'ONOFRIO: TORNA L'ALLARME DISCARICA. SOS DEL SINDACO

(Sant'Onofrio)Torna l'allarme discarica.
A lanciarlo, nel modo più autorevole possibile, il sindaco Tito Roda' a margine di un'assemblea pubblica da tempo convocata per approfondire le problematiche relative alla sottoscrizione di un accordo di partneriato pubblico-privato per la progettazione delle edicole e cappelle funerarie da realizzare nella parte nuova del cimitero comunale.
In questa occasione, infatti, il primo cittadino ha inteso portare a conoscenza della cittadinanza l'avvenuta presentazione di una nuova richiesta per l'attivazione nel territorio comunale di una discarica di rifiuti.
 E così, il tempo di tirare un sospiro di sollievo per lo scampato pericolo con lo stop definitivo imposto dalla regione lo scorso mese di aprile alla realizzazione di una mega discarica in località Tozza Palombara di contrada Vajoti, dove avrebbero potuto essere conferiti fino a mezzo milioni di metri cubi di rifiuti tra quelli classificati dalle leggi in materia anche come "pericolosi", che nuove minacciose nubi sembrano addensarsi sulla comunità santonofrese.
Identici i protagonisti e la location prescelta per l'impianto, considerato che il soggetto proponente è sempre la società Ecolux con sede in Filandari che stavolta, sulla base della richiesta formalizzata in comune lo scorso 28 luglio, vorrebbe realizzare sempre in località Tozzo Palombara una discarica abilitata al conferimento di rifiuti "non pericolosi".
Una tipologia che certo non farebbe venire meno le molteplici problematiche connesse all'attivazione di un impianto di queste dimensioni sia in termini di traffico continuo che ne deriverebbe dai mezzi abilitati al trasporto dei rifiuti che per le conseguenze di carattere ambientale e sanitario che ne potrebbero derivare per la comunità e per la salvaguardia complessiva dell'ecosistema di un'oasi naturalistica di primo livello come da sempre è considerata quella di località Vajoti.
E proprio su questi presupposti poggia il grido di allarme del sindaco Roda' che dopo aver ribadito l'intenzione dell'amministrazione comunale di "opporsi in tutti i modi possibili alla realizzazione di questa nuova discarica", ha invitato i cittadini a "tenere alta l'attenzione perché solo con una reale unità di intenti si riuscirà a scongiurare questo ulteriore pericolo per il nostro territorio".
Ad accrescere ulteriormente la preoccupazione, poi, l'avvenuta presentazione di una analoga richiesta per l'attivazione di una nuova mega discarica anche nel limitrofo comune di Stefanaconi.
La notizia, finora nè smentita nè' confermata ufficialmente da parte dell'amministrazione comunale di Stefanaconi, sta creando non poca apprensione anche in quella comunità anche perché allo stato non è dato sapere che tipologie di rifiuti verrebbero stoccati nel nuovo impianto.
Dagli interventi di alcuni cittadini presenti all'assemblea si è avuta comunque conferma circa la volontà di realizzare la discarica di Stefanaconi in località Motta, in linea d'aria addirittura ancora più vicina a Sant'Onofrio rispetto a contrada Vajoti.
A tal proposito, secondo le testimonianze raccolte si sarebbe già proceduto al "carotaggio di alcuni terreni per le necessarie verifiche geologiche" ed inoltre "diversi proprietari di lotti sarebbero stati già contattati per verificare la loro disponibilità a venderli".
Da qui la decisione di costituire una delegazione formata da Roda' e da alcuni componenti del Comitato "NO Discarica" per un incontro chiarificatore urgente con il sindaco di Stefanaconi Salvatore Di Si'.


Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 13/08/2014

SANT'ONOFRIO :«VOGLIONO FARCI UNA DISCARICA SOTTO CASA»

«Vogliono farci una discarica sotto casa»
L’allarme del sindaco Rodà per l’impianto

SANT'ONOFRIO: LUNEDÌ L’ASSEMBLEA POPOLARE DISCUTERÀ SULLA REALIZZAZIONE DELLE CAPPELLE FUNERARIE DEL CIMITERO E DEGLI ULTERIORI SVILUPPI DELLA DISCARICA DI LOCALITÀ “VAJOTI”.

(Sant'Onofrio) Si svolgerà nella giornata di domani, a partire dalle ore 19.00 presso il centro di aggregazione sociale di via Raffaele Teti, l'assemblea popolare indetta dall'amministrazione comunale e finalizzata alla costituzione di un partneriato pubblico-privato per la realizzazione delle edicole e cappelle funerarie nella parte nuova del cimitero.
L'incontro, che segue quello preliminare di presentazione dell'iniziativa dello scorso mese di maggio, servirà al sindaco Tito Roda' per illustrare la fattibilità tecnica dell'iniziativa che dovrebbe consentire alle circa duecentocinquanta famiglie interessate, in qualità di concessionarie novantennali dei lotti cimiteriali, di realizzare a costi ridotti le relative opere preliminari di progettazione.
Che riguardano, nello specifico, relazione geologica, progettazione, direzione tecnica dei lavori e collaudo finale.
Il tutto sulla base dell'assunto "più si è meno si paga" che, fatto proprio per l'occasione dall'amministrazione Roda', dovrebbe consentire ai cittadini che aderiranno all'iniziativa attraverso la sottoscrizione dell'apposita convenzione di accedere al "pacchetto completo" di progettazione per un costo complessivo inferiore ai cinquecento euro.
L'incontro pubblico in questione comunque, secondo notizie dell'ultima ora, servirà all'amministrazione comunale per comunicare alla cittadinanza anche importanti novità relativamente alla discarica dei rifiuti "Tozzo Palombara" di località Vajoti. 
Un pericolo, quello della paventata realizzazione dell'impianto in questione, che sembrava definitivamente sventato a seguito dell'intervento della Regione Calabria che lo scorso mese di aprile aveva deciso in autotutela di procedere alla revoca del parere di fattibilità precedentemente concesso alla ditta richiedente.
Di fatto, con questo provvedimento, i competenti uffici regionali sembravano aver chiuso ogni spiraglio alla società Ecolux interessata alla realizzazione di una discarica dove avrebbero potuto essere stoccati migliaia di metri cubi di rifiuti definiti "pericolosi" dalla legislazione vigente.
Senonche' ecco riaffacciarsi il pericolo con la presentazione, lo scorso 28 luglio e sempre da parte della stessa ditta, di un nuovo progetto anche se stavolta limitato alla realizzazione di un impianto per rifiuti "non pericolosi".
Un rischio che a quanto pare l'amministrazione Roda' vuole comunque evitare, attivando se necessario tutte le procedure del caso per cercare di stoppare anche questo nuovo progetto di discarica.
Da qui la necessità ravvisata dell'avvio di un nuovo confronto con la cittadinanza ed il comitato "NO Discarica", giustamente preoccupati per le insistenti "attenzioni" verso l'area di località Vajoti, da sempre considerata un'oasi naturalistica di incomparabile bellezza da preservare ad ogni costo.


(Raffaele Lopreiato)

SANT'ONOFRIO: DISCARICA, LO STOP DELLA REGIONE

(SANT‘ONOFRIO)La comunità santonofrese può definitivamente tirare un sospiro di sollievo.
L’impianto per lo stoccaggio fino a mezzo milione di rifiuti classificati dalla legislazione vigente come “pericolosi e non pericolosi” previsto in località “Vajoti”, a meno di cinque chilometri dal centro abitato, non si farà più.
A mettere definitivamente la parola fine alla paventata realizzazione della “discarica dei veleni”, come era stata subito ribattezzata dalla cittadinanza comprensibilmente allarmata, il decreto n. 3695 recentemente emanato dal Dipartimento per le politiche dell’Ambiente della Regione Calabria e trasmesso al comune di Sant’Onofrio in data 24 aprile 2014.
Di fatto l’atto amministrativo regionale, in forza del potere di “autotutela” conferito dalla legge, procede alla revoca del precedente parere favorevole di compatibilità ambientale formulato in data 12 luglio 2013 relativamente al progetto presentato dalla ditta Ecolux srl con sede in Filandari (VV).
All’origine della retromarcia da parte dei competenti uffici regionali, una serie di incongruenze e difformità dalla norma presenti nel progetto ed evidentemente sottovalutate in un primo momento.
Almeno fino a quando l’amministrazione comunale, facendosi interprete delle crescenti preoccupazioni della cittadinanza nel frattempo costituitasi in un agguerrito comitato “NO Discarica”, aveva con proprio legale di fiducia presentato ricorso innanzi al Tar Calabria ravvisando nel procedimento autorizzativo in questione diversi profili di illegittimità configurabili come “eccesso di potere”.
In particolare, l’attenzione dell’amministrazione guidata dal sindaco Tito Rodà veniva focalizzata sulla classificazione geomorfologica del sito individuato per la realizzazione dell’impianto quale “area a rischio sismico di prima categoria per come sancito dalla legge n. 64 del 2 febbraio 1974” e pertanto “assolutamente non idonea alla ubicazione di una discarica adibita alla raccolta di rifiuti pericolosi”
In tale ottica, la regione ha respinto in toto le controdeduzioni proposte dalla Ecolux che, a giustificazione della sostenibilità dell’impianto, adduceva come “circa il sessantacinque per cento dei comuni calabresi viene classificato a rischio sismico di prima categoria” e che pertanto tale considerazione non può inficiare la stringente necessità di una tale discarica finalizzata a fronteggiare la “forte criticità presente nel settore dello smaltimento dei rifiuti” nella nostra regione.
Anche la richiesta per una parziale conversione del parere finalizzata quantomeno ad una “valutazione positiva del progetto limitatamente alla raccolta dei rifiuti non pericolosi” è stata rigettata dai competenti uffici regionali, fatta salva la possibilità per la ditta interessata alla realizzazione della discarica di proporre nei tempi previsti dalla legge ricorso giurisdizionale innanzi al Tar Calabria.
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 30/04/2014)

SANT‘ONOFRIO: COMITATO CIVICO E SEMPLICI CITTADINI PLAUDANO ALLA SENTENZA DEL TAR

(SANT‘ONOFRIO)E’ un dolce risveglio quello della comunità di Sant’Onofrio all’indomani della notizia dell’avvenuta interruzione dell’iter autorizzativo per l’apertura di una mega discarica di rifiuti “pericolosi e non pericolosi” in località Vajoti.
Subito ribattezzato come la “discarica dei veleni”, l’impianto in questione avrebbe dovuto essere realizzato dalla società Ecolux srl con sede sociale in Filandari e nelle intenzioni dei proponenti sarebbe stato in grado di accogliere fino a mezzo milione di metri cubi di rifiuti, molti dei quali classificati dalla normativa in materia come estremamente pericolosi, su una superficie “equivalente ad otto campi di calcio e corrispondente per capienza alle dimensioni di un grattacielo di ottocento metri di altezza per una base di duecento metri quadrati".
A bloccare tutto, per fortuna, la sopravvenuta decisione del Dipartimento per le politiche ambientali della Regione Calabria che con un provvedimento adottato in “autotutela” annullava l’autorizzazione precedentemente concessa alla ditta richiedente motivando che la "zona ove è ubicato l'impianto di che trattasi ricade in aree a rischio sismico di prima categoria" per le quali la normativa in materia prevede espressamente l'impossibilità di realizzare discariche adibite al conferimento di rifiuti classificati come “pericolosi”.
Alla base della clamorosa retromarcia, il ricorso avverso l’apertura della mega discarica presentato al Tar Calabria dal comune di Sant’Onofrio con il quale venivano rilevate tutte le incongruenze del provvedimento adottato.
E proprio da questa ultima decisione del competente ufficio regionale prende le mosse la riflessione del battagliero comitato “NO Discarica”. Che, sin dal momento in cui lo scorso mese di ottobre la notizia della paventata apertura della discarica era diventata di dominio pubblico, si era autocostituito promuovendo una serie di incontri con la cittadinanza e l’amministrazione comunale per valutare le iniziative unitarie da promuovere per contrasto tale progetto. Alla luce delle novità di queste ultime ore il comitato in questione, per mezzo di alcuni suoi componenti, nell’esprimere la “piena soddisfazione per il positivo evolversi della vicenda” e rimarcare la “proficua e sinergica collaborazione con l’amministrazione comunale e tutte le realtà associative e rappresentative presenti sul territorio”, mettono comunque in evidenza come “anziché esibirsi in contradditori contorsionismi dell’ultima ora, bene avrebbero fatto i competenti uffici regionali a valutare con maggiore attenzione sin dal primo momento le cause ostative all’autorizzazione di un impianto che, per come concepito, oltre al conclamato rischio sismico presentava tanti altri profili di evidente illegittimità”. Anche tra i comuni cittadini la soddisfazione è palpabile. Lo dimostrano i tanti commenti favorevoli che in queste ore si succedono sui social forum locali, dove in tanti esultano per lo “scampato pericolo di una discarica che ove realizzata sarebbe divenuta ricettacolo di veleni provenienti da tutta Italia che avrebbero seriamente messo a rischio la salute dei nostri figli e delle generazioni future” oltre a “compromettere irrimediabilmente l’equilibrio ambientale dell’oasi naturalistica di località Vajoti”.
Numerosi sono poi i cittadini che chiedono alle istituzioni di “non abbassare la guardia anche perché la società interessata alla realizzazione dell’impianto, per il quale aveva presumibilmente già assunto impegni economici, non si darà facilmente per vinta”. Ed a tal proposito c’è chi rileva come l’evidenziato “rischio sismico ostacola la realizzazione di impianti adibiti al conferimento di rifiuti cosiddetti pericolosi mentre nulla osta per il conferimento dei rifiuti non pericolosi” nell’impianto in questione che quindi potrebbe ancora rivelarsi utile.
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco Tito Rodà che proprio per tranquillizzare i cittadini e scongiurare questo ulteriore rischio intende, una volta incassato questo primo risultato, rilanciare.
Preannunciando a tal proposito, l’intenzione dell’amministrazione comunale di chiedere quanto prima la “bonifica integrale di tutta l’area ricadente in località Tozza Palombara dove già si trova un sito adibito in passato a discarica intercomunale di rifiuti solidi urbani”.
Tale sito per il sindaco Rodà “ancora oggi, a distanza di anni dalla sua chiusura, minaccia seriamente l’ecosistema e la salute dei cittadini, con il percolato che in modo evidente fuoriesce in più parti dal terreno con grave rischio di inquinamento di alcune falde acquifere presenti”.


       (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 01/02/2014)

SANT'ONOFRIO: L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE E IL COMITATO CIVICO CONCORDANO E METTONO A PUNTO TUTTE LE STRATEGIE

(SANT'ONOFRIO) Mentre permane alta nei cittadini la preoccupazione per la paventata realizzazione di una discarica di rifiuti "pericolosi e non pericolosi" in località "Vajoti", un deciso passo in avanti nella strategia che necessariamente dovrà vedere impegnata tutta la comunità di Sant'Onofrio si è registrato nel pomeriggio di martedì scorso.
(Incontro in municipio tra il sindaco ed il comitato "NO Discarica")
L'occasione, l'incontro svoltosi in municipio tra l'amministrazione comunale ed il neo costituito comitato cittadino "NO alla discarica dei veleni" che lo ricordiamo, ove realizzata, comporterebbe nel tempo il conferimento di quasi mezzo milione di metri cubi di rifiuti classificati dalla normativa vigente come "altamente nocivi".
Si è trattato di un incontro serrato e ricco di spunti di riflessione che, protrattosi per alcune ore, pur confermando la diversità di vedute tra il sindaco ed i rappresentanti politici d'opposizione sulla tempistica adottata per fronteggiare questa delicata problematica il cui avvio dell'iter autorizzativo risale a febbraio 2012, si è rivelato complessivamente propositivo e costruttivo. Facendo ben sperare sul prosieguo unitario della battaglia contro la discarica che, parafrasando una frase ad effetto di Rodà, dovrà necessariamente vedere "amministrazione comunale e cittadini camminare mano nella mano con l'imperativo assoluto di tutelare ad ogni costo il bene primario della salute dei nostri figli".
D'altronde proprio dal sindaco, assente per ragioni di salute alla precedente assemblea pubblica ed in questa occasione accompagnato dall'intera giunta comunale e dal presidente del consiglio Salvatore Pronestì, la delegazione del comitato cittadino si attendeva una presa di posizione chiara e netta.
Che non è mancata.
Dopo aver ribadito la sua contrarietà ad ogni "forma di strumentalizzazione" e la disponibilità personale come "sindaco, padre e medico che proprio sulle gravissime conseguenze sanitarie delle sostanze nocive  derivanti dai rifiuti" ha presentato la propria tesi di laurea, Rodà ha avuto modo di chiarire definitivamente la posizione dell'amministrazione comunale nella vicenda illustrando le iniziative sui diversi fronti che, con "l'indispensabile supporto della cittadinanza e del comitato cittadino che la rappresenta" si andranno a concretizzare.
Sul piano strettamente giuridico il primo cittadino, dopo aver ricordato l'avvenuta presentazione al Tar Calabria già lo scorso 11 novembre del “ricorso predisposto da un legale di fiducia con lo scopo di far emergere tutte le evidenti incongruenze del procedimento amministrativo che ha ignorato la fondatezza dei pareri negativi espressi dall'ufficio tecnico comunale e dall'ufficiale sanitario”, ha convenuto con i rappresentati del comitato sulla necessità di focalizzare l'attenzione sulle "palesi irregolarità del procedimento, non avendo tenuto conto di cause ostative quali la presenza nello stesso sito di una discarica di rifiuti solidi urbani ormai inattiva e della mancanza del necessario parere della giunta regionale di deroga, per come previsto dalla legge, al divieto assoluto di aprire nuovi impianti per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi in zone sismiche di prima categoria".
Anche sotto il profilo politico-istituzionale non mancheranno però le adeguate iniziative di sensibilizzazione, con l’attivazione a breve di un “tavolo tecnico al quale saranno invitati a partecipare anche i consiglieri regionali espressione del territorio su una vicenda che per le sue potenziali ricadute negative sulla salute dei cittadini va di sicuro ben oltre l’ambito comunale”.
Ed un "primo assaggio" di questa mobilitazione istituzionale ad ampio raggio si avrà proprio in queste ore a Stefanaconi.
Qui infatti questa mattina è previsto in municipio un incontro tra i sindaci dei comuni di Sant’Onofrio, Maierato, Stefanaconi e Filogaso.
Un’occasione che Rodà non intende assolutamente lasciarsi sfuggire per “allargare il fronte della protesta e sensibilizzare i colleghi del comprensorio sulla necessità di promuovere azioni decise e sinergiche” contro la discarica dei veleni.

  (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 05/12/2013)  

SANT‘ONOFRIO: DISCARICA, IL COMITATO PENSA AD AZIONI LEGALI E POLITICHE

(SANT‘ONOFRIO) L’assemblea costitutiva del comitato "NO discarica" di sabato scorso, oltre ad elevare il livello di coinvolgimento della popolazione sulla temuta realizzazione della discarica di rifiuti "pericolosi" di località "Vajoti", è servita anche per mettere a confronto idee e proposte che, portate a sintesi unitaria, costituiranno la piattaforma programmatica delle future iniziative di sensibilizzazione.
Nel contesto della discussione, particolarmente apprezzati dall’uditorio si sono rivelati gli interventi dell’economista Damiano Silipo e dell’avvocato Domenico Sorace.
Entrambi i professionisti, infatti, nella loro disamina oltre che una puntuale disamina della situazione attuale, hanno indicato le possibili direttrici d’azione del neo costituito comitato civico.
Di "battaglia dura da portare avanti in modo convincente" ha parlato il prof. Silipo che ha esortato i cittadini ad "elaborare proposte concrete perché di certo non basterà un semplice no a scoraggiare chi si è fatto promotore della realizzazione della discarica".
In tale ottica, per il docente Unical la "battaglia non si vincerà combattendola solo sul piano legale, ma promuovendo iniziative capaci di coinvolgere direttamente i livelli istituzionali superiori".
Sulla falsariga di Silipo, l’avv. Sorace che anche dal suo punto di vista ha confermato come si tratti di una "battaglia sociale più che legale" rimarcando la "strategicità di interventi come quelli relativi alla realizzazione della discarica che, proprio per questa loro natura il più delle volte comportano una spoliazione delle competenze degli enti territoriali, nel caso specifico il comune, a vantaggio di un concentramento del potere decisionale ai livelli superiori".
"Per tale ragione - ha proseguito il legale - occorre fare rete in una convergenza unitaria di obiettivi che ci porti a non dividerci sui dettagli ma a costituire un vero e proprio blocco sociale".
"Dobbiamo avere presente - ha poi concluso Sorace - che nella nuova concezione della gestione del ciclo dei rifiuti le discariche costituiscono l’aspetto residuale, l’unico livello nel quale i rifiuti anziché risorsa da valorizzare vengono considerati un peso e, come tale, da occultare".
Mirata al più ampio coinvolgimento istituzionale, per meglio innervare la protesta, è stata anche la proposta avanzata da Paolo Petrolo di promuovere un "consiglio comunale straordinario e aperto da tenersi simbolicamente in modo congiunto tra i comuni di Sant’Onofrio, Maierato, Filogaso e Vazzano presso il sito individuato per la realizzazione della discarica".

(Raffaele Lopreiato)

SANT‘ONOFRIO: DISCARICA VAJOTI IL NO SECCO DELLA POPOLAZIONE

(SANT‘ONOFRIO) Nelle stesse ore in cui, sabato scorso, a Napoli Piazza Plebiscito veniva pacificamente invasa da centomila manifestanti che invocavano interventi risolutori per la bonifica della "Terra dei fuochi" contaminata dagli sversamenti di  rifiuti tossici occultati nel sottosuolo, anche a Sant'Onofrio si levava alto e forte il grido di sdegno di un'intera comunità contro la paventata realizzazione in località "Vajoti" di una nuova "discarica dei veleni". E' stata davvero una serata importante quella vissuta in questa occasione dalla comunità santonofrese che, con grande senso civico, si è ritrovata unita presso l'oratorio parrocchiale di via San Gerardo. 
A rispondere "presente" alla chiamata a raccolta di un "gruppo spontaneo di cittadini" allarmato dalla pericolosità della discarica di rifiuti definiti "pericolosi" dalla normativa in materia che di fatto autorizzerebbe il conferimento finanche di "materiali provenienti da siti contaminati", tutte le componenti istituzionali, politiche e sociali del paese che nel corso di un confronto serrato e partecipe hanno alfine superato gli iniziali distinguo e contrapposizioni per ritrovarsi uniti nello sposare una causa, quella del convinto "No alla discarica senza se e senza ma", dalla quale dipendono le sorti della Sant'Onofrio di oggi e soprattutto di quella che verrà.
Un paese  nel quale, e senza per questo avere timore di essere accusati di "terrorismo psicologico", come è stato affermato a più voci già oggi "l'incidenza dei tumori e delle malattie irreversibili che colpiscono la popolazione registrano una crescita esponenziale ben maggiore rispetto ala media nazionale" e che proprio in ragione di ciò intende scongiurare il pericolo di una "bomba ecologica ad orologeria piazzata a poche migliaia di metri dal centro abitato e nel cuore di un'oasi naturalistica di incomparabile bellezza”.
Ecco perchè, consapevoli della serietà e gravità della discussione in atto, tantissimi sono stati i cittadini convenuti all'incontro per esprimere la loro indignazione verso un provvedimento passato sopra le loro teste e nel contempo desiderosi di conoscere lo stato dell'arte della pratica alla quale comunque hanno affermato all'unisono "ci opporremo con tutte le nostre forze a costo di compiere gesti eclatanti".

Dopo l'apertura dei lavori da parte di Pasquale Santaguida, delegato dal gruppo promotore ad illustrare le ragioni dell'iniziativa, tanti gli interventi che si sono succeduti.
Antonino Pezzo, segretario della locale sezione Udc che per prima nelle scorse settimane ha reso di pubblico dominio la notizia, dopo aver rimarcato che la discarica in questione assorbirà “l’area equivalente ad otto campi di calcio e corrisponderà per capienza alle dimensioni di un grattacielo di ottocento  metri di altezza per una base di duecento metri quadrati” ha rimarcato la necessità di “agire in fretta stante lo stato di avanzamento dell'iter autorizzativo” e, pur evidenziando alcuni “ingiustificati ritardi dell'amministrazione comunale” ha ribadito la piena disponibilità a collaborare.
Dal canto loro gli amministratori comunali, presenti al gran completo ad eccezione del sindaco Tito Rodà assente giustificato per ragioni di salute, hanno ripercorso con il vicesindaco Pietro Lopreiato ed il presidente del consiglio Salvatore Pronestì tutte le fasi della procedura evidenziando la “puntualità del nostro operato a conferma di un impegno che non verrà meno nel prosieguo  della vicenda”.
Un importante contributo al dibattito sia in termini di proposte operative che di chiarimenti tecnici è stato anche portato da Giuseppe Barbieri (presidente pro loco), Giuseppe Ruffa (segretario Pd), Onofrio Fusca (consigliere comunale) Gianni Ferito e numerosi  altri cittadini.
Tra i presenti anche il parroco don Franco Fragalà che pur non intervenendo nel dibattito ha voluto sancito con la sua presenza la vicinanza e solidarietà della chiesa locale verso le legittime preoccupazioni della popolazione.
Al termine della manifestazione sono state raccolte le adesioni al neo costituito comitato “NO Discarica” che già dai prossimi giorni, per come convenuto, interagirà con l'amministrazione comunale per promuovere nuove iniziative di sensibilizzazione.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud  18/11/2013)  

SANT'ONOFRIO: IL SINDACO SCENDE IN CAMPO CONTRO LA DISCARICA

(SANT'ONOFRIO)La vicenda relativa alla temuta realizzazione della maxi discarica di località "Vajoti", dove nelle intenzioni dei soggetti privati proponenti in un’area di quarantamila metri quadrati dovrebbero essere stoccati fino a quasi mezzo milione di metri cubi di rifiuti definiti dalla normativa in materia come “pericolosi”, continua a tenere banco nell'opinione pubblica locale.
E così, in attesa dell'assemblea popolare indetta per stasera a partire dalle ore 18.30 presso l'oratorio parrocchiale di via San Gerardo da un “gruppo spontaneo di cittadini” con l'obiettivo di avviare un serrato confronto sulla delicata vicenda e nel contempo procedere alla costituzione di un comitato "No discarica", anche l'amministrazione comunale scende ufficialmente in campo per meglio chiarire la propria posizione e dire "No ai falsi allarmismi sulla discarica di Tozza Palombara".
In una nota, infatti,  rivolgendosi direttamente ai "Carissimi santonofresi" il sindaco Tito Rodà "dopo un periodo di silenzio sulla stampa, pur lavorando assiduamente e costantemente al servizio dei nostri cittadini" evidenzia il "bisogno di fare chiarezza su una tematica delicata quanto importante".
Sulla discarica in questione per il primo cittadino "tanto abbiamo letto e tanto è stato detto, ma per sgomberare il campo da equivoci e malintesi, e non potendo in alcun modo tollerare le strumentalizzazioni politiche di chicchessia, soprattutto su un argomento così delicato quale quello della salute pubblica e dell'ambiente, è necessario raccontare quanto è stato fatto e quanto si farà".
A tal proposito Rodà, consapevole che in "questo particolare momento vi è la necessità dell'unità ed a poco servono le strumentalizzazioni anche di basso profilo che cercano solo di provocare ostilità, destabilizzazione, preoccupazione e falsi allarmismi tra la popolazione",  precisa come "già quando è stato presentato il progetto definitivo della discarica da parte di una società privata, l'amministrazione comunale ed il competente ufficio Asp hanno dato parere contrario, inviato alla Regione Calabria in data 23 marzo 2012".
Anche successivamente alla notifica, avvenuta lo scorso mese di agosto, del parere favorevole della Regione alla Valutazione di impatto ambientale (VIA), l'amministrazione comunale per come rileva Rodà si è "attivata subito sia conferendo incarico ad un legale al fine di tutelare i propri interessi e la salute dei cittadini, sia incontrandosi con i tecnici della Regione Calabria".
Nel documento il sindaco evidenzia poi i diversi passaggi procedurali che ancora attendono l'iter autorizzativo ed in particolare "permesso a costruire, nulla osta idrogeologico e procedura A.I.A. che non possono essere concesse se non prima viene interpellato il Comune in una apposita conferenza dei servizi unitamente ad Asp ed enti regionali competenti".
Alla luce di queste considerazioni il sindaco rassicura la comunità ribadendo che "a tutti deve essere chiaro che l'amministrazione comunale si opporrà con tutte le proprie forze, anche in quella sede, alla realizzazione dell'opera perchè sente la responsabilità di tutelare i suoi cittadini".
Deciso anche l'appello conclusivo di Rodà che nel ribadire la piena disponibilità per "qualsiasi chiarimento o iniziativa che possa tutelare la nostra gente e quella dei paesi limitrofi" invita chi è "mosso da senso civico a porsi a fianco dell'amministrazione comunale per le iniziative future" che - si impegna il primo cittadino - si premurerà di "coinvolgere i rappresentati regionali sul territorio, la giunta regionale ed il suo presidente per far comprendere loro le paure, le inquietudini e le perplessità della popolazione che deve essere salvaguardata da qualsiasi pericolo".

 (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 19-11-2013) 

SANT‘ONOFRIO: DOMANI PRESSO L'ORATORIO PARROCCHIALE DI VIA S. GERARDO INCONTRO PROMOSSO DA UN GRUPPO SPONTANEO DI CITTADINI SULLA DISCARICA DI LOCALITÀ "VAJOTI"

(SANT‘ONOFRIO)Di pari passo con la preoccupazione per le possibili conseguenze ambientali e sanitarie che ne potranno derivare, sembra salire di livello l'attenzione dell'opinione pubblica per la paventata realizzazione di una discarica abilitata alla raccolta di "rifiuti pericolosi e non pericolosi" in località "Vajoti".
E proprio in direzione di fornire ulteriori elementi conoscitivi e di giudizio, su una vicenda che sin da quando lo scorso 21 ottobre è stata resa di pubblico dominio grazie ad una interrogazione urgente presentata dal gruppo consiliare dell'Udc sta di fatto monopolizzando l'attenzione dell'opinione pubblica, si svolgerà domani a partire dalle ore 18.30 presso l'oratorio parrocchiale di via S. Gerardo un incontro promosso da un gruppo spontaneo di cittadini.
L'iniziativa, dichiaratamente apolitica, si prefigge lo scopo di chiamare a raccolta le istituzioni, amministrazione comunale ed associazioni culturali e di volontariato in primis, per un confronto a tutto campo finalizzato alla costituzione di un comitato civico "No discarica" che avrà il compito di monitorare l'evolversi della situazione e nel contempo promuovere tutte le iniziative che si renderanno necessarie per bloccare il tentativo già in fase avanzata di trasformare uno degli angoli naturalistici più suggestivi ed incontaminati della provincia vibonese in ricettacolo di rifiuti di ogni genere.
L'occasione si rivelerà inoltre propizia per meglio comprendere quali sono le prossime mosse che intende muovere l'amministrazione Rodà che, tra l'altro, già nei giorni scorsi ha fatto un primo importante passo conferendo formale incarico ad un legale di fiducia al fine di tutelare i "propri legittimi interessi e le proprie ragioni avverso il decreto n. 1058 del 12.07.2013" con il quale il Dipartimento politiche dell'ambiente della Regione Calabria esprimeva "parere favorevole di compatibilità ambientale in merito alla realizzazione di una nuova discarica nel comune di Sant'Onofrio".
L’auspicio condiviso da tutti i cittadini è che, allo stato dell’iter della pratica, esistano ancora i margini necessari per tentare di ostacolare con tutte le forze la temuta autorizzazione all’apertura della megadiscarica di località “Vajoti” che, lo ricordiamo, interesserà un'area di quarantamila metri quadrati per un conferimento previsto di quasi mezzo milione di metri cubi di rifiuti.

(Raffaele Lopreiato gazzetta del sud 15/11/2013)  


SANT’ONOFRIO: L’AMMINISTRAZIONE PRENDE POSIZIONE SULL’IMPIANTO CHE DOVRÀ SORGERE IN LOCALITÀ VAJOTI

(SANT‘ONOFRIO) Anche l'amministrazione comunale scende in campo contro la paventata attivazione di una discarica di rifiuti in località "Vajoti".
Un sito, lo ricordiamo, dal perimetro di quarantamila metri quadrati dove, qualora autorizzato, potrà essere conferito fino a quasi mezzo milione di rifiuti, tra cui anche quelli identificati dalla normativa in materia come "pericolosi".
Ad ufficializzare la presa di posizione dell'amministrazione comunale, la delibera di giunta n. 59 del 7 novembre 2013 con la quale viene formalmente conferito incarico ad un legale di fiducia al fine di tutelare i "propri legittimi interessi e le proprie ragioni avverso il decreto n. 1058 del 12.07.2013" con il quale il Dipartimento politiche dell'ambiente della Regione Calabria esprimeva "parere favorevole di compatibilità ambientale in merito ala realizzazione di una nuova discarica nel comune di Sant'Onofrio".
E così, venti giorni dopo l'iniziativa politica della locale sezione dell’Udc, che attraverso un'interrogazione urgente presentata dal proprio gruppo consiliare chiedeva delucidazioni sullo stato della pratica il cui avvio risale addirittura a circa due anni fa, la formale presa di posizione dell'esecutivo guidato dal sindaco Tito Rodà conferisce autorevolezza al dibattito in atto su un problema che non poche preoccupazioni ed apprensioni sta ingenerando nella comunità da quando la notizia è divenuta di pubblico dominio.
Cresce infatti nei cittadini, man mano che il confronto si approfondisce, la consapevolezza di cosa può comportare una siffatta discarica di rifiuti in termini di impatto ambientale e di rischi per la salute anche perchè già una sommaria lettura del disposto legislativo che disciplina le tipologie dei rifiuti cosiddetti "pericolosi" ingenera non pochi dubbi e riserve.
Molti sono anche quelli che si chiedono quali effettivi ritorni economici in termini di entrate garantite alla casse pubbliche e di conseguenza quali sgravi per gli utenti deriveranno dalla discarica che, appare giusto ricordarlo, oltre a compromettere irrimediabilmente l’oasi naturalistica di località "Vajoti" peggiorerà in modo significativo la qualità della vita di chi, risiedendo o lavorando nell’area circostante, si ritroverà a dover convivere quotidianamente con il traffico in entrata ed in uscita di decine di mezzi pesanti adibiti al trasporto dei rifiuti.
L'auspicio condiviso è che anche nei prossimi giorni l'attenzione rimanga alta, anche attraverso la promozione di iniziative da parte delle forze politiche, sociali e culturali presenti sul territorio e con il necessario coinvolgimento istituzionale dell'amministrazione comunale finalizzate ad un approfondimento del confronto che favorisca il coinvolgimento diretto dei cittadini ed arricchisca le loro conoscenze su questa delicata problematica.

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 10/11/2013)

SANT’ONOFRIO: NESSUNA REAZIONE UFFICIALE RISPETTO ALLA REALIZZAZIONE DELL’IMPIANTO DI LOCALITÀ VAJOTI. LA DISCARICA FA PAURA SOLTANTO ALL’UDC?

(SANT‘ONOFRIO) In attesa di una presa di posizione ufficiale dell’amministrazione comunale, che a quanto pare non dovrebbe tardare, cresce la preoccupazione nell’opinione pubblica cittadina per  la paventata realizzazione di una discarica adibita alla raccolta di rifiuti “pericolosi e non pericolosi” nella località “Tozza Palombara” ricadente nel perimetro della più vasta area che si snoda lungo la provinciale per Vazzano ed è meglio conosciuta come “Vajoti”.
A tenere alta l’attenzione sulla delicata vicenda, per il momento, la decisa azione di denuncia politica portata avanti dal locale gruppo dirigente dell’Udc.
E così, dopo la presentazione da parte del gruppo consiliare dello scudocrociato di una “Interrogazione urgente a risposta scritta” con la quale oltre alla convocazione di un consiglio comunale aperto si chiede al sindaco Tito Rodà ed al presidente del consiglio Salvatore Pronestì “quali azioni si intendono porre in essere per evitare la realizzazione dell’opera”, è di queste ultime ore l’affissione di un manifesto pubblico che sotto il titolo “Chiarezza, chiarezza, chiarezza” porta a conoscenza dei cittadini lo stato dell’arte della spinosa vicenda.
L’iniziativa politica in effetti sembra avere sortito l’effetto sperato.
Nei tanti capannelli domenicali che si sono formati l’argomento discarica l’ha fatta da padrone.
Con in tanti a chiedersi “perchè la notizia è diventata di pubblico dominio nella fase terminale della procedura amministrativa, quando ormai appare difficilissimo porvi rimedio senza incorrere in pesanti richieste di risarcimento danni da parte dell’azienda proponente”?
Molte anche le perplessità manifestate sull’impatto che la maxi discarica avrebbe in “un’area finora caratterizzata da una macchia boschiva stupenda ed incontaminata”, senza parlare della paura ingenerata dal “devastante effetto ambientale e sanitario che il conferimento di quasi mezzo milioni di metri cubi di rifiuti ad alto tasso inquinante avrebbe non solo su Sant’Onofrio ma su tutti i paesi del circondario”.
Né contribuisce certo a rasserenare gli animi l’approfondimento sui cosiddetti “rifiuti pericolosi” che andrebbero ad essere conferiti in località “Vajoti”.
A tal proposito basta consultare la Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10.12.2010 nella quale è stato pubblicato il D.L. n. 205/2010 ad oggetto “Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19.11.2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive”.
Ciò in quanto proprio alla raccolta di queste tipologie di rifiuti inserite nel cosiddetto “Allegato D” dell’atto normativo fa riferimento l’iter autorizzativo della discarica in questione.
E proprio scorrendo le venti voci che compongono questo “Allegato D” si viene a conoscenza che tra le tipologie previste sono anche compresi: “rifiuti derivanti da trattamento fisico o chimico di minerali; rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce; rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone; rifiuti dei processi chimici inorganici e organici; pitture, vernici, smalti, adesivi e inchiostri di stampa; oli esauriti e residui di combustibili liquidi; rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione compreso il terreno proveniente da siti contaminati; rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario; rifiuti urbani inclusi i rifiuti della raccolta differenziata”.

  

(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 28/10/2013)  

SANT’ONOFRIO: UNA DISCARICA IN LOCALITÀ VAJOTI

(SANT‘ONOFRIO) La notizia è di quelle destinate a lasciare il segno.
D’altronde già a leggere il dispositivo del decreto n. 10158 del 12 luglio 2013 a firma del dirigente del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria c’è quanto basta per sobbalzare dalla sedia: “Realizzazione nuova discarica di rifiuti in località Tozza Palombara del Comune di Sant’Onofrio (VV) - Procedura per la valutazione d’impatto ambientale, ai sensi del Dlgs. n. 152/2006 e s.m.i., e del Regolamento Regionale n. 3 del 04/08/2008 e s.m.i. - Proponente Ecolux s.r.l., Filandari (VV)”.
Un atto, questo emesso dalla Regione che, nell’esprimere “parere favorevole di compatibilità ambientale” ratifica di fatto lo stato di ulteriore e forse irreversibile avanzamento del progetto di realizzazione sul territorio comunale di una discarica di rifiuti della quale nulla finora aveva avuto modo di sapere l’opinione pubblica cittadina.
Che certo ben altra considerazione e coinvolgimento partecipativo avrebbe meritato anche sulla base del presupposto che, stando almeno alla lettura degli atti amministrativi finora prodotti, nella discarica in questione che ricadrà in “zona agricola a circa sei chilometri dal centro abitato di Sant’Onofrio” e si svilupperà su un’area complessiva di quarantamila metri quadrati potrà essere conferito fino a quasi
mezzo milione di metri cubi di “rifiuti pericolosi e non pericolosi”.
A squarciare il velo del silenzio che stranamente finora aveva avvolto l’iter autorizzativo della discarica, per la quale nessun passaggio è stato fatto in consiglio comunale mentre agli atti risulta una nota del 23 marzo 2012 con la quale l’ufficio tecnico comunale trasmetteva il proprio parere per la valutazione di impatto ambientale, scende ora in campo il gruppo consiliare dell’Udc.
Con una “Interrogazione urgente a risposta scritta” indirizzata al sindaco Tito Rodà ed al presidente del consiglio Salvatore Pronestì gli appartenenti allo scudocrociato muovono all’amministrazione comunale una serie di rilievi.
Già in premessa gli interroganti manifestano tutte le loro perplessità rilevando che la “realizzazione di detto progetto prevede la discarica di qualsiasi tipo di rifiuti anche i più pericolosi con tutte le conseguenze del caso” e che la “suddetta discarica verrebbe realizzata a pochi chilometri di distanza dal centro abitato e a brevissima distanza dall’autostrada A3 con gravissimi danni per la salute dei cittadini e con ingenti danni per le campagne limitrofe”.
In considerazione di ciò, e dopo aver evidenziato anche possibili profili di illegittimità poichè “è notoriamente risaputo che nel piano dei rifiuti elaborato dall’Assessorato regionale all’Ambiente non è stato inserito alcun impianto nemmeno per quelli non nocivi”, il gruppo Udc ribadisce la “pericolosità della realizzazione del progetto in questione” per il quale i “consiglieri non sono a conoscenza di atti emessi dall’amministrazione comunale per contrastare questa opera”.
Da qui i pressanti interrogativi a sindaco e presidente del consiglio per sapere “se e quali azioni si intendono porre in essere per evitare la realizzazione dell’opera; se sono stati adottati e quali sono gli atti relativi; se, avendo il comune di Sant’Onofrio un interesse legittimo per tutelare la salute dei propri cittadini, è stato impugnato davanti al Tar il decreto emesso del Dipartimento Ambiente della Regione regolarmente trasmesso al comune” o eventualmente le “ragioni della mancata impugnatura”.
Consapevoli dell’importanza che la vicenda assume per l’intera comunità gli esponenti scudocrociati chiedono infine la “convocazione di un consiglio comunale aperto per dibattere con l’intera popolazione il tema in questione”.
L’auspicio condiviso è che ci siano ancora i margini per un eventuale ripensamento considerato che, da quanto appreso da fonti tecniche, allo stato della pratica per essere definitivamente perfezionata manchi solo la cosiddetta A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilasciata dal Ministero dell’Ambiente in caso di apertura di discariche per rifiuti qualificati come “pericolosi”. 
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 24/10/2013)