STEFANACONI: UN'AZALEA ANCHE ALLA MAMMA DI JANNATE


(STEFANACONI)  Come ormai da tradizione, si rinnova, in coincidenza con la ricorrenza della Festa della Mamma, l’appuntamento con l’Azalea della Ricerca.
E così domenica prossima, nelle piazze di tremila comuni italiani e con l’aiuto di oltre venticinquemila volontari, l’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) distribuirà 650mila piantine di azalea con il duplice scopo di sensibilizzare i cittadini sulla prevenzione dei tumori e raccogliere fondi per la ricerca.
A Stefanaconi questo momento si caratterizza dallo scorso anno in modo particolare per merito
dall’associazione culturale “Franza”, di cui è presidente Battista Bartalotta.
L’associazione, infatti, nel solco di condiviso impegno a favore della crescita sociale e culturale della comunità, promuove l’iniziativa “Franzalea 2012”.
Concretamente,  già da alcuni giorni si sta provvedendo alla raccolta online, sul sito istituzionale franzastefanaconi@gmail.com, delle prenotazioni delle piantine che poi sarà cura dei volontari della stessa associazione consegnare, domenica prossima, ai destinatari accompagnandole con un biglietto di auguri personalizzato.
Nella scorsa edizione l’idea è stata molto apprezzata, specie dagli emigrati che, nonostante la lontananza dalla loro terra non hanno voluto perdere l’occasione per far giungere ai propri cari un segno tangibile del loro affetto.
Particolare non trascurabile, l’associazione “Franza” provvederà a deporre l’azalea anche presso il cimitero di Stefanaconi se la destinataria del pensiero è una persona defunta.
Domenica prossima l’iniziativa assumerà inoltre una valenza particolare perché, con un gesto dall’alto valore simbolico ed a nome di tutta la comunità, una azalea della ricerca verrà donata alla mamma di Jannate, la bimba marocchina di quattro anni residente a Stefanaconi e morta di recente a causa di una grave malattia.
Un caso, quello della piccola Jannate che, grazie anche all’impegno del leader di “Diritti Civili” Franco Corbelli, aveva commosso l’intera nazione. 

                           (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 11/05/2012)  

VIVE IN UNA CASA DI RIPOSO A SORIANO IL CONSIGLIERE PIÙ ANZIANO D'ITALIA


Il consigliere comunale Porcelli Luigina

«Mi sono candidata per aiutare mio nipote che si trova nella stessa lista con me».
È questo il commento di Luigina Porcelli, 89 anni, che di punto in bianco si è vista catapultata in una esperienza politica forse più grande di lei. La sua candidatura alla veneranda età di 89 anni, in una lista civica di Stefanaconi, l'ha resa celebre in tutta Italia e fatta entrare di diritto nel guinness dei primati come consigliera più anziana del Paese.
La nonnina, che esige di essere chiamata "signorina", vive di giorno nella sua abitazione di via Aldo Moro di Soriano e di notte, per stare in compagnia, nella Casa di riposo San Francesco dove si è trasferita da circa 2 anni. All'interno della struttura è ben voluta da tutti soprattutto per il suo carattere gioviale e per la sua propensione ad aiutare chi si trova in condizioni fisiche precarie. Nonna Luigina (così viene chiamata all'interno della Casa di riposo), nonostante le tante primavere, è ancora molto arzilla. Le sue condizioni psico-fisiche le consentono di fare tante «opere di bene» tra i vicini di "ruga" e all'interno della struttura socio-assistenziale diventata una sorta di buon ritiro.
L'anziana, tutta preghiere, alla fine della sua vita non si aspettava mai e poi mai di doversi cimentare in una competizione politica vera con avversari agguerriti e ambiziosi. L'affetto per l'adorato nipote Antonino Porcelli l'ha spinta a candidarsi, insieme a lui, nella lista civica "Insieme con te" che sosteneva come candidato a sindaco, Massimiliano Figliuzzi, il quale ha incassato appena 27 voti. Donna Luigina, da sola, ha totalizzato 6 preferenze. Un traguardo visto che non ha fatto comizi e non è andata in giro a cercare voti. Nel suo schieramento è stata la più gettonata. Adesso che è stata eletta vorrebbe recarsi in consiglio comunale almeno una volta. «Ci vorrei – ha sottolineato – andare solo per dare qualche consiglio e ringraziare. Nella mia vita ho sempre lavorato. La fatica non mi spaventava. Adesso non mi aiutano le gambe altrimenti avrei continuato ad impegnarmi in parrocchia dove c'è tanto bisogno».
La pensionata ha un passato di tutto rispetto. Il suo carattere dinamico e socievole le ha consentito di gestire alla grande, per ben 70 anni, un negozio di generi alimentari tra i più conosciuti di Soriano. Come operatrice commerciale si è sempre distinta per la sua generosità e altruismo. Chi entrava nel suo negozio non usciva mai a mani vuote. Proverbiali i suoi gesti di generosità. Nonostante il gravoso impegno lavorativo, l'anziana, riusciva a trovare il tempo per impegnarsi all'interno della Democrazia cristiana di cui era una sfegata sostenitrice. La cosa, però, che amava di più fare era l'animatrice dell'Azione cattolica. In questa veste faceva la catechista, una mansione importantissima che le ha consentito di seguire la crescita spirituale di diverse generazioni di ragazzi sorianesi.
«Non ho più quelle forze – ha commentato nonna Luigina, ma l'istinto a lavorare per gli altri mi è rimasto. Dall'alto dei miei anni comprendo i bisogni dei cittadini. Spero che i politici li aiutino». La signorina Porcelli, al di là del risultato elettorale conseguito, costituisce per tutti un esempio da imitare. I giovani, nello spirito battagliero di questa donna, devono trovare le motivazioni per continuare a lottare e sperare. In un tempo di vuoto esistenziale, solo i valori di cui sono portatori gli anziani possono aiutare i più giovani ad andare avanti e trovare le motivazioni giuste per non perdere la voglia di vivere.
(Lino Fresca gazzetta del sud 09/05/2012)

ENRIQUE CARLOS ALBERTO MOSCONI FONDATORE DELL’INDUSTRIA PETROLIFERA ARGENTINA YPF

Carissimi,
sono molto fiero di presentarvi la figura di un altro italiano nato in Argentina:
Enrique Carlos Alberto Mosconi nacque a Buenos Aires il 27 febbraio 1877, figlio di Enrico, ingegnere italiano arrivato in Argentina per lavorare nella ampiazione delle ferrovie, e di María Juana Canavery, di origine irlandese, ed ebbe 2 sorelle e 2 fratelli. Diciasettenne, si è laureato con diploma d’onore presso la Scuola di Ufficiali dell’Esercito Argentino, il primo della classe, come sottotenente di fanteria. Dopo di che venne assegnato al Regimento 7 di fanteria a Rio Cuarto, nella provincia di Córdoba. Due anni dopo è stato promosso a tenente e trasferito a Buenos Aires, ove ingressa all’Università Nazionale nella facoltà d’Ingegneria, laureandosi come ingegnere civile nel 1901, con una tesi su un progetto di diga nella confluenza dei fiumi Limay e Negro, ciò che permetterebbe la navigazione fino l’Oceano Atlantico. Nel frattempo aveva realizzato studi topografici presso le provincie di Mendoza e Neuquén, e sviluppato il progetto delle ferrovie per questa ultima provincia.
Due anni dopo si laurea come ingegnere militare e venne assegnato alle opere per la costruzione delle caserme di un regimento di fanteria nella provincia di Santa Cruz. L’anno dopo riceve il premio “General Belgrano” per il progetto di costruzione delle caserme di due regimenti di fanteria e cavalleria, presso la città di Buenos Aires. Nel discorso di ringraziamento, Mosconi consiglia al governo di inviare all’estero ai primi di ogni classe laureati presso le università locali, per farli imparare come vengono disegnate e costruite le più grande opere civili e militari, perchè non siano “importati” professionisti stranieri per realizzare le stesse sul territorio nazionale.
Nel 1906 venne inviato nel Belgio, in Italia e la Germania, assieme un gruppo di neo laureati, facendo parte per 4 anni del battaglione 10 della Westphalia e frequentò corsi di post grado presso la Scuola Tecnica Superiore di Artiglieria e Ingegneria a Charlottemburgo. Dopo di che rientra in Argentina per assumere come capo di un battaglione di ingegneri, ma subito torna in Europa per comprare materiale tecnico per l’Arma degli Ingegneri. Fa parte di reparti di telegrafisti e ferrovie militari in Francia, Germania e l’Impero Austro-Ungherese. Rientra a Buenos Aires e venne assegnato come ausiliare nell’Ispettorato dell’Arma e poi promosso a tenente colonnello, per cui riassume
come comandante del 1mo. Battaglione di Ingegneri di Campo de Mayo. Successivamente, torna in Germania per acquisire materiale militare, ma deve rientrare perchè scoppia la Prima Guerra Mondiale, e assume come sottodirettore e poi direttore degli Arsenali di Guerra.
Comincia a sostituire la energia a base di carbono per il petrolio in forni e caldaie, inoltre sperimentare la colata dell’acciaio con ossidi pervenuti dal Quequén, ordina vietare l’uso di legni stranieri per sostituirgli con legni del Paese, sostituisce pure l’uso della canapa importata, usando invece il "caraguatà" estratto dalla Mesopotamia argentina. Prepara la prima statistica nazionale per studiare i tempi, i dati e la capacità del Paese per fabbricare il materiale necessario in caso di una subita chiamata alle armi della popolazione. Fa la ricerca per utilizzare prodotti locali, gli ottene e li mette in produzione per la fabbricazione di fucili e cannoni, allo scopo di attrezzare l’Esercito.
Con motivo di manovre che doveva realizzare l’Aeronautica dell’Esercito nel 1922, Mosconi all’improvviso si trova in difficoltà, perchè la Western Indian Oil Company, unica azienda che importava benzina per gli aerei, voleva essere pagata prima di fornire il carburante. Sorpreso dalla situazione, l’allora colonnello Mosconi si recò presso gli uffici della Wico per confermare la notizia, ciò che fece il direttore della compagnia petrolifera, a cui rispose Mosconi dicendo che nulla c’era di debito ai conti delle Forze Armate riguardante a spese di carburante, e per tanto riteneva l’atteggiamento della Wico “impertinente ed innaccettabile”. In quel momento Mosconi fece un giuramento a se stesso di rompere il potere dei trust, più presto che tardi. Quel giorno è cambiata la storia argentina. Mosconi sarebbe il fondatore di YPF (Giacimenti Petroliferi Fiscali, sigla in spagnolo), il suo direttore generale per ben 8 anni e nel 1929 prenderebbe il controllo del mercato dei carburanti liquidi in Argentina, dando per compiuto il giuramento fatto 7 anni prima.
Comincia una gita per gli alcuni paesi sudamericani, Bolivia, Perù, Colombia, Brasile e Messico, destando una corrente di simpatia e di interesse per lo sviluppo di aziende nazionali petrolifere, essendo create alcuni anni dopo della sua gita, la YPF di Colombia e la Pemex, inoltre la YPF boliviana e Petrobras, cui strutture vengono disegnate sulla base della predecessora YPF argentina.
Percorre il Paese per conoscere le difficoltà ed anche i defetti operativi ed anche amministrativi per l’estrazione, raffinazione e commercializzazione del petrolio, inoltre la necessità di sostituire le aziende straniere che se ne occupavano del processo. Chiede, tramite il ministero competente, la presentazione di un progetto per modificare la legge delle miniere e risorse naturali, riservandone apposta per lo Stato ampie zone del Paese e propone la costruzione di un grande complesso nazionale per la raffinazione del petrolio. Desta così una forte opposizione dei trust e dei difensori del libero mercato, ma ci riesce e la legge venne approvata dal Parlamento.
Il 6 settembre 1930 un colpo di Stato (“con forte odore a petrolio”) caccia fuori le autorità costituzionali e prende il potere, istallando un governo di militari con numerosi ministri legati, allora o prima, alle grande aziende petrolifere americane, inglesi e ollandesi. Mosconi si rifiuta di partecipare, anzi, è assolutamente contrario alla rottura istituzionale, e si dimette come direttore di YPF. Immediatamente venne arrestato a modo di avvertenza e poco dopo messo in libertà. Ma 3 mesi dopo è detenuto ancora, sotto l’accusa di essere comunista e di organizzatore di un complot per restituire il potere alle istituzioni della democrazia. In parallello, viene aperta una causa per essere poco trasparente nella conduzione della azienda nazionale del petroleo. È un colpo all’onore di un militare esempiare e Mosconi viene convocato dal presidente di fatto, il generale Uriburu, che lo manda in Italia, come un esilio obbligatorio.
Un anno dopo rientra al Paese e trova un già condiscepolo della Scuola Militare come presidente, cui lo nomina come direttore di Ginnastica dell’Esercito, una carica puramente simbolica. Poco dopo subì un attacco cervello-vascolare, che paralizza la metà del suo corpo. Venne ritirato dell’Esercito come generale di divisione sulla fine del ’33. Mentre cerca di riabilitarsi, scrive un paio di libri, di cui uno venne premiato con medaglia d’oro dall’Accademia delle Arti e le Scienze del Brasile, “El petróleo argentino tra 1922 e 1930”.
Invalido, senza un soldo, è vissuto gli ultimi anni nella casa delle sorelle maggiori. L'insigne generale ed ingegner Enrique Mosconi è morto il 4 giugno 1940. Una sua frase define la sua vita dedicata al servizio degli interessi della Patria e dei suoi concittadini: "Non è possibile spiegarsi che ci siano compatriote che vogliano alienare le nostre riserve di petrolio e darle in concessione al capitale straniero, per favorire a questo con gli enormi guadagni che si ottengono di tali attività, invece di preservare questi benefici per indirizzarlo al benessere materiale e morale del popolo argentino. Perchè consegnare il petrolio è come consegnare la bandiera”.
José R. Maragó

STEFANACONI:VALANGA DI SÌ, SINDACO CON IL 97.7 PER CENTO

(STEFANACONI) Come ampiamente previsto alla vigilia del voto, Salvatore Di Sì è il nuovo sindaco di Stefanaconi.
Davvero plebiscitario e probabilmente oltre ogni più rosea aspettativa il consenso ottenuto, se si pensa che ben 1145 voti, con una percentuale di oltre il 90 per cento dei votanti sul totale complessivo di 1296, sono stati assegnati alla lista “Di Sì per l’unità” che lo sosteneva.
Di rimando, davvero briciole sono apparsi i 27 voti conteggiati per la lista “Insieme per te” che sosteneva  l’altro candidato a sindaco  Massimiliano Figliuzzi.
Che comunque tra i banchi dell’opposizione potrà avvalersi, grazie ai sei voti di preferenza raggranellati che ne fanno la prima degli eletti nella lista di minoranza, di una valida “compagna di viaggio”, di sicuro giovane nello spirito e probabilmente scelta al momento delle candidature per contribuire alle crescenti esigenze di “svecchiamento” delle rappresentanze politiche negli  enti locali.
Si tratta di Luigina Porcelli, classe 1923 e quindi quasi novantenne!
Un’età, quella della signora, davvero da Guinnes dei primati e che comunque la pone ai primissimi posti in una ideale classifica dei consiglieri comunali più anziani d’Italia!
Ritornando al dato politico delle elezioni, va evidenziato che l’affermazione di Salvatore Di Sì,  esponente di spicco del Partito Democratico in seno all’Amministrazione provinciale dove riveste il ruolo di consigliere, riconsegna al centrosinistra il piccolo centro limitrofo alla città  capoluogo.
Infatti, nonostante la mancata sottoscrizione ufficiale di un apparentamento con le sigle di partito, sin dalla sua discesa in campo Di Sì ha fatto pubblicamente riferimento proprio al senso di appartenenza ideale della lista a questo schieramento, in continuità con il suo impegno di amministratore locale che lo aveva già visto rivestire nel recente passato il ruolo di assessore nell’esecutivo guidato dal sindaco Fortunato Griffo e di consigliere di minoranza nell’amministrazione uscente guidata da Saverio Franzè.
Diverse le cause che hanno concorso alla schiacciante vittoria di Di Sì.
Indubbiamente il riconosciuto carisma esercitato sugli elettori, a cominciare dalla popolosa frazione Morsillara da cui proviene, che già in precedenza gli aveva permesso di riscuotere consensi da record in tutte le occasioni in cui si era presentato al giudizio degli elettori
A questo va aggiunta la mancata ricandidatura del sindaco Franzè e la conseguente situazione di stallo in cui è venuto a trovarsi il centrodestra locale che alla prova dei fatti si è rivelato incapace di mettere su una propria lista.
Da non trascurare poi il difficile momento attraversato dalla comunità di Stefanaconi, balzata sua malgrado più volte negli ultimi tempi agli onori della cronaca nera.
Una situazione di difficoltà, questa, che può aver ulteriormente orientato i cittadini verso la scelta di un primo cittadino dalla personalità “tranquillizzante” come Salvatore Di Sì, sempre rispettoso dei rapporti umani ed aperto al confronto ed al dialogo con tutti.
D’altronde, proprio in direzione di una “riappacificazione sociale” volta ad “ottimizzare le risorse umane ed intellettuali presenti a Stefanaconi per un rilancio forte  in termini culturali e di convivenza civile della comunità” vanno le prime dichiarazioni da neo sindaco di Salvatore Di Sì che confida nell’impegno “forte e propositivo” della squadra di giovani che lo affiancherà per avviare concretamente e nei fatti i presupposti per una nuova stagione di definitivo riscatto del paese.



Salvatore Di SìSINDACO ELETTO (1.145 voti)
DI SÌ PER L’UNITÀ

 Candidati della stessa lista

NICOLA CARULLO 164
ANNUNZIATA FIORILLO 185
Giuseppe Lococo 118
DANIELA MALUCCIO 182
STEFANO MANDARANO 184
Francesco Solano 149




Massimiliano FigliuzziCandidato Sindaco (27 voti)
INSIEME CON TE

 Candidati della stessa lista
LUIGINA PORCELLI 6Maria Teresa Porcelli 0
Michele Murfuni 0
Adriana Cortese 0
Antonino Porcelli 0
Salvatore Vincenzo Lacaria 4
  (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Su 08/05/2012) 

FILOGASO: A BARBA LE CHIAVI DEL PAESE

(FILOGASO) Il fragoroso applauso delle decine di sostenitori presenti nel piazzale antistante ed all’interno della scuola media che ospita il seggio elettorale sottolinea in modo inequivocabile, con lo scrutinio dell’ultima scheda valida, l’affermazione di Antonio Barba a nuovo sindaco di Filogaso.
Una festa spontanea, quella dei supporters del neo sindaco che si è protratta fino a tarda sera, con il corteo che si è successivamente spostata lungo il corso principale del paese.
Cinquant’anni, di professione avvocato, il nuovo sindaco si afferma grazie ai consensi ottenuti con la lista civica “LiberaMente per Filogaso” che sopravanza di cinquanta voti la lista concorrente “Al servizio del cittadino e del territorio” guidata dal candidato a sindaco sconfitto Antonio Rizzo.
Sui 1708 aventi complessivamente diritto al voto, 1055 sono stati i cittadini che si sono recati alle urne, con 545 di loro che si sono orientati verso Barba mentre i restanti 495 hanno scelto Rizzo.
Quindici sono invece stati i voti non validi di cui dieci schede nulle e cinque bianche.
Dal punto di vista della composizione del nuovo consiglio comunale, da segnalare la mancanza di donne  poiché nessuna delle tre candidate ha riportato un numero sufficiente di voti di preferenza.
I cittadini di Filogaso con l’elezione di Antonio Barba, essendo lo stesso vicesindaco nell’esecutivo guidato dal sindaco uscente e non ricandidatosi Francesco Giuseppe Teti, hanno chiaramente espresso il loro orientamento a favore della continuità amministrativa.
A premiarlo probabilmente, oltre alla capacità di attrarre consensi dei candidati in lista che si rivela sempre determinante nelle piccole realtà locali dove l’esito finale delle elezioni si decide allo sprint finale per pochi voti, i punti qualificanti del programma sottoposto agli elettori nel corso della campagna elettorale.
Un programma nel quale grande attenzione è stata dedicata ai temi giovanili, alle politiche di sostegno alla famiglia ed alle categorie cosiddette “a rischio”.
Dovrà invece rassegnarsi a continuare dai banchi dell’opposizione il suo impegno nell’assise comunale Antonio Rizzo.
Già sindaco del paese dal 2002 al 2007, Rizzo sin dalle prime battute della campagna elettorale si era dichiarato “nettamente alternativo” all’amministrazione comunale uscente, dove pure lui aveva inizialmente rivestito un ruolo da protagonista, e di conseguenza alla lista guidata da Barba che vedeva come la naturale prosecuzione di quella esperienza.
Sulla “incapacità dell’esecutivo Teti di elabora un progetto complessivo di sviluppo del paese” e quindi sulla conseguente “necessità di mettere in campo una squadra di giovani amministratori competenti ed entusiasti” con la mission di rimediare agli evidenti “guasti provocati nell’ultimo quinquennio” aveva puntato Rizzo nei suoi comizi tentando di creare i presupposti per un ribaltamento del risultato finale che nei fatti non c‘è stato.
Spetterà così al nuovo primo cittadino Antonio Barba mettersi all’opera per il rilancio del paese avendo ben presenti le “crescenti difficoltà dei comuni come Filogaso per garantire livelli adeguati di prestazioni e servizi essenziali”.


 


Antonio RizzoCandidato Sindaco (495 voti)
AL SERVIZIO DEL CITTADINO

Candidati della stessa lista
Maria Francesca Mari 76
Caterina Gallippi 34
LuigiSisi 71
Vincenzo Francesco Nano 67
Antonio Buttafoco 56
AURELIO DE GENNARO 103



Antonio Barba
SINDACO ELETTO (545 voti)
LIBERAMENTE PER FILOGASO

Candidati della stessa lista
FILIPPO LUCIANO 128RosariaImineo 65
FRANCESCO AUGURUSA 100
Antonio Francesco Martino 25
WALTER FRANCESCO OLIVITO 68
DANIELE RACHIELI 111


                             (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 8/05/2012) 

STEFANACONI: NOVANTENNE ELETTA AL CONSIGLIO COMUNALE

La curiosità elettorale, che sta facendo il giro della rete è l'elezione della consigliera comunale d'Italia più "anziana", si chiama Luigina Porcelli, nata a Soriano Calabro il 10 febbraio 1923, quasi novantenne,  è stata eletta a Stefanaconi, un comune alle porte di Vibo Valentia, in Calabria, in una lista civica, guidata dal candidato sindaco Michele Figliuzzi, una lista denominata INSIEME CON TE, costituita da candidati importati. Le elezioni comunali sono state stravinte dall'ing. Salvatore Di Sì, consigliere provinciale del Pd, con la lista DI SI' PER L'UNITA' con 1145 voti contro i 27 della lista avversaria.

STEFANACONI: SALVATORE DI SI’ NEO SINDACO

Comune: STEFANACONI

Elettori
2.718

Votanti
1.270
46,72 %

Sezioni scrutinate
3 su 3
 

DI SI SALVATORE LISTA CIVICA - DI SI' PER L'UNITA' (sindaco eletto)

Voti 1.145 percentuale97,69%


FIGLIUZZI MASSIMILIANO LISTA CIVICA - INSIEME CON TE
Voti 27 percentuale 02.30%

Totale voti candidati sindaco
1.172

Schede bianche
17
1,33 %
Schede nulle
81
6,37 %
Schede contestate e non assegnate
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