AMMINISTRATIVE, A DIETA GLI ORGANI DEI PICCOLI COMUNI. E SOTTO I 1000 ABITANTI SPARISCE LA GIUNTA


Tabella riduzioni Consiglieri e Assessori

Via la giunta nei comuni sotto i 1000 abitanti. E meno assessori e consiglieri per tutti quelli fino a 10 mila. In vista delle ormai prossime consultazioni amministrative, la circolare del ministero dell’interno n. 2379 del 16 febbraio scorso ha riepilogato e chiarito i contenuti dell’art. 16, c. 17, della  manovra di Ferragosto (dl 138/2011), che ha ridotto il numero dei consiglieri e degli assessori nei piccoli comuni. Tale disposizione, espressamente esclusa dalle “milleproroghe” previste nel dl 216/2011 e nel relativo disegno di legge di conversione (si veda Italia Oggi del 27 gennaio), prevede, per i comuni fino a 1.000 abitanti, la soppressione della figura degli assessori e l’attribuzione in via esclusiva al sindaco delle competenze della giunta. In proposito, la circolare puntualizza che occorrerà, comunque, procedere alla nomina del vicesindaco, scegliendolo fra 6 consiglieri eletti. Resta ferma la possibilità (prevista, per i comuni fino a 3000 abitanti, dall’art. 2, c. 186, lett. c), della l. 191/2009, come modificata dalla l. 42/2010) di delega da parte del sindaco delle proprie funzioni a non più di 2 consiglieri.
 Sopra i 1000 abitanti le riduzioni sono differenziate a seconda della fascia demografica: fino a 3 mila, non sono ammessi più di 6 consiglieri (oltre al sindaco) e 2  assessori , fra 3 mila e 5 mila 7 consiglieri e 3 assessori, fra 5 mila e 10 mila 10 consiglieri e 4 assessori. 
 La circolare precisa che eventuali disposizioni difformi contenute negli statuti comunali devono intendersi abrogate ai sensi dell’art. 1, c. 3, del Tuel, con obbligo a carico degli enti interessati di promuovere quanto prima la procedura di revisione statutaria. 
Resta fermo, conclude la circolare, che per i comuni con più di 10.000 abitanti continua ad applicarsi, a decorrere dal 2011 e per tutti gli anni a seguire, il taglio del 20% del numero di consiglieri previsto, con efficacia dal primo rinnovo, dall’art. 1, comma 2, della l. 42/2010, che ha integrato l’art. 2, commi 183-187, della l. 191/2009.
Italiaoggi del 23/02/2012

STRADA PROVINCIALE "VIBO -STEFANACONI", OGGI PARTONO I LAVORI

S.P. Vibo Valentia - Stefanaconi
Avranno inizio oggi i lavori per la rimozione dello smottamento che ha determinato la chiusura della strada Vibo-Stefanaconi e per la messa in sicurezza del costone sovrastante. A comunicarlo è il consigliere provinciale Salvatore Di Sì, che esprime soddisfazione per la celerità con cui l’Ufficio tecnico, guidato dal dirigente Giacomo Consoli, sta affrontando la questione. La chiusura della strada si era resa necessaria, una settimana fa, quando una frana ha ostruito il tratto carrabile, creando non pochi disagi a chi utilizza quest’arteria per raggiungere la città capoluogo.
All’indomani dello smottamento, il presidente della Provincia, Francesco De Nisi, assicurò che in breve tempo la strada sarebbe stata riaperta, non prima, però, della messa in sicurezza del pendio sovrastante, sul quale si dipana parte del tracciato della Tangenziale est.
«I lavori che prenderanno il via oggi, dunque, avranno come primo obiettivo il ripristino delle condizioni di sicurezza, al fine di evitare nuovi smottamenti - ha confermato De Nisi -. Un intervento contingente che si inserisce però in una programmazione di più ampio respiro che punta ad eliminare i rischi legati alla Tangenziale est, mai terminata. La recente ammissione del Pisl promosso dalla Provincia sulla mobilità intercomunale, che prevede proprio la messa in sicurezza e il completamento della tangenziale, lascia ben sperare sulla possibilità di risolvere una volta per tutte le problematiche connesse a questa infrastruttura viaria».

MALTEMPO: CROLLA PARTE TETTO CAPPELLA CERTOSA SERRA SAN BRUNO

(Serra San Bruno - Certosa sito: www.certosini.info)
(AGI) - Vibo Valentia, 13 feb. - Le abbondanti nevicate che da più giorni interessano il Vibonese, e in particolare la cittadina di Serra San Bruno ed il suo comprensorio, hanno provocato il parziale crollo della cappella minore della Certosa di San Bruno, il centro spirituale del Vibonese visitato, nello scorso ottobre, dal Papa Benedetto XVI. Il fatto è avvenuto questa notte. Sul posto le squadre dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri e della Polizia di Stato.
Attualmente sono in corso interventi per sistemare la copertura crollata a seguito delle abbondanti nevicate.

FALSE RICHIESTE DI DISOCCUPAZIONE, 218 INDAGATI

VIBO VALENTIA - Sono 218, tra braccianti agricoli, responsabili di patronato ed imprenditori agricoli, le persone indagate nell'ambito di una inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia per una truffa ai danni dell'Inps per circa 2,4 milioni di euro. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno scoperto, leggendo centinaia di richieste di indennità di disoccupazione giunte all'Istituto di Previdenza, come, secondo gli indagati, fiumi, torrenti, boschi ed addirittura cave fossero state adibite alla coltivazione di ortaggi e frutta o come su piccoli appezzamenti di terra, in un solo giorno, c'era la presenza di oltre 60 braccianti, tra cui gli stessi titolari del patronato. Le persone indagate, alle quali sono stati notificati gli avvisi di garanzia, sono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell'Inps. I carabinieri hanno scoperto come, secondo gli indagati, fiumi, torrenti, boschi ed addirittura cave fossero state adibite alla coltivazione di ortaggi e frutta. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell'Inps. (ANSA).

"IL MUSEO DEL BARBIERE" IL SOGNO NEL CASSETTO DI ONOFRIO BARBIERI

Onofrio Adriano Barbieri nel suo salone torinese
(SANT’ONOFRIO) Potrebbe presto trovare casa in uno dei comuni della nostra provincia un museo davvero originale capace di raccontare, attraverso l’esposizione di oltre 40mila pezzi, la storia di uno dei mestieri più antichi: quello del barbiere.
Tutto nasce dalla passione di Onofrio Adriano Barbieri, un predestinato già nel cognome che, partito così come tanti coetanei negli anni Settanta e con la classica valigia di cartone, alla volta di Torino in cerca di fortuna con la classica valigia di cartone, ha saputo coniugare lavoro e amore per le cose belle. Trasformando nel tempo la sua “barberia”, situata nel cuore di Torino, in una sala espositiva permanente dei “ferri del mestiere” che andavano via via arricchendo l’originale collezione.
Si tratta per lo più di pezzi unici nel loro genere, reperiti con pazienza certosina da Barbieri setacciando i mercatini dell’usato di mezza Italia e della vicina Francia.
Tra i pezzi pregiati, spicca la collezione di oltre duemila rasoi, tra i quali quello cosiddetto a “Croce di Malta” appartenuto al grande scrittore Gabriele D’annunzio.
Non mancano poi i phon, gli arricciacapelli ad alcool o a gas, le caratteristiche insegne in ottone dei negozi di barbiere dei primi dell’Ottocento e, ancora, risalenti al Settecento, le cosiddette “barberine”, vaschette sagomate in rame che si appoggiavano al collo dei clienti per evitare di sporcarli.
Una collezione che comunque non può considerarsi ancora conclusa perché, come afferma Adriano Barbieri, nonostante i “sacrifici ed i costi economici sostenuti in questi anni, ancora oggi non perdo occasione per cercare nel più sperduto mercatino delle pulci qualche nuovo e affascinante cimelio”.
Impegnato attivamente anche in campo sociale ed in politica, attualmente riveste nel capoluogo piemontese la carica di consigliere di circoscrizione, Barbieri non ha mai dimenticato le sue origini calabresi. Segnalandosi, in più occasioni, per iniziative di elevato spessore culturale, tra le quali spiccano le donazioni artistiche gratuite a favore del museo Murattiano di Pizzo e della comunità santonofrese.
Nell’ottica di un rinsaldato legame con la terra d’origine si inquadra anche l’attuale disponibilità manifestata da Adriano Barbieri per l’apertura nella nostra provincia del primo “museo nazionale del
Barbiere” che, una volta realizzato, potrebbe rivelarsi secondo l’ideatore un “sicuro richiamo turistico, con le prevedibili ricadute economiche che ne potrebbero derivare”.
                           (Raffaele Lopreiato)