SANT‘ONOFRIO: AL VIA IL SERVIZIO DI MENSA SCOLASTICA CON CONTROLLI RIGOROSI

(SANT‘ONOFRIO) Al via il servizio di mensa destinato ai bambini della scuola dell’infanzia garantito dalla ditta aggiudicatrice dell’appalto “L’arte del catering” di Mileto.
Stringenti i controlli predisposti dall’amministrazione comunale in collaborazione con l’istituzione scolastica al fine di garantire la regolarità del servizio sia in termini di erogazione dei pasti che di assoluta qualità degli stessi. 
Sant'Onofrio: Scuola dell'Infanzia
A tale scopo è stata prontamente attivata la commissione di controllo composta dal responsabile del servizio Paolo Petrolo, genitori e referenti scolastici.
Ad ulteriore garanzia del servizio, prevista la fattiva collaborazione delle famiglie alle quali viene data la possibilità di monitorare quotidianamente il servizio mensa.
Concretamente, due genitori potranno partecipare a turno alle diverse fasi di erogazione del servizio, anche con il consumo diretto del pasto, per verificarne la congruità qualitativa e quantitativa con il menù prestabilito.
La riattivazione del servizio mensa a favore dei piccoli alunni della scuola materna costituisce l’auspicato ritorno alla normalità dopo gli incresciosi episodi dello scorso gennaio quando, durante la somministrazione del pranzo, erano stati rinvenuti parassiti nella pasta.
Ad accorgersene alcune docenti che intervenivano prontamente facendo sospendere immediatamente il servizio e dandone comunicazione al dirigente scolastico Raffaele Vitale.
La situazione creava comprensibile preoccupazione presso le famiglie interessate che chiedevano interventi risolutori all’amministrazione comunale ed all‘istituzione scolastica.
L’epilogo finale, accelerato anche da un intervento del Nucleo antisofisticazioni dei Carabinieri che rilevavano tutta una serie di carenze igieniche e irregolarità a carico della ditta, portava alla revoca definitiva dell’appalto ed alla momentanea interruzione del servizio.
Memori di quella brutta esperienza i genitori dei piccoli alunni non faranno certo ora mancare la loro attenzione e vigilanza sulla regolarità del servizio.
A garanzia ulteriore della qualità dello stesso merita essere segnalato il ruolo istituzionale di Rosa Ferraro, all’epoca tra le mamme più “agguerrite” in difesa della salute dei propri bambini e che oggi riveste la carica di assessore comunale alla pubblica istruzione.
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 14/10/2016)

SANT‘ONOFRIO: EDIFICI STRATEGICI CON VULNERABILITA' ANCHE MEDIO-ALTA.

Sant'Onofrio: Scuola Media S. D'Aloe
(SANT‘ONOFRIO) Pur risultando oggettivamente datato, in quanto risalente a ben diciotto anni fa, lo studio redatto dal dipartimento nazionale di Protezione civile descrive ancora oggi in modo estremamente attendibile lo stato di salute degli edifici pubblici nel comune di Sant’Onofrio.
Una radiografia impietosa, quella che ne viene fuori, in quanto evidenzia le tantissime criticità degli edifici interessati dall’indagine conoscitiva e per la messa in sicurezza dei quali poco o nulla è stato realizzato dal 1998 ad oggi.
Premesso che la verifica è stata condotta dai tecnici incaricati dalla Protezione civile sia sulle componenti in muratura che su quelle in calcestruzzo dei diversi fabbricati, è per quest’ultima tipologia di materiale che si rinvengono i livelli di vulnerabilità più allarmanti.
Estremamente preoccupante appare, in particolare, la condizione strutturale degli edifici scolastici di via del Signore attualmente adibiti a scuola materna ed elementare e della scuola media “Stanislao D’Aloe” di via Badea, tutte caratterizzate da un livello di vulnerabilità sismica definito “medioalto”.
Identica situazione di rischio anche per l’immobile di via Melissandra, per oltre un trentennio adibito ad asilo nido ed attualmente chiuso per la sospensione del servizio a suo tempo decretato dall’amministrazione Rodà.
Poco sicuro anche il palazzo municipale di via Raffale Teti con una vulnerabilità sismica “medioalta”.
Minore preoccupazione sembra invece destare l’edificio pubblico di via Badea a suo tempo classificato a rischio “medio basso”.
Inizialmente destinato a scuola materna, l’immobile ormai da un ventennio è stato assegnato in comodato gratuito dal comune alla parrocchia che lo utilizza per le attività oratoriali.
Completamente mutata appare, rispetto alla condizione di utilizzo iniziale, la situazione relativa al mattatoio comunale (vulnerabilità “medio bassa“) di località Cao ormai da anni completamente dismesso e all’ex direzione didattica di via Raffaele Teti (vulnerabilità “medio bassa“) nel frattempo demolita per fare posto alla costruzione ex novo del centro di aggregazione sociale “Falcone-Borsellino”.
In fase di ristrutturazione è poi l’asilo comunale ex suore di via del Signore (vulnerabilità sismica “medioalta”).
L’immobile, ormai da diversi decenni in stato di completo abbandono, dovrebbe rinascere a nuova vita al termine dei lavori di riqualificazione finalizzati alla creazione di una sede Coc (Centro operativo comunale) gestita dalla Protezione civile.
Allarmante, infine, anche la situazione di alcuni edifici censiti sul territorio comunale e destinati all’erogazione di importanti servizi quali ufficio postale e alloggi Anas, entrambi caratterizzati da una vulnerabilità sismica “medioalta”.
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 12/10/2016)

STEFANACONI: ANTENNA CORRETTO L'OPERATO DEL COMUNE

(STEFANACONI) Giunge all’epilogo conclusivo la vicenda che ormai da diversi mesi vede contrapposta la comunità di Stefanaconi alla compagnia telefonica Wind.
All’origine della querelle la decisione della Wind di procedere all’installazione di un’antenna di telefonia mobile per l’emissione di campi elettromagnetici ad alta frequenza a ridosso del centro abitato ed in prossimità degli edifici scolastici.
Ad accentuare ulteriormente la preoccupazione dei cittadini, la constatazione che il traliccio alto più di venticinque metri sarebbe dovuto sorgere in un’area classificata “R4” in quanto considerata ad elevatissimo rischio di dissesto idrogeologico.
Una situazione di oggettivo rischio per le possibili gravi ricadute ambientali e sulla salute pubblica tanto da indurre di recente la Procura della Repubblica di Vibo Valentia a procedere al sequestro cautelativo del cantiere dove avrebbero dovuto realizzarsi i lavori dell’impianto.
A scrivere probabilmente la parola fine è ora il Consiglio di Stato con la sentenza che rigetta l’ordinanza con la quale il Tar Calabria aveva precedentemente sospeso l’efficacia dei provvedimenti adottati dal comune di Stefanaconi per la demolizione delle opere abusivamente realizzate da Wind.
Di fatto con questa decisione il massimo consesso di giustizia amministrativa accoglie e fa proprie le argomentazioni addotte dagli avvocati Maria Teresa Santaguida e Domenico Sorace in rappresentanza dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Di Sì.
Nello specifico, viene confermata la legittimità dei provvedimenti adottati dall’ente a fronte di interventi edilizi realizzati dalla società di telecomunicazione in assenza delle necessarie autorizzazioni.
La paventata realizzazione dell’impianto Wind, lo ricordiamo, aveva provocato una forte mobilitazione nella comunità di Stefanaconi con la costituzione di un agguerrito Comitato “NO Antenna” cui avevano aderito oltre 1300 cittadini.
E proprio dal presidente del comitato Raffaele Arcella erano partite una serie di bordate contro l’operato del Genio Civile e della stessa amministrazione comunale considerata almeno in alcuni delicati passaggi della vicenda “fin troppo morbida se non addirittura acquisciente” nei confronti della Wind.
Appare quindi comprensibile, nel momento del successo della battaglia giudiziaria intrapresa, la volontà del sindaco Di Sì di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
E così, dopo aver evidenziato come ancora una volta il comune di Stefanaconi ha dimostrato di avere “agito correttamente e nel pieno rispetto dei principi di legalità e trasparenza”, il primo cittadino non nasconde la propria soddisfazione per la “difficile battaglia condotta e vinta contro un colosso delle telecomunicazioni”.
“Non intendo polemizzare - è la stoccata conclusiva di Di Sì - sulle inesattezze circa presunte omissioni o ritardi nell’assumere non meglio precisate iniziative, essendo obiettivo primario dell’amministrazione comunale da me guidata la difesa degli interessi della collettività in piena aderenza con i principi di legalità e trasparenza ”.

Raffaele Lopreiato

SANT‘ONOFRIO: PRECIPITAZIONI PIOVASCHE FUORI DELL’ORDINARIO L’AMMINISTRAZIONE AVVIA LA CONTA DEI DANNI SUBITI


(SANT‘ONOFRIO) Investito durante il mese di settembre da tutta una serie di precipitazioni piovasche fuori dell’ordinario, il territorio del comune di Sant’Onofrio, come d’altronde quelli di quasi tutti i centri del vibonese, ha subito danni e devastazioni di vaste proporzioni.
Frane di varia intensità, cedimenti di interi tratti di strade comunali e provinciali, rottura degli argini di fossi e canali, rete idrica e fognaria saltate in diversi punti del centro abitato, pali dell’illuminazione pubblica divelti.
Questo, in sintesi, il bilancio dei danni ingenti causati dalle recenti ondate di maltempo, senza trascurare quelli altrettanto rilevanti occorsi ai beni di proprietà dei cittadini.
A farsi carico delle diverse situazioni di emergenza, l’amministrazione comunale con il sindaco Onofrio Maragò e diversi consiglieri in prima linea con uno sparuto gruppo di operai comunali e di volontari ad evitare ulteriori gravi conseguenze per la popolazione.
Superata comunque, almeno per il momento, la fase acuta dell’emergenza, l’ufficio tecnico comunale è ormai da diversi giorni impegnato a fare la conta analitica dei danni subiti nella prospettiva di individuare, stante l’esiguità dei fondi bilancio disponibili, le necessarie priorità di intervento.
Particolarmente delicata appare la situazione relativa al depuratore comunale che rischia ormai concretamente un cedimento strutturale con le immaginabili conseguenze di tipo ambientale e sanitario che ne potrebbero derivare addirittura per l’intero territorio provinciale.
Lungo è poi l’elenco delle arterie cittadine che hanno subito, per come descritto dall’amministrazione comunale, il “definitivo tracollo strutturale, causato dalla violenza con la quale l’acqua piovana ha trasportato i detriti sollevando il manto bituminoso e creando profonde buche nel centro abitato e nella periferia”.
Ad aggravare ulteriormente la situazione, l’“esondazione dei torrenti Lavatoio e Scotrapiti che ha arrecato danni ingenti anche ai terreni limitrofi”.
Gravissima appare infine la situazione della strada provinciale “Sant’Onofrio-Vibo Valentia” già in diversi punti precedentemente transennata con pericolosi cordoli di cemento a seguito di numerosi cedimenti del manto stradale.
Dopo gli ultimi casi di precipitazioni piovasche l’arteria, che è considerata di vitale importanza per i collegamenti tra il centro abitato e la città capoluogo, versa in condizioni di assoluto degrado e abbandono. Ciò anche a causa dei diversi guardrail divelti che accrescono ulteriormente la situazione di pericolo della strada, tanto da sconsigliarne ormai la percorrenza anche in occasione di piogge lievi.
Su queste premesse si fonda il “grido d’allarme” dell’amministrazione Maragò che nel chiedere la “collaborazione delle istituzioni preposte alla salvaguardia del territorio al fine di garantirne la salvaguardia idrogeologica” esorta altresì i “vari enti coinvolti, Provincia in primis, a voler provvedere celermente alla messa in sicurezza delle infrastrutture di propria competenza”.
 
Raffaele Lopreiato

SANT'ONOFRIO: TERREMOTO SOLO TANTA PAURA MA NESSUN DANNO ALLE STRUTTURE PUBBLICHE E PRIVATE


Terremoto di magnitudo ML 3.2 avvenuto nel Vibonese il 23-09-2016 09:24:56 (UTC +02:00) ora italiana
con coordinate geografiche (lat, lon) 38.63, 16.11 ad una profondità di 6,2 km.
A Sant'Onofrio solo tanta paura ma nessun danno alle strutture pubbliche e private registrato e/o segnalato al Comune.
Le scuole hanno attuato previsto piano di evacuazione con i bambini concentrati nei cortili esterni in attesa di essere prelevati dai rispettivi familiari.
Non sono previste al momento sospensioni di attività scolastiche o pubblici servizi per la giornata di domani.

SANT'ONOFRIO: ENTRANO NEL VIVO I FESTEGGIAMENTI PER LA FESTA DELLA SANTA CROCE


(SANT‘ONOFRIO) La festa della Santa Croce entra nel vivo.

Da oggi e fino a domenica prossima, infatti, in un succedersi di eventi religiosi e civili, la comunità si renderà partecipe di quello che è considerato il momento spirituale e aggregativo più importante dell’anno.
La devozione alla Santa Croce rimanda a tempi lontanissimi allorquando, nel 1750, il religioso carmelitano Gerolamo Loterzo da Noto, dal popolo subito ribattezzato “u beautu” perché in odore di santità, piantò nei diversi punti del paese alcune croci.
Tra queste, anche la croce di località Pettiforgiari, vicino al cimitero comunale, che secondo la tradizione orale operò un miracolo allorquando fu vista roteare più volte.
Sempre per intercessione del beato Gerolamo il Vaticano fece pervenire a Sant’Onofrio una preziosa reliquia: una scheggia di quella che si vuole fu la Croce del Cristo e che ogni anno viene portata in processione nelle ricorrenze festive del tre maggio e, appunto, dell’ultima domenica di settembre.
Quest’anno la festa, per precisa volontà del comitato organizzatore presieduto dal parroco don Franco Fragalà, si caratterizzerà per la forte impronta sociale.
In questa ottica si inquadra la serata di beneficenza “Un’amatriciana per Amatrice” con la quale anche Sant’Onofrio farà la sua parte nella gara di solidarietà a favore delle popolazioni duramente colpite dal sisma dello scorso 24 agosto.
Di sicuro impatto emotivo si rivelerà anche la concelebrazione eucaristica alla presenza della comunità parrocchiale di Vazzano.
Il forte legame tra i due paesi discende dalla comune devozione verso San Francesco di Paola, solennemente festeggiato a Vazzano l’ultima domenica di agosto.
In quella ricorrenza tantissimi sono i santonofresi che la notte della vigilia affrontano a piedi, percorrendo sentieri e scorciatoie, il tragitto che separa i due paesi.
Tutto sembra risalire ad un miracolo operato da San Francesco, la cui statua è custodita nella chiesa matrice, al quale si sarebbe rivolta una donna di Sant’Onofrio per chiedere la grazia a favore della figlia gravemente malata.
Con suo grande stupore la donna, mentre era intenta a pregare, vide sopraggiungere al suo fianco la figlia.
Allarmata le chiese: “Chi ti ha portato qui?”.
La bambina di rimando, indicando la statua del santo, le rispose: “Quel signore lì”.
Entrando nel dettaglio dei festeggiamenti di quest’anno, da segnalare dal punto di vista religioso la processione solenne, seguita dal bacio della reliquia, prevista nella mattinata di domenica.
Per ciò che riguarda invece il programma civile, oltre all’atteso concerto di chiusura di Ivana Spagna, prevista una rappresentazione a cura della Compagnia Teatrale Deliese ed il concerto del gruppo etnofolk “Kantiere Kairos”.
Come da consuetudine non mancheranno, per l’intera durata dei festeggiamenti, tutti gli ingredienti “tipici” della festa paesana: mostre di pittura e artigianato curate dagli artisti Franco Petrolo e Rocco Crudo, degustazioni gastronomiche con le tipiche “salsicce fresche santonofresi”, spettacoli di zampogne, giganti e tamburi, banda musicale ed i fuochi d’artificio di chiusura.
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 22/09/2016)

STEFANACONI: IL SINDACO DI SI' NON CI STA E REPLICA AL COMITATO "NO ANTENNA"

Il Sindaco Salvatore Di Sì
(STEFANACONI) Pur riconoscendo l’importanza del risultato conseguito con il sequestro da parte della Procura di Vibo Valentia del ripetitore Wind in fase di realizzazione nel territorio di Stefanaconi, il sindaco Salvatore Dì non accetta la catalogazione attribuitagli d’ufficio nella lista dei cosiddetti “cattivi”.
A maggior ragione se a redigerla è il presidente del comitato civico “NO Antenna” Raffaele Arcella, a dire del primo cittadino in evidente quanto strumentale contraddizione nel momento in cui “loda l’operato dell’ufficio tecnico comunale e stigmatizza quello del sottoscritto”.
Da qui la decisione di Di Sì di mettere nero su bianco le sue considerazioni per respingere al mittente le “veementi critiche lette su varie testate cartacee ed online”.
Il sindaco non accetta le illazioni di Arcella laddove questi sostiene la “debolezza ed inefficacia dell’azione amministrativa di controllo e repressione rispetto alla quale avrebbero avuto buon gioco le iniziative della società telefonica”.
“Le cose non stanno affatto così - replica Di Sì - in quanto il comune, dopo aver accertato l’abuso, ha adottato i provvedimenti tutori e repressivi previsti dalla legge dandone immediata comunicazione alla Procura della Repubblica ed ai competenti organi di governo per i provvedimenti di competenza”.
A tal proposito, comunque, il sindaco di Stefanaconi ricorda che pur essendo il “giudizio attualmente pendente dinanzi al Tar” lo stesso in “via cautelare ha provvisoriamente validato le ragioni della società”.
Salvatore Di Sì e Raffaele Arcella
Di Sì, infine, a riprova della completezza dell’azione amministrativa da lui perseguita ricorda che la “Procura ha disposto il sequestro delle opere abusivamente realizzate non già in ragione delle argomentazioni contenute nell’esposto” a firma del comitato “NO Antenna” ma in virtù dei “rilievi posti a fondamento del provvedimento repressivo dell’illecito edilizio adottato dal Comune”.
Da qui l’invito finale rivolto dal sindaco al presidente Arcella ad una maggiore “sobrietà”, specie quando ci si rapporta con “figure istituzionali come il sottoscritto che, nella vicenda in questione, non ha lesinato né passione né operatività”.
L’auspicio finale di Di Sì è che la querelle in atto si chiuda definitivamente anche perché “ove gli attacchi ingiustificati dovessero persistere, non potrò che trarne le dovute conseguenze a tutela della mia dignità morale ed intellettuale”. 
 
Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 11/09/2016

MAIERATO VV:DAL LICEO AL PARROCO TUTTI IN CORO: FORZA EMMA

(MAIERATO)Non capita tutti i giorni di avere una compagna di banco finalista di Miss Italia,
il concorso di bellezza che ha segnato la storia del costume del nostro paese.

Appare quindi facilmente comprensibile l’apprensione e l’emozione che accomuna in queste ultime ore le compagne della classe Quinta D del liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia ad Emma Barbieri, originaria di Maierato ed una delle tre ragazze designate a rappresentare la nostra regione.
L’appuntamento è per questa sera, a partire dalle ore 20.30 sul circuito televisivo La7, con le quaranta concorrenti che si contenderanno nella suggestiva cornice del Lido di Jesolo la corona di “Reginetta d’Italia” nella finalissima condotta da Francesco Facchinetti.
E proprio dalle amiche del cuore del “Morelli, il cosiddetto gruppo delle “Trec” (composto da Mariateresa, Chiara e Raffaella oltre che dalla stessa Emma) arriva alla giovane conterranea l’incitamento più forte a raggiungere questo “traguardo importantissimo”.
“Sappiamo quanti sacrifici ha dovuto sostenere - continuano le amiche - ma lei ha le qualità giuste per sfondare”.
Anche il dirigente scolastico Raffaele Suppa stasera si sintonizzerà su “La7” per sostenere la performance di Emma, studentessa modello del “Morelli” dalle idee chiare sul proprio futuro che immagina da “ricercatrice impegnata nella lotta contro i tumori”.
“In tutto l’ambiente scolastico - sottolinea Suppa - questa nostra allieva viene apprezzata non solo per i risultati brillanti conseguiti nello studio ma anche per la sua predisposizione all’ascolto ed al confronto con gli altri a conferma di una personalità spiccata”.
 
Emma con le amiche Chiara, Mariateresa e Raffaella
Diciotto anni appena compiuti per 1,78 m di altezza, con una bellezza tipicamente mediterranea caratterizzata da occhi e capelli nerissimi, Emma saprà sicuramente conquistare i voti dell’intera regione.
Ma, senz’altro, un’attenzione particolare le sarà riservata a Maierato dove, come facilmente prevedibile, il consenso nei suoi confronti è unanime.
A farsene interprete il parroco, don Danilo D’Alessandro.
“Ragazza seria e generosa - così la tratteggia don D’Alessandro - sempre attiva in parrocchia”.
“Considerata la sua riservatezza - continua il parroco - per me è stata una sorpresa vederla cimentarsi in questa competizione. Sono comunque sicuro che saprà esprimere al meglio i tratti tipici delle bellezze mediterranee”.
Anche l’amministrazione comunale non sta trascurando nulla per garantire il sostegno pieno alla giovane concittadina.
 Una targa augurale è stata consegnata ad Emma tramite i genitori Maria Teresa e Francesco che con la sorella Mariapia l’hanno raggiunta a Jesolo.
Sempre a cura del comune è stato stampato un manifesto diffuso in tutta la provincia per favorire la raccolta del televoto (si vota il n. 24 chiamando al 894100 da telefono fisso e al 4770471 da cellulare).
Infine, nella piazzetta antistante il municipio l’intera comunità si ritroverà stasera davanti ad un maxi schermo installato per l’occasione.
Naturalmente lusinghieri i giudizi anche da parte del sindaco Danilo Silvaggio che non nasconde l’orgoglio di vedere rappresentato il proprio paese da una “ragazza davvero in gamba, aperta al mondo e senza pregiudizi”.
“Emma - sottolinea il primo cittadino - è il prototipo ideale della generazione Erasmus, capace di coniugare al meglio l’impegno nello studio con le sue passioni e sempre con un’attenzione privilegiata verso ciò che la circonda”.

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 10/09/2016

MAIERATO/SANT'ONOFRIO: ALLAGATI NEGOZI E SUPERMERCATI ZONA INDUSTRIALE

(MAIERATO) E’proprio il caso di dirlo “piove sul bagnato” a Maierato.
Con ancora in corso le verifiche per l’accertamento dei danni causati dalle violente
Maierato zona industriale (foto zoom24)
precipitazioni registrate all’alba di martedì scorso, ecco che una nuova grave emergenza si affaccia all’orizzonte.

Con amministrazione comunale, operatori economici e cittadini costretti all’ennesima conta dei danni.
Le intense e prolungate precipitazioni piovasche che hanno caratterizzato l’intera giornata di giovedì scorso hanno causato disagi di ogni genere in tutta al regione e non potevano non farsi sentire in un territorio notoriamente fragile e ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico come quello di Maierato.
Dove, ancora una volta, il peso di fronteggiare l’emergenza è ricaduto sulle sole spalle dei pochi operai comunali e di qualche cittadino volenteroso.
Lunghissimo, seppur non completato, l’elenco dei danni mentre ancora più si rafforza nell’amministrazione comunale l’idea che molto sia da rivedere nell’esecuzione dei lavori di consolidamento e messa in sicurezza del fronte frana avviati dalla Regione.
Una conferma viene dal fosso “Cagiola”, interessato dagli interventi di riassetto idrogeologico in corso, la cui rottura degli argini ha provocato la ricaduta in paese di una massa enorme di acqua con il conseguente allagamento della parte bassa del centro abitato.
L’impeto dell’acqua ha causato anche il distacco di un bombolone pieno di gas con conseguenti gravi rischi per l’incolumità dei cittadini.
Ancora una volta in ginocchio le vie di comunicazione con la circolazione sulla strada provinciale sospesa per timori di crolli in prossimità di un ponte.
Frane e smottamenti sono stati segnalati in diversi punti del territorio con le squadre comunali impegnate nottetempo allo sgombero dei detriti per consentire il ripristino un minimo di circolazione stradale.
Anche nell’area industriale il bilancio dei danni causati dal maltempo e pesantissimo con i capannoni di diverse aziende (Omar, Spi, Conad e Grande Muraglia) completamente allagati.
Amareggiato ma intenzionato a non demordere il sindaco Danilo Silvaggio.
Nella giornata di ieri si è più volte sentito con i competenti uffici regionali reclamando ancora una volta “interventi rapidi e concreti in direzione della prevenzione del dissesto idrogeologico a cominciare dalla perizia di variante ai lavori di consolidamento in corso per consentire la definitiva messa in sicurezza del centro abitato”
Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 10/09/2016

STEFANACONI: ANTENNA SOTTO SEQUESTRO, SALGONO A TRE GLI INDAGATI


EMMA BARBIERI DI MAIERATO VV, ACCEDE ALLA FASE FINALE DI MISS ITALIA 2016

(MAIERATO) Cresce l’attesa nella comunità di Maierato con l’avvicinarsi della serata finale di Miss Italia che si svolgerà a Jesolo il prossimo 10 settembre.
La rassegna, che dal lontano 1939 incorona le più belle ragazze d’Italia ed ha avuto nel compianto e nostro conterraneo Enzo Mirigliani lo storico organizzatore, è giunta alla sua settantasettesima edizione che sarà condotta da Francesco Facchinetti e trasmessa in diretta dall’emittente televisiva La7.
A rendere particolarmente interessante l’edizione di quest’anno la presenza tra le quaranta finaliste che si contenderanno lo scettro di “Reginetta d’Italia” della giovane concittadina Emma Barbieri che concorrerà con il numero 24.
Spetterà a lei, infatti, unitamente a Barbara Loscerbo e Gaia Parise,
l’onore e l’onere di rappresentare la nostra regione nella finalissima del concorso nazionale di bellezza per antonomasia che in più occasioni si è rivelato utile trampolino di lancio per alcuni tra i volti più famosi del mondo del cinema e della televisione.
Diciotto anni da poco compiuti per un’altezza di 1,78 cm ed un volto tipicamente mediterraneo, incorniciato da occhi e capelli nerissimi, Emma frequenta l’ultimo anno del liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia.
Decisiva per il raggiungimento dell’agognata serata finale di Jesolo si è rivelata la vittoria nella tappa regionale svoltasi nell’anfiteatro dell’abbazia florense di San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, dove Emma si è aggiudicata la fascia di “Miss Tricologica Calabria”.
Caratterialmente “timida” come lei stessa si definisce, Emma Barbieri sta vivendo questa avventura come una “grande opportunità di crescita” in un contesto altamente competitivo.
Senza peraltro intaccare i suoi solidi progetti per il futuro che in ogni caso contemplano il prosieguo degli studi.
L’iscrizione alla facoltà di Medicina è l’obiettivo di Emma che sogna di coniugare professione e spirito di servizio per lenire le sofferenze altrui.
“Vorrei diventare una brava oncologa - afferma - per dare il mio contributo alla ricerca. Un desiderio, questo, scaturito anche da alcune dolorose esperienze personali”.
A vivere questa esaltante esperienza insieme a lei, i genitori Francesco e Maria Teresa Silvaggio, entrambi lavoratori dipendenti presso aziende del luogo, e la sorella ventiduenne Mariapia che nelle prossime ore la raggiungeranno a Jesolo.
Ed è proprio papà Francesco che, dopo aver rappresentato l‘“apprensione e l’entusiasmo della vigilia” definisce l’avventura della figlia come una “bella esperienza che costituisce motivo di orgoglio per noi familiari e per l’intera regione”.
“Emma è una ragazza generosa, semplice e solare - precisa Francesco - e quindi rappresenta al meglio i tratti identitari della nostra regione”.
Da qui l’accorato invito a tutti i conterranei ad un “sostegno attivo a favore di Emma in occasione del televoto finale”.
Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 06/09/2016

SANT'ONOFRIO: FURTI NELLE CAPPELLE CIMITERO SOTTO TIRO

(Sant'Onofrio) Come sempre succede durante la stagione estiva, il cimitero comunale divienemeta obbligata per la visita ai defunti non solo per i residenti ma anche per i tanti emigrati di ritorno.
E proprio in questo particolare periodo si stanno succedendo da parte di numerosi cittadini le preoccupate segnalazioni di furti ad opera di ignoti di piante, vasi e suppellettili varie che si trovano presso le diverse cappelle ed edicole funerarie.
Si tratta di un fenomeno che, considerata la frequenza con la quale si verifica, non può assolutamente essere derubricato a mera "ragazzata" e , nondimeno, sta creando grande sconcerto presso i cittadini anche perché va a toccare il sentimento di "pietas mortis" che da sempre unisce idealmente questa comunità.
Ormai da tempo immemore il cimitero comunale e' privo di un custode e le proposte via via avanzate di una privatizzazione dei servizi di piccola manutenzione, riesumazione e vigilanza non hanno mai trovato la seria considerazione da parte delle amministrazioni via via succedutesi.
 
Cosicché il servizio di controllo garantito dal comune si è, al massimo, concretizzato nel garantire l'apertura mattutina e la chiusura serale dei diversi cancelli di accesso al cimitero.
Che quindi rimane di fatto e per l'intera giornata incustodito, con i pochi cittadini volenterosi che di volta in volta si prendono il compito di segnalare ai competenti uffici comunali eventuali problemi o anomalie.
Anche il servizio di camera mortuaria appare alquanto carente e spesso e' oggetto di critiche da parte di familiari dei defunti.
All'amministrazione Marago', da poco insediatesi, il compito di individuare soluzioni celeri e praticabili in grado di ridare la necessaria dignità che questo luogo merita ed al contempo reprimere azioni ed atti contrari alla legge ed al buon gusto.

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 30/08/2016

SANT'ONOFRIO: ALLOGGI ATERPA RISCHIO CROLLO IL DRAMMA DI SETTE FAMIGLIE



(Sant'Onofrio) Sconforto e rabbia sono i sentimenti prevalenti tra i residenti presso le due palazzine Aterp di via Alcide De Gasperi.
Sono dodici le famiglie assegnatarie di altrettanti alloggi ottenuti dopo anni di attese e lungaggini burocratiche che comunque non si vogliono rassegnare ad un futuro di incertezze nonostante la conclamata oggettiva difficoltà della situazione che stanno vivendo sulla loro pelle.
Su quelle palazzine, infatti, dallo scorso 19 luglio pende un'ordinanza di "sgombero immediato e se necessario anche attraverso l'uso coatto della forza pubblica" emessa dal sindaco Onofrio Maragò stante la "situazione di assoluta pericolosita' degli edifici in questione, con accertati rischi di cedimento strutturale".
Un provvedimento obbligato quello del primo cittadino, alla luce di una serie di carotaggi interni ed esterni effettuati dai tecnici Aterp ed i cui esiti venivano formalizzati, addirittura già ad aprile 2014, in una allarmata relazione che addirittura arrivava a disporre tout court la "improcrastinabile quanto necessaria demolizione delle due palazzine".
In effetti, anche all'occhio comune non sfuggono tutta una serie di preoccupanti indizi sul cedimento strutturale delle palazzine quali le profonde lesioni sui solai e sulle pareti di diversi alloggi e finanche sulle rampe delle scale condominiali con conseguente caduta di intonaci e calcinacci che rendono ulteriormente a rischio la quotidianità dei residenti.
Ad oggi, infatti, nonostante la perentorietà dell'ordinanza sindacale, sono ben sette le famiglie che ancora risiedono negli alloggi di via De Gasperi.

Non certo per una questione affettiva o per la mancata consapevolezza dei rischi che si corrono, ma bensì per la conclamata impossibilità finora di trovare in paese un alloggio alternativo.
È questa infatti la nota più dolente dell'intera vicenda.

Nonostante l'accorato appello del sindaco Maragò che, già in occasione del consiglio comunale durante il quale è stata affrontata la spinosa vicenda, aveva  esortato i cittadini ad essere vicini al dramma di queste persone e malgrado la disponibilità a pagare il relativo canone di locazione manifestato dai vertici Aterp, allo stato le famiglie interessate non riescono a trovare alloggi adeguati alle loro esigenze.
Si tratta di famiglie perlopiù numerose e in alcuni casi con disabili e anziani a loro carico, che però mai avrebbero immaginato di trovare un "muro di indifferenza" da parte dei numerosi proprietari di case sfitte di volta in volta interpellati.
"Stiamo battendo Sant'Onofrio porta a porta - lamentano infatti in coro i residenti di via De Gasperi - ma l'iniziale disponibilità dei nostri concittadini a fittarci un alloggio si tramuta regolarmente in diffidenza e poi in aperto diniego al momento in cui spieghiamo le finalità della nostra richiesta".
Da qui l'amara constatazione delle sette famiglie che ancora vivono nelle palazzine, consapevoli dei "rischi crescenti che corriamo nel continuare a vivere in questi alloggi" ma con l'altrettanta determinata convinzione a "resistere fintanto che per noi non verrà trovata una concreta alternativa che ci faccia sentire uguali agli altri e non cittadini di serie B".

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 20/08/2016

STEFANACONI: ANTENNA TELEFONICA IN ZONA A RISCHIO DOPO LA PETIZIONE SCATTA LA DENUNCIA


SANT'ONOFRIO: RIORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E SHORT LIST

(Sant'Onofrio) Al via il processo di riorganizzazione della macchina burocratica comunale.  
In quest'ottica, nelle intenzioni del sindaco Onofrio Maragò un ruolo importante lo rivestirà lo stesso esecutivo con alcuni componenti che rivestiranno funzioni apicali per ciò che attiene la responsabilità' gestionale di delicati uffici e servizi.
È quanto si desume dalla determina n. 2658, pubblicata lo scorso primo agosto, che assegna allo stesso primo cittadino la responsabilità dell'area finanze e tributi ed all'assessore Antonio Ferito la responsabilità dell'ufficio tecnico comunale e le competenze connesse.
Confermato altresì, per come previsto dalla successiva determina n. 2659, il funzionario Paolo Petrolo a capo dell'area amministrativa dell'ente.
Sempre nell'ottica di un rilancio dell'attività amministrativa si inquadra l'avviso esplorativo per la manifestazione di interesse pubblicato lo scorso 28 luglio.
Finalità dell'avviso pubblico è la costituzione di short list di esperti dalle quali attingere determinate figure professionali.
In particolare le figure richieste riguardano la selezione di un esperto in materia finanziaria, un esperto in materia di lavori pubblici e urbanistica, un esperto in materia giuridica-legale e un autista di mezzi comunali.
Tutti gli interessati in possesso dei prescritti requisiti anagrafici e professionali potranno presentare richiesta di inserimento negli appositi elenchi dai quali, senza vincolo alcuno d'ordine di graduatoria, l'amministrazione comunale potrà attingere di volta in volta per le proprie necessità.

Raffaele Lopreiato

SANT'ONOFRIO: IL "PASTICCIACCIO". DODICI FAMIGLIE DI SANT'ONOFRIO SENZA UNA CASA?


Alcuni residenti indicano i cedimenti strutturali esterni
Uno dei carotaggi strutturali eseguiti dai tecnici Aterp
Palazzine Aterp di via De Gasperi
(Sant'Onofrio) Correva l'anno 2001 quando la a Voce, organo di informazione locale, accendeva i riflettori su una delle grandi incompiute del vibonese: le palazzine Aterp di via De Gasperi.
Il "pasticciaccio all'italiana", così erano stati definiti gli interminabili lavori protrattosi per oltre venticinque anni dal loro avvio ufficiale e che, per una serie di disavventure capitate alla ditta appaltatrice e culminate con il fallimento della stessa, avevano portato come risultato tangibile la sola realizzazione della struttura in cemento armato dei due edifici nel frattempo ricoperti di rovi e divenuti meta privilegiata di topi e animali randagi.
Quella campagna di sensibilizzazione, protrattasi per diversi mesi e ripresa anche da organi di informazione a carattere nazionale, portava a quello che in quel momento appariva come il positivo epilogo della vicenda.
Con un provvedimento straordinario, infatti, l'Aterp stanziava un miliardo di vecchie lire utili per il completamento dei dodici alloggi popolari che, seppur tra intoppi e difficoltà burocratiche di ogni tipo, sarebbero stati di lì a pochi anni consegnati dall'Aterp ai legittimi assegnatari.
Un incubo apparentemente finito per le dodici famiglie beneficiarie che mai avrebbero immaginato che a distanza di alcuni anni avrebbero dovuto ripercorrere nuove tappe di un autentico calvario, fino ad arrivare a perdere definitivamente l'abitazione che pure tanto faticosamente avevano conquistato.
Tutto comincia con una serie di verifiche strutturali compiute dall'Aterp a seguito delle allarmate segnalazioni dei residenti che riscontrano e documentano crepe allarmanti nei solai, nelle pareti e finanche sui gradini in marmo delle scale condominiali.
Anche all'esterno si manifestano vasti cedimenti strutturali e l'esito dei carotaggi non lascia dubbi tanto che i tecnici Aterp già ad aprile 2014 sanciscono perentoriamente la necessaria demolizione degli stessi.
Il resto è storia recente, con l'ordinanza urgente di sgombero emessa dal sindaco Onofrio Maragò lo scorso 19 luglio stante la condizione di "assoluto rischio di crollo accertato".
Ma se dal punto di vista formale l'ordinanza sindacale sembra aver definitivamente delineato il destino amministrativo delle palazzine, che dovranno essere demolite e successivamente ricostruite con i necessari standard di sicurezza, rimane in tutta la sua entità il dramma delle famiglie che le abitano, in molti casi con a carico soggetti disabili o comunque bisognevoli di particolare assistenza sanitaria.
La Voce di Sant'Onofrio - aprile 2001

Il comune sta cercando in tutto i modi di aiutarle ma può fare oggettivamente poco mentre l'Aterp di Vibo Valentia, alle prese anche con un laborioso processo di riorganizzazione interna, prende tempo rinviando a generici "provvedimenti della Regione".
In questa impasse decisionale cresce la rabbia e la frustrazione dei residenti che sono consapevoli dei rischi che corrono ogni giorno in più di permanenza negli alloggi ma ai quali comunque rimangono disperatamente aggrappati in attesa di soluzioni alternative ancora lungi dal prospettarsi all'orizzonte.

Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 10/08/2016