MAIERATO: IL PRESIDENTE DELLA FERRARI FESTEGGIA CON I VERTICI DELL’AZIENDA DI PIPPO CALLIPO E I DIPENDENTI IL SECOLO DI ATTIVITÀ NELLA LAVORAZIONE DEL TONNO

Luca Cordero Montezemolo

Cento anni è un bellissimo traguardo per un’azienda, specialmente se è calabrese. Quale modomigliore, poi, per festeggiare se non con un personaggio del mondo imprenditoriale italiano del calibro di Luca Cordero di Montezemolo?
Per Pippo Callipo, industriale di successo nel settore della lavorazione del tonno, la visita del presidente della Ferrari ed ex presidente nazionale di Confindustria, non poteva che essere un pomeriggio speciale. E un bel regalo anche per l’importante anniversario della sua azienda.
In visita in Calabria, dopo l’incontro a Cosenza, Montezemolo ha voluto fare una capatina a Vibo e rendere omaggio al suo collega Callipo. Una capatina che, a quanto pare, Montezemolo ha l’abitudine di fare nella provincia vibonese. Come ha raccontato durante la visita nello stabilimento di lavorazione del tonno. Il noto imprenditore italiano conosce molto bene la Costa degli Dei, apprezzandone le sue bellezze e la sua cucina. E non solo, visita spesso anche la Calabria, al punto di rivelare di aver fatto il viaggio di nozze addirittura in Sila. Lo ha confidato alla miriade di camici bianchi e cuffiette che lo hanno accolto calorosamente.
Invasamento del tonno
Con il presidente della Ferrari, hanno fatto visita all’azienda Callipo anche il prof. Beniamino Quintieri, capolista alla Camera per Monti in Calabria, l’imprenditore catanzarese Floriano Noto e l’orafo Gerardo Sacco. «Vedo una realtà straordinaria», ha esordito Montezemolo durante i suoi saluti e dopo un bel tour lungo i vari settori dell’industria. Mettendo piede per la prima volta nell’azienda Callipo ha percorso passo dopo passo le diverse fasi della lavorazione del tonno, non rinunciando poi a fare pure qualche assaggino. «Sono felice – ha continuato nei suoi saluti – di essere qui in visita a una industria che tiene alto il nome di Vibo, della Calabria e dell’intera nazione».
Poi soffermandosi sulla qualità dell’impresa e del buon lavoro che i Callipo svolgono da generazioni, ha ripetuto la famosa frase che spesso ripete per la Formula Uno:«dietro a un buon prodotto ci stanno sempre uomini e donne eccezionali. Per gli imprenditori – ha sottolineato – i suoi uomini e le sue donne sono il vero patrimonio.
In più, il clima sereno che si respira qui sul posto di lavoro è molto importante». E facendo ufficiosamente i complimenti alla famiglia Callipo e all’intera impresa, ha poi affermato che «quando il prodotto di un’industria è conosciuto e  apprezzato in tutto il mondo e il suo marchio dura da cento anni, allora vuol dire che il lavoro di tutta l’azienda è fatto bene». Certo, la regione deve fare ancora grandi passi avanti, tuttavia – ha continuato – «a questa terra non manca nulla, ha bisogno solo della volontà di tutti».
Facendo infine i complimenti, Montezemolo ha poi voluto lasciare un suo ricordo, donando in segno di gratitudine a Pippo Callipo un modellino della Ferrari. Ricevendo in cambio un altro bel regalo: tanto buon tonno e una confezione del centenario. Come dire, due qualità che si incontrano e due prodotti che tengono alto il nome dell’imprenditoria italiana.
Per Pippo Callipo che ha presentato la sua azienda affermando «questa è la mia famiglia», una visita così speciale non poteva che essere per lui e per il suo personale una notevole gratificazione.
(Antonella Furci - Gazzetta del Sud 09/02/2013)

SANT’ONOFRIO:ELEZIONI,ECCO I NOMI DEI DODICI SCRUTATORI


(SANT‘ONOFRIO) In vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi anche a Sant’Onofrio si mette in moto la macchina organizzativa elettorale.
Nei gironi scorsi, infatti, la commissione elettorale presieduta dal sindaco Tito Rodà e composta dai consiglieri comunali Basilio Barbieri, Antonino Policaro e Nicola Addesi ha provveduto alla nomina dei 12 scrutatori che garantiranno la regolarità delle operazioni di voto nelle tre sezioni elettorali previste.
Questi i nomi dei prescelti: Giuseppina Mancuso, Angela Casuscelli, Antonella Maragò e Rosaria Cugliari (prima sezione); Domenico Febbraro, Maria Stella Arcella, Valentina Marcello e Vincenza Marcello (seconda sezione); Orsola Profiti, Vittoria Pezzo, Stefania Augurusa e Antonio Russo (terza sezione).
La commissione elettorale comunale ha altresì predisposto l’elenco dei “supplenti” al quale attingere in caso di rinuncia di qualcuno degli scrutatori prescelti.

 (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 05/02/2013)  

MAIERATO:IN GESTIONE IL CENTRO SOCIALE “SENTIERI SICURI”


(MAIERATO) Un avviso pubblico per l'affidamento in gestione del centro di aggregazione sociale "Sentieri Sicuri" è stato pubblicato nei giorni scorsi dal comune di Maierato.
Il centro, realizzato con fondi del "Pon Sicurezza" reperiti dal Consorzio "Sviluppo e Legalità Vibonese" , vuole così continuare ad essere, nelle intenzioni dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Rizzo, un punto di incontro e aggregazione capace di offrire all'intera comunità ed in particolare ai giovani del luogo qualificanti attività formative ed educative.
Al bando, che prevede l'assegnazione della struttura e delle aree esterne di pertinenza fino al 31 maggio 2016, possono partecipare associazioni ed enti no profit sia a livello individuale che in forma associata con l'obiettivo dichiarato di promuovere specifiche azioni finalizzate alla promozione socio culturale del territorio di riferimento ed al contrasto delle diverse forma di devianza giovanile.
I soggetti interessati alla gestione del centro di aggregazione dovranno far pervenire inderogabilmente entro le ore 12,00 di domani, presso l'ufficio protocollo del comune di Maierato, l'istanza di partecipazione debitamente compilata e corredata della documentazione richiesta.

 (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 05/02/2013)  

ACQUA AL BENZENE, SOLO UN ERRORE RIENTRA L’EMERGENZA MA SCATTANO LE INDAGINI PER PROCURATO ALLARME

Il comunicato dell'ASP "Non esiste alcun pericolo per la salute pubblica dall'utilizzo dell'acqua dell'impianto di potabilizzazione dell'Alaco e pertanto si provvederà ad informare i sindaci dei comuni serviti perché procedano alla revoca delle ordinanze di non potabilità emesse in precedenza.
Non esiste alcun pericolo per la salute pubblica dall'utilizzo dell'acqua dell'impianto di potabilizzazione dell'Alaco e pertanto si provvederà ad informare i sindaci dei comuni serviti perché procedano alla revoca delle ordinanze di non potabilità emesse in precedenza.
E' quanto comunicato nel pomeriggio, al termine di una riunione svoltasi nella prefettura di Vibo Valentia, dal commissario dell'Azienda sanitaria provinciale Maria Pompea Bernardi.
La Bernardi ha dato lettura di una nota a lei pervenuta in giornata a firma del responsabile dell'Arpacal di Catanzaro che aveva analizzato i campioni acquisiti all'impianto di potabilizzazione dell'Alaco lo scorso 6 dicembre riscontrando una presenza di benzene di 800 volte superiore ai parametri previsti per legge. In questa nota l'Arpacal ha comunicato testualmente che "per un malaugurato errore di trascrizione nella comunicazione del rapporto di prova protocollo 2587 del 28 gennaio 2013 la voce benzene va sostituita con 'composti aromatici da benzene espressi come benzene'. Trattasi di composti non previsti dal decreto legislativo 31/01 e di conseguenza senza limiti di legge". Nel corso della riunione il commissario dell'Asp ha dato anche lettura degli esiti delle analisi effettuate il 31 gennaio e oggi spiegando che i parametri sono conformi alla legge.
(gazzetta del sud 02-02-2013)

DALL’ALACO ARRIVA ACQUA AL BENZENE SCATTA L’ALLARME IN MOLTI COMUNI TRA CUI S.ONOFRIO E STEFANACONI


Acqua al benzene nelle condotte della rete idrica di numerosi comuni delle province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria. Nel solo territorio vibonese sono 21 i Centri interessati, altri 5, invece, nel catanzarese. In passato i comuni vibonesi di Acquaro, Arena, Brognaturo, Dasà, Dinami, Fabrizia, Gerocarne, Mongiana, Nardodipace, Pizzoni, Vazzano, San Nicola Da Crissa, Sant’Onofrio, Serra San Bruno, Simbario, Sorianello, Spadola, Soriano Calabro, Stefanaconi, Vallelonga e Vibo Valentia; e di Catanzaro: Badolato, Santa Caterina,Guardavalle, Sant’Andrea Apostolo dello Jonio e Davoli; erano rimasti coinvolti nell’operazione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia denominata “Acqua sporca”.
La presenza del pericoloso composto chimico è stato accertato dal Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Catanzaro durante una serie di analisi che periodicamente vengono effettuate per certificare la potabilità del prezioso liquido proveniente dall’invaso “Alaco”, ancora sotto sequestro.
In particolare il benzene è stato rilevato all’uscita del rubinetto del potabilizzatore “Alaco”- Jonio Tirreno, ubicato nel comune di San Sostene, dove sono stati effettuati i prelievi dell’acqua potabile.
Scattato l’allarme, per la presenza nell’acqua del pericoloso composto chimico, l’Asp di Catanzaro ha immediatamente allertato il Dipartimento di prevenzione e igiene della nutrizione dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia che, senza perdere un attimo, ha informato i sindaci vibonesi, i cui comuni utilizzano l’a cqua proveniente dall’invaso.
I primi cittadini, a tutela della salute pubblica, hanno immediatamente emesso le ordinanze con le quali sospendono, in via precauzionale, il consumo potabile dell’acqua preveniente dal bacino dell’Alaco. Nel provvedimento viene chiaramente specificato che l’acqua non può essere utilizzata per uso alimentare, per il lavaggio e la preparazione degli alimenti, igiene orale, lavaggio di stoviglie o utensili della cucina, apparecchiature sanitarie, oggetti per l’infanzia (biberon, contenitori, poppe) e igiene della persona.
Può, invece, essere usata per la pulizia della casa ed il funzionamento degli impianti sanitari.
Per affrontare l’improvvisa emergenza idrica il prefetto di Vibo Valentia Michele di Bari ha convocato per questa mattina una riunione alla quale parteciperanno, oltre ai sindaci interessati, il commissario straordinario dell’Asp Maria Pompea Berardi e i tecnici dell’Arpacal.
(Lino Fresca - Gazzetta del Sud 02/02/13)

SANT’ONOFRIO: IL CASO DI LOCALITÀ CAO


SANT’ONOFRIO. «Da comune capofila nel 2007, per la provincia di Vibo Valentia, nel progettare e mettere in pratica il metodo della raccolta differenziata, a ultimo della classe»: è quanto denuncia Peppe Ruffa, coordinatore del circolo cittadino del Pd. Mentre in tutta la Calabria l’emergenza rifiuti vive uno delle sue fasi più acute, i democratici lamentano criticità che potrebbero essere gestite con maggiore attenzione da parte del Comune. Secondo il circolo del Pd, la raccolta differenziata è, anzi, «una farsa».  Il Pd ha puntato, in particolare, i suoi riflettori sul deposito temporaneo di località Cao. Questa piazzola, tra l’altro avrebbe già esaurito la sua funzione, visto che, dal mese di luglio del 2011, sono stati completati i lavori per la realizzazione del Centro di raccolta a supporto della differenziata, costato 100mila euro.
«Con i lavori ultimati il 22 giugno 2011, a oltre un anno e mezzo di distanza, viene ancora utilizzato – sottolinea il Pd – per il deposito temporaneo della differenziata l’area certamente non adeguata mente attrezzata di località Cao. Nel domandarsi le motivazioni di un così lungo ritardo nell’uso effettivo della struttura, decidiamo – aggiunge il coordinatore del Pd – di verificare in che condizioni si trovi. Scopriamo che in effetti essa viene utilizzata abusivamente come deposito della spazzatura non differenziata, anche in questo caso al di fuori dei cassoni, che con meraviglia invece restano vuoti. Tante sono le segnalazioni dei cittadini che lamentano cattivi odori e rischi ambientali.
A questo punto non ci  bastano le rassicurazioni generiche del sindaco. Questi episodi minano la già labile anima della raccolta differenziata. I cittadini compiono sforzi per organizzarsi in funzione di questo modo civile di raccogliere i rifiuti, ma ancora oggi il processo iniziato nel 2007 di rendere il nostro paese pulito, rispettoso dell’ambiente e con una incidenza della Tarsu minore sulle tasche dei cittadini non solo non è stato migliorato, ma probabilmente l’attuale amministrazione non ne ha capito il senso».
(Gazzetta del Sud 28/01/2013)

MAIERATO:SPAZZATURA, PRONTE LE MISURE D’EMERGENZA


(MAIERATO) Il senso di rabbia ed impotenza dei cittadini cresce di pari passo con i cumuli di rifiuti che ormai ogni giorno di più invadono vie e piazze di tutti i comuni della provincia vibonese.
La chiusura dell’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani Daneco di San Pietro Lametino che ormai si protrae da diverse settimane, ha infatti fatto raggiungere il livello di guardia al già debole sistema di prevenzione igienica ed ambientale del territorio con le conseguenti prevedibili ricadute sulla salute dei cittadini.
Né purtroppo a più di tanto sembrano essere  servite le ordinanze emesse dal Commissario per l’emergenza rifiuti della Regione Calabria che, varando una calendarizzazione straordinaria dei conferimenti di rifiuti da parte dei diversi comuni vibonesi pensava di tamponare seppur momentaneamente la situazione di emergenza venutasi a determinare.
In questo clima di rassegnata sfiducia si trovano ad operare anche gli amministratori pubblici che, consapevoli dei gravi rischi non solo sanitari ma anche economici e sociali che corrono i tenitori amministrati cercano in tutti i modi di individuare soluzioni praticabili.
Ultimo, in ordine di tempo, il deciso intervento del sindaco Sergio Rizzo che nella giornata di ieri ha fatto pervenire una duplice missiva al Commissario regionale ed al prefetto di Vibo Valentia.
Nella duplice nota il primo cittadino di Maierato, dopo aver fatto presente che “l’ultimo conferimento risulta essere stato effettuato addirittura lo scorso 11 gennaio“, segnala ancora una volta la “situazione di precarietà venutasi a determinare, con l’intero territorio comunale ormai letteralmente invaso da rifiuti di ogni genere“.
Ad aggravare ulteriormente la situazione, la “presenza dentro il perimetro comunale di ben due parchi commerciali oltre che di attività alberghiere e di ristorazione e delle diverse aziende, specie del comparto agroalimentare, operanti nella zona industriale con una ricaduta occupazionale complessiva pari a circa 1200 unità lavorative“.
Sulla base di queste premesse il sindaco, lamentando “la mancata risposta ad oggi del Commissario regionale per l’emergenza rifiuti” preannuncia la “pubblicazione a breve di una ordinanza sindacale di chiusura degli stabilimenti industriali, delle  attività commerciali e finanche delle scuole  e degli uffici pubblici al fine di tutelare l’igiene e la sicurezza pubblica“.
Si tratta, evidentemente, di una “ipotesi estrema ma ormai praticabile anche se - continua Rizzo - faremo di tutto per evitarla, in considerazione delle tensioni sociali e delle negative ricadute economiche che da una tale decisione potrebbero derivare“.
Da qui l’accorato appello del sindaco Rizzo al prefetto di Vibo Valentia nella “consapevolezza che un suo autorevole quanto risolutivo intervento potrebbe senz’altro contribuire ad alleviare lo stato di difficoltà e disagio che attualmente sta vivendo l’intera comunità di Maierato”.

 (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 27/01/2013)