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STEFANACONI: SAVERIO FRANZÈ: CONTRO DI ME SOLO ACCUSE INGIUSTE

Saverio Franzè e Salvatore Di Sì
Prima del voto di domenica e lunedì prossimi il sindaco uscente di Stefanaconi Saverio Franzè, il presidente del consiglio Filippo Solano e gli assessori uscenti Fortunato Cugliari, Annunziata Virdò e Mario Lopreiato invitano gli elettori stefanaconesi ad una seria riflessione. «Domenica e lunedì prossimi – si legge in una loro nota – la gente si recherà alle urne con stati d'animo alterni: molti episodi hanno progressivamente fatto mancare in paese la serenità di un tempo. Ne siamo consapevoli, ma non ce ne sentiamo responsabili. E di sicuro non ha contributo a rimetterci pur faticosamente in cammino il tono astioso di parole velenose pronunciate senza che ce ne fosse il bisogno, addosso a una comunità silenziosa nell'unica penosa uscita del futuro sindaco di questo piccolo centro. Concetti – aggiunge la nota – maldestri espressi, senza riguardo per chi soffre, allo scopo di elevare il livello di uno scontro inesistente, dal quale non abbiamo quasi mai avuto percezioni del quinquennio che sta per concludersi...Non risponderemo – conclude la nota – alle accuse del futuro sindaco di Stefanaconi, ma invitiamo la popolazione a risentirle e a riflettere, quella stessa gente che quando ha dovuto scegliere tra due contendenti ha preferito questa compagine, quella stessa gente che disgustata in una timida serata primaverile alla spicciolata abbandonava dinanzi alle pesanti accuse Piazza della Vittoria.

STEFANACONI:IL CONSUNTIVO DI SAVERIO FRANZÉ «ECCO COSA LASCIO IN EREDITÀ AL PAESE»

Il sindaco Saverio Franzè
(STEFANACONI) “Cinque anni da raccontare!”.
Questo il titolo della pubblicazione curata dall’Amministrazione comunale e distribuita in questi giorni ai cittadini.
Un’occasione, per il sindaco uscente Saverio Franzè, di presentare in chiusura del quinquennio amministrativo un “consuntivo dell’attività svolta e degli obiettivi raggiunti” pur nelle condizioni di oggettiva “crisi economica che tutti gli enti locali vivono”.
Nonostante ciò il primo cittadino uscente, che chiarisce anche di non essersi ricandidato per una “scelta di vita” pur ribadendo che mai si allontanerà da “Stefanaconi e dai suoi cittadini il cui legame continuerà a rimanere sempre vivo nel mio cuore”, ritiene raggiunti tutti  gli obiettivi programmatici sottoposti agli elettori al momento della sua discesa in campo.
Entrando nello specifico del programma svolto, ampio spazio dell’opuscolo informativo è dedicato alle opere pubbliche realizzate.
Tra queste, oltre a Palazzo Carullo ristrutturato con un finanziamento Por di 700mila euro per essere destinato a “Casa elle Culture” e proprio nei giorni scorsi restituito alla città, spiccano i lavori di recupero del centro storico ed in particolare della centrale Piazza Madonnina (190mila euro), la sistemazione dell’incrocio di Piazza della Repubblica (50mila euro) con l’installazione di una fontana luminosa, l’ampliamento del palazzo municipale, i lavori di mitigazione del rischio idrogeologico del centro abitato (per un importo complessivo di oltre un milione di euro).
Particolare attenzione viene poi dedicata al miglioramento del decoro urbano con il potenziamento della rete di illuminazione pubblica (92mila euro), il ripristino dei muri di contenimento sulle strade prinicipali, l’installazione di semafori nei punti nevralgici del paese ed il rifacimento della segnaletica stradale.
Incontro alla crescente richiesta di sicurezza di una comunità purtroppo scossa negli ultimi tempi da diversi episodi di cronaca va invece l’installazione di un sistema di videosorveglianza (50mila euro) nei punti del centro abitato maggiormente sensibili.
Corposi anche gli interventi nel campo delle infrastrutture adibite alla promozione della cultura e dell’istruzione.
Tra questi, la ristrutturazione dell’ex municipio e della biblioteca comunale realizzati con i fondi “Pon Sicurezza” allo scopo di fornire idonee strutture aggregative alle diverse realtà di volontariato presenti su territorio, mentre ai fini di garantire un maggiore standard di sicurezza agli alunni sono stati eseguiti interventi di miglioramento sismico dei due edifici adibiti a scuola dell’infanzia e media (117mila euro).
Di grande impatto sul rilancio delle politiche per la famiglia è poi l’asilo nido comunale, in fase di realizzazione grazie ad un corposo finanziamento di 320mila euro ottenuto nell’ambito del programma regionale denominato “Nidi d’infanzia”.
                           (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 03/05/2012) 

PALAZZO CARULLO, INAUGURATO DOPO UN LUNGO LAVORO DI RESTAURO

 (STEFANACONI) Chiusura col “botto” per il sindaco Saverio Franzè e la sua amministrazione giunti al termine dell’esperienza alla guida del comune.
L’inaugurazione di Palazzo Carullo, avvenuta lo scorso venerdì pomeriggio alla presenza di autorità civili e religiosi tra cui il consigliere regionale Ottavio Bruni, il vicepresidente del consiglio provinciale Francesco Miceli, il consigliere provinciale Salvatore Di Sì, il parroco don Salvatore Santaguida ed il sindaco dei ragazzi Elvira Raniti,  costituisce infatti, per ciò che questo edificio e la famiglia proprietaria hanno significato per la storia dell’intera comunità, il “coronamento di un sogno cullato da generazioni di stefanaconesi”.
Collocato nella centralissima Piazza della Vittoria, luogo di ritrovo per eccellenza e vero cuore pulsante del paese, l’immobile riemerge oggi in tutto il suo splendore dopo decenni di completo abbandono.
Costruito nei primi anni del secolo scorso, all’indomani del terribile terremoto che nel 1905 devastò Stefanaconi e l’intera provincia vibonese causando lutti e rovine, Palazzo Carullo stava a testimoniare il desiderio di riscatto di un popolo fiero ed orgoglioso che nonostante tutto non si piegava ma guardare avanti con rinnovata fiducia.
A realizzarlo, il cav. Pasquale Carullo, discendente di una tra le più illustri famiglie del luogo, che qui esercitò per un cinquantennio la professione di farmacista rivelando, come ricorda la targa apposta sulla facciata dell’edificio, le sue doti di “uomo sapiente e benefico” capace di “prodigare ai sofferenti le più perfezionate risorse della scienza medica donando a tutti il conforto e la luce della sua anima eletta”.
L’impulso decisivo per il restauro del palazzo signorile, che già un ventennio fa era stato ceduto dagli eredi ad un prezzo di favore al sindaco del tempo Elisabetta Carullo con l’intento di realizzare la “Casa delle Culture”,  è venuto dal contributo di 750mila euro concesso dalla Regione nell’ambito della programmazione dei fondi Por per il rilancio dei centri storici calabresi che ha ritenuto meritorio di  finanziamento il circostanziato progetto di recupero architettonico presentato dall’esecutivo Franzè.
Allo stato sono da ritenersi conclusi i lavori al piano terra caratterizzato da un ampio auditorium e da una suggestiva balconata che funge da platea, mentre rimangono da completare i locali al primo piano.
Numerosi i cittadini intervenuti alla “prima” del palazzo che si riapriva alla vita ed alla città, con i più anziani a raccontare con velata nostalgia i tanti aneddoti e ricordi della loro infanzia vissuta in questa piazza ed all’ombra dell’edificio.
Emozionato appariva anche il sindaco Saverio Franzè che dopo il rituale taglio del nastro ha inteso porgere un saluto a tutti gli intervenuti.
Franzè, che ha pure letto una commossa lettera di Luigi Carullo, ottuagenario nipote diretto del cav. Pasquale, non ha nascosto “l’orgoglio e la soddisfazione per la rinascita di un luogo simbolo di Stefanaconi che sin da subito deve diventare laboratorio di idee e palestra di democrazia” per stimolare quel “rilancio sociale e culturale capace di contribuire a superare il pur difficile momento che come comunità stiamo vivendo”.
A rendere ulteriormente interessante la manifestazione, impeccabilmente presentata da Angela Crudo e conclusa con il taglio di una grande torta, il concerto del duo Greta Medini (violino) e Sergio Coniglio (pianoforte) che con la delicatezza delle loro esecuzioni hanno contribuito a ricreare suggestioni dalla grande intensità emotiva.

                   (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 29/04/2012) 

STEFANACONI:CONCORSO PER ISTRUTTORE DIRETTIVO, SOSPESO DAL SINDACO FRANZÈ

Saverio Franzè e Salvatore Di Sì
(STEFANACONI) “Questo concorso non s’ha da fare!”.
Così il gruppo consiliare di minoranza aveva intimato al sindaco Saverio Franzè una volta venuto a conoscenza della pubblicazione sull’albo pretorio online delle date di svolgimento delle preselezioni e delle due prove scritte del concorso per l’assunzione a tempo indeterminato ed in regime di part time di un Istruttore direttivo da affiancare alla struttura burocratica dell’ente.
A non andare giù ai consiglieri di opposizione Fortunato Griffo, Nicola Carullo e Salvatore Di Sì, quest’ultimo attualmente in corsa anche quale candidato a sindaco, la calendarizzazione “sospetta” delle tre prove previste a cavallo tra il 27 aprile ed il 4 maggio e quindi a loro dire “in piena campagna elettorale” con la conseguenza di minare la “tranquillità e serenità della stessa”.
Da qui la dura presa di posizione del gruppo d’opposizione che, con una nota inviata per conoscenza anche al prefetto di Vibo Valentia, dopo essersi chiesta “perché il concorso si svolge in piena campagna elettorale e le prove si vogliono concludere prima della  proclamazione del nuovo sindaco?”, invitava sindaco, segretario comunale e presidente della commissione esaminatrice, ognuno per il proprio ambito di competenza, a voler prendere in seria considerazione l’ipotesi di un rinvio a dopo le elezioni del 6 e 7 maggio prossimi delle prove concorsuali.
A supporto di ciò Griffo, Carullo e Di Sì manifestavano “forti perplessità sulla regolarità delle procedure adottate anche perché a sentire i “bene informati è stato già individuato il nome del vincitore”.
A stretto giro di stampa arrivava la dura e circostanziata replica  del sindaco Saverio Franzè che, nel rispedire al mittente i dubbi e le illazioni a suo dire “false e calunniose” della minoranza, ribadiva il più “assoluto rispetto della legge” da parte dell’amministrazione comunale. Imputando esclusivamente a ragioni di carattere “normativo e procedurale” la calendarizzazione di quello che ormai da tutti è definito il “concorso della discordia” il primo cittadino,  peraltro non impegnato direttamente nella tornata elettorale amministrativa in corso, ribadiva altresì di “non avere alcun interesse personale in questo concorso” e di ritenere diffamatorie le affermazioni dei consiglieri di opposizione tanto da valutare con i propri legali l’ipotesi di “adire la magistratura a tutela della mia rispettabilità e onorabilità”.
Intanto anche le forze dell’ordine si muovevano, con i carabinieri che lo scorso 23 aprile si recavano in comune per acquisire l’intero carteggio riguardante il concorso. 
All’epilogo della vicenda, che mette fine almeno per il momento alla dura contrapposizione in atto tra sindaco e minoranza consiliare, si è giunti in queste ultime ore.
Non è dato sapere se ad indurre a più miti consigli le parti in causa abbia contribuito anche la  mediazione del prefetto, ma tant’è.
Gli oltre 120 partecipanti al concorso, già pronti a varcare nella giornata di ieri il portone della locale scuola elementare dove avrebbe dovuto svolgersi la preselezione, hanno appreso dal sito istituzionale del comune del sopragiunto contrordine.
Il segretario della commissione esaminatrice, Annunziata Matina, notificava infatti a tutti i partecipanti che le prove già previste erano state rinviate ad altre date che saranno comunicate, sempre sul sito del comune, il prossimo 23 maggio, quando ormai i fumi della campagna elettorale si saranno definitivamente diradati e la nuova amministrazione comunale, democraticamente eletta, si sarà già insediata.  

                   (Raffaele Lopreiato Gazzetta del sud 28/04/2012) 

PRESENTATI I PROGETTI PER LA VIDEOSORVEGLIANZA NEI COMUNI DI SANT'ONOFRIO E STEFANACONI

(SANT’ONOFRIO) Passa anche attraverso la prevenzione ed il capillare controllo del territorio la lotta alla criminalità organizzata ed alle diverse forme di illegalità diffuse. E proprio in tale direzione vanno le decisioni recentemente assunte dalle giunte comunali di Sant’Onofrio e Stefanaconi, rispettivamente guidate dai sindaci Tito Rodà e Saverio Franzè, per la presentazione alla prefettura di Vibo Valentia di due  distinti progetti finalizzati all’adozione di sistemi integrati di videosorveglianza.
Predisposti nell’ambito dei finanziamenti previsti dal “Pon Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007-2013” al fine di “assumere tutte quelle iniziative finalizzate alla messa in sicurezza del territorio, rendendolo meno aggredibile da fattispecie criminose”, i progetti, se ritenuti idonei, andranno ad implementare i già esistenti impianti in dotazione ai due comuni che da tempo garantiscono il controllo di aree e obiettivi ritenuti “a rischio” sul territorio di competenza.
Un primo intervento in tal senso, era stato in effetti attuato nell’ambito dell’attivazione sia a Sant’Onofrio che a Stefanaconi dei rispettivi centri di aggregazione sociale, destinati in particolare all’inclusione dei giovani e delle categorie cosiddette “a rischio” e realizzati
sempre attingendo ai fondi comunitari del “Pon sicurezza” tramite i progetti presentati dal Consorzio “Sviluppo e Legalità Vibonese”.
Denominato “Sant’Onofrio Sicura”, l’attuale progetto di videosorveglianza varato dalla giunta Rodà prevede l’impiego di risorse finanziarie per circa 280mila euro, mentre ammonta a circa 350mila euro la richiesta avanzata dall’esecutivo Franzè per la realizzazione del progetto “Stefanaconi Sicura”.
In entrambi i casi è prevista la realizzazione di un articolato e sofisticato impianto con l’installazione di numerose videocamere che, grazie anche al supporto logistico di una centrale operativa, garantiranno il “controllo permanente di tutti i punti sensibili del territorio comunale” con lo scopo di “incidere positivamente sulle problematiche relative alla sicurezza dei cittadini sempre più turbati da fenomeni di criminalità diffusa”.
Da parte loro i due enti, che confidano nella rapida approvazione dei rispettivi elaborati progettuali, si impegnano a garantire i costi di gestione e manutenzione degli impianti nei cinque anni successivi alla loro realizzazione. 
       (Raffaele Lopreiato)