CHIUSA LA SP VIBO VALENTIA - STEFANACONI PER CADUTA MASSI


 Ancora chiusa la Stada Provinciale Vibo Valentia - Stefanaconi, a causa di una frana, secondo i tecnici che tempestivamente sono intervenuti sul luogo, pare che i massi caduti sul manto stradale siano provenienti dal Palazzo S. Chiara palazzo storico della città di Vibo Valentia.


CALABRIA:ANCORA UNA SCOSSA DI TERREMOTO SUL POLLINO

Ancora una scossa di terremoto sul Pollino, alle 02:52:37, di magnitudo 2.8.
L’INVG ha registrato questa ennesima scossa a Cosenza, in Calabria ed, esattamente, nel distretto sismico del Pollino.
La profondità a cui si è verificata la scossa è stata a 8.4 km e ha interessato maggiormente i comuni che si trovano a 10Km dall’epicentro e cioè ROTONDA (PZ), LAINO BORGO (CS), LAINO CASTELLO (CS), MORMANNO (CS).Per la frequenza a cui si stanno verificando, è difficile credere che si tratti ancora di scosse di assestamento quanto, piuttosto, di un movimento che non cessa di smettere.
Pollino 
11/10/2012 - 02:28 (locale) Magnitudo:2.1 (Ml) Profondità: 8 Km.

Zone limitrofe:
Castelluccio Inferiore(PZ) ± 12 km.| Castelluccio Superiore(PZ) ± 13 km.| Laino Borgo(CS) ± 7 km.| Laino Castello(CS) ± 6 km.| Mormanno(CS) ± 3 km.| Orsomarso(CS) ± 15 km.| Papasidero(CS) ± 10 km.| Rotonda(PZ) ± 7 km.| Viggianello(PZ) ± 11 km.|

L’ANNUNCIO DI “MORTE” DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA NELL’ULTIMO SALUTO... DELLA POPOLAZIONE


L’agonia era iniziata da tempo. Erano stati anni difficili. Più volte sembrava arrivato il suo momento, ma alla fine era riuscita sempre a farcela. Poi, l’era dei tecnici, la spending review. E quel numero 17 che non prometteva niente di buono. Fino al mercoledì, il giorno di Halloween. Per cui neanche Santi e morti che dovevano arrivare, potevano fare nulla. Così si è “spento” e ieri a darne notizia sono stati i “cinquanta comuni e la popolazione tutta” del Vibonese. Perchè la spina è stata staccata al “capoluogo Vibo Valentia, città dal passato illustre e glorioso”. Recitavano così i manifesti che, ieri, sono stati affissi fra le vie della città. Uno scherzo? Un’amara constatazione? Chissà. Intanto a campeggiare, c’erano loro. Dal centro alla periferia. Per ricordare e segnare il passo di una storia amara. Ne davano notizia. In bianco e nero, come una vecchia pellicola in cui gli anni dell’Amministrazione provinciale sono stati trasmessi. Una storia che qualcuno ha voluto raccontare, fra le poche righe di un manifesto che da goliardico sembra diventare una triste realtà. Quindi, dalla data del “decesso” del 31 ottobre, la notizia, «colpito dagli sconforti politici e circondato dall’affetto dei suoi cari cittadini si è spento il capoluogo Vibo Valentia, città del passato illustre e glorioso. Ne danno il triste annuncio, i cinquanta comuni della Provincia, la popolazione tutta». Una data da “ricordare” che sarà celebrata nei «funerali – si legge ancora nel manifesto –che avranno luogo a Roma dopo i sessanta giorni dalla conversione del decreto del Governo Monti. Le macerie verranno traslate verso il cimitero di Catanzaro. Si dispensa dalle visite dei “politici”». La provincia della Costa degli dei, la provincia che avrebbe potuto lasciare il segno. Per essa una fine non proprio gloriosa. Rimasta nel silenzio che ha avvolto tutto e tutti. E alla politica, il messaggio sembra rivolto. Una città che, forse, inizia a percepire quanto sta accadendo. E fra le vie, quel bianco e nero, ieri, ha fatto la differenza. Per ammonire. Quanti hanno preferito far finta di nulla. Quanti hanno preferito far finta di fare. Mercoledì, però, la spina è stata staccata. Non resterà che piangere al territorio. Per quel che fu e che forse da troppo tempo non era più. Non resterà che attendere, chissà. Forse resusciterà. O chissà, non resterà che l’ultimo saluto. Prima della partenza... per Catanzaro.
(Stefania Marasco- Gazzetta del Sud 04/11/2012)

S.ONOFRIO: CARTOLINA POSTALE TERREMOTO 1905


S.ONOFRIO: CARTOLINA POSTALE 1905 TERREMOTO

2 NOVEMBRE 2012




Rèquiem aetèrnam dona eis,

Domine, et lux perpètua lùceat eis.

Requiéscant in pace.

Amen



STEFANACONI: A “FRANZA” LA GESTIONE DELLA BIBLIOTECA?

Il Sindaco Salvatore Di Sì

(STEFANACONI)  Schiarita in vista nei rapporti tra l'associazione culturale "Franza" e l'amministrazione comunale.
Il recente incontro in municipio sembra infatti aver sortito l'effetto sperato.
Scongiurando l'ipotesi più pessimistica che aveva portato a pensare che dopo cinque anni di costante impegno al servizio della crescita sociale e culturale della comunità, come pure testimoniano le innumerevoli iniziative promosse ed il traguardo dei 100mila contatti registrati sul sito web, il sodalizio culturale guidato da Battista Bartalotta avrebbe cessato le proprie attività.
All'origine della querelle, l'impossibilità manifestata dal direttivo di Franza di poter continuare a svolgere la propria attività nei locali dell'ex municipio non essendo l'associazione in grado di provvedere in forma autonoma, per come peraltro chiesto dall'amministrazione comunale, al pagamento delle utenze elettriche e telefoniche.
Da qui la conseguente decisione di riconsegnare al comune i locali detenuti in comodato gratuito.
Il problema diventava così di pubblico dominio, creando comprensibile preoccupazione nella comunità.
A farsene portatore, anche il segretario della locale sezione di Rifondazione comunista, Nicola Arcella, che invitava l'amministrazione Di Sì a voler riconsiderare la propria posizione.
A riportare il sereno l'incontro dei giorni scorsi, nel corso del quale sarebbe stata presa in considerazione la possibilità di conferire a Franza la gestione della biblioteca comunale.
Una proposta questa che, come afferma sul social network dell'associazione il presidente Bartalotta, "ci inorgoglisce perchè così facendo l'amministrazione Di Sì riconosce l'impegno da noi profuso in questi anni a favore degli stefanaconesi residenti ed emigrati".
"Sulla proposta - continua Bartalotta - stiamo ora serenamente riflettendo, consapevoli della gravosità dell'impegno che una volta assunto andrebbe ad aggiungersi a tutti gli altri progetti culturali già in cantiere".
Naturalmente a tutti dovrà essere chiaro - conclude il presidente - che in caso di risposta positiva Franz non pretenderà alcun compenso in denaro per questa attività, dettata esclusivamente dall'amore profondo verso la nostra Stefanaconi".

           (Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 02/11/2012)  

PROVINCE, 56.000 POSTI A RISCHIO


Province, 56.000 posti a rischio 
Gli accorpamenti non garantiscono il mantenimento del lavoro 
 
A rischio 56.000 dipendenti provinciali. Contrariamente a quanto ha sempre asserito il governo, il «riordino» delle province non garantisce affatto il mantenimento delle posizioni lavorative dei lavoratori impiegati nelle province, per i quali, al contrario, si avvia un percorso...
 Luigi Oliveri Italia Oggi del 02/11/2012