Si riunisce oggi 21 novembre alle ore 19.00 presso i locali dell'Oratorio di via San Gerardo il COMITATO NO DISCARICA VAJOTI, per la composizione gruppo di lavoro e proposte.(Pasquale Santaguida)
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| da Sx verso Dx: Ambrogio Raimondo, Nicola Argiro' ed il piccolo Andrea Argiro' nel laboratorio di via Melissandra. |
(SANT‘ONOFRIO) L’assemblea costitutiva del comitato "NO discarica" di sabato scorso, oltre ad elevare il livello di coinvolgimento della popolazione sulla temuta realizzazione della discarica di rifiuti "pericolosi" di località "Vajoti", è servita anche per mettere a confronto idee e proposte che, portate a sintesi unitaria, costituiranno la piattaforma programmatica delle future iniziative di sensibilizzazione.
(SANT‘ONOFRIO) Nelle stesse ore in cui, sabato scorso, a Napoli Piazza Plebiscito veniva pacificamente invasa da centomila manifestanti che invocavano interventi risolutori per la bonifica della "Terra dei fuochi" contaminata dagli sversamenti di rifiuti tossici occultati nel sottosuolo, anche a Sant'Onofrio si levava alto e forte il grido di sdegno di un'intera comunità contro la paventata realizzazione in località "Vajoti" di una nuova "discarica dei veleni". E' stata davvero una serata importante quella vissuta in questa occasione dalla comunità santonofrese che, con grande senso civico, si è ritrovata unita presso l'oratorio parrocchiale di via San Gerardo.
Ecco perchè, consapevoli della serietà e gravità della discussione in atto, tantissimi sono stati i cittadini convenuti all'incontro per esprimere la loro indignazione verso un provvedimento passato sopra le loro teste e nel contempo desiderosi di conoscere lo stato dell'arte della pratica alla quale comunque hanno affermato all'unisono "ci opporremo con tutte le nostre forze a costo di compiere gesti eclatanti".
Antonino Pezzo, segretario della locale sezione Udc che per prima nelle scorse settimane ha reso di pubblico dominio la notizia, dopo aver rimarcato che la discarica in questione assorbirà “l’area equivalente ad otto campi di calcio e corrisponderà per capienza alle dimensioni di un grattacielo di ottocento metri di altezza per una base di duecento metri quadrati” ha rimarcato la necessità di “agire in fretta stante lo stato di avanzamento dell'iter autorizzativo” e, pur evidenziando alcuni “ingiustificati ritardi dell'amministrazione comunale” ha ribadito la piena disponibilità a collaborare.
(SANT'ONOFRIO)La vicenda relativa alla temuta realizzazione della maxi discarica di località "Vajoti", dove nelle intenzioni dei soggetti privati proponenti in un’area di quarantamila metri quadrati dovrebbero essere stoccati fino a quasi mezzo milione di metri cubi di rifiuti definiti dalla normativa in materia come “pericolosi”, continua a tenere banco nell'opinione pubblica locale.
In una nota, infatti, rivolgendosi direttamente ai "Carissimi santonofresi" il sindaco Tito Rodà "dopo un periodo di silenzio sulla stampa, pur lavorando assiduamente e costantemente al servizio dei nostri cittadini" evidenzia il "bisogno di fare chiarezza su una tematica delicata quanto importante".
(SANT‘ONOFRIO)Di pari passo con la preoccupazione per le possibili conseguenze ambientali e sanitarie che ne potranno derivare, sembra salire di livello l'attenzione dell'opinione pubblica per la paventata realizzazione di una discarica abilitata alla raccolta di "rifiuti pericolosi e non pericolosi" in località "Vajoti".
Ad ufficializzare la presa di posizione dell'amministrazione comunale, la delibera di giunta n. 59 del 7 novembre 2013 con la quale viene formalmente conferito incarico ad un legale di fiducia al fine di tutelare i "propri legittimi interessi e le proprie ragioni avverso il decreto n. 1058 del 12.07.2013" con il quale il Dipartimento politiche dell'ambiente della Regione Calabria esprimeva "parere favorevole di compatibilità ambientale in merito ala realizzazione di una nuova discarica nel comune di Sant'Onofrio".
Cresce infatti nei cittadini, man mano che il confronto si approfondisce, la consapevolezza di cosa può comportare una siffatta discarica di rifiuti in termini di impatto ambientale e di rischi per la salute anche perchè già una sommaria lettura del disposto legislativo che disciplina le tipologie dei rifiuti cosiddetti "pericolosi" ingenera non pochi dubbi e riserve.