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ITALIA OGGI SCUOLA - NUOVE GRADUATORIE - RASSEGNA STAMPA

Rispunta la quarta fascia delle graduatorie
Pronta la bozza di decreto, domande tra il 15 giugno e il 5 luglio
di Carlo Forte ItaliaOggi, 22.5.2012
Al via la IV fascia delle graduatorie a esaurimento. Alla fascia aggiuntiva avranno accesso i laureati in scienze delle formazione e per i diplomati di accademia e conservatorio, che abbiano conseguito il titolo abilitante tra il 2008/09, e 2010/11. La novità è prevista dall'art. 14, comma 2 ter, del decreto legge 216/2011, convertito con legge 14/2012. Che rinvia a un decreto ministeriale la fissazione dei termini (che presumibilmente andranno dal 15 giugno al 5 luglio) e le modalità di presentazione delle domande, che comunque dovranno essere inoltrate on line. E il ministero ha già approntato la bozza del decreto che sarà emanato a breve. ItaliaOggi lo ha letto ed è in grado di anticiparne il contenuto.


In coda alla terza

Va detto subito che la IV fascia è definita nella legge come graduatoria aggiuntiva da porre in coda alla terza fascia. E sarà costituita solo per i soggetti espressamente elencati nella legge. E
cioè gli aspiranti in possesso del diploma Cobaslid rilasciato dalle accademie e dei titoli accademici di II livello rilasciati dai conservatori. A patto che abbiano conseguito i titoli nel triennio 2008/09, 2009/10 e 2010/11. Idem per i laureati in scienze della formazione primaria, che abbiano conseguito il titolo nel medesimo triennio. Tutti gli altri restano fuori perché le graduatorie restano chiuse.


No all'aggiornamento per chi c'è già

Conseguentemente i titoli che danno accesso alla fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento saranno valutati solo a tale fine e non per il miglioramento del punteggio in eventuali altre graduatorie di I, II e III fascia, che potrà essere aggiornato solo a partire dal successivo triennio di validità delle graduatorie.


5 fasce per il sostegno

Ai fini della graduatoria aggiuntiva, gli interessati potranno far valer anche il titolo del sostegno. Resta il fatto, però, che è prevista l'ulteriore costituzione di una fascia aggiuntiva, nella quale saranno collocati coloro che sono già inclusi nelle graduatorie a esaurimento e che abbiano conseguito il titolo di sostegno dopo il termine di aggiornamento delle medesime. Pertanto, nel caso degli elenchi di sostegno, le fasce aggiuntive sono addirittura due. Nella prima fascia aggiuntiva saranno collocati coloro che faranno valere il titolo di sostegno tardivamente,ma comunque sono già inseriti nelle graduatorie. E nella seconda fascia aggiuntiva, i soggetti che entrano ora nella IV fascia della classe di concorso. Conseguentemente, le fasce delle classi di concorso e dei posti di scuola dell'infanzia e primaria saranno 4 ( le prime 3 fasce ordinarie + la fascia aggiuntiva). Mentre, per il sostegno, le fasce saranno complessivamente 5: le prime 3 fasce ordinarie + la fascia aggiuntiva degli inclusi che fanno valere tardivamente il sostegno + la fascia aggiuntiva di coloro che entrano ora in graduatoria e, contemporaneamente fanno valere anche il titolo di sostegno.


Aggiornamento della riserva ogni anno

Il comma 2-quater dello stesso art. 14, prevede che gli aspiranti in possesso del titolo di accesso alla riserva dei posti prevista dalla legge 68/99 possano far valere tale titolo con cadenza annuale e non più, come accadeva in passato, solo in occasione dell'aggiornamento delle graduatorie. E dunque, lo stesso termine previsto per consentire l'accesso alle fasce aggiuntive avrà valore anche per i neoriservisti che abbiano intenzione di far valere tale titolo già da quest'anno.


Si può aggiornare anche la 104

In via eccezionale, tale possibilità sarà concessa, anche se solo per l'anno in corso, anche a coloro che abbiano conseguito i titoli per accedere ai benefici previsti dalla legge 104/92. Ciò per evitare disparità di trattamento tra coloro che avrebbero potuto far valere tali titoli nella fascia aggiuntiva e coloro che, per il solo fatto di essere già in graduatoria, non avrebbero potuto fruirne.

Così si stabilizzano 55 mila prof. A ogni scuola contingente triennale anche per fare le supplenze.

ITALIA OGGI - AZIENDA SCUOLA DEL 24/01/2012
Le ultime verifiche sono previste per oggi, quando si riunirà il preconsiglio dei ministri. E il fronte più critico è quello del Tesoro, da cui si attende il via libera sull'invarianza di spesa delle norme. Se ci sarà l'ok della Ragioneria generale, per la scuola è fatta: il ministro della funzione pubblica e della semplificazione, Filippo Patroni Griffi, ha accolto in pieno le richieste su scuola, università, edilizia e convitti, avanzate dal collega Francesco Profumo, in merito al decreto legge sulla semplificazione e lo sviluppo che è atteso a Palazzo Chigi per venerdì prossimo.
Alla scuola è dedicata una sezione ad hoc, che inizia con le disposizioni sull'«autonomia responsabile». Il primo capitolo è quello dell'organico funzionale, che consente in prospettiva di stabilizzare circa 55 mila unità. Il decreto soppianta le tradizionali categorie dell'organico di diritto e di fatto, per lasciare il posto a un contingente di personale assegnato alla scuola per una durata di tre anni, determinato in base alle ultime serie storiche dei fabbisogni di personale; un contingente che dovrà far fronte anche alle supplenze e che avrà il vincolo della permanenza nella scuola appunto per tre anni. In prima applicazione è definito nella misura
del contingente in servizio al 2011/2012, pari a 724 mila docenti e 233 mila ausiliari, tecnici e amministrativi. L'organico comprenderà ulteriori 10 mila posti, che saranno attivati a seguito di sequenza contrattuale per supportare la flessibilità, potenziare la didattica, fare i corsi di recupero. Si tratta di riutilizzare a questo scopo anche gli spezzoni orari. Complessivamente, si stima di recuperare circa 55 mila posti stabili di organico funzionale per i soli docenti, di cui 30 mila sul sostegno. Sulle nuove cattedre dell'organico funzionale sarà possibile assumere a tempo indeterminato e comunque nell'immediato dovranno essere coperte con contratti di durata triennale. Obiettivo: dare stabilità al personale e continuità all'azione didattica.
Il dl potenzia l'Invalsi, a cui assegna il compito di coordinare tutto il sistema di valutazione nazionale, con il supporto dell'agenzia per l'innovazione; assegna al ministero dell'istruzione il coordinamento dei percorsi degli istituti tecnici, professionali e di quelli regionali; sempre il dicastero potrà con decreto ridefinire gli organi di indirizzo e gestione degli Istituti tecnici superiore e prevedere un diverso peso del voto espresso dalle componenti delle fondazioni.
C'è poi la riforma del finanziamento delle scuole: nasce un fondo unico, quello per il funzionamento dell'istruzione scolastica statale, su cui saranno dirottate tutte le voci di bilancio delle scuole, anche quelle oggi gestite dal ministero o dalle direzioni regionali. Ogni istituto, a inizio anno, conoscerà la propria disponibilità e potrà programmare attività didattiche e contratti. Unificando tutti i rivoli in un solo canale che porta direttamente ai singoli istituti, il ministero conta di recuperare circa 250 milioni di euro, che porterebbero il fondo a superare i 900 milioni annui. Ogni istituto potrà spendere la propria quota senza vincoli di destinazione. Non è casuale dunque che il dl parli di «autonomia responsabile». Confermata infine anche l'indiscrezione di un piano nazionale per l'ediliza scolastica, approvato dal Cipe, con l'ingresso del project financing e il riutilizzo di beni del demanio, come le carceri (si veda ItaliaOggi di martedì scorso).
(Alessandra Ricciardi Italia Oggi del 24/01/2012)