AMARCORD CLASSE 1957



1 Defina Rosaria, 2 Policaro Anna, 3 Defina Rosaria,4 Arcella Maria, 5 Prof. Lipari Giuseppe, 6 Cugliari M. Teresa, 7 Talotta Giovanna, 8 Loduca Marianna, 9 Mazza Salvatore, 10 Garcea Rosario, 11 Virdò Domenico, 12 Cugliari Paolo, 13 Maragò Paolo, 14 Suppa Onofrio, 15 Dinatolo Antonino, 16 Galeano Antonio, 17 Crudo Domenico, 18 Cugliari Giovanni, 19 Cugliari Salvatore, 20 Cugliari Onofrio, 21 Lopreiato Basilio, 22 Marasea Francesco, 23 Centraco Pasquale, 24 Messina Luca

MORSILLARA ONLUS LO BIANCO ELETTO ALLA CARICA DI PRESIDENTE



(Stefanaconi)  Cambio della guardia alla guida dell’associazione culturale “Morsillara onlus”.
L’assemblea dei soci appositamente convocata ha infatti proceduto al rinnovo degli organi statutari.
Alla carica di presidente è stato eletto Giuseppe Lo Bianco che subentra a Filippo Trimboli, dimissionario per sopraggiunti impegni di lavoro.
Lo stesso Trimboli manterrà comunque un ruolo di rilievo essendo stato eletto vicepresidente unitamente ad Alfredo Sorace che rivestirà invece la carica di tesoriere del sodalizio.
Nata tre anni fa con lo scopo di valorizzare le potenzialità culturali ed aggregative del popoloso quartiere Morsillara, che pur essendo frazione di Stefanaconi e' di fatto conurbato con il comune di Sant'Onofrio, l'associazione si è subito segnalata per la valenza socioculturale delle iniziative promosse grazie all’impegno fattivo dei numerosissimi iscritti.
Tra queste, particolarmente riuscita la manifestazione estiva "Morsillara in festa" che si svolge tradizionalmente nel mese di agosto e diventata sin dalla prima edizione un appuntamento imperdibile non solo per i residenti nelle due comunità interessate ma anche per i tanti emigrati di ritorno.

SANT‘ONOFRIO: SALVATA LA “NONNA” PALMA DELLA CHIESA MATRICE


(SANT‘ONOFRIO) E’ guerra dichiarata al
punteruolo rosso, il letale insetto che anche in Calabria sta letteralmente divorando le palme di parchi e giardini.
A muoverla il comune di Sant’Onofrio che, per contrastare quella che appare come l‘inarrestabile avanzata del vorace insetto, oltre ad emanare con il sindaco Tito Rodà un’ordinanza ad hoc non sta lesinando sforzi nel tentativo di preservare la grande palma che adorna la monumentale gradinata della chiesa matrice.
E così, dopo il recente intervento di maquillage operata da una squadra di operai del consorzio di bonifica “Tirreno Vibonese” che ha comportato la potatura dell’albero e la rifertilizzazione del terreno circostante, “nonna palma” come amabilmente viene definita dai cittadini santonofresi è stata destinataria di un deciso intervento di protezione in funzione anti-punteruolo.
Ad eseguirlo un agronomo specializzato che, dopo aver effettuato un approfondito check up del vegetale, ha condensato le risultanze in un’articolata relazione tecnica.
Dalla stessa si desume che il salvataggio della palma è stato eseguito davvero sul filo di lana in quanto la stessa era già caratterizzata, secondo quanto rileva il professionista, da un “attacco di primo stadio da parte del punteruolo risso” tanto da rendere necessario un “primo trattamento eseguito in data 4 dicembre adottando il sistema di lotta endoterapia Sospalm”.
Un intervento che andrà ripetuto in modo apicale ad ogni inizio di primavera e autunno e ciclicamente ogni trenta giorni, così consentendo la salvaguardia della maestosa palma.
Che, sulla base della sua altezza e considerato che è scientificamente provato che questi vegetali crescono di un metro ogni dieci anni, avrebbe attraversato ben tre secoli essendo stata piantata circa centoventi anni fa e quindi a fine Ottocento.
L’auspicio è che sulla falsariga di quanto fatto dall’amministrazione comunale anche i cittadini nei cui giardini o fondi insistono palme si attengano scrupolosamente a quanto disciplinato dall’ordinanza sindacale per tentare di salvare le loro palme o quantomeno, se già attaccate dal devastante punteruolo rosso, limitarne l’ulteriore diffondersi sul territorio circostante.

SANT‘ONOFRIO: AD UN MESE DELLA SCOMPARSA SI RICORDA DON PRIMO FERRARI


(Sant'Onofrio, Luglio 2001) Gerardo D'Urzo e don Primo Ferrari in occasione de "La Festa del Paese" organizzata dal periodico La Voce di Sant'Onofrio)
(SANT‘ONOFRIO) La comunità parrocchiale si ritroverà questa mattina alle ore 11.00 nella chiesa matrice per ricordare don Primo Ferrari a poco più di un mese dalla sua prematura scomparsa.
L’occasione, la solenne celebrazione liturgica presieduta dal parroco don Franco Fragalà.
Sarà questo il modo per ricordare una delle fasi cruciali della vocazione giovanile di questo sacerdote che, nel prosieguo della sua missione pastorale nella congregazione fondata da san Giovanni Calabria è arrivato a rivestire il ruolo di vicario generale.
Siamo nel 1968, nel pieno della contestazione giovanile, quando don Primo apre con i suoi confratelli una missione a Sant’Onofrio.
E subito scocca la scintilla tra i giovani del luogo e questo prete anticonformista che, sin dal primo momento, riesce ad infrangere i vecchi schemi e disvela il volto di una chiesa nuova, capace di incanalare lungo i sentieri della solidarietà e del dialogo le istanze di cambiamento che soffiano nella società.
Anche a Sant’Onofrio, dove per la prima volta quelli che rimarranno nella memoria collettiva come i “ragazzi di don Primo” provano a rendersi protagonisti attivi della loro comunità, ricavando un’esperienza educativa che li segnerà per la vita.
Gerardo D’Urzo, già presidente dell’Ordine dei medici ed affermato pediatra, è uno di quei “ragazzi” e con lui proviamo a tratteggiare la figura di don Primo.
“Un uomo dall’innato carisma che anticipando i tempi comprese che la strada dell’evangelizzazione si poteva percorrere anche fuori dalle mura di una chiesa”. 
Così D’Urzo ricorda il “suo” don Primo, capace di “rompere vecchie logiche, favorendo l’incontro fino ad allora impensabile tra ragazzi e ragazze e tra appartenenti ad opposte ideologie politiche” portando tutti ad un confronto costruttivo sui “temi a lui cari della condivisione e della carità”.
“In quel pur breve periodo della sua permanenza tra noi - continua D’Urzo - che non esito a definire la primavera di Sant’Onofrio, don Primo riuscì a trasmetterci l’idea che nessuna impresa è preclusa a chi ha la perseveranza di perseguirla in giustizia ed umiltà. E proprio questo principio credo sia stato alla base delle esperienze di tutti coloro che ebbero la fortuna di formarsi con lui, attingendo al suo senso del lavoro ed alla sua profondità spirituale”.
“Spesso - conclude Gerardo D’Urzo - mi ritrovo a pensare con grande nostalgia a quel periodo importante della mia vita che inevitabilmente identifico con la canzone Amico Gen. Era questa infatti la colonna sonora che accompagnava ogni nostra iniziativa al fianco di don Primo in quella che è stata la breve quanto intensa stagione di rinascita della nostra comunità”.
(Raffaele Lopreiato Gazzetta del Sud 21/12/2014)